SOR ANGÉLICA

 

Personajes

SOR ANGÉLICA

PRINCESA

MADRE ABADESA

HERMANA CELADORA

MAESTRA DE NOVICIAS

SOR GENOVEVA

SOR OSMINA

SOR DOLCINA

HERMANA ENFERMERA

Monja de Clausura

Tía de Angélica

Abadesa del Convento

Una Monja

Una Monja

Una Monja

Una Monja

Una Monja

Una Monja

Soprano

Conralto

Mezzosoprano

Mezzosoprano

Mezzosoprano

Soprano

Soprano

Soprano

Mezzosoprano

 

 

La acción se desarrolla en un monasterio a fines del año 1600.

 

(L’interno di un monastero. La chiesetta e il
chiostro. Nel fondo, oltre gli archi di destra,
il cimitero; oltre gli archi di sinistra, l’orto.
Nel
mezzo della scena, cipressi, una croce,
erbe e
fiori. Nel fondo a sinistra, fra piante di
acoro,
una fonte il cui getto ricadrà in una
pila in terra. Si apre il velario. Tramonto di

primavera. Un raggio di sole batte al di sopra
del getto della fonte. Le suore sono in chiesa
e cantano)

CORO INTERNO
Ave Maria, piena
di grazia, il Signore è teco.

(Due Converse, in ritardo, traversano la
scena, si soffermano un istante ad ascoltare
un cinguettio che scende dai cipressi, quindi
entrano in chiesa.)

Tu sei benedetta
fra le donne,
benedetto il frutto
del ventre tuo,
Gesù. Santa Maria,
prega per noi peccatori...

SUOR ANGELICA
(fuori de scena)
...ora e nell'ora della
nostra morte.

CORO INTERNO DE SORELLE.
Prega per
noi peccatori
ora e nell'ora della
nostra morte. E così sia.

(Le monache escono dalla chiesa a due
per due. La Badessa si sofferma davanti
alla croce. Le monache, passandole

innanzi, fanno atto di riverenza. La
Badessa le benedice, quindi si ritira
a sinistra. Le suore restano unite
formando, a piccoli gruppi, una specie
di semicerchio. La sorella zelatrice viene
nel mezzo.)

SORELLA ZELATRICE
Sorelle in umiltà,
mancaste alla quindèna
ed anche Suor Angelica,
che però fece contrizione
piena.
Invece voi, sorelle,
peccaste in distrazione,
e avete perso un giorno
di quindèna!

LE CONVERSE
M'accuso della colpa
e invoco una gran pena,
e più grave sarà e più
grazie vi dirò,
sorella in umiltà.

(Restano in attesa della penitenza)

LA MAESTRA DELLE NOVIZIE
(Alle novizie)
Chi arriva tardi in coro,
si prostri e baci terra.

LA SORELLA ZELATRICE
(Alle converse)
Farete venti volte
la preghiera mentale
per gli afflitti e
gli schiavi e per
quelli che stanno in
peccato mortale.

LE CONVERSE
Con gioia e con fervore!

DUE CONVERSE
Cristo Signore,
Sposo d'Amore, io voglio
sol piacerti,
Sposo d'amor...
ora e nell'ora della
morte!

(Si ritirano compunte sotto gli archi di destra)

Amen!

LA SORELLA ZELATRICE
Suor Lucilla, il lavoro.
Ritiratevi.
E osservate il silenzio.

(Suor Lucilla si mette a filare)

LA MAESTRA DELLE NOVIZIE
(Alle novizie)
Perchè sta sera in
coro ha riso e fatto
ridere?

LA SORELLA ZELATRICE
(A Suor Osmina)
Voi, Suor Osmina,
in chiesa tenevate
nascoste nelle maniche
due rose scarlattine.

SUOR OSMINA
(Indocile.)
Non è vero!

LA SORELLA ZELATRICE
(Severa)
Sorella, entrate in cella.

(Suor Osmina scuote le spalle)

Non tardate!
La Vergine vi guarda!

(Suor Osmina si avvia. Le suore la seguono
con lo sguardo fino a che non è scomparsa
nella sua cella e mormorano)

LE SUORE
Regina Virginum,
ora pro ea...

LA SORELLA ZELATRICE
Ed or, sorelle in gioia,
poichè piace al
Signore, e per tornare
più allegramente a
faticare per amor Suo,
ricreatevi!

LE SUORE
Amen!
(Interior de un monasterio. La capilla y el
claustro. Al fondo, el cementerio. Bajo los
arcos de la izquierda, el huerto. En el centro
cipreses, una cruz, hierbas y flores. En el
fondo, a la derecha, entre las plantas de
acores, una fuente cuya agua cae sobre una
pila en la tierra. Se alza el telón. Atardecer
de primavera. Un rayo de sol se refleja en el
agua de la fuente. La escena está vacía. Las
hermanas están en la iglesia y cantan)


CORO INTERNO DE HERMANAS
Ave María, llena de gracia,
el Señor está contigo.

(Dos Conversas, retrasadas, atraviesan la
escena, se detienen un instante a escuchar
un gorjeo que baja de los cipreses, y luego
entran en la iglesia.)

Bendita tú seas
entre todas las mujeres
y bendito el fruto de
tu vientre, Jesús.
Santa María, ruega por
nosotros, pecadores...

SOR ANGELICA
(Desde adentro.)
...ahora y en la hora
de nuestra muerte.

CORO INTERNO DE HERMANAS.
Ruega por nosotros pecadores
ahora
y en la hora de
nuestra muerte. Amén.

(Las hermanas salen de la iglesia en
grupos de dos. La abadesa se detiene
delante de la cruz. Las hermanas,
pasando delante de ella, la reverencian.
La abadesa las bendice, y cuando todas
ya han pasado, se retira. Las hermanas
no se dispersan, forman un semicírculo
en pequeños grupos.
La hermana celadora viene al centro.)


LA CELADORA
Hermanas en humildad:
faltaron al servicio,
también Sor Angélica,
quien, sin embargo, hizo
plena penitencia.
En cambio, ustedes,
hermanas, pecaron por
distracción y han perdido
un día de servicio.

UNA CONVERSA
Me acuso de la culpa
e imploro penitencia,
y cuando más grande sea,
más gracias daré,
hermana en humildad.

(Se queda esperando la penitencia.)

LA MAESTRA DE LAS NOVICIAS
(A las novicias, como explicando.)
Quien llegue tarde al coro,
se postre y bese el suelo.

LA CELADORA
(A las conversas.)
Harán veinte veces
la plegaria mental
por los afligidos y
esclavos y por
aquellos que están
en pecado mortal.

UNA CONVERSA
¡Con júbilo y fervor!

DOS CONVERSAS
¡Cristo Señor,
Esposo adorado, sólo
quiero complacerte,
Esposo adorado...
ahora y en la hora
de la muerte!

(Se retiran contritas, bajo los arcosde la derecha.)

¡Amén!

LA CELADORA
Sor Lucila, al trabajo.
Retírate
Y observa silencio.

(Sor Lucila se retira, hilando.)

LA MAESTRA DE LAS NOVICIAS
(A las dos novicias, como antes.)
¿Por qué esta tarde
en el coro has reído
y hecho reír?

LA CELADORA
(A Sor Osmina)
Tú, Sor Osmina,
en la iglesia tenías
dos rosas escarlatas
escondidas en las mangas.

SOR OSMINA
(Indócil)
¡No es cierto!

LA CELADORA
(Severamente.)
Hermana, entra a la celda.

(Sor Osmina sacude los hombros.)

¡No tardes!
¡La Virgen te mira!

(Sor Osmina se va; todas la miran y la
siguen bajo los arcos hasta que
desaparece dentro de la celda.)

LAS HERMANAS
Regina Virginum,
ora pro ea...

LA CELADORA
Y ahora, hermanas en
alegría, pueden
recrearse, ya que place
al Señor, y ayuda a volver
más alegremente al
trabajo por amor a El!

LAS HERMANAS
¡Amén!
(Le figure bianche delle suore si sparpagliano
per il chiostro e oltre gli archi. Suor Angelica
zappetta la terra e innaffia l’erbe e i fiori

SUOR GENOVIEFFA
O sorelle, sorelle,
io voglio rivelarvi
che una spera di sole
è entrata in clausura!
Guardate dove batte,
là, là fra la verzura!
Il sole è sull'acòro!
Comincian le tre sere
della fontana d'oro!

ALCUNE SUORE
E vero, fra un istante
vedrem l'acqua
dorata!
E per due sere ancor!

LE SUORE
E maggio!
E il bel sorriso
di Nostra Signora
che viene con quel raggio
Regina di Clemenza...
grazie! Grazie!

UNA NOVIZIA
Maestra, vi domando
licenza di parlare.

LA MAESTRA DELLE NOVIZIE
Sempre per laudare
le cose sante e belle.

LA NOVIZIA
Qual grazie della
Vergine rallegra le sorelle?

LA MAESTRA DELLE NOVIZIE
Un segno risplendente
della bontà di Dio!
Per tre sere dell'anno
solamente, all'uscire
dal coro,
Dio ci concede di vedere
il sole che batte
sulla fonte e la fa d'oro.

LA NOVIZIA.
E l'altre sere?

LA MAESTRA DELLE NOVIZIE
O usciamo troppo presto
e il sole è alto,
o troppo tardi e il
sole è tramontato.

LE SUORE
Un altr'anno è passato!...

ALCUNE SUORE
(Con malinconia)
E passato un altr'anno!...
E una sorella manca!...

(Le suore, assorte, sembrano rievocare
l’immagine della sorella che non è più)

SUOR GENOVIEFFA
(Con accento ingenuo e quasi lieto)
O sorelle in pio lavoro,
quando il getto s'è
infiorato, quando il
getto s'è indorato, non
sarebbe ben portato un
secchiello d'acqua
d'oro sulla tomba
a Bianca Rosa?

LE SUORE
Sì! La suora che
riposa lo desidera di certo!

SUOR ANGELICA
I desideri sono i fiori
dei vivi,
non fioriscon nel regno
delle morte,
perchè la Madre Vergine
soccorre, e in Sua
Benignità, liberamente
al desiar precorre:
prima che un desiderio
sia fiorito,
la Madre delle Madri l'ha
esaudito.
O sorella, la morte è
vita bella!

LA SORELLA ZELATRICE
Noi non possiamo nemmen
da vive avere desideri.

SUOR GENOVIEFFA
Se son leggeri e candidi,
perchè?
Voi non avete un
desiderio?

LA SORELLA ZELATRICE
Io no!

LE SUORE
Ed io nemmeno!
Io no! Io no!

SUOR GENOVIEFFA
Io sì, lo confesso.

(Volge lo sguardo in alto.)

Soave Signor Mio,
tu sai che prima d'ora
nel mondo ero pastora...
Da cinquant'anni non
vedo un agnellino.
Signore, ti rincresco
se dico che desidero
vederne uno piccino
poterlo carezzare,
toccargli il muso
fresco e sentirlo belare?
Se è colpa,
t'offerisco il Miserere Mei.
Perdonami, Signore, tu
che sei l'Agnus Dei.

SUOR DOLCINA
Ho un desiderio anch'io!

LE SUORE
Sorella, li sappiamo
i vostri desideri!
Qualche boccone buono!
Della frutta gustosa!
La gola è colpa grave!

(Alle novizie)

E golosa! E golosa!

(Suor Dolcina resta mortificata e
interdetta)

SUOR GENOVIEFFA
(a Suor Angelica che sta annaffiando
i fiori)
Suor Angelica, e voi?
Avete desideri?

SUOR ANGELICA
(Volgendosi verso le suore.)
Io?...no, sorella, no.

LE SUORE
Che Gesù la perdoni,
ha detto una bugia!

UNA NOVIZIA
(Avvicinandosi, curiosa.)
Perchè?
(Las figuras blancas de las hermanas se
desparraman por el claustro arcos. Sor

Angélica cava la tierra y riega las flores.)

SOR GENOVEVA
Oh, hermanas, hermanas,
quiero revelarles
que un rayo de sol
ha entrado en el claustro.
Miren dónde cae,
allí, allí, entre el verdor!
¡El sol está sobre el acor!
¡Comienzan las tres
tardes de la fuente de oro!

HERMANA PRIMERA
¡Es cierto, dentro de un
instante veremos
el agua dorada!
¡Y seguirá dos días más!

HERMANAS
¡Es mayo!
Y la bella sonrisa
de Nuestra Señora
viene con ese rayo.
Reina de Clemencia...
¡Gracias! ¡Gracias!

UNA NOVICIA
Maestra, te pido
permiso para hablar.

LA MAESTRA DE LAS NOVICIAS
Siempre que sea para elogiar
las cosas santas y bellas.

LA NOVICIA
¿Qué gracia de la Virgen
regocija a las hermanas?

LA MAESTRA DE LAS NOVICIAS
¡Una señal resplandeciente
de la bondad de Dios!
Solamente por tres
días al año, al salir de
la capilla,
Dios nos concede ver
el sol que cae sobre
la fuente y la hace de oro.

LA NOVICIA.
¿Y los otros días?

LA MAESTRA DE LAS NOVICIAS
O salimos demasiado
pronto y el sol está
alto o demasiado tarde
y el sol ya se ocultó.

HERMANAS
¡Otro año ha pasado!

OTRAS
(Con melancolía.)
¡Ha pasado otro año!...
¡Y falta una hermana!...

(Las hermanas, absortas, parecen evocar
la imagen de la hermana que ya no está.)

SOR GENOVEVA
(Con tono ingenuo y casi alegre.)
Oh, hermanas en trabajo piadoso,
ahora que el chorro
ha florecido
y se ha puesto dorado,
¿no estaría bien
llevarle un poco de
agua de oro a la tumba
de Blanca Rosa?

LAS HERMANAS
¡Sí! ¡La hermana en su eterno
descanso lo desea sin duda!

SOR ANGELICA
Los deseos
son las flores de los vivos,
no florecen
en el reino de los muertos,
porque la Madre Virgen ayuda,
y en Su Benignidad,
se anticipa libremente
a nuestros deseos
Antes que un
deseo florezca,
la Madre de las Madres
lo ha concedido.
¡Oh, hermana,
la muerte es vida bella!

LA CELADORA
Nosotras no podemos tener
deseos ni aún estando vivas.

SOR GENOVEVA
¿Si son inocentes y
cándidos, por qué?
¿Tú no tienes un
deseo?

LA CELADORA
¡Yo no!

LAS HERMANAS
¡Y yo menos!
¡Yo no! ¡Yo no!

SOR GENOVEVA
Yo sí, lo confieso.

(Volviendo su rostro hacia lo alto.)

Suave Señor mío,
sabes que antes de ahora,
en el mundo, era pastora...
Desde hace cinco años
no veo un corderito.
Señor, ¿te disgusto
si digo que deseo
ver uno pequeñito,
poder acariciarlo,
tocarle su hocico fresco
y oírlo balar?
Si soy culpable,
te ofrezco el Miserere Mei.
Perdóname, Señor, Tú que
eres el Cordero de Dios.

SOR DOLCINA
¡Yo también tengo un deseo!

LAS HERMANAS
¡Hermana, conocemos
bien tus deseos!
¡Algún buen bocado!
¡Fruta sabrosa!
¡La gula es culpa grave!

(A las novicias.)

¡Es una golosa! ¡Es golosa!

(Sor Dolcina queda mortificada y
meditativa.)

SOR GENOVEVA
(Que se ha acercado a Sor Angélica, en
compañía de algunas hermanas.)
¿Sor Angélica, y tú?
¿Tienes deseos?

SOR ANGELICA
(Volviéndose al grupo.)
¿Yo?...no, hermana, no.

LAS HERMANAS
¡Que Jesús la perdone,
ha dicho una mentira!

UNA NOVICIA
(Acercándose, curiosa.)
¿Por qué?
ALCUNE SORELLE
Noi lo sappiamo, ha un
grande desiderio.
Vorrebbe
aver notizie
della famiglia sua!...

LE SUORE
Son più di sett'anni,
da quando è in monastero,
non ha avuto più
nuove!

ALCUNE
E sembra rassegnata,
ma è tanto tormentata!

SUORE
Nel mondo era ricchissima,
lo disse la Badessa.

ALCUNE
Era nobile! Principessa!
La vollero far monaca,
Sembra per punizione.
Perchè? Perchè?
Chi sa?
Mah! Mah?

LA SORELLA INFERMIERA
(Accorre affannata )
Suor Angelica, sentite!

SUOR ANGELICA
O sorella infermiera,
che cosa accadde, dite!

LA SORELLA INFERMIERA
Suora Chiara là nell'orto
assettava la spalliera
delle rose;
all'improvviso tante
vespe sono uscite,
l'han pinzata qui nel viso!
Ora è in cella e si
lamenta; ah!
calmatele, sorella,
il dolor che la tormenta!

LE SUORE
Poveretta! Poveretta!

SUOR ANGELICA
Aspettate! ho un'erba
e un fiore!

(corre cercando fra i fiori e l’erbe)

LA SORELLA INFERMIERA
Suor Angelica ha sempre
una ricetta buona,
fatta coi fiori,
sa trovar sempre
un'erba benedetta
per calmare i dolori!

SUOR ANGELICA
(Alla suora infermiera.)
Ecco, questa è calenzòla;
col latticcio che ne
cola le bagnate
l'enfiagione.

(porgendole alcune erbe)

E con questa,
una pozione.
Dite a Sorella Chiara
che sarà molto amara,
ma che le farà bene.
E le direte ancor
che punture di vespe
sono piccole pene,
e che non si lamenti,
chè a lamentarsi
crescono i tormenti.

LA SORELLA INFERMIERA
Le saprò riferire!
Grazie, sorella, grazie.

SUOR ANGELICA
Son qui per servire.

(Dal fondo a sinistra entrano due suore
cercatrici conducendo un ciuchino
carico di roba)

LE CERCATRICE
(Entrano)
Laudata Maria!

TUTTE
E sempre sia!

(Le suore si fanno intorno al ciuchino;
le cercatrice scaricano e consegnano le
limosine alla sorella dispensiera)

DUE SUORE
Buona cerca stasera,
Sorella Dispensiera.

UNA CERCATRICE
Un otre d'olio.

SUOR DOLCINA
Uh! Buono!

UNA CERCATRICE
Nocciòle, sei collane.

UNA CERCATRICE
Un panierin di noci.

SUOR DOLCINA
Buone con sale e pane!

LA SORELLA ZELATRICE
(Riprendendola.)
Sorella!

UNA CERCATRICE
Qui farina!
E qui una caciottella
che suda ancora latte,
buona come una pasta,
e un sacchetto di lenti,
dell'uova, burro e
basta. Manteca

CORO DE SORELLE
Buona cerca stasera,
Sorella Dispensiera.

L’ALTRA CERCATRICE
(A Suor Dolcina)
Per voi, sorella
ghiotta...

(una cercatrice porta via il ciuchino)

SUOR DOLCINA
(Felice.)
Un tralcetto di ribes!
Degnatene, sorelle!

CORO DE SORELLE
Grazie!
Grazie!
Uh! Se ne prendo un
chicco, la martorio!
Grazie! Grazie!

SUOR DOLCINA
No, prendete!

(Formano un gruppetto a destra e beccano
il ribes, fra risatine discrete)


LA CERCATRICE
Chi è venuto stasera
in parlatorio?

CORO DE SORELLE
Nessuno. Nessuno.
Perchè?

LA CERCATRICE
Fuor del portone c'è
fermata una ricca berlina.

SUOR ANGELICA
(volgendosi, come assalita da una
improvvisa inquietudine)
Come, sorella?
Avete detto? Una
berlina è fuori?
Ricca? ricca?
 
LAS OTRAS.
Nosotras lo sabemos:
tiene un gran deseo.
¡Querría
tener noticias
de su familia!...

OTRAS
Hace más de siete años,
desde que
está en el monasterio,
que no ha tenido noticias.

OTRAS
Y parece resignada,
¡pero está tan atormentada!

OTRAS
En el mundo era riquísima,
lo dijo la Abadesa.

OTRAS
¡Era noble! ¡Princesa!
La quisieron hacer monja,
parece, por castigo.
¿Por qué? ¿Por qué?
¿Quién sabe?
¡Mah! ¡Mah!

LA HERMANA ENFERMERA
(Acudiendo apresurada.)
¡Escucha, Sor Angélica!

SOR ANGELICA
¡Oh, Hermana Enfermera,
qué sucede, di!

LA HERMANA ENFERMERA
Sor Clara, allá en el huerto,
arreglaba el espaldar
de las rosas;
repentinamente salieron volando
muchas avispas,
y le picaron el rostro.
Ahora está en la celda
y se lamenta. ¡Ah!
¡Cálmenle, hermanas,
el dolor que le atormenta!

LAS HERMANAS
¡Pobrecita! ¡Pobrecita!

SOR ANGELICA
¡Esperen!
Buscaré una hierba o una flor!

(Corre buscando hierbas y flores.)

LA HERMANA ENFERMERA
Sor Angélica tiene siempre
una buena receta
hecha con flores.
Siempre sabe encontrar
una hierba bendita
para calmar los dolores.

SOR ANGELICA
(A la Hermana Enfermera.)
¡Eso es, ésta es caléndula!
Con el jugo lechoso
que se extrae,
se curará la inflamación.

(Dándole otra hierba.)

Y con ésta,
se prepara una poción.
Díganle a la hermana Clara
que será muy amarga,
pero que le hará bien.
Y también díganle que
picaduras de avispas
son penas pequeñas,
y que no se lamente,
que al lamentarse
crecen los tormentos.

LA HERMANA ENFERMERA
¡Se lo diré!
¡Gracias, hermana, gracias!

SOR ANGELICA
Estoy aquí para servir.

(Del fondo a la izquierda, entran dos
hermanas Mendicantes conduciendo
un burrito cargado de mercancías.)

DOS HERMANAS MENDICANTES
(Entrando.)
¡Alabada María!

CORO DE HERMANAS
¡Y por siempre así sea!

(Las hermanas rodean al burrito,
mientras y lo descargan consignando
las limosnas a la Hermana Enfermera.)

DOS HERMANAS
Buena recolección esta tarde,
Hermana Enfermera.

PRIMERA HERMANA MENDICANTE
Un odre de aceite.

SOR DOLCINA
¡Uh, qué bueno!

SEGUNDA HERMANA MENDICANTE
Avellanas, seis puñados.

PRIMERA HERMANA MENDICANTE
Un canastito de nueces.

SOR DOLCINA
¡Buenas con sal y pan!

LA CELADORA
(Reprendiéndola.)
¡Hermana!

PRIMERA HERMANA MENDICANTE
¡Aquí harina!
Y aquí un queso
que todavía rezuma leche,
bueno como un pastel
y un saquito de lentejas,
huevos,
y nada más.

CORO DE HERMANAS
Buena recolección esta tarde,
Hermana Enfermera.

SEGUNDA HERMANA MENDICANTE
(A Sor Dolcina)
Para ti, hermana
glotona...

(La Hermana Mendicante se lleva al burrito.)

SOR DOLCINA
(Feliz.)
¡Una ramita de grosellas!
¡Sírvanse, hermanas!

CORO DE HERMANAS
¡Gracias!
¡Gracias!
¡Uh, si tomo un grano
habrá penitencia!
¡Gracias! ¡Gracias!

SOR DOLCINA
¡No, tomen!

(Forman un grupito a la derecha y picotean las grosellas, entre risitas discretas.)

PRIMERA HERMANA MENDICANTE
¿Quién ha venido esta
tarde al locutorio?

CORO DE HERMANAS
Nadie. Nadie.
¿Por qué?

PRIMERA HERMANA MENDICANTE
Afuera del portón se ha
detenido un rico carruaje.

SOR ANGELICA
(Volviéndose, inquieta, hacia la Hermana
Mendicante)
¿Cómo, hermana?
¿Cómo has dicho?
¿Un carruaje está afuera?
¿Rico? ¿Lujoso?
LA CERCATRICE
Da gran signori.
Certo aspetta qualcuno
che è entrato nel convento,
e forse fra un momento
suonerà la campana
a parlatorio.

SUOR ANGELICA
(Con ansia crescente)
Ah! ditemi, sorella,
com'era la berlina?
Non aveva uno stemma?
uno stemma d'avorio?...
e dentro tappezzata d'una
seta turchina ricamata
in argento?...

LA CERCATRICE
Io non so, sorella,
non lo so: ho veduto
soltanto una berlina bella!

(Osservando suor Angelica.)

CORO DE SORELLE
E diventata bianca...
Ora è tutta vermiglia!
Poverina!
E commossa!
E commossa! Poverina!
Spera che sian persone
in famiglia!

(Una campanella rintocca. Le suore
accorrano da ogni parte)

Vien gente in parlatorio!
Una visita viene! Per chi?
Per chi? Per chi?
Per chi sarà?
Forse per me!
Per me! Fosse mia
madre che ci porta
le tortorine bianche.
Fosse la mia cugina
che porta il seme
di lavanda buono.

SUOR ANGELICA
(volgendo gli occhi al cielo, mormora)
O Madre eletta,
leggimi nel cuore.

(Suor Genovieffa si avvicina alle compagne
e quasi interrompe queste esclamazioni
indicando con un gesto pietoso suor
Angelica. Il gruppo delle suore si avvicina
in silenzio)

SUOR ANGELICA
Volgi per me un sorriso
al Salvatore.

SUOR GENOVIEFFA
(Con grande dolcezza)
O sorella in amore,
noi preghiam la Stella
delle Stelle che
visita adesso sia per
voi.

SUOR ANGELICA
(Commossa)
Buona sorella, grazie...
grazie!

(da sinistra entra la Badessa per chiamare
la suora che dovrà andare al parlatorio.
L’attesa è viva. In quell’attimo di silenzio
tutte le suore fanno il sacrificio del loro
desiderio a pro della sorella in gran pena.
Suor Angelica ha sempre gli occhi volti al
cielo, immobile come se tutta la sua vita
fosse sospesa)

LA BADESSA
(Chiamando)
Suor Angelica!

CORO DE SORELLE
Ah!

(Fa cenno che le suore si ritirino.
Il getto della fonte si è indorato, le suore
riempiono un secchiello d’acqua, si avviano
verso il cimitero e scompaiono)

SUOR ANGELICA
(Come respirando, finalmente.)
Madre. Madre,
parlate! Chi è? Chi è?
Madre, parlate!
Son sett'anni che aspetto,
che aspetto una parola,
uno scritto...
Tutto ho offerto alla
Vergine in piena
espiazione.

LA BADESSA
Offritele anche l'ansia
che adesso vi scompone!

(Suor Angelica, affranta, si curva lentamente
in ginocchio e si raccoglie)

Requiem aeternam
dona ei, Domine:
et lux perpetua luceat ei.
Requiescat in pace.
Amen!

SUOR ANGELICA
(Alzando gli occhi.)
Madre, sono serena e
sottomessa.

LA BADESSA
E venuta a trovarvi
vostra zia Principessa.

SUOR ANGELICA
Ah!

LA BADESSA
In parlatorio si dica
quanto vuole
ubbidienza,
necessità.
Ogni parola è udita
dalla Vergine Pia.

SUOR ANGELICA
La Vergine m'ascolti.
E così sia.

(La Badessa si avvia e scompare a sinistra.
Suor Angelica si avvia verso gli archi del
parlatorio. Guarda ansiosamente verso la
porticina. Si ode un rumore di chiavi. La
porta viene aperta in dentro dalla suora
clavaria che rimarrà a fianco della porta aperta,
nella penombra della stanza. Quindi
si vedrà la Badessa che si sofferma davanti
alla suora clavaria. Le due suore fanno ala
e fra le due figure bianche, che si curvano
lievemente in atto di ossequio, passa una

figura nera, severamente composta in un
naturale atteggiamento di grande dignità
aristocratica: la zia Principessa. Entra.
Cammina lentamente appoggiandosi ad un
bastoncino di ebano. Si sofferma: getta per un

attimo lo sguardo sulla nipote, freddamente e
senza tradire nessuna emozione; suor
Angelica invece alla vista della zia è presa da
grande commozione, ma si frena perché le
figure della clavaria e della Badessa si
profilano ancora nell’ombra. La porticina si
richiude. Suor Angelica, commossa, quasi
vacillante va incontro alla zia, ma la vecchia
protende la sinistra come per consentire
soltanto all’atto sottomesso del baciamano.
Suor Angelica prende la mano che le viene
tesa, la porta alle labbra e, mentre la zia
siede, ella cade in ginocchio, senza poter
parlare. Un attimo di silenzio. Suor Angelica,
con gli occhi pieni di lacrime, non ha mai
tolto lo sguardo dal volto della zia, uno
sguardo pietoso, implorante. La vecchia
invece ostentamente guarda avanti a sé)
PRIMERA HERMANA MENDICANTE
De grandes señores.
Seguramente espera
a alguien que ha entrado
al convento y tal vez en
un momento sonará la
campana del locutorio.

SOR ANGELICA
(Con creciente ansiedad.)
Ah, dime, hermana:
¿cómo era el carruaje?
¿No tenía un emblema?
¿Un emblema de marfil?
¿Y por dentro tapizado
de seda turquesa
recamada en plata?...

PRIMERA HERMANA MENDICANTE
No sé, hermana,
no sé: ¡sólo he visto
un bello carruaje!

(Observando a Sor Angélica.)

CORO DE HERMANAS
Se puso blanca...
¡Ahora se sonroja toda!
¡Pobrecita!
¡Está conmovida!
¡Está conmovida! ¡Pobrecita!
¡Espera que sean
de su familia!

(Se oye el sonido de una campanilla. Las
hermanas corren de todas partes.)

¡Viene gente al locutorio!
¡Viene una visita!
¿Para quién?
¿Para quién? ¿Para quién?
¿Para quién será?
¡Tal vez para mí!
¡Para mí!
Si fuese mi madre que me trae
las palomitas blancas.
O mi prima que trae
buenas semillas de lavanda.

SOR ANGELICA
(Con fervor, elevando sus ojos al cielo.)
Oh Madre elegida,
léeme en el corazón.

(Sor Genoveva se acerca a las
compañeras y casi interrumpe estas
exclamaciones indicando con un
gesto a Sor Angélica. El grupo de
hermanas se acerca en silencio a ella.)

SOR ANGELICA
Implora para mí una
sonrisa al Salvador.

SOR GENOVEVA
(Con gran dulzura, a Sor Angélica.)
Oh, hermana en el amor,
nosotras rogamos a la
la Estrella de las
Estrellas que la visita
ahora sea para ti.

SOR ANGELICA
(Conmovida)
Buena hermana,
¡gracias... gracias!

(Desde la izquierda entra la Abadesa para
llamar a Sor Angélica, que deberá ir al
locutorio. La espera es intensa. En ese
momento de silencio todas las hermanas
sacrifican sus deseos en favor de la hermana.
Sor Angélica siempre con sus ojos vueltos
hacia el cielo, inmóvil, como si toda su vida
estuviese suspendida.)

LA ABADESA
(Llamando.)
¡Sor Angélica!

CORO DE HERMANAS
¡Ah!

(La Abadesa hace señas a las hermanas
para que se retiren; éstas se dirigen
hacia la fuente, toman un poco de agua,
van hacia el cementerio y desaparecen.)

SOR ANGELICA
(Como respirando, aliviada.)
¡Madre. Madre, hable!
¿Quién es? ¿Quién es?
¡Madre, hable!
Hace siete años que espero,
que espero una palabra,
un escrito... He ofrecido
todo a la Virgen
en completa
expiación.

LA ABADESA
¡Ofrécele también el
ansia que ahora te turba!

(Sor Angélica, abatida, se pone lentamente
de rodillas en recogimiento.)

Requiem aeternam
dona ei, Domine:
et lux perpetua luceat ei.
Requiescat in pace.
¡Amen!

SOR ANGELICA
(Alzando la vista.)
Madre, estoy serena
y obedezco.

LA ABADESA
Ha venido a verte
tu tía la Princesa.

SOR ANGELICA
¡Ah!

LA ABADESA
En el locutorio
se debe decir
lo que esté conforme
a la obediencia y la necesidad.
Cada palabra es oída
por la Virgen Piadosa.

SOR ANGELICA
Que la Virgen me escuche.
Y así sea.

(La Abadesa se encamina hacia la puerta
del locutorio. Sor Angélica se levanta y
se dirige también allí, mirando ansiosamente
la puerta. Se oye un ruido de llaves. La
puerta es abierta desde adentro por una
hermana que permanecerá al lado de la
puerta abierta. La Abadesa se detiene
frente a esta hermana. Entre las dos
forman una escolta, y mientras las dos
figuras blancas se curvan lentamente en
acto de reverencia, pasa una figura
negra, severamente compuesta, en una
actitud natural de gran dignidad

aristocrática; es la tía Princesa. Entra,
camina lentamente, apoyándose en un bastón
de ébano. Se detiene, por un instante
mira a la sobrina, fría y sin demostrar
ninguna emoción. Sor Angélica, ante la
vista de la tía, es presa de una gran
emoción, pero se frena, porque aún se
ve en las sombras a la Abadesa y la
hermana. La puerta se cierra. Sor
Angélica, conmovida, casi vacilante, va
al encuentro de la tía, pero la anciana
extiende la mano izquierda como para
consentir solamente el acto de besar la
mano. Sor Angélica toma la mano que
le es ofrecida y la lleva a los labios, y
mientras la tía se sienta, ella cae de
rodillas. Sor Angélica no retira nunca
la mirada del rostro de la tía. Una
mirada piadosa, implorante. La
anciana, en cambio, mira frente a
sí ostentosamente. )
LA ZIA PRINCIPESSA
Il Principe Gualtiero
vostro padre...
La Principessa Clara vostra
madre...
quando vent'anni or sono
vennero a morte,

(Se interrompe per farsi il segno della
croce)

m'affidarono i figli
e tutto il patrimonio
di famiglia.
Io dovevo dividerlo,
quando ciò ritenessi
conveniente e con
giustizia piena.
E quanto ho fatto.
Ecco la pergamena.
Voi potete osservarla,
discuterla, firmarla.

SUOR ANGELICA
(umile.)
Dopo sett'anni son davanti
a voi.
Ispiratevi a questo
luogo santo...
E luogo di clemenza,
è luogo di pietà!

LA ZIA PRINCIPESSA
(Come una condanna.)
Di penitenza.
Io debbo rivelarvi
la ragione perchè addivenni
a questa divisione.
Vostra sorella Anna Viola
anderà sposa...

SUOR ANGELICA
Sposa?!
Sposa la piccola Anna
Viola, la sorellina,
la piccina
Ah! ah! Son sett'anni!
son passati sett'anni!
ah! ah!
O sorellina bionda che
vai sposa,
o sorellina mia, tu sia
felice!
E chi la ingemma?

LA ZIA PRINCIPESSA
Chi per amore condonò
la colpa de cui macchiaste
il nostro bianco
stemma!

SUOR ANGELICA
Sorella di mia madre,
voi siete inesorabile!

LA ZIA PRINCIPESSA
Che dite? E che pensate?
Inesorabile?
Inesorabile? Vostra
madre invocate quasi
contro di me?
Di frequente, la sera,
là nel nostro oratorio,
io mi raccolgo.
nel silenzio di quel
raccoglimenti, il mio
spirito par che s'allontani
e s'incontri con quel
di vostra madre in
colloqui eterei, arcani!
Com'è penoso, com'è
penoso udire i morti
dolorare e piangere!
Quando l'estasi mistica
scompare, per voi ho
serbata una parola sola:
Espiare! Espiare!
Offritela alla Vergine
la mia giustizia!

SUOR ANGELICA
Tutto ho offerto alla
Vergine, sì, tutto,
ma v'è un'offerta che
non posso fare: alla Madre
soave delle Madri, non
posso offrire di scordar...
mio figlio! Mio figlio!
Mio figlio, il figlio mio!
Figlio mio!
La creatura che mi fu,
mi fu strappata!
Figlio mio,
che ho veduto e ho
baciato una sol volta!
Creatura mia!
Creatura mia lontana!
E questa la parola
che invoco da sett'anni!
Parlatemi di lui!
Com'è, com'è mio figlio?
Com'è dolce il suo
volto?
Come sono i suoi occhi?
Parlatemi di lui!
di mio figlio...
parlatemi...di lui...

(La vecchia tace, guardando la madre in
angoscia)

Perchè tacete?
Perchè? Perchè?
Perchè?
Un altro istante
di questo silenzio
e vi dannate
per l'eternità!
La Vergine ci ascolta
e Lei vi giudica!

LA ZIA PRINCIPESSA
Or son due anni,
venne colpito da
fiero morbo...
Tutto fu fatto per
salvarlo...

SUOR ANGELICA
E morto?

(La zia curva il capo e tace)

LA TÍA PRINCESA
El Príncipe Gualtiero,
tu padre,...
la Princesa Clara,
tu madre,
cuando murieron
hace veinte años,

(Se interrumpe para hacerse la señal
de la cruz.)

me confiaron
a sus hijos y todo
el patrimonio familiar.
Yo tenía que dividirlo
cuando lo considerase
conveniente y con plena
justicia.
Y es lo que hice.
Aquí está el pergamino.
Puedes observarlo,
discutirlo y firmarlo.

SOR ANGELICA
(Humildemente.)
Después de siete años
estoy frente a usted.
Inspírese en este
santo lugar...
¡Es sitio de clemencia,
es sitio de piedad!

LA TÍA PRINCESA
(Como una condena.)
De penitencia.
Debo revelarte la razón
por la que llegué
a esta división.
Tu hermana Ana Viola
se casará...

SOR ANGELICA
¿Se casa?
¿Se casa la pequeña
Ana Viola, la
hermanita, la pequeña?
¡Ah, ah! Son siete años!
¡Han pasado siete años!
¡Ah, ah!
¡Oh, hermanita rubia
que serás esposa,
oh hermanita mía,
que seas feliz!
¿Y quién la desposa?

LA TÍA PRINCESA
¡Quien por amor perdonó
la culpa con la que
manchaste nuestro
blanco emblema!

SOR ANGELICA
¡Hermana de mi madre,
usted es inexorable!

LA TÍA PRINCESA
¿Qué dices? ¿Y qué piensas?
¿Inexorable?
¿Inexorable?
¿Invocas a tu madre
en contra mío?
Frecuentemente en la tarde,
me recojo allá
en nuestro oratorio.
En el silencio de ese recogimiento,
mi espíritu parece
que se alejara
y se encontrara con
el de tu madre
en coloquios etéreos, misteriosos.
¡Qué penoso es,
qué penoso oír a los muertos
sufrir y llorar!
Cuando el éxtasis místico termina,
para ti tengo reservada
una sola palabra:
¡expiar!
¡Expiar!
¡Ofrécele mi justicia a la Virgen!

SOR ANGELICA
Todo he ofrecido a la Virgen,
sí, todo,
pero hay un ofrecimiento
que no puedo hacer:
a la más dulce de las Madres
no puedo ofrecerle
olvidar a...
¡Mi hijo! Mi hijo!
¡Mi hijo, mi hijo!
¡Hijo mío!
¡La criatura que me
fue arrebatada!
¡Hijo mío, que he
visto y besado
una sola vez!
¡Criatura mía!
¡Criatura mía lejana!
¡Es esta la palabra que invoco
desde hace siete años!
¡Hábleme de él!
¿Cómo es, cómo es mi hijo?
¿Cómo es de dulce su rostro?
¿Cómo son sus ojos?
¡Hábleme de él!
De mi hijo...
hábleme... de él...

(La vieja calla, mirando a la madre
angustiada.)

¿Por qué calla?
¿Por qué? ¿Por qué?
¿Por qué?
Un instante más de
este silencio y
estará condenada para
toda la eternidad!
¡La Virgen nos escucha
y la juzga!

LA TÍA PRINCESA
Ahora han pasado
dos años desde que fue
víctima de un grave mal...
Se hizo todo por
salvarlo...

SOR ANGELICA
¿Ha muerto?

(La tía baja la cabeza y calla.)

SUOR ANGELICA
Ah!

(Suor Angelica, con un grido, cade di
schianto in terra, in avanti, col volto sulle
mani. La zia si alza come per soccorrerla
credendola svenuta; ma, al singhiozzare
di suor Angelica, frena il suo movimento di
pietà; in piedi si volge verso un’immagine
sacra che è al muro, alla sua destra, e con
le due mani appoggiate al bastoncino di
ebano, con la testa curva, in silenzio, prega.
Il pianto di suor Angelica continua soffocato
e straziante. Nel parlatorio è già la
semioscurità della sera. Si ode la porta
aprirsi. Suor Angelica si solleva restando
sempre in ginocchio e col volto coperto.
Entra la suora clavaria con una lucernina
accesa che pone sul tavolo. La zia
Principessa parla alla suora. La suora
esce e ritorna con la Badessa recando in
mano una tavoletta, un calamaio e una
penna. Suor Angelica ode entrare le due
suore, si volge, vede, comprende; in silenzio
si trascina verso il tavolo e con mano
tremante firma la pergamena. Quindi si
allontana di nuovo e si ricopre il volto
con le mani. Le due suore escono. La zia
Principessa prende la pergamena, fa per
andare verso la nipote, ma al suo
avvicinarsi suor Angelica fa un leggero
movimento con tutta la persona come
per ritrarsi. Allora la zia procede verso
la porta, batte col bastoncino: la clavaria
apre, prende il lume, va avanti. La zia
Principessa la segue. Di sulla soglia
volge uno sguardo alla nipote. Esce.
Scompare. La porta si richiude. La sera
è calata; nel cimitero le suore vanno
accendendo i lumini sulle tombe)

SUOR ANGELICA
(rimasta sola)
Senza mamma, o bimbo,
tu sei morto!
Le tue labbra, senza
i baci miei, scoloriron
fredde, fredde!
E chiudesti, o bimbo,
gli occhi belli!
Non potendo carezzarmi,
le manine componesti
in croce!
E tu sei morto senza
sapere quanto t'amava
questa tua mamma!
Ora che sei un angelo
del cielo,
ora tu puoi vederla
la tua mamma,

(umilmente.)

tu puoi scendere giù
pel firmamento
ed aleggiare in torno
a me ti sento.
Sei qui, sei qui, mi
baci e m'accarezzi.
Ah! dimmi, quando
in ciel potrò vederti?
Quando potrò baciarti?
Oh! dolce fine d'ogni
mio dolore, quando in
cielo con te potrò
morire?
Quando potrò morire,
potrò morire?
Dillo alla mamma,
creatura bella,
con un leggero
scintillar di stella.
Parlami, parlami, amore,
amore, amore!

(Le suore escono dal cimitero e si
avviano verso suor Angelica che
è come in estasi)

SUOR GENOVIEFFA
Sorella, o buona,
sorella, la Vergine
ha accolto la prece.

LE SUORE
Sarete contenta, sorella,
la Vergine ha fatto
grazia.

SUOR ANGELICA
(si leva come un’esaltazione mistica)
La grazia è discesa
dal cielo,
già tutta, già tutta
m'accende, risplende!
risplende!
Già vedo, sorella,
la meta!...
Sorelle, son lieta,
son lieta!
Cantiamo! Già in
cielo si canta!
Lodiamo la Vergine Santa!

TUTTE
Cantiamo! Già in
cielo si canta!
E così sia!

(si ode dal fondo a destra il segnale delle
tavolette. Le suore si avviano verso l’arcata
di destra e la teoria bianca scompare nelle
celle)

TUTTE
Lodiamo la Vergine Santa!
Lodiam, lodiam!
Amen!

(E notte. Sulla chiesetta si va illuminando
a poco a poco una cupola de stelle)

SUOR ANGELICA
La grazia è discesa dal
cielo!

(Si apre una cella: esce suor Angelica. Ha in
mano una ciotola di terracotta che posa a pie’
di un cipresso; raccoglie un fastelletto di
sterpi e rami, raduna dei sassi a mo’ d’alari
e vi depone il fastelletto; va alla fonte e
riempie la ciotola d’acqua: accende con
l’acciarino il fuoco e vi mette su la ciotola.
Quindi si avvia verso la fiorita)

Suor Angelica ha sempre
una ricetta buona
fatta coi fiori.
Amici fiori, che nel
piccol seno racchiudete
le stille del veleno.
Ah, quante cure
v'ho prodigate
Ora mi compensate.
Per voi miei fior
io morirò!

(Quindi si volge a destra verso le
cellette)

Addio buone sorelle,
addio, addio!
Vi lascio per sempre.
M'ha chiamato mio figlio!
Dentro un raggio di
stelle m'è apparso
il suo sorriso, m'ha
detto: Mamma, vieni in
Paradiso!
Addio! Addio!
Addio, chiesetta!
In te quanto ho pregato!
Buona accoglievi preghiere
e pianti.
E discesa la grazia
benedetta!
Muoio per lui e in
cielo lo rivedrò! Ah!

SOR ANGELICA
¡Ah!

(Sor Angélica, con un grito, cae al suelo
con el rostro entre las manos. La tía se
alza como para socorrerla, creyéndola
desvanecida, pero al escuchar
los sollozos de Sor Angélica, se frena, se
vuelve hacia una imagen sagrada que
está en la pared, a su derecha, y con las
dos manos apoyadas en el bastón de
ébano, reza en silencio, con la cabeza
baja. El llanto de Sor Angélica continúa
sofocado y desgarrador. En el locutorio
ya se ve la oscuridad de la noche. Se oye
la puerta abrirse. Sor Angélica se levanta
un poco, quedando siempre de rodillas y
con el rostro cubierto. Entra una hermana con una lámpara de aceite que pone
sobre la mesa. La tía se da vuelta y habla
en voz baja con la hermana. La hermana
sale y regresa con la Abadesa, trayendo
una tablilla con un tintero y una pluma. Sor

Angélica oye entrar a las dos hermanas,
se da vuelta, comprende, se acerca
en silencio a la mesa con la mano temblorosa

y firma el pergamino. Luego,
siempre de rodillas, se aleja y se cubre
el rostro con las manos. Las dos hermanas

salen. La tía toma el pergamino, se acerca a
Sor Angélica, pero ésta hace un movimiento
con todo su cuerpo como para retirarse.
Entonces la tía se encamina hacia la puerta,
golpea con el bastón. La Hermana, abre,
entra, prende la luz, se adelanta. La Princesa
la sigue, desde el umbral dirige una mirada
a la sobrina, sale, desaparece, la hermana
cierra la puerta. Cae la noche; en el
cementerio las hermanas van encendiendo
luces en las tumbas.)

SOR ANGELICA
(estalla en desesperado llanto.)
¡Sin madre, niño,
has muerto!
¡Tus labios,
sin mis besos,
empalidecieron,
fríos, fríos!
¡Y cerraste, niño,
tus ojos bellos!
¡No pudiendo acariciarme,
pusiste tus manitas en cruz!
¡Y has muerto sin saber
cuánto te amaba
tu madre!
Ahora que eres un ángel
del cielo,
ahora puedes ver a
tu madre.

(Humildemente.)

Puedes descender desde
el firmamento y desplegar tus alas.
En torno a mí te siento.
Estás aquí, estás aquí,
me besas y acaricias.
Ah, dime:
¿cuándo podré
verte en el cielo?
¿Cuándo podré besarte?
¡Oh! Dulce fin de todo
dolor mío,
¿cuándo podré morir contigo
en el cielo?
¿Cuándo podré morir,
podré morir?
¡Díselo a tu madre,
bella criatura,
con un ligero titilar
de estrellas!
¡Háblame, háblame,
amor, amor, amor!

(Permanece absorta en éxtasis. Las hermanas
salen del cementerio y se acercan
a Sor Angélica, rodeándola.)

SOR GENOVEVA
Hermana, oh buena hermana,
la Virgen ha recibido
la plegaria.

CORO DE HERMANAS
Estarás contenta, hermana,
la Virgen
te ha concedido la gracia.

SOR ANGELICA
(En exaltación mística pero sin énfasis.)
¡La gracia ha descendido
del cielo,
ya toda me ilumina,
resplandece,
resplandece, resplandece!
¡Ya veo la meta,
hermanas!...
¡Estoy contenta, hermanas,
estoy contenta!
¡Cantemos!
¡Ya en el cielo se canta!
¡Alabemos a la Virgen Santa!

CORO DE HERMANAS
¡Cantemos!
Ya en el cielo se canta!
¡Y así sea!

(Desde el fondo se oye la señal de retirarse.
Las hermanas vienen de todas
partes, y se dirigen en fila hacia las
celdas, en recogimiento)

CORO DE HERMANAS
¡Alabemos a la Virgen Santa!
¡Alabemos!
¡Alabemos! ¡Amen!

(Es de noche. Sobre la capilla se ven las
estrellas y la luna sobre los cipreses.)

SOR ANGELICA
¡La gracia ha
descendido del cielo!

(Se abre una celda; sale Sor Angélica. Tiene
en las manos un cubilete de terracota. Se
detiene junto a la cruz entre los cipreses y
deja el cubo. Toma unas piedras y con ellas
forma una pequeño hornillo,
recoge ramas y
tallos secos y hace un ramillete que coloca
entre las piedras. Luego va hacia la fuente y
llena de agua el cubo poniéndolo al fuego)

Sor Angélica siempre tiene
una buena receta
hecha con flores.
Amigas flores,
que en el pequeño seno
esconden las gotas de veneno.
Ah, cuántos cuidados
les prodigué.
Ahora me compensan.
¡Por vosotras,
mis flores, moriré!

(Se levanta y se vuelve a la derecha
hacia las celdas.)

¡Adiós, buenas hermanas,
adiós, adiós!
Os dejo para siempre.
¡Me ha llamado mi hijo!
Dentro de un rayo de
estrellas me apareció
su sonrisa, y me dijo:
¡Madre,
ven al Paraíso!
¡Adiós! ¡Adiós!
¡Adiós, capillita!
¡Cuánto he rezado en ti!
Bondadosa recibías
plegarias y llantos.
¡Ha descendido la
gracia bendita!
¡Muero por él y lo volveré
a ver en el cielo! ¡Ah!

(Abbraccia la croce, la bacia, si curva
rapidamente, prende la ciotola, si volge verso
la chiesa e guardando al cielo beve il veleno.
Quindi si appoggia ad un cipresso lascia
cadere la ciotola a terra. L’atto del suicidio
ormai compiuto sembra la tolga dalla
esaltazione a cui era in preda e la riconduca
alla verità. Il suo volto prima sereno si
atteggia in una espressione angosciosa come
se una rivelazione improvvisa le fosse
apparsa)

SUOR ANGELICA
Ah! son dannata!
Mi son data la morte,
mi son data la morte!
Io muoio, muoio in peccato
mortale!

(si getta disperatamente in ginocchio)

O Madonna, Madonna,
salvami! salvami!
Per amor di mio figlio!

CORO
(Interno)
Regina Virginum,
Salve, Maria!

SUOR ANGELICA.
Ho smarrita la ragione!

CORO
Mater castissima,
Salve, Maria!

SUOR ANGELICA
Non mi fare morire
in dannazione!

CORO
Regina pacis,
Salve, Maria!

SUOR ANGELICA
Dammi un segno di
grazia,
dammi un segno di grazia,
Madonna! Madonna!
Salvami! Salvami!

(Già le sembra udire le voci degli angeli
imploranti per lei la Madre delle Madri)

CORO
O gloriosa virginum,
Sublimis inter sidera,
Qui te creavit,
parvulum, Lactente
nutris ubere.

(Suor Angelica vede il miracolo compiersi:
la chiesetta sfolgora di mistica luce, la porta
si apre: apparisce la Regina del conforto,
solenne, dolcissima e, avanti a Lei, un bimbo
biondo, tutto bianco. La Vergine sospinge,
con dolce gesto, il bimbo verso la moribonda)

SUOR ANGELICA
O Madonna, salvami!
Una madre ti prega,
una madre t'implora!

CORO
Quod Hova tristis
abstulit,
Tu reddis almo germine:
Intrent ut astra
flebiles,
Coeli recludis
cardines...
Gloriosa virginum,
Salve, Maria!...

SUOR ANGELICA
Ah!

CORO
Regina virginum!
Virgo fidelis!
Sancta Maria!
Gloriosa virginum,
Salve, Maria!...
Mater purissima!
Salve, Maria!...
Turris davidica!
Salve, Maria!...
Ah!

(Suor Angelica muore dolcemente)



(Abraza la cruz con exaltación, la besa, se
inclina, besa el cubo y bebe el veneno,
luego se apoya en un ciprés y lentamente
deja caer al suelo el cubo. Las nubes
cubren la luna, la escena está oscura.
Una vez concluido el acto del suicidio
parece que terminara la exaltación y
volviera a la realidad; su rostro revela
una actitud de angustia como si se le
apareciera una revelación tremenda y
repentina.)

SOR ANGELICA
¡Ah, estoy condenada!
¡Me he dado muerte,
me he dado muerte!
¡Muero, muero en
pecado mortal!

(Se arrodilla desesperadamente.)

¡Oh, Señora, Señora,
sálvame, sálvame!
¡Por el amor de mi hijo!

CORO
(Interno, lejano, acercándose poco a poco.)
Regina Virginum,
¡Salve, María!

SOR ANGELICA.
¡He perdido la razón!

CORO
Mater castissima,
¡Salve, María!

SOR ANGELICA
¡
No me hagas morir
en pecado!

CORO
Regina pacis,
¡Salve María!

SOR ANGELICA
¡Dame una señal
de gracia,
dame una señal de
gracia, Señora!
¡Señora! ¡Sálvame! ¡Sálvame!

(las voces de los ángeles elevan un
himno a la Madre de las Madres.)

CORO
O gloriosa virginum,
Sublimis inter sidera,
Qui te creavit,
parvulum, Lactente
nutris ubere.

(La iglesia parece invadida de luz. La puerta
se abre y entre un fulgor místico se ve la
iglesia llena de ángeles. Aparece la Reina del
Consuelo, dulcísima, y delante de ella un niño
rubio, todo blanco. La Virgen, sin tocarlo,
suspende al niño hacia la moribunda.)

SOR ANGELICA
¡Oh, Señora, sálvame!
¡Una madre te implora,
una madre te implora!

CORO
Quod Hova tristis
abstulit,
Tu reddis almo germine:
Intrent ut astra
flebiles,
Coeli recludis
cardines...
Gloriosa virginum,
¡Salve, María!...

SOR ANGELICA
¡Ah!

CORO
Regina virginum!
Virgo fidelis!
Sancta María!
Gloriosa virginum,
¡Salve, María!...
¡Mater purissima!
¡Salve, María!...
¡Turris davidica!
¡Salve, María!...
¡Ah!

(Sor Angélica muere dulcemente)



Traducido y Escaneado por:
Mónica Zaionz 2003