UN REY ESCUCHA

 

 

Personajes

PROSPERO

RE
GISTA

PROTAGONISTA

VIERNES

ARIEL

AYA


ESPOSA
Empresario Teatral

Director de Escena

Actor de la Compañía

Personaje de la Obra

Personaje de la Obra

Personaje de la Obra

Personaje de la Obra
Bajo

Tenor

Soprano

Actor

Actor

Mezzosoprano

Mezzosoprano

 

El rey de un reino imaginario vive en otro plano y su único contacto con la realidad es escuchando conversaciones.
Una compañía teatral llega para representar La tempestad (Shakespeare).
El rey empieza a imaginarse a sí mismo como el Próspero de la obra.
Mientras escucha los ensayos, los empieza a relacionar con lo que ocurre en su reino, confundiendo ambos mundos.
Al cabo del tiempo, el rey pasa por un colapso psicológico.
Al final, la obra ensayada nunca se celebra y la compañía se marcha.
El rey tiene una visión del futuro y se encamina hacia su propia muerte.

 

La acción se desarrolla en un lugar y tiempo indeterminados.

 

PARTE PRIMA
 

Aria I (Prospero)

(Il sipario si apre lentamente quando l’orchestra
comincia a suonare. Sulla sinistra della scena
una sezione di palcoscenico in penombra. A
destra la stanza di Prospero. All’alzarsi del
sipario Prospero ha appena ricevuto un
messaggio da un fattorino che si allontana
rapidamente. Appartato e assorto il Mimo
osserva Prospero)

PROSPERO
(come sognando, ora “lontano” ora
“vicino” con improvvisi soprassalti)
Ho sognato un teatro, un altro teatro,
esiste un altro teatro, oltre il mio teatro,
un teatro non mio che pur io conosco,
io ricordo,
ossia io ricordo d’aver dimenticato solo questo
un teatro dove un io che non conosco canta.
Canta la musica che non ricordo
e che io adesso vorrei cantare non ricordo...

(La sezione di palcoscenico si illumina
a poco a poco. Entrano tre ballerini, tre
cantanti con un pianista, il regista, lo
scenografo con alcuni assistenti, la sarta,
alcuni acrobati, una signora da segare
in due, un clown e una figura esotica
e ripugnante: Venerdì)

PROSPERO
Non ricordo cosa ho sognato,
ma solo il vuoto che quel sogno m’ha lasciato,
il vuoto in me,
quel vuoto da cui vengono i suoni
e che ora tace.

Duetto I (Regista e Venerdì)

(Il palcoscenico è in piena attività:
si sta provando uno spettacolo.
La scena è un’isola. Tutti fanno
qualcosa mentre il regista prova con
Venerdì, che ha in mano un costume
che indosserà dopo)

VENERDÌ
(cercando le parole intimidito)
Si... Si...

REGISTA
(correggendo Venerdì)
Silenzio... silenzio...

VENERDÌ
(imitando il regista)
Silenzio, silenzio.
fra poco in questa notte magica
si giungerà all’azione e tu... e tu…

REGISTA
... e tutti

VENERDI
(imitando il regista)
e tutti tratterranno il fiato
mentre una coppia non curante
walzeggia sulla corda tesa
come se non ci fosse morte
o speranza di cadere
e il po... e il po...

REGISTA
(molto espressivo)
e il povero vecchio ha paura,

VENERDI
... e il povero vecchio
ha paura,
e tutti si faranno beffe
delle sue rughe
e gli tireranno la barba

REGISTA
... mentre lui l’altro.

VENERDI
... mentre lui l’altro raccoglierà
tutte le armi della seduzione
coniugando la faccia
coraggiosa di un eroe
con la bellezza di quella figura,
la for-- la for…

REGISTA
(aggressivo)
... la forza magica d’un riso

VENERDI
... la forza magica d’un riso
con quegli occhi pieni di desiderio.
una bocca fatta per baciare
con quelle guance
fresche e-- e-- --

REGISTA
(enfático)
Ecco, ecco...

VENERDI
ecco, lui è il padrone
e forse ha inizio il suo trionfo.
Forza fantasmi che
avete insidiato la sua vita,
indicategli ora la strada.

REGISTA
(impaziente)
Silenzio, silenzio,

VENERDI
silenzio, silenzio,
il ferito piange
mentre il clown
raddoppia il senso di
quello che fa. Oh...

REGISTA
Oh, oh,

VENERDI
Oh, oh,

REGISTA
(irinico)
oh come ridono...

VENERDI
oh come ridono

REGISTA
(enfatico)
I bambini

VENERDI
I bambini
i bambini...

(Tossisce. Enfatico)
 
Ehi, ombra della madre
svegliati nella tempe...

(Il Regista zittisce
perentoriamente Venerdì)


(Il palcoscenico è un caleidoscopio di azioni.
Il regista continua a provare con Venerdì
e con i 3 cantanti accompagnati dal pianista
che accenna con la voce alla parte di una
cantante assente)

PIANISTA
Mi guardi indietro
mentre il sole scende
dietro quell’isola
dove la nostra vita
è cambiata

3 CANTANTI
Ma noi in questo luogo tranquillo
e solitario godiamo
il senso della vita
al riparo della tempesta.
Il mormorio della foresta...

REGISTA
In questo luogo al riparo...
il mormorio…

VENERDÌ
Fra poco in questa notte magica
si aggiungerà all’azione
e tutti tratterranno il fiato
mentre un coppia noncurante
walzeggia su una corda tesa
come se non ci fosse morte
o speranza di cadere.

3 CANTANTI
La natura propizia
degli uomini
e delle cose ci rassicura
e noi ci arrendiamo
al silenzioso dissolversi del mare.

REGISTA
Dove la nostra vita...

PIANISTA
Dove la nostra vita è cambiata...

VENERDI
e il povero vecchio ha paura
e tutti si faranno beffe
delle sue rughe
e gli tireranno la barba
mentre lui, l’altro
raccoglierà tutte le armi della seduzione.

REGISTA
(al pianista)
Mi guardo indietro mentre il sole scende…

VENERDI
Ecco, lui è il padrone
e forse ha inizio il suo trionfo.
Silenzio. Il ferito piange
mentre ilo clown raddoppia
il senso di quello che fa.
Oh come ridono i bambini
quando i tamburi rullano
e la bella signora è segata in due.

(Entra il coro con le parti in mano.
Il registra mostra loro la posizione)

VENERDÌ
Ehi, ombra della madre
svegliati nella tempesta
mostraci che il mondo concreto
che noi amiamo è tutta roba immateriale
e che tutto il resto
dall’altra parte del muro è silenzio...
Oh quale autorità dà all’esperienza
la sua sorpresa?

3 CANTANTI
Ma noi
in questo luogo tranquillo e solitario
godiamo il senso della vita
al riparo della tempesta.
Il mormorio della foresta
la natura propizia degli uomini
e delle cose ci rassicura
e noi ci arrendiamo
al silenzioso dissolversi del mare.

(Il regista continua a provare infaticabile.
Dà spettacolo dimostrando egli stesso i gesti
da compiere e le posizioni da assumere. Può
dire ogni tanto dei sì e dei no e così a tempo
di walzer. Prospero lascia la stanza e fa il
suo ingresso sul palcoscenico, pensieroso e
assente. Il mimo lo conduce attraverso i
diversi aspetti dello spettacolo in prova.
Il regista continua a provare con Venerdì,
i 3 cantanti, il pianista, il coro e un
messaggero che deve imparare come
consegnare rapidamente un messaggio)

CORO
Che silenzio.
Nuovi presentimenti
dopo nove anni di potere
lassù pronta a distruggere
c’è un’armata di nuvole.
Più scuri gli scogli.
Le acque si increspano.
Più cupe ondeggiano
le cime degli alberi
Ascolta quanti terrori
ci minacciano nella notte...

(Entra un giovane soprano per
un’audizione, col suo pianista.
Il regista interrompe bruscamente
la prova. Prospero si fa loro
incontro con premura. Le azioni
sul palcoscenico si calmano)

Audizione I

(Soprano, Regista, Prospero)

SOPRANO
Mi guardo indietro
mentre il sole scende
dietro quell’isola
dove i nostri affetti sono cambiati.
Un letto è vuoto, Prospero,
la mia persona è mia
forse nessuno conoscerà la fiamma
che mi brucia nel buio.
Il tutto di te è parziale, Prospero,
il tuo bisogno di amare
non si incontrerà mai con me.
Io sono io per scelta, adesso
sono solo me stessa.
La mia lingua tace,
il mio linguaggio è mio.
Addio.

REGISTA
(correggendo enfaticamente il soprano)
Addio!

SOPRANO
(come il regista)
Addio!

PROSPERO
(correggendo il soprano dolcemente)
Addio!

SOPRANO
Addio!

REGISTA
Addio!

SOPRANO, REGISTA, PROSPERO
(a tre)
Addio!

(Il pianista si allontana con un gesto di
stizza, trascinando con sé il soprano.

Duetto II

(Regista e Prospero)

REGISTA
Dove siamo adesso?
Tu dicevi che tutto comincia all’improvviso
e che c’è subito tanta agitazione.

PROSPERO
No, io pensavo a un silenzio
come fosse un’attesa.
L’attesa del canto.

REGISTA
E dopo dicevi che il silenzio è riempito dalla
voce come se dentro alla musica
ci fosse un silenzio che vuol farsi udire.

PROSPERO
Forse, ma udire e ascoltare
non sono la stessa cosa
Io vorrei che questo teatro potesse contenere
l’ascolto in tutte le sue forme.

REGISTA
Solo il desiderio d’udire apre l’orecchio.
E tu cercavi una voce di donna che canta
un’aria su una scena che è come un labirinto.
E lo spettacolo è la storia di un re
che tende l’orecchio.
È come un’isola deserta, come un teatro vuoto.
Teme una congiura,
tende l’orecchio ad ogni rumore.

PROSPERO
È un re che ascolta
con le orecchie degli altri.
Quando ascolta coi propri orecchi,
cogliendo l’eco del palazzo,
nulla lo rassicura.
Non ha orecchi per un lamento
che viene dalla prigione.
Ode, ma non ascolta.
È solo, ti ricordi?

REGISTA
Tu dicevi che il re si confida solo con un servitore
che è come un animale: brutto e sordo.

PROSPERO
Forse, ma è anche
una creatura delicata e invisibile,
che è soggiogata dall’immaginazione del re,
che canta.
È una voce fra le tante che solo lui ascolta.

REGISTA
Non solo.
Tu dicevi che i servitori informano il re
che la regina lo tradisce,
e che il suo regno è in pericolo.

PROSPERO
Forse non è un sogno,
i fatti sono sottili come soffi.
Sento dei passi!

(Sulla scena tutti prestano
attenzione a Prospero e al Regista)

REGISTA
Ma tu dicevi anche di un coinvolgimento
generale, come fosse una tempesta.

PROSPERO
Forse una tempesta, o una rivoluzione,
ma pacifica, come in un sogno.
Non so.

REGISTA
Una tempesta che rende drammatico
l’intero universo?

PROSPERO
Con un personaggio
che possa visitare altre menti...
tante menti diverse.

(La sarta prova costumi diversi. Venerdì
indossa con impaccio il suo costume)

Concertato II con figure
 
(Pianista, Venerdì, Regista, 3 Cantanti, Coro)
Il regista riprende a provare con Venerdì,
coi 3 cantanti, coi 3 ballerini, gli acrobati,
il coro, la signora segata in due, un messaggero,
il clown. Immobile, Prospero segue la prova di
questo spettacolo indecifrabile)

PIANISTA
Mi guardo indietro...

VENERDÌ
Fra poco in questa notte magica
si giungerà all’azione
e tu…

PIANISTA
Mentre il sole scende…

VENERDÌ
e tu…

REGISTA
E tutti...

VENERDÌ
E tutti tratterranno il fiato
mentre lui, l’altro

REGISTA
(a Venerdi, gridando)
Ma cosa fai là in mezzo?

VENERDÌ
mentre lui, l’altro
raccoglierà tutte le
armi della seduzione…
Ecco lui è il padrone
e forse ha inizio il suo trionfo.
Forza fantasmi che
avete insidiato la sua vita,
indicategli ora la strada…

REGISTA
(A Venerdì, impaziente)
Eccetera!

(Ora il regista prova diverse posizioni
del coro e di un messaggero che deve
imparare come consegnare velocemente
un messaggio)

3 CANTANTI
Che silenzio!

VENERDÌ
Ehi, ombra della madre,
svegliati nella tempesta,
mostraci che il mondo concreto
che noi amiamo
è tutta roba immateriale.
Silenzio, silenzio. Eccetera.

CANTANTE
(tenore)
Che silenzio!

VENERDÌ
(fra sé, quasi incomprensibilmente,
come studiando la parte)
Fra poco in questa notte magica
si giungerà all’azione,
e tutti tratterranno il fiato,
mentre una coppia noncurante
walzeggia su una corda tesa.
Lassù, pronta a distruggere
c’è un’armata di nuvole.
E il povero vecchio ha paura.
e tutti si fanno beffe di lui,
delle sue rughe e gli tireranno la barba.

(si toglie il copricapo)
 
Fra poco questa notte magica, eccetera...
Mentre una coppia solitaria
walzeggia su una corda tesa.

(si siede a terra)

3 CANTANTI
Nuovi presentimenti
dopo nove anni di potere...

CORO
Fra poco in questa notte magica
si giungerà all’azione;
oh!

Insieme
 
VENERDÌ
Fra poco in questa notte magica
si giungerà all’azione
e tutti tratterranno il fiato
mentre una coppia noncurante...

REGISTA
(come un suggeritore)
Fra poco in questa notte magica
si giungerà all’azione
e tutti tratterranno il fiato
mentre una coppia noncurante...

(infastidito)
 
Su!--sì--sì--sa--no!

CORO
Nuovi presentimenti
dopo nove anni di potere…

REGISTA
Così!--sì!--sì!--su!--
sa!--sa!--sì

3 CANTANTI
Nuovi presentimenti
dopo nove anni di potere.
Più scuri gli scogli.

CORO
Le acque si increspano.

3 CANTANTI
Dopo nove anni di potere

REGISTA, 3 CANTANTI,
CORO
È finita la festa
È così, sì, è così,
sì, siete spiriti nell’aria.
Sì, nell’aria,
sciolti nell’aria,
sì così svaniranno.
svaniranno le torri,
i palazzi sontuosi, i templi,
e questo immendo mondo:
svaniranno senza traccia,
come un sogno.

(Mentre l’azione lentamente si calma,
il messaggero porta messaggi a tutti.
Il regista è vicino a Prospero, immobile;
clown, acrobati e ballerini ripetono,
sempre più lentamente, i loro numeri.
Spari dietro la scena. Venerdì è
terrorizzato)
 
(Spari e sirene dietro la scena. Venerdì si
avvicina, agitato, al proscenio col
copricapo in mano. Si rivolge a tutti, come
chiedendo attenzione)

“Serenata”
 
VENERDÌ
Silenzio, il tempo piange,
mentre il clown raddoppia il senso
di quello che fa.
Oh, come ridono i bambini
quando i tamburi rullano
e la bella signora è segata in due!
Silenzio,
ehi, ombra della madre,
silenzio,
svegliati nella tempesta,
mostraci che il mondo concreto
che noi amiamo
è tutta roba immateriale,
e che tutto il resto
dall’altra parte del muro è silenzio.

(Prospero rientra nella sua stanza)
 
Oh quale autorità dà all’esperienza
la sua sorpresa?

Aria II
 
(Sul palcoscenico stanno provando
un “effetto mare” con lunghe strisce
di stoffa blu)

PROSPERO
(assorto e lontano)
I suoni arrivano al porto,
al teatro, all’orecchio,
al grande porto del teatro orecchio.
Io sto nel punto
da dove i suoni irradiano
per raggiungere il porto.
Io sto qui a orecchio teso
e ascolto l’orecchio teatro.
Qui tornano i suoni partiti da qui
in questo stesso momento.
Il mio orecchio teso accoglie
quei suoni all’arrivo:
diversi da com’erano partiti.
Sono i suoni
con in più l’ascolto dei suoni.
Cerco qualcosa
che mi viene detto fra i suoni
e ch’io non so se devo aspettare
con desiderio o con paura.

(Sul palcoscenico entra un’altra
Cantante per un’audizione. Il regista
interrompe la prova)

Audizione II


(Mezzosoprano)

(Prospero ascolta l’audizione.
È immerso nei suoi pensieri.
Un fattorino gli porta un altro messaggio)

MEZZOSOPRANO
Oh notte grave immensa chiara,
guarda il nostro vascello:
la sua scia rimane intatta
sul mare e sul silenzio.
Gli occhi guardano altrove, Prospero.
La mia bussola è mia.
I marinai nostalgici non sanno
in quali acque io navigo sola, da sempre.

(Il mezzosoprano esce. La prova è finita.
Il palcoscenico si vuota lentamente.
Restano solo il mimo e Venerdì immersi
nella luce blu marina)

Duetto III

(Venerdì, Mimo)

(L’uno di fronte all’altro, il mimo e
Venerdì danno vita ad uno spettacolo:
una parodia del precedente scontro tra
Prospero e regista (Duetto II). Con grazia
malinconica il mimo mima le risposte di
Prospero e le immagini suggerite da Venerdì)

VENERDÌ
Tu dicevi, Io pensavo.
Tu dicevi che c’è tanta agitazione.
Io pensavo ad un silenzio.
Tu dicevi che c’è anche un re
che ascolta le voci di sottoterra.
Tu pensavi ch’è solo.
Tu dicevi.
Io dicevo.
Io dicevo che parla con un animale esotico
e ributtante come me.
Tu dicevi.
Io dicevo.
Tu pensavi a una creatura delicata e invisibile.
Io dicevo.
Tu pensavi.
Io pensavo che il mio regno è in pericolo.
Nella tempesta, nella rivoluzione.
Dove sono?
Sono qua.
Dov’è?
Cosa?
Mi sfugge...
Tu pensi.
Mi perdo.
Forse questo perdersi
è trovarsi.
Forse è già venuta la fine.
Forse è già calato il sipario
e le luci si spengono.
Tu pensavi.

(Venerdì e il Mimo escono)

Aria III


(Prospero)

(Prospero è sempre solo nella sua
stanza. È inquieto. Sulla sezione di
palcoscenico luci di servizio)

PROSPERO
C’è una voce nascosta tra le voci
che appare e scompare.
Io la sento alle volte nettissima,
e poi si perde.
Tu, dice, oppure io, dice,
ricordati io ricordo il ricordo,
dice, ma non voglio ricordare
quel ricordo che affiora.
Forse non è il ricordo ma l’attesa,
il momento della fine che attende
la mia fine, la tua,
muori, tu muori dice muoio, io muoio.
C’è una voce che parla di me,
seppellita fra le voci,
dentro di me, dentro l’ascolto,
che dice muori, dice, io ho paura.

(Prospero viene colto
da malore e si accascia)

Sipario lento.
 
 

PARTE SECONDA


Duetto IV


(Regista, Prospero)


(Sipario. Tutto (scena, luci, posizione
di Prospero) è come alla fine della
Parte Prima)
 
(Entra il regista)

REGISTA
È stato un viaggio terribile da solo.

PROSPERO
Adesso non siamo più una coppia.

REGISTA
Sembra ubriaco...

PROSPERO
E posso veramente credere di morire.

REGISTA
È improvvisamente lucido.

PROSPERO
Ariel! Dov’è Ariel?

(Entra il mimo)

PROSPERO
Stai con me, Ariel,
mentre faccio le valige,
e delizia la mia partenza
col tuo primo atto libero.
Canta Ariel... dove sei?
Canta dolcemente
dalle amare e pigre acque...


Concertato III

Prospero, Regista, Venerdì, Soprano I,
Infermiera, Mezzosoprano, Moglie, 3
Cantanti, Dottore, Avvocato, Coro)
 
(Il Mimo aiuta Prospero a sollevarsi,
con gesti che rivelano una consuetudine
affettiva)

PROSPERO
...che c’è? Che c’è?
Spirti fedeli, spiaggia sacra,
venti e onde, e soli e stelle,
fate che si raggiunga lo scopo, amici...
lasciate quest’isola, amici...

(si accascia di nuovo. Sembra dormente.
Ogni tanto sussulta e ascolta)

REGISTA
(guardandosi intorno)
Su presto, su presto...

CORO
(ancora fuori scena)
Addio, addio amici...

REGISTA
Bisogna aiutarlo...
...su presto...

(a Prospero)
 
come stai?
Non andargli vicino,
sta molto male.

MOGLIE
Come sta?

REGISTA
Sta male.

CORO
Addio, addio amici, fratelli...

DOTTORE
Portatelo via, in ospedale...

INFERMIERA
Non lasciatelo qui... state indietro...

DOTTORE
Siate calmi, vi prego!
Coraggio, mettiti seduto e respira,
respira finché ti scoppiano i polmoni,
respira!
Perdo la pazienza... respira...

REGISTA
Aiutate il malato... state calmi... intralciate il
lavoro...
state indietro... state calmi...
Dottore, parlagli,
dottore, mettiti al lavoro...

MOGLIE
Come sta? Non lo riconosco più!

AVVOCATO
Come sta? Può firmare?
Siate pazienti!

CORO
(in scena)
Addio, amici, fratelli, figli...

SOPRANO I, INFERMIERA
MEZZOSOPRANO
Calma, calma!

MOGLIE
Non lo riconosco più! Calma!

TENORE
Come sta? calma! calma!

DOTTORE
Calma, calma!

REGISTA
O finisce sul fondo!

BARITONO, BASSO, AVVOCATO
È molto cambiato... come sta?
Calma, calma!

SOPRANO I
Calma, calma!
Bisogna porgere la mano
a chi sta cadendo...
Come sta?

BASSO, AVVOCATO
È molto cambiato...

TENORE, DOTTORE, BARITONO
Calma! ...cambiato...

CORO
Addio amici, addio luci...

DOTTORE
Vi garantisco che ce la farà!

BARITONO, BASSO, AVVOCATO
Io non so che succederà...

SOPRANO I, INFERMIERA
MEZZOSOPRANO, MOGLIE
DOTTORE, TENORE
... ce la farà...

SOPRANO I
Solo lui sa il dramma che sta recitando
nella sua testa, solo lui lo sa...
io non so chi canta e chi ascolta...

MOGLIE
Perché son qui in mezzo a tutta questa gente?
Ha il solito bisogno di perdono...

TENORE
Portatelo via... ha perduto tutto ora.
Soffre, forse tutto è perduto.

(La scena si riempie di
strisce di stoffa bianca)

BARITONO, BASSO, AVVOCATO
State calmi...

BARITONO
Io non so se ci ascolta...

AVVOCATO, BARITONO, BASSO
Pazienza, pazienza, non lasciatelo qui...

CORO
Addio fratelli, luci, polvere...

DOTTORE, BASSO
Forse tutto è perduto...

SOPRANO I
Io non so chi canta e chi ascolta.
Forse è già venuta la fine...

(La separazione fra la stanza di
Prospero e il palcoscenico si fa meno
netta e gradualmente scompare)

MOGLIE
Nessuna pietà!

TENORE
Che ci sta a fare qui, vada via...

MOGLIE
Smascherarlo, svergognarlo!

DOTTORE
No, no, no, no...

TENORE
Come sta? Come sta?

DOTTORE
State calmi,
perdo la pazienza!
No, no, no, no...

CORO
Addio luci, polvere, fatica...

VENERDÌ
Pazienza, pazienza, i malanni
non hanno pazienza.
Cosa gliene importa alla febbre,
del teatro e del suo re.

(Sirene d’ambulanza dietro la scena)

AVVOCATO
Meglio una firma qui.

VENERDÌ
Ma voi fate silenzio, tornatevene a casa,
non disturbatelo più

(come citando)
 
Oh canta leggero e brillante il distacco.

MOGLIE
Un cancro in gola,
cagnaccio blasfemo...

VENERDÌ
Oh canta senza ansia un re,
cioè lui, cioè noi, adesso, cioè sempre.

SOPRANO I
Come sta?

VENERDÌ
Cotto d’amore e d’ansia,
tremando penosamente
prende il silenzioso passaggio...

TENORE
Ha perduto tutto...

VENERDÌ
Oh canta quella verde e remota Cockagne
dove scorrono fiumi di whiskey...

INFERMIERA
È molto amato...

REGISTA
Voleva censurare un atto...

VENERDÌ
Oh canta leggero e brillante il distacco.

SOPRANO I, MOGLIE, MEZZOSOPRANO,
3 CANTANTI, AVVOCATO, CORO
Addio...

TUTTE LE VOCI
(Prospero e Venerdì)
Amici, figli, fratelli addio...
addio luci, polvere, fatica...

(La scena si trasforma a poco a poco
in una incontrollata veglia funebre)

SOPRANO I
Addio!

MEZZOSOPRANO
Non so come si fa,
io non so chi canta e chi ascolta...

CORO
Addio luci, polvere, addio fatica,
addio pozzo del tempo.

SOPRANO I, INFERMIERA
MEZZOSOPRANO, MOGLIE
TENORE, DOTTORE
Come sta?

SOPRANO I
Dove sono?

MEZZOSOPRANO
Io non so chi canta
e chi ascolta.
Lo senti?

VENERDÌ
Dove sono?
Forse è già venuta la fine,
forse il sipario è già calato...

TUTTE LE VOCI
(tranne Venerdì)
Come sta?

VENERDÌ
E le luci si spengono...
addio... addio amici,
addio figli, fratelli,
addio luci, polvere, fatica...

CORO
Addio amici, addio polvere...

VENERDÌ
Addio padrone mio,
addio pozzo del tempo
addio,
specchio del suono,
eco dei gesti.


Air


(orchestra sola)

(Prospero è ora in mezzo alla scena, troneggiante
su una poltrona, come un re triste. Entra un altro
soprano per farsi ascoltare. Le fanno indossare a
forza un costume. Sulle spalle di Prospero viene
posto un manto regale)

Audizione III


(Soprano II)

SOPRANO II
Oh notte grave, immensa e chiara
guarda il nostro vascello.
La sua scia rimane intatta
sul mare e sul silenzio.
Un volto piange il nulla,
la mia coscienza è mia...

(Due armigeri portano via il soprano
come una regina colpevole)

Aria IV (Prospero)

PROSPERO
Dietro i suoni.
I suoni hanno un rovescio.
Mi trovo dentro il suono
perché sono io che lo spingo.
Vola, sollevati onda, nuvola passa, scorri fiume:
sono io il padrone di questo fiume che scorre.
Il mio regno non si vede né si tocca,
non è le tavole di questo palcoscenico,
né la polvere sospesa del cono di luce bianca,
non le pieghe dell’orecchio conchiglia di ricordi.
Il mio regno è una distesa impalpabile,
e il ponte-fiume di musica che vola,
il mare di musica quando si stacca dalle rive,
dalle corde che vibrano,
quando approda e fa vibrare.

(Entra la protagonista.
È una superstite: il suo costume è
stracciato. la scena è immobile)

Aria V


(Protagonista)

PROTAGONISTA
Mi guardo indietro mentre il sole scende
dietro quell’isola dove la nostra vita
è cambiata.

(a Prospero)
 
Un letto è vuoto, Prospero.
La mia persona è mia.
Forse non conoscerai mai la fiamma
che mi ha bruciato, sola, nel buio.
Il lutto di te è incompleto, Prospero.
La mia volontà è mia.
Il tuo bisogno di possedere
non s’incontrerà più con me.
Oh notte grave immensa e scura,
nascondi quell’inutile vascello:
la sua scia non ha più senso,
né sul mare, né sul silenzio.

(a Prospero)
 
Gli occhi guardano altrove, Prospero.
La mia bussola è mia.
I marinai nostalgici non sanno
in quali acque ho navigato
sola, da sempre.
Un suono irritante, Prospero,
la mia voce è mia,
la meraviglia è spenta, Prospero,
il mio teatro è mio.
Il mio canto è pianto per te, Prospero,
il tuo canto è in fondo al mare,
più in fondo
di quanto sia mai sceso lo scandaglio.
Addio!

(esce)

Concertato IV

(Soprano I, Mezzosoprano,
Regista, Baritono, Soprano II, Moglie,
Tenore e Basso, Infermiera,
Dottore, Avvocato, Coro)

(La “folla” intorno a Prospero esplode eccitata)

CORO
Ascolta, ascolta!

(La scena si calma. A poco a poco tutti si
tolgono il costume e lasciano lentamente
il palcoscenico)

SOPRANO I, MEZZOSOPRANO
REGISTA, BARITONO, SOPRANO II
MOGLIE, TENORE, BASSO, DOTTORE
INFERMIERA, AVVOCATO, CORO
Una cosa perduta cerca un nome perduto,
forse tutto è perduto.
Addio, amici, addio figli, addio polvere.
Ascolta!
Addio fatica, addio pozzo del tempo.
Ascolta!
Addio, specchio del suono,
addio eco dei gesti,
pozzo del tempo,
addio!

(Il mimo rivolge a Prospero i suoi gesti affettuosi)

SOPRANO I
(si avvicina a Prospero)
Addio!

(esce. Il mimo esce. I 3 ballerini tentano
impacciati un passo di danza come per
distogliere Prospero dai suoi pensieri)

Aria VI

(Prospero, Coro)

PROSPERO
C’è una voce nascosta fra le voci
nascosta nel silenzio, nel rovescio,
nel fondo, nel profondo, nel fondale di tela,
nel giardino di notte, nel bosco, nel lago,
nel riflesso dell’acqua fra le foglie il rovescio,
il rovescio dei suoni nell’ombra,
il buio illuminato dalla voce l’ombra
dove il ricordo non arriva il non ricordo
è un lago freddo e nero la memoria custodisce
il silenzio ricordo del futuro la promessa.
Quale promessa?
Questa, che ora arrivi a sfiorare
col lembo della voce
e spezza come il vento
accarezza il buio nella voce il ricordo
in penombra un ricordo al futuro.

(Prospero muore)
 
 
 
PARTE PRIMERA


Aria I (Próspero)
 
(El telón se abre lentamente cuando la
orquesta comienza a tocar. A la izquierda
una sección del escenario con poca luz.
La habitación de Próspero a la derecha.
Cuando se levanta el telón, Próspero acaba
de recibir un mensaje de un cartero que
rápidamente se aleja. Apartado y absorto,
el Mimo observa a Próspero)

PRÓSPERO
(como soñando, ahora "lejos" ahora
"cerca", con repentinos sobresaltos)
Soñé con un teatro, otro teatro,
hay otro teatro, además de mi teatro,
un teatro no mío
que conozco, que recuerdo,
es decir, recuerdo haber olvidado sólo éste.
Un teatro donde canta un yo que no conozco.
Canta la música que no recuerdo
y que ahora quisiera cantar pero no recuerdo...

(La sección del escenario se ilumina
gradualmente. Entran tres bailarines,
tres cantantes con un pianista, el director
de escena, el escenógrafo con unos
ayudantes, la costurera, unos acróbatas, una
señora que va a ser cortada en dos, un payaso
y una figura exótica y repugnante: Viernes)

PRÓSPERO
No recuerdo lo que soñé,
sólo el vacío que me dejó el sueño,
un vacío en mí,
ese vacío del que provienen los sonidos
y que ahora calla.

Dúo I (Director de escena y Viernes)

(El escenario, que representa una isla,
está de bote en bote: se ensaya un
espectáculo. Todos hacen algo mientras
el director de escena ensaya con Viernes,
que tiene en su mano un disfraz que usará
más tarde)

VIERNES
(busca las palabras intimidado)
Si... Si...

DIRECTOR DE ESCENA
(corrigiendo a Viernes)
Silencio... silencio...

VIERNES
(imitando al director de escena)
Silencio... silencio.
Pronto, en esta noche mágica,
llegará la acción y to... y to...

DIRECTOR DE ESCENA
y todos...

VIERNES
(imitando al director de escena)
y todos contendrán la respiración;
mientras una pareja distraída
baila el vals sobre la cuerda floja,
como si no hubiera muerte
ni esperanza de caer
y el po... y el po...

DIRECTOR DE ESCENA
(muy expresivo)
y el pobre viejo tiene miedo,

VIERNES
... y el pobre viejo
tiene miedo,
y todos se burlarán
de sus arrugas
y le mesarán la barba.

DIRECTOR DE ESCENA
Mientras él el otro...

VIERNES
Mientras él el otro recogerá
todas las armas de la seducción,
combinando el rostro
valiente de un héroe
con la belleza de esa figura,
La fuer... la fuer...

DIRECTOR DE ESCENA
(agresivo)
La fuerza mágica de una risa.

VIERNES
La fuerza mágica de una risa,
con los ojos llenos de deseo.
Una boca hecha para besar
con esas mejillas
frescas y... y...

DIRECTOR DE ESCENA
(enfáticamente)
Aquí, aquí...

VIERNES
Aquí está, él es el patrón
y tal vez saborea su triunfo.
¡Vamos, fantasmas que
le habéis socavado la vida,
mostradle el camino ahora!

DIRECTOR DE ESCENA
(impaciente)
Silencio, silencio,

VIERNES
Silencio, silencio,
llora el herido
mientras el payaso
redobla el sentido
de lo que hace. ¡Oh...

DIRECTOR DE ESCENA
¡Oh, oh!

VIERNES
¡Oh, oh!

DIRECTOR DE ESCENA
(irónicamente)
¡oh, como se ríen...

VIERNES
¡Oh, como se ríen...

DIRECTOR DE ESCENA
(enfáticamente)
... los niños

VIERNES
Los niños,
los niños...

(Tose. Enfático)
 
Sombra de la madre
despierta en la tormenta...

(El Director de escena hace callar
perentoriamente a Viernes)


(El escenario es un calidoscopio de
acciones. El director sigue ensayando
con Viernes y con los 3 cantantes
acompañados del pianista que gesticula
la parte de un cantante ausente)

PIANISTA
Me miras
mientras el sol se pone
detrás de esa isla,
donde nuestra vida
cambió.

3 CANTANTES
Pero nosotros,
en este lugar tranquilo y solitario,
disfrutamos del sentido de la vida
al abrigo de la tormenta.
El murmullo del bosque...

DIRECTOR DE ESCENA
En este lugar al resguardado...
el murmullo...

VIERNES
Pronto, en esta noche mágica,
se sumará a la acción
y todos contendrán la respiración,
mientras una pareja distraída
baila un vals sobre una cuerda floja
como si no hubiera muerte
ni esperanza de caer.

3 CANTANTES
La naturaleza propicia
de los hombres y de las cosas
nos tranquiliza
y nos rendimos
a la disolución silenciosa del mar.

DIRECTOR DE ESCENA
Donde nuestra vida...

PIANISTA
Donde nuestra vida ha cambiado...

VIERNES
Y el pobre viejo tiene miedo
y todos se burlarán
de sus arrugas
y le mesarán de la barba,
mientras él, el otro,
recogerá las armas de la seducción.

DIRECTOR DE ESCENA
(al pianista)
Miro hacia atrás mientras el sol se pone...

VIERNES
Aquí está él, es el patrón,
y quizás saborea su triunfo.
Silencio. El herido llora
mientras el payaso redobla
el significado de lo que hace.
¡Oh, cómo se ríen los niños
cuando redoblan los tambores
y la bella dama es cortada en dos!

(Entra el coro con las partituras en la
mano. El Director les muestra su ubicación)

VIERNES
¡Eh, tú, sombra de la madre!
Despierta en la tormenta,
muéstranos que el mundo es concreto
y que lo amamos es todo inmaterial;
que todo lo demás,
al otro lado del muro, es silencio...
¿Qué autoridad da a la experiencia
su sorpresa?

3 CANTANTES
Pero nosotros,
en este lugar tranquilo y solitario,
disfrutamos del significado de la vida
al abrigo de la tormenta.
El murmullo del bosque,
la naturaleza propicia
de los hombres y las cosas,
nos tranquiliza y nos entregamos
a la silenciosa disolución del mar.

(El director de escena, incansable, sigue
con el ensayo. Realiza la representación él
solo mostrando los gestos a realizar y las
posiciones a asumir. De vez en cuando
puede decir sí y no o así al ritmo de un vals.
Próspero sale de la habitación y entra al
escenario, pensativo y ausente. El mimo lo
conduce por los diferentes sitios donde se
realiza el ensayo. El director de escena sigue
ensayando con Viernes, los 3 cantantes, el
pianista, el coro y un mensajero que tiene que
aprender a entregar un mensaje rápidamente)

CORO
¡Qué silencio!
Nuevos presentimientos
tras nueve años en el poder,
allí arriba, dispuesto a destruirlo todo,
hay un ejército de nubes.
Las rocas son más oscuras.
Las aguas se encrespan.
Sombrías se agitan
las copas de los árboles.
Escucha cuántos terrores
nos amenazan en la noche...

(Entra una joven soprano para
realizar una audición con su pianista.
El director interrumpe bruscamente
el ensayo. Próspero se acerca
apresuradamente a ellos. La acción en
el escenario se calma)

Audición I

(Soprano, Director de escena y Próspero)

SOPRANO
Miro hacia atrás
mientras el sol se pone
detrás de esta isla
donde nuestros afectos han cambiado.
Un lecho está vacío, Próspero,
mi persona es mía
tal vez ninguno conocerá la llama
que me quema en la oscuridad.
Todo lo tuyo es parcial, Próspero,
tu necesidad de amar
nunca me alcanzará.
Yo soy yo por elección,
ahora solo soy yo misma.
Mi lengua calla,
mi lenguaje es mío.
Adiós.

DIRECTOR DE ESCENA
(corrigiendo enfáticamente a la soprano)
¡Adiós!

SOPRANO
(como el director de escena)
¡Adiós!

PRÓSPERO
(corrigiendo suavemente a la soprano)
¡Adiós!

SOPRANO
¡Adiós!

DIRECTOR DE ESCENA
¡Adiós!

SOPRANO, DIR DE ESCENA, PRÓSPERO
(a tres voces)
¡Adiós!

(El pianista se aleja con gesto enfadado,
arrastrando consigo a la soprano.


Dúo II

(Director de escena y Próspero)

DIRECTOR DE ESCENA
¿Dónde estamos?
Decías que todo empieza de repente
y que inmediatamente hay mucha agitación.

PRÓSPERO
No, yo pensaba en un silencio
como si fuera una espera.
La espera del canto.

DIRECTOR DE ESCENA
Y luego dijiste que el silencio se llena
con la voz como si dentro de la música
hubiera un silencio que quisiera ser escuchado.

PRÓSPERO
Quizás, pero oír y escuchar
no es lo mismo.
Me gustaría que este teatro pudiera contener
la escucha en todas sus formas.

DIRECTOR DE ESCENA
Sólo el deseo de oír abre el oído.
Busco una voz de mujer que cante un aria
en un escenario que parece un laberinto.
Y la historia es la de un rey que escucha.
Es como una isla desierta,
como un teatro vacío.
Él teme una conspiración
y escucha con atención  cada rumor.

PRÓSPERO
Es un rey que escucha
con los oídos de los demás.
Cuando escucha con sus propios oídos,
captando el eco del palacio,
nada lo tranquiliza.
No tiene oídos para un lamento
que proviene de la prisión.
Oye, pero no escucha.
Está solo, ¿lo recuerdas?

DIRECTOR DE ESCENA
El rey sólo confía en un sirviente
que es como un animal: feo y sordo.

PRÓSPERO
Quizás, pero también
es una criatura delicada e invisible,
que se deja someter
por la imaginación del rey, que canta.
Una voz entre muchas que sólo él escucha.

DIRECTOR DE ESCENA
Y no sólo eso.
Los sirvientes informan al rey
que la reina lo está traicionando
y que su reino está en peligro.

PRÓSPERO
Quizás no sea un sueño,
los hechos son tan sutiles como suspiros.
¡Escucho pasos!

(En el escenario todos prestan atención a
Próspero y al Director de escena)

DIRECTOR DE ESCENA
Pero también mencionaste una intervención
general, como si fuera una tormenta.

PRÓSPERO
Quizás una tormenta o una revolución,
pero pacífica, como en un sueño.
No sé.

DIRECTOR DE ESCENA
¿Una tormenta que vuelve dramático
a todo el universo?

PRÓSPERO
Con un personaje
que pueda visitar otras mentes...
muchas mentes diferentes.

(La costurera prueba diferentes disfraces.
Viernes se pone su disfraz con torpeza)

Concertante II con figuras

(El director retoma los ensayos con
Viernes, con los 3 cantantes, los 3
bailarines, los acróbatas, el coro, la
dama cortada en dos, un mensajero,
el payaso. Inamovible, Próspero sigue
el ensayo de este espectáculo indescifrable)

PIANISTA
Miro hacia atrás...

VIERNES
Pronto en esta noche mágica
comenzará la acción
y to...

PIANISTA
Mientras el sol se pone...

VIERNES
y to...

DIRECTOR DE ESCENA
Y todos...

VIERNES
Y todos contendrán la respiración
mientras él, el otro...

DIRECTOR DE ESCENA
(a Viernes, gritando)
¿Pero qué haces ahí, en medio?

VIERNES
... mientras él, el otro,
recogerá todas las
armas de la seducción...
Aquí está, es el patrón
y quizás comience su triunfo.
¡Vamos, fantasmas,
que habéis socavado su vida,
ahora indicadle el camino!

DIRECTOR DE ESCENA
(a Viernes, impaciente)
¡Etc.!

(Ahora el Director de Escena prueba
diferentes posiciones del coro y de un
mensajero que tiene que aprender
a entregar un mensaje rápidamente)

3 CANTANTES
¡Qué silencio!

VIERNES
¡Ah, sombra de la madre,
despierta en la tormenta,
muéstranos que el mundo
que amamos
es todo inmaterial!
Silencio, silencio. Etc.

CANTANTE
(tenor)
¡Qué silencio!

VIERNES
(aparte, casi incomprensiblemente,
como si estudiara su parte)
Pronto, en esta noche mágica,
comenzará la acción;
y todos contendrán la respiración
mientras una pareja descuidada
baila un vals sobre la cuerda floja.
Allí arriba, listo para destruir,
hay un ejército de nubes.
Y el pobre viejo tiene miedo.
Y todos se burlan de él,
de sus arrugas y le mesan la barba.

(se quita el cubrecabezas)
 
Pronto esta noche mágica, etc...
Mientras una pareja solitaria
baila un vals sobre la cuerda floja.

(se sienta en el suelo)

3 CANTANTES
Nuevos presentimientos
tras nueve años en el poder...

CORO
Pronto en esta mágica noche
llegará la acción;
¡Oh!

Juntos


VIERNES
Pronto en esta noche mágica
la acción comenzará
y todos contendrán la respiración
mientras una pareja descuidada...

DIRECTOR DE ESCENA
(como apuntador)
Pronto en esta noche mágica
comenzará la acción
y todos contendrán la respiración
como una pareja descuidada...

(fastidiado)
 
¡Vamos!... Sí... sí... ya sabes... ¡no!


CORO
Nuevos presentimientos,
tras nueve años en el poder...

DIRECTOR DE ESCENA
Así -- ¡sí! -- ¡sí! -- ¡Adelante!
¡Sabe! -- ¡sabe! – sí

3 CANTANTES
Nuevos presentimientos
tras nueve años en el poder.
Las rocas son más oscuras.

CORO
Las aguas se agitan.

3 CANTANTES
Después de nueve años en el poder

DIRECTOR DE ESCENA
3 CANTANTES, CORO
Se acabó la fiesta.
Es así, sí, es así,
sí, sois espíritus en el aire.
Sí, en el aire,
disueltos en el aire,
sí, así se desvanecerán.
Se desvanecerán las torres,
los suntuosos palacios, los templos
y este inmenso mundo
se desvanecerán sin dejar rastro,
como un sueño.

(A medida que la acción se calma,
el mensajero trae mensajes a todos.
El Director está cerca de Próspero.
Payasos, acróbatas y bailarines
repiten sus movimientos cada vez más
lentamente. Disparos fuera de escena.
Viernes está aterrorizado)
 
(Disparos y sirenas fuera de escena.
Viernes se acerca al proscenio, agitado,
con el cubrecabezas en la mano.
Se dirige a todos, como pidiendo atención)

"Serenata"


VIERNES
Silencio, el tiempo llora,
mientras el payaso refuerza el significado
de lo que hace.
¡Oh, cómo se ríen los niños
cuando redoblan los tambores
y la bella muchacha es cortada en dos!
Silencio.
¡Ah, sombra de madre!
Silencio,
despierta en la tormenta,
muéstranos que el mundo
que amamos
es totalmente inmaterial;
que todo lo demás,
al otro lado del muro, es silencio.

(Próspero regresa a su habitación)
 
¿Qué autoridad da a la experiencia
su sorpresa?

Aria II
 
(En el escenario ensayan un
"efecto mar” con largas tiras
de tela azul)

PRÓSPERO
(absorto y distante)
Los sonidos llegan al puerto,
al teatro, al oído,
al gran puerto del teatro oído.
Estoy en el punto
desde donde irradian
los sonidos para llegar al puerto.
Estoy aquí con el oído atento
y escucho el oído teatro.
Aquí regresan los sonidos
que partieron de aquí
en este mismo momento.
Mi oído tenso recibe con agrado
esos sonidos a su llegada:
diferentes de cómo eran al partir.
Son los sonidos
con la escucha adicional de los sonidos.
Busco algo que me es dicho entre los sonidos
y que no sé si lo debo esperar
con deseo o con temor.

(Otra cantante sube al escenario
para la audición. El director
interrumpe el ensayo)

Audición II


(Mezzosoprano)

(Prospero escucha la audición.
Está inmerso en sus pensamientos.
Un mensajero le trae otro mensaje)

MEZZOSOPRANO
¡Oh profunda, inmensa noche clara!
Mira nuestra pequeña nave:
su estela permanece intacta
sobre el mar y sobre el silencio.
Los ojos miran hacia otro lado, Próspero.
Mi brújula es mía.
Los marineros nostálgicos no saben
en qué aguas navego siempre sola.

(Sale la mezzosoprano. La audición ha
terminado. El escenario se vacía
lentamente. Sólo el mimo y Viernes
quedan inmersos en la luz azul)


Dúo III


(Viernes y el Mimo)

(Frente a frente, el Mimo y Viernes dan
vida a un espectáculo: una parodia del
enfrentamiento anterior entre Próspero
y el Director de Escena (Dúo II). El Mimo
imita las respuestas de Próspero y las
imágenes sugeridas por Viernes)

VIERNES
Decías, pensaba.
Decías que hay mucha agitación.
Estaba pensando en un silencio.
Decías que también hay un rey
que escucha voces bajo tierra.
Pensabas que estaba solo.
Tú decías.
Yo decía.
Decía que habla con un animal
exótico y repulsivo como yo.
Tú decías.
Yo decía.
Pensabas en una criatura delicada e invisible.
Yo decía.
Tú pensabas.
Yo pensaba que mi reino estaba en peligro.
En la tormenta, en la revolución.
¿Dónde estoy?
Estoy aquí.
¿Dónde?
¿Qué pasa?
Se me escapa...
Tú piensas.
Me pierdo.
Quizás esto de perderse
sea encontrarse a uno mismo.
Quizás el final ya haya llegado.
Quizás ya haya caído el telón
y se hayan apagado las luces.
Tú pensabas.

(Viernes y el Mimo salen)


Aria III

(Próspero)

(Próspero está solo en su
habitación. Está inquieto.
Luces de servicio en el escenario)

PRÓSPERO
Hay una voz escondida entre las voces
que aparece y desaparece.
A veces la siento muy clara
y luego se desvanece.
Tú, dices, o yo, dices, recuerda.
Yo recuerdo el recuerdo,
dices, pero no quiero recordar
ese recuerdo que aflora.
Tal vez no sea el recuerdo, sino la espera,
el momento del fin que espera mi fin,
el tuyo, te mueres, te mueres.
Dices, me muero, me muero.
Hay una voz que habla de mí,
enterrada entre las voces.
Dentro de mí, dentro la escucho,
que dice: muere, dice. Tengo miedo.

(Próspero pierde el
conocimiento y se desploma)

Telón lento.
 
 

SEGUNDA PARTE
 
 
Dúo IV


(Director de escena y Próspero)

(Sube el telón. Todo; la escena, las luces,
la posición de Próspero, está como al final
de la Primera Parte)

(Entra el Director de Escena)


DIRECTOR DE ESCENA
Fue un viaje terrible a solas.

PRÓSPERO
Ahora ya no somos una pareja.

DIRECTOR DE ESCENA
Parece borracho...

PRÓSPERO
Realmente creo que me estoy muriendo.

DIRECTOR DE ESCENA
De repente está lúcido.

PRÓSPERO
¡Ariel! ¿Dónde está Ariel?

(Entra el Mimo)

PRÓSPERO
Quédate conmigo, Ariel,
mientras hago las maletas,
y deleita mi partida
con tu primer acto libre.
Canta Ariel...  ¿dónde estás?
Canta dulcemente
desde las aguas amargas y perezosas...

Concertante III

(Próspero, Director, Viernes, Soprano I,
Enfermera, Mezzosoprano, Esposa, 3
Cantantes, Doctor, Abogado, Coro)
 
(El mimo ayuda a Próspero a
levantarse, con gestos que revelan
un fraternal afecto)

PRÓSPERO
.... ¿Qué pasa? ¿Qué pasa?
Espíritus fieles, orilla sagrada,
vientos y olas y soles y estrellas,
haced que sea posible llegar a la meta
¡Amigos... abandonad esta isla, amigos!...

(Se desploma de nuevo. Parece dormido.
De vez en cuando jadea y escucha)

DIRECTOR DE ESCENA
(mirando al rededor)
¡Vamos, rápido!...

CORO
(fuera de escena)
¡Adiós, adiós amigos!...

DIRECTOR DE ESCENA
Tenemos que ayudarlo...
... ¡Vamos, rápido!...

(a Próspero)
 
¿Cómo estás?
¡No os acerquéis a él,
está muy enfermo!

ESPOSA
¿Cómo está?

DIRECTOR DE ESCENA
Mal.

CORO
¡Adiós, adiós amigos, hermanos!...

DOCTOR
¡Llevadlo al hospital!...

ENFERMERA
No lo dejéis ahí... apartaros...

DOCTOR
¡Calma, por favor!
Coraje, mantente sentado y respira,
respira hasta que te exploten los pulmones,
¡respira!
Pierdo la paciencia... respira...

DIRECTOR DE ESCENA
Colaborad... permaneced tranquilos...
no interfiráis en su trabajo...
¡Atrás... permaneced tranquilos!...
Doctor, háblele,
doctor, póngase a trabajar...

ESPOSA
¿Cómo está? ¡No lo reconozco!

ABOGADO
¿Cómo está? ¿Puede firmar?
¡Guardad silencio!

CORO
(en el escenario)
¡Adiós amigos, hermanos, hijos!...

SOPRANO I, ENFERMERA
MEZZOSOPRANO
¡Calma, calma!

ESPOSA
¡No lo reconozco! ¡Calma!

TENOR
¿Cómo está? ¡Calma! ¡Calma!

DOCTOR
¡Calma, calma!

DIRECTOR DE ESCENA
... o terminará en el fondo.

BARÍTONO, BAJO Y ABOGADO
Ha cambiado mucho... ¿Cómo está?
¡Calma, calma!

SOPRANO I
¡Calma, calma!
Necesitamos tender la mano
a aquellos que están cayendo...
¿Cómo está?

BAJO, ABOGADO
Ha cambiado mucho...

TENOR, DOCTOR, BARÍTONO
¡Calma!... Cambiado...

CORO
¡Adiós amigos, adiós luces!...

DOCTOR
¡Te garantizo que así será!

BARÍTONO, BAJO, ABOGADO
No sé qué pasará...

SOPRANO I, ENFERMERA
MEZZOSOPRANO, ESPOSA
DOCTORA, TENOR
...lo logrará...

SOPRANO I
Sólo él sabe el drama
que se desarrolla en su cabeza, sólo él sabe...
Yo no sé quién canta y quién escucha...

ESPOSA
¿Por qué estoy aquí, entre toda esta gente?
Tiene la habitual necesidad de perdón...

TENOR
Llévatelo... lo ha perdido todo.
Sufre, tal vez todo esté perdido.

(La escena se llena de
tiras de tela blanca)

BARÍTONO, BAJO, ABOGADO
Mantened la calma...

BARÍTONO
No sé si nos escucha...

ABOGADO, BARÍTONO, BAJO
Paciencia, paciencia, no lo dejéis ahí...

CORO
¡Adiós hermanos, luces, polvo!...

DOCTOR, EL BAJO
Quizás todo esté perdido...

SOPRANO I
No sé quién canta y quién escucha.
Quizás el final ya haya llegado...

(La separación entre la habitación de
Próspero y el escenario se desvanece
desapareciendo gradualmente)

ESPOSA
¡Sin piedad!

TENOR
¿Qué haces aquí? Vete...

ESPOSA
¡Desenmascararlo, avergonzarlo!

DOCTOR
No, no, no, no...

TENOR
¿Cómo está? ¿Cómo está?

DOCTOR
¡No os mováis,
estoy perdiendo la paciencia!
No, no, no, no...

CORO
¡Adiós luces, polvo, fatiga!...

VIERNES
Paciencia, paciencia,
los enfermos no tienen paciencia.
¿Qué le importa a la fiebre
el teatro y su rey?

(Sirena de ambulancia fuera de escena)

ABOGADO
Mejor una firma aquí...

VIERNES
¡Cállate, vete a casa,
no lo molestes más!

(como citando)
 
¡Oh, el desapego canta ligero y brillante!

ESPOSA
Un cáncer en la garganta,
perro sarnoso y blasfemo...

VIERNES
¡Oh, canta sin ansias un rey, es decir, él;
es decir, nosotros; ahora, es decir, siempre!

SOPRANO
I
¿Cómo está?

VIERNES
Lleno de amor y de ansiedad.
Temblando de pesar,
inicia el pasaje silencioso...

TENOR
Lo perdió todo...

VIERNES
¡Oh, canta en el verde y remoto paraíso
donde fluyen ríos de whisky!...

ENFERMERO
Es muy amado...

DIRECTOR DE ESCENA
Quería censurar un acto...

VIERNES
¡Oh, el desapego canta ligero y brillante!

SOPRANO I, ESPOSA, MEZZOSOPRANO
LOS 3 CANTANTES, ABOGADO, CORO
¡Adiós!...

TODAS LAS VOCES
(excepto Próspero y Viernes)
¡Adiós amigos, hijos, hermanos!...
¡Adiós luces, polvo, cansancio!...

(La escena poco a poco se
convierte en una velada fúnebre)

SOPRANO I
¡Adiós!

MEZZOSOPRANO
No sé cómo se hace,
no sé quién canta y quién escucha...

CORO
¡Adiós luces, polvo, adiós cansancio!
¡Adiós pozo del tiempo!

SOPRANO I, ENFERMERA
MEZZOSOPRANO,
ESPOSA
TENOR Y MÉDICO
¿Cómo está?

SOPRANO I
¿Dónde estoy?

MEZZOSOPRANO
No sé quién canta
y quién escucha.
¿Lo oyes?

VIERNES
¿Dónde estoy?
Quizás ya haya llegado el final,
quizás ya haya caído el telón...

TODAS LAS VOCES
(excepto Viernes)
¿Cómo está?

VIERNES
Y las luces se apagan...
¡Adiós... adiós amigos!
¡Adiós hijos, hermanos!
¡Adiós luces, polvo, esfuerzos!...

CORO
¡Adiós amigos, adiós polvo!...

VIERNES
¡Adiós patrón,
adiós pozo del tiempo,
adiós,
espejo de sonido,
eco de los gestos!

Aire

(orquesta solista)

(Próspero está ahora en medio de la escena,
entronizado en un sillón, como un rey triste.
Entra otra soprano para hacerse escuchar.
La obligan a ponerse un disfraz. Colocan un
manto real sobre los hombros de Próspero)

Audición III


(Soprano II)

SOPRANO II
¡Oh noche profunda, inmensa y clara,
mira nuestra pequeña nave!
Su estela permanece intacta
sobre el mar y el silencio.
Un rostro llora por la nada,
mi conciencia es mía...

(Dos hombres armados se llevan a
la soprano como a una reina culpable)

Aria IV (Próspero)

PRÓSPERO
Detrás de los sonidos.
Los sonidos tienen un revés.
Me encuentro dentro del sonido
porque soy yo quien lo impulsa.
Vuela, elévate ola; pasa nube, fluye río.
Yo soy el patrón de este río que fluye.
Mi reino no se puede ver ni tocar,
no son las tablas de este escenario,
ni el polvo en suspensión en el cono de luz,
ni los pliegues de la concha del apuntador.
Mi reino es una extensión impalpable,
y el puente del río de la música que vuela,
la música del mar cuando se aparta de la orilla,
de las cuerdas que vibran,
cuando llega al puerto y hace vibrar.

(Entra la protagonista. Es una superviviente:
su disfraz está hecho jirones. la escena está
en silencio)

Aria V


(Protagonista)

LA PROTAGONISTA
Miro hacia atrás mientras el sol
se pone detrás de esa isla
donde nuestra vida ha cambiado.

(a Próspero)
 
Un lecho está vacío, Próspero.
Mi persona es mía.
Quizás nunca conozcas la llama
que me quemó, sola, en la oscuridad.
Tu duelo es incompleto, Próspero.
Mi voluntad es mía.
Tu necesidad de poseer
ya no me encontrará.
¡Oh, noche profunda, inmensa y oscura!
esconde esa nave inútil:
su estela ya no tiene sentido,
ni sobre el mar, ni sobre el silencio.

(a Próspero)
 
Los ojos miran hacia otro lado, Próspero.
Mi brújula es mía.
Los marineros nostálgicos no saben
en qué aguas he navegado sola,
desde siempre.
Un sonido irritante, Próspero,
mi voz es mía,
lo maravilloso se ha apagado, Próspero,
mi teatro es mío.
Mi canto es llanto por ti, Próspero,
tu canto está en el fondo del mar,
más profundo de cuanto haya llegado jamás
los sondeos.
¡Adiós!


(sale)

Concertante IV


(Soprano I, Mezzosoprano,
Director de escena, Barítono, Soprano II,
Esposa, Tenor y Bajo, Enfermera,
Doctor, Abogado, Coro)

(La "multitud" que rodea a Prospero estalla excitada)

CORO
¡Escucha, escucha!

(La escena se calma. Poco a poco todos
se van quitando el disfraz y lentamente
abandonan el escenario)

SOPRANO I, MEZZOSOPRANO, CORO
DIRECTOR, DE ESCENA, BARÍTONO
SOPRANO II, ESPOSA, TENOR, BAJO
ENFERMERA, DOCTOR, ABOGADO
Una cosa perdida busca un nombre perdido,
tal vez todo esté perdido.
Adiós amigos, adiós hijos, adiós polvo.
¡Escucha!
Adiós esfuerzos, adiós pozo del tiempo.
¡Escucha!
Adiós, espejo del sonido,
adiós eco de los gestos,
pozo del tiempo,
¡Adiós!

(El Mimo le hace gestos afectuosos a Próspero)

SOPRANO I
(Se acerca a Próspero)
¡Adiós!

(Sale. El Mimo sale. Los 3 bailarines
intentan un paso de baile como para
distraer a Próspero)

Aria VI

(Próspero, Coro)

PRÓSPERO
Hay una voz escondida entre las voces;
escondida en el silencio, en el reverso,
en el fondo, en el fondo del lienzo,
en el jardín nocturno, en el bosque, en el lago,
en el reflejo del agua, entre las hojas del revés,
al revés de los sonidos en la sombra,
la oscuridad iluminada por la voz la sombra
donde el recuerdo no llega, el no recuerdo
es un lago frío y negro, la memoria custodia
en silencioso recuerdo la promesa del futuro.
¿Qué promesa?
Ésta, que ahora llegas a rozar
con solapada voz
y que rompe como el viento,
acariciando la oscuridad
en la voz del recuerdo para el futuro.

(Próspero muere)
 

 

Digitalizado y traducido por:
José Luis Roviaro 2024