LINDA DE CHAMONIX

 

Personajes

LINDA

CARLOS

PIEROTTO

ANTONIO

MAGDALENA

PREFECTO

MARQUÉS

INTENDENTE

Campesina

Vizconde de Sirval

     Joven amigo de Linda     

Padre de Linda

Madre de Linda

Prefecto

Tío de Carlos

Intendente

Soprano

Tenor

Soprano

Barítono

Mezzosoprano

Bajo

Bajo Bufo

Tenor

 

La acción se desarrolla en Chamonix, a mediados del siglo XVIII.

 

ATTO PRIMO                                  


Scena Prima

(L'aurora; il sole va poi gradatamente illuminando 
la scena. Interno di una cascina. A destra, verso 
il fondo, la porta d 'una stanza. Una rustica 
sedia a bracciuoli, vicina. Una panca,qualche 
sedia. Il prospetto é aperto e da esso scorgessi 
un sito pittoresco sulle montagne di Savoia e 
parte del villaggio. Una chiesa sull'alto. Si 
odono gli ultimi rintocchi d'una campana e varie 
voci da opposte parei: si vedono poi uomini, donne, 
fanciulli avviarsi al tempio, poi Maddalena, indi 
Antonio)

CORO
(da lontano)
Presti! Al tempio! Delle preci 
Die' il segnal la sacra squilla. 
Già del sole omai scintilla 
Sulle cime il primo raggio, 
Or dal ciel fausto viaggio 
Cominciamo ad implorar. 
La speranza ed il coraggio 
Non potranno vacillar.

(Appresi la stanza a destra e vi esce pian piano 
Maddalena, che si ferma sulla soglia guardando 
ancor dentro.)

MADDALENA
Linda, mia dolce figlia! 
Tu nel sonno dell'innocenza ancora giaci; 
a lungo in assiduo lavoro
Provvida tu per noi vegliasti, 
e lieti saranno i sogni tuoi.

(chiudendo la stanza)

Ma forse al ridestarti qui fra noi 
Tutto fia duol. 
Con quale ansia angosciosa 
Attendo del marito il ritorno! 
Decidersi in tal giorno 
Deve tutto per noi! Chi sa? 
Già viene ...

(incontrandolo) 

Antonio... 

ANTONIO 
(entrando un po' cupo)
Moglie!

MADDALENA
(con premura) 
Ebbene? 

ANTONIO
(esita)
L'Intendente sperar mi fe' propizia 
Sua Eccellenza, il fratel della
Marchesa 
Nostra padrona.

MADDALENA 
S'egli è cosi, respiro. 
Ei può tutto, speriamo. 
Resteremo.

ANTONIO
Più di te quant'io lo bramo! 

Ambo nati in questa valle, 
Nostra sorte qui fu unita; 
Ebbe Linda qui la vita, 
E mio padre qui morì.
Or tu vedi se diletto,
Se a me sacro è questo tetto; 
Moglie, figlia, sol per voi
Soffro e temo in questo di.

MADDALENA
Ma, se è vero che Sua Eccellenza 
È per noi, che temi mai? 

ANTONIO
Vidi or ora il buon prefetto, 
Mie speranze gli svelai. 

MADDALENA
Ebben? 

ANTONIO
Et diffida, in sé fremeva, 
Disse alfin che a noi verrà; 
Ma il suo volto esprimeva 
II timore e la pietà.

Ecco, o moglie, il rio pensiero 
Che tremar ancor mi fa.

MADDALENA
Oh discaccia il mal umore, 
Spera, spera.

Scena Seconda

(Varie voci al di fuori d'uomini e fanciulli presso 
la cascina. Indi questi precedono e circondano il 
Marchese, che entrerà seguito dall'Intendente)

CORO
(di dentro)
Viva! Viva!

ANTONIO, MADDALENA
Quai grida?

CORO
(di dentro)
Eccellenza! 

ANTONIO
(osservando)
E che mai?

CORO
(sortono)
La preghiamo.

ANTONIO, MADDALENA
Il Marchese!

MARCHESE
(entrando con l'Intendente)
Olà! Quieti!

CORO
Ah! Si mostri cortese!

MARCHESE 
(all'Intendente)
Dà a costor degli scudi. 

L'INTENDENTE 
(gettando monete al coro) 
Assai bene.

CORO
(raccogliendo avidamente le monete e 
baciando le mani al Marchese)
Grazie! Viva! 

MARCHESE 
(con gravità) 
Ma basta ... ma andate.
Siam chi siamo, di cor generoso;
Ma poi guai se montiamo in furor! 

(guardando intorno, fra sè)

Ora a noi ... ma la Linda, 
ah! lei bramo. 
Cominciam: protezione, maniere.

(con aria di protezione)

Buona gente, noi siamo chi siamo. 
L'Intendente, ci ha detto, sappiamo; 
E venuti siam qui per vedere 

(guardando sempre)

In persona, vicino ... 

(fra sè)

ma dov'è?

(in alta voce)

Noi vogliamo far piacere, e piacere...
Perché poi, si sa bene; che ... cioè... 
Or sul nostro possente favore, 
Buona gente, potete sperar. 

INTENDENTE
Sua Eccellenza di Cesare ha il core. 
Da lui tutto potete sperar.

MADDALENA, ANTONIO 
Una povera onesta famiglia 
Voi potete salvar, consolar. 

MARCHESE
Lo vogliamo... 

(fra sè)

E colei non si vede!

(Ad Antonio)

Ma, a proposito, ov'è la famiglia? 
Dire intesi, che avete una figlia ... 

ANTONIO
Si, Eccellenza. 

MARCHESE
E si dice assai bella! 

MADDALENA
É figlioccia di vostra sorella. 

MARCHESE
Tanto meglio! De sanguinis jure 
Suo Marchese padrin son io pure; 
Anche a lei pensar dunque dobbiamo; 
Ma dov'è? Ma che almen la vediamo! 
Questa cara figlioccia che fa? 

MADDALENA
(segnando la stanza)
È di là.

MARCHESE
Venga qua dal suo padrino. 

MADDALENA
(Apre ed entra.) 
Verrà subito. 

MARCHESE 
Subito qui.

(Maddalena entra nella stanza.) 

(fra sè)

Alla fine ci sono arrivato,
E da me più fuggir non potrà

INTENDENTE
(al Marchese, a sottovoce)
Ve lo dissi; son già nell'agguato; 
11 mio piano sbagliar non potrà. 
Si, l'ho detto, son già nell'agguato, 
II mio piano fallire non può. 

ANTONIO
(fra sè)
S'era certo il Prefetto ingannato; 
Egli é invece la stessa bontà. 

(vedendo aprirsi la stanza) 

Ecco, viene.

MARCHESE
(andandole incontro per abbracciarla) 
Mia bella figlioccia!

MADDALENA 
(confusa) 
Eccellenza, dispiacemi ...  

MARCHESE
(fra sè)
Ohimè!

MADDALENA 
La credeva di là... 

MARCHESE 
Ebben? 

MADDALENA
...ma non c'è.

MARCHESE 
(Va sulla porta.) 
come? come? che? forse ritrosa
Al padrino si tiene nascosa?

ANTONIO
Schiuso veggo dell'orto il cancello, 
Certo al tempio per là se n'andò.
Udì gente, ella timida è tanto!

MARCHESE
E frattanto così sul più bello 
padrino deluso restò.

ANTONIO
La scusate.

ANTONIO, MADDALENA
Eccellenza, perdono. 

MARCHESE
(Ride forzatamente.)
Oh, già in collera non sono.
Non temete, buona gente,
State pure allegramente: 
Siamo noi che lo diciamo, 
Lo vogliamo, lo possiamo.

ANTONIO, MADDALENA
Ah! Voi la vita ci rendete,

(Volendo baciargli la mano)

Eccellenza, permettete, 
Benedirvi, ringraziarvi
Abbastanza il cor non sa.

MARCHESE
Con i pascoli all'intorno 
Come già li aveste un giorno, 
A voi soli in affittanza, 
Abbellita ed ingrandita,
La cascina resterà.
E la bella figlioccetta 
D'allevar sia nostro impegno. 
Nel castel, da noi protetta, 
Avrà un posto di lei degno: 
Colla vostra, amici cari, 
Fatta è già la sua fortuna; 
Bestie, pascoli, danari
Nulla più vi mancherà. 

CORO
Che bel core avete in petto! 
Siate sempre benedetto! 
Adorato il vostro nome, 
Eccellenza, ognor vivrà. 
Benedirvi, ringraziarvi 
Abbastanza il cor non sa! 

INTENDENTE
State allegro, al buon padrino 
Linda ingrata non sarà.
ACTO PRIMERO


Escena Primera

(Amanece. El sol va iluminando poco a poco la 
escena. Interior de una granja. A la derecha, en 
el fondo, la puerta de una habitación. Cerca, 
una rústica silla con brazos. Un banco, algunas 
sillas. El portón está abierto y da a un lugar 
pintoresco en la montaña de Saboya y parte del 
pueblo. Una iglesia en lo alto. Se oyen los 
últimos repiques de una campana y varias 
voces de diferentes sitios: se ven después 
hombres, mujeres y niños dirigirse al templo, 
después Magdalena y seguidamente Antonio)

CORO
(de lejos)
¡Rápido! ¡Al templo! 
La campana nos llama a la oración.
Ya brilla el sol...
En las cumbres aparecen los
primero rayos.
Un nuevo viaje imploremos al cielo.
La esperanza y el valor
no podrán vacilar.

(Se abre la habitación que hay a la derecha y 
sale despacio Magdalena, que se para en el 
umbral mirando aún hacia dentro.)

MAGDALENA
¡Linda, dulce hija! 
En el sueño de la inocencia vives aún.
Mucho hace que con diligente trabajo
cuidas de nosotros.
¿Tus sueños son felices?

(cerrando la puerta)

Quizá el estar entre nosotros
te cause aflicción. 
¡Con qué ansiedad, con qué angustia 
espero el regreso de mi esposo!
Ese día se decidirá todo. 
¿Quién sabe?
¡Ya viene!

(encontrándolo)

Antonio...

ANTONIO
(entrando un poco sombrío)
¡Mujer!

MAGDALENA
(con atención)
¿Y bien?

ANTONIO
(dudando)
Me ha dicho el Intendente que
el hermano de la Marquesa, nuestra
señora,
nos será favorable.

MAGDALENA
Si es así, respiro.
Él es poderoso.
Permaneceremos aquí.

ANTONIO
¡Yo lo deseo más que tú!

Nacimos en este valle,
nuestra vida está aquí.
Aquí nació Linda
y murió mi padre.
Por eso me resulta querido
y sagrado este lugar.
Esposa mía, hija mía, por vosotras sufro 
y temo en este día.

MAGDALENA
Pero si su Excelencia está a
nuestro favor ¿qué temes?

ANTONIO
Acabo de ver al Prefecto
y le he contado mis inquietudes.

MAGDALENA
¿Y?

ANTONIO
Temblaba y se estremecía,
pero por fin dijo que vendría a vernos.
Su rostro rebelaba
temor y compasión hacia mí.

Por eso, esposa mía, 
un sombrío pensamiento me hace sufrir.

MAGDALENA
Aleja tu inquietud,
ten confianza.

Escena Segunda

(Voces de hombres y niños cerca de la granja. 
Algunos preceden y rodean al Marqués que 
entrará seguido del Intendente)

CORO
(Desde dentro)
¡Viva! ¡Viva!

ANTONIO, MAGDALENA
¿Y esos gritos?

CORO
(desde dentro)
¡Excelencia!

ANTONIO
(Observando)
¿Qué puede ser?

CORO
(Salen)
¡Se lo rogamos!

ANTONIO, MAGDALENA
¡El Marqués!

MARQUÉS
(Entrando con el Intendente)
¡Ah! ¡Quietos!

CORO
¡Ah! ¡Sed amable!

MARQUÉS
(Al Intendente)
Dales unos cuantos escudos.

INTENDENTE
(Arrojando monedas al coro)
Así está bien.

CORO
(Recogiendo rápidamente las
monedas y besando las manos al Marqués)
¡Gracias! ¡Viva!

MARQUÉS
(Con gravedad)
¡Basta ya! ¡Marchaos!
Tenemos un corazón generoso;
¡Pero cuidado si montamos en cólera!

(Mirando alrededor. Para sí)

Bien, a lo mío... a Linda.
¡Ah! Es a ella a quien deseo.
Protección... cortesía...

(Con aire de protección, en voz alta)

Buenas gentes.
El Intendente nos lo ha contado todo
y hemos venido para comprobar

(Mirando con descaro)

en persona, de cerca... 

(para sí)

¿Pero dónde está?

(en voz alta)

Queremos otorgar...
Porque sabed que... es decir...
Ahora, buena gente, 
podéis confiar en nosotros.

INTENDENTE
Su Excelencia tiene el corazón de un César.
Todo lo podemos esperar de él.

MAGDALENA, ANTONIO
A una pobre y honesta familia
podéis salvar y remediar.

MARQUÉS
Eso quiero. 

(para sí)

¡Y ella sigue sin venir!

(a Antonio)

¿Pero dónde está tu familia?
Dicen que tienes una hija.

ANTONIO
Sí, excelencia.

MARQUÉS
¡Y dicen que es muy bella!

MAGDALENA
Es ahijada de vuestra hermana.

MARQUÉS
¡Consanguíneos! ¡Tanto mejor! 
Por lo tanto yo también soy padrino suyo.
Debemos pensar también en ella.
¿Pero dónde está? ¡Queremos verla!
¿Esta ahijada qué está haciendo?

MAGDALENA
(Señalando la habitación)
Está ahí.

MARQUÉS
Que venga aquí con su padrino.

MAGDALENA
(Abre y entra)
Vendrá en seguida.

MARQUÉS
En seguida.

(Magdalena entra en la habitación.)

(Para sí)

Por fin lo he logrado,
ya no podrá huir de mí.

INTENDENTE
(Al Marqués, en voz baja)
Os lo dije, la trampa está tendida;
mi plan no  puede fallar.
Sí, lo he dicho, la trampa está tendida,
mi plan no puede fallar.

ANTONIO
(Para sí)
Era cierto, el Prefecto se equivoca,
él es la misma bondad.

(Viendo abrirse la habitación, en voz alta.)

Ya viene.

MARQUÉS
(va al encuentro para abrazarla)
¡Mi hermosa ahijada!

MAGDALENA
(Confusa)
Excelencia, lo lamento...

MARQUÉS
(para sí)
¡Ay de mí!

MAGDALENA
Creía que estaba allí...

MARQUÉS
¿Y bien?

MAGDALENA
... pero no está.

MARQUÉS
(Va a la puerta)
¿Cómo? ¿Cómo? ¿Qué? 
Acaso se oculta de su padrino?

ANTONIO
La puerta del huerto está abierta,
por ahí se marchó a la iglesia.
Oyó que venía gente ¡Es tan tímida!

MARQUÉS
Y entre tanto
el padrino se quedó burlado.

ANTONIO
Disculpadla.

ANTONIO, MAGDALENA
Excelencia, perdón.

MARQUÉS
(Ríe forzadamente)
No estoy enojado.
No temáis, buenas gentes,
estad contentos,
así lo decimos
y así lo ordenamos.

ANTONIO, MAGDALENA
Nos dais la vida,

(queriendo besarle la mano)

Excelencia, permitidnos
bendeciros... agradeceros...
no basta a nuestro corazón...

MARQUÉS
Los pastos de los alrededores
como ya los tuvisteis antaño,
en arrendamiento,
enriquecida y engrandecida
será la granja.
Y la bella ahijada
será criada con nuestro favor.
En el castillo, en casa de vuestra dueña,
habrá un puesto digno para ella:
con ella, queridos amigos,
ya está hecha vuestra fortuna:
animales, pastos, dinero,
nada os faltará.

CORO
¡El corazón no os cabe en el pecho!
¡Sed bendecido por siempre!
Vuestro nombre, excelencia, 
siempre vivirá entre nosotros.
¡Bendeciros, agradeceros
no es suficiente al corazón!

INTENDENTE
Estad contento, al buen padrino
Linda no le será ingrata.
Scena Terza

LINDA
(uscendo dalla stanza con un 
mazzetto di fiori) 
Ah! tardai troppo, e al nostro
Favorito convegno io non trovai 
II mio diletto Carlo; e chi sa mai 
Quanto egli avrà sofferto!
Ma non al par di me! Pegno d'amore, 
Questi fior mi lasciò! Tenero core! 
per quel core io l'amo,
Unico di lui bene.
Poveri entrambi siamo, 
Viviam d'amor, di speme: 
Pittore ignoto ancora
Egli s'innalzerà coi suoi talenti!
Sarò sua sposa allora. 
Oh noi contenti!

O luce di quest'anima,
Delizia, amore e vita, 
La nostra sorte unita,
In terra, in ciel sarà.
Deh vieni a me, riposati
Su questo cor che t'ama, 
che te sospira e brama,
che per te sol vivrà.

(Si appoggia alla tavola guardando il mazzetto. 
I fanciulli arrivano con frutta, pagnotte, ricotta,
siedono per terra e mangiano.)

CORO
Qui si, pria della partenza
Facciam allegri onore a sua
Eccellenza. 

(vedendo Linda)

Linda, qui con noi. 

LINDA
Vi ringrazio.

CORO
E Pierotto? Dov'è
II nostro buon Pierotto? 

PIEROTTO
(di dentro) 
Ah!

CORO 
Sentilo... 

PIEROTTO 
(di dentro)
Cari luoghi ov'io passai 
I primi anni di mia vita, 
V'abbandono, e chi sa mai 
Quando ancor vi rivedrò! 
Poveretto, abbandonato, 
Senza affetto e senza aita. 
De' miei giorni il più beato 
Sarà il di che tornerò. 
Addio, addio. 

(Comparisce.)

CORO 
Eccolo.

UNO DEL CORO 
Pierotto!

PIEROTTO
Amici, Linda, vi saluto. 

UN ALTRO DEL CORO 
Facesti colazione?

PIEROTTO 
Si.

UNO DEL CORO 
Torna a farla con noi. 

PIEROTTO 
Obbligato.

UNO DEL CORO
Almen resta in compagnia. 

LINDA
Cantane la ballata,
Che nuova hai preparata. 

PIEROTTO
È troppo melanconica. 

UNO DEL CORO 
Deh! Canta. 

PIEROTTO
E poi ne piangerete. 

ALTRO DEL CORO
E caro è pur quel pianto! 

LINDA
Canta, Pierotto! 

PIEROTTO
Lo volete? Io canto.

PIEROTTO
Per sua madre andò una figlia 
Miglior sorte a rintracciar. 
Colle lacrime alle ciglia
Le dolenti si abbracciar. 
"Pensa a me", dicea la madre, 
"Serba intatto il tuo candore, 
Nei cimenti dell'amore 
Volgi al Nume il tuo pregar; 
Ei non puote a buona figlia 
La sua grazia ricusar." 

LINDA
Questa tenera canzone 
Mi fa mesta palpitar. 

PIEROTTO
Quei consigli, ahi troppo poco 
La fanciulla rammentò!
Nel suo cor s'accese un foco 
Che la pace ne involò.
La tradita allor ritorna,
Cerca invan di madre un seno; 
Di rimorsi il cor ripieno
Una tomba ritrovò. 
Sulla tomba finchè visse 
Quella mesta lagrimò. 

CORO
(commosso e singhiozzando) 
Sulla tomba finchè visse 
Quella mesta lagrimò. 

(Pierotto e il Coro partono.)

Scena Quarta

LINDA
Non so: quella canzon m'intenerisce
E mi rattrista. 
Ho anch'io una madre, e forse . . . 
E Carlo... Andrò domani
lo prima ad aspettarlo... 
Oggi pazienza...

(Si mette al mulinello per lavorare.) 

CARLO
(venendo dal lato apposto donde
partirono il coro e Pierotto)
Linda!... Linda!... 

LINDA
(alzandosi con gioia) 
Ah! Carlo! 

CARLO
Sei tu sola? 

LINDA
Si, e gemeva
Di passar un giorno intero 
Di te priva.

CARLO
lo non poteva 
Sopportar dolor si fiero. 

LINDA
Non trovarti!

CARLO 
Non vederti! 

LINDA, CARLO 
Era un di d'orror per me. 

Duetto

CARLO
Da quel di che t'incontrai 
Ad amar quel di imparai. 
A que' pini, all'istess'ora, 
Ogni giorno t'aspettava; 
Puro amor te la guidava, 
S'intendano i nostri cor. 
Ah! è t'amarti il mio destino. 
La mia gioia è a te vicino, 
Tutto scordo a un tuo sorriso, 
Tutto in te mi dona amor ... 
Ah! la vita in questo eliso 
Passar teco io possa ognor! 

LINDA
Chi tel vieta? 

CARLO
Un di, lo spero; 
Ma per or ... 

LINDA
Fatal mistero! 

CARLO
Che a serbar costretto io seno.

LINDA
Son più misera di te.
A mia madre un sol finora 
Non celai de' pensier miei. 
E un segreto or ho per lei, 
Cui più cara sembro ognora, 
Alla quale tu involasti 
Tanta parte del mio cor. 
Anche allora che della sera 
lo la seguo alla preghiera, 
Col suo nome un altro nome 
Sul mio labbro viene ancor. 
Dio che legge nel cor mio 
Sa che puro è il mio fervor. 

CARLO
Ah! che un angelo tu sei! 
Ei t'udrà.

LINDA
Lo bramo e spero.
lo rispetto il tuo mistero, 
Ma mi costa.

CARLO
E quanto a me! 

LINDA, CARLO
Quel dover celar nel core 
Un si forte e dolce affetto, 
Lungi star dai caro oggetto 
De' più teneri desir,
È il più barbaro dolore, 
Che un amante può soffrir. 

LINDA
Carlo!

CARLO 
Linda!

CARLO, LINDA
A consolarmi affrettisi 
Tal giorno desiato! 
Innanzi al cielo, agli uomini 
Tuo/a sposo/a diverrò
E allor mai più dividersi: 
Col mio tesor allato,
Di puro amor fra l'estasi, 
In ciel mi troverò. 

LINDA
Dimmi: e quando tal mistero, 
Quando cesserà?

CARLO 
Presto, presto! 

LINDA
(con gioia)
E fia vero? Carlo!... Carlo!... 
Escena Tercera

LINDA
(Saliendo de la habitación 
con un ramo de flores.)
¡Ah! Tardé demasiado
y no encuentro a mi querido Carlos.
¡Y quién sabe cuánto habrá sufrido!
¡Pero no tanto como yo! 
¡Como prenda de amor,
me dejó estas flores! ¡Tierno corazón!
Y yo lo amo por ese corazón,
que posee como único bien.
Ambos somos pobres,
vivimos de amor y de esperanza.
¡Pintor aún desconocido 
triunfará gracias a su talento!
Entonces seré su esposa. 
¡Qué felices seremos!

¡Luz de mi alma!
¡Delicia, amor y vida,
nuestras suertes unidas,
en la tierra y en el cielo estarán!
Ven a mí, 
descansa sobre mi corazón que te ama,
qué sólo por ti suspira,
qué sólo por ti vive.

(Se apoya en la mesa mirando las flores.
Los muchachos llegan con fruta, panes y 
requesón, se sientan en el suelo y comen.)

CORO
Aquí, sí, antes de su marcha,
rindamos alegres honores a su
Excelencia.

(Viendo a Linda)

¡Linda, ven con nosotros!

LINDA
Os lo agradezco.

CORO
¿Y Pierotto? 
¿Dónde está el buen Pierotto?

PIEROTTO
(Desde dentro)
¡Ah!

CORO
¡Oídlo!

PIEROTTO
(Desde dentro)
Queridas tierras donde pasé
los primeros años de mi vida,
os abandono y quién sabe
cuándo volveré a veros.
Pobre de mí, abandonado,
sin amor y sin ayuda.
El más feliz de mis días
será el día en que vuelva.
¡Adiós! ¡Adiós!

(Aparece)

CORO
Aquí está.

UNO DEL CORO
¡Pierotto!

PIEROTTO
¡Amigos! ¡Linda! ¡Salud!

OTRO DEL CORO
¿Desayunaste?

PIEROTTO
Sí.

UNO DEL CORO
Come de nuevo con nosotros.

PIEROTTO
Os lo agradezco.

UNO DEL CORO
Al menos quédate en nuestra compañía.

LINDA
Canta la nueva balada
que has compuesto.

PIEROTTO
Es demasiado triste.

UNO DEL CORO
¡Ah! ¡Canta!

PIEROTTO
¡Y si después lloráis!

OTRO DEL CORO
¡Bienvenido sea el llanto!

LINDA
¡Canta, Pierotto!

PIEROTTO
¿Eso queréis? Pues cantaré.

PIEROTTO
Una hija abandonó a su madre
para buscar una vida mejor.
Con lágrimas en los ojos
se abrazaron llenas de dolor.
"Piensa en mí", decía la madre,
"Y preserva tu virtud.
En las lides del amor
dirige a Dios tus oraciones.
A una hija no podrá
negar su gracia."

LINDA
Esta dulce canción
hace que mi corazón palpite lleno de tristeza.

PIEROTTO
¡Ay, más la muchacha pronto olvidó
aquellos consejos!
En su corazón se encendió un fuego
que la paz le arrebató.
Traicionada, volvió entonces.
Busca en vano el seno de una madre;
con el corazón lleno de remordimientos
más sólo halló una tumba.
Sobre ella, mientras vivió,
lloró la desdichada.

CORO
(Conmovido y sollozando)
Sobre la tumba, mientras vivió
lloró la desdichada.

(Pierotto y el Coro se van)

Escena Cuarta

LINDA
Esta canción me entristece. 
Yo también tengo madre, 
y quizá Carlos... 
Iré más temprano mañana
a esperarlo.
Hoy... paciencia...

(Se pone rápidamente a trabajar.)

CARLOS
(Viniendo del lado opuesto de
donde salieron el coro y Pierotto.)
¡Linda!... ¡Linda!... 

LINDA
(Levantándose con alegría)
¡Ah! ¡Carlos!

CARLOS
¿Estás sola?

LINDA
Sí, y sufría al pensar
que pasaría un día 
sin verte.

CARLOS
Yo no podía soportar 
tanto dolor.

LINDA
¡No hallarte!

CARLOS
¡No verte!

LINDA, CARLOS
¡Era un día de horror para mí!

A Dúo

CARLOS
El día en que te vi
aprendí a amar.
Bajo estos pinos, a la misma hora,
te espero cada día.
El amor te guía hasta aquí,
nuestros corazones se enlazan.
¡Ah! Amarte es mi destino.
Mi dicha está a tu lado,
todo lo olvido ante tu sonrisa,
todo en ti me habla de amor...
¡Ah! La vida podría pasar 
siempre contigo!

LINDA
¿Quién te lo impide?

CARLOS
Eso espero algún día;
pero por ahora...

LINDA
¿Cuéntame?

CARLOS
¡Estoy obligado a callar!

LINDA
Soy más desdichada que tú.
Hasta ahora, no oculté a mi madre
ni uno sólo de mis pensamientos.
Y ahora tengo 
un secreto para ella.
A ella, a quien arrebataste
una gran parte de mi corazón.
Incluso ahora, al anochecer,
cuando la sigo en la oración,
con su nombre otro nombre
me viene a los labios.
Dios que lee en mi corazón
sabe que es puro mi fervor.

CARLOS
¡Ah! ¡Eres un ángel!
Te escucharé.

LINDA
Yo ansío y espero.
Respeto tu secreto
pero me cuesta.

CARLOS
¡Y a mí!

LINDA, CARLOS
Tener que ocultar en el corazón
un amor tan profundo y dulce.
Estar lejos del amado/a
y de los más tiernos deseos
es el dolor más atroz
que un amante puede sufrir.

LINDA
¡Carlos!

CARLOS
¡Linda!

CARLOS, LINDA
¡Ojalá se apresure a consolarme
ese día ansiado!
Ante el cielo y los hombres
me convertiré en tu esposo/a
y entonces, sin separarnos nunca más,
junto a mi tesoro,
en el éxtasis del amor puro,
me encontraré en el cielo.

LINDA
Dime 
¿Cuándo me dirás el misterio?

CARLOS
¡Pronto! ¡Pronto!

LINDA
(Con alegría)
¿De verdad? ¡Carlos!... ¡Carlos!...
Scena Quinta

PREFETTO
Qui, buon Antonio, qui soli. 

ANTONIO
E che avete
Signor prefetto, ad annunziarmi? 

PREFETTO
II fiero periglio che io già prevedea.

ANTONIO 
Periglio? 

PREFETTO 
Si, una disgrazia orribile. 

ANTONIO
Mi fate tremar. Ma come? 
Sembrano cangiate ora le nostre sorti.
Sua Eccellenza Il Marchese ... 

PREFETTO
Il perverso! 

ANTONIO
Egli? 
Se ci ha facto sperar sicuro Patto 
D'affittanza di pascoli e cascine! 

PREFETTO
Ah! non credete: egli v'inganna. 

ANTONIO
Come? lo non v'intendo affatto. 

PREFETTO
Promettete d'esser prudente? 

ANTONIO
(agitato) 
Su via dite.
Il Marchese ... 

PREFETTO 
Fremete... inorridite!

Duetto

PREFETTO
Quella pietà si provvida, 
Ch'egli per voi mostrava, 
Le sorti lusinghevoli, 
Con cui v'affascinava, 
Non son che inique trame 
Già tese al vostro onor. 

ANTONIO
Cielo! saria possibile! 

PREFETTO
Arde per Linda il perfido 
D'un esecrato amor. 

ANTONIO
Ah lo dovea conoscere;
Or chiaro è il rio disegno. 
A Linda promettevano 
Un posto di lei degno. 
Ah! questo tratto infame 
M'empie di rabbia e orror!

PREFETTO
È giusto: ma calmatevi. 

ANTONIO
(con forza)
Perchè siam nati poveri 
Ci credon senza onor! 

PREFETTO
Antonio, rammentatevi ... 

ANTONIO
Ah infami!

PREFETTO 
Antonio! 

ANTONIO
Ve lo prometto ancor. 

(con passione)

La figlia mia, 
quell'angelo, 
In così fier periglio!
Signor, deh! compiangetemi, 
Datemi voi consiglio.
La figlia, a un padre misero 
Salvate per pietà. 

PREFETTO
Veglia custode un angelo 
Ad ogni suo periglio; 
Nel cielo confidatevi, 
Ragion vi dia consiglio.
La figlia, a un padre misero 
Il cielo salverà. 

ANTONIO
Ma intanto? 

PREFETTO 
Allontaniamola. 
Di tutto egli è capace; 
Ognun qui trema e tace. 

ANTONIO
Allontanarla?... 

PREFETTO
E subito
Coi nostri montanari
Che partono fra un'ora ... 
Dall'empio, salva allora.

ANTONIO
Ma sì innocente, 
Ingenua mia figlia ... 

PREFETTO
Il ciel la guiderà. 

ANTONIO
Senza soccorsi, povera ... 

PREFETTO
Dio la provvederà. 

ANTONIO, PREFETTO 
Esaltiam la tua potenza, 
O divina provvidenza!
Tu conforti il cor che geme 
Colla speme, colla fè. 
Veglia tu sull'innocenza, 
Serbi Linda il tuo favore, 
Bella ognor del suo candore, 
Degna sempre, o ciel, di te, 
Degna ognor di noi, di te. 

ANTONIO
Corro a dispor la moglie 
Al triste colpo della separazione.

PREFETTO 
Lo vado intanto 
Linda a cercar. 

Scena Sesta

LINDA
(con un foglio in mano, giuliva)
O cari genitori,
Non più duolo! Me lieta! 
Venerato Signor Prefetto ...

(Gli bacia la mano)

PREFETTO
E d'onde tanta gioia?

LINDA
Ecco il foglio già segnato 
Della nuova affittanza. 

PREFETTO
(fremente)
Il reo mercato del vostro disonor. 

LINDA
Come? 

PREFETTO
AI castello di perdervi si trama. 

LINDA
(ingenua) 
Ivi son io chiamata dal Marchese. 

PREFETTO
Trematene; l'inganno, la violenza... 

LINDA
Che far dunque degg'io? 

PREFETTO
Partire!

LINDA
Lasciar mia madre!... 

(fra sè)

e Carlo!

PREFETTO
A prevenire l'andò già vostro padre. 

LINDA
Eccola! Ah! piange. 

Scena Settima

(Dalle alture del villaggio compariscono  giovani
Savoiardi e Savoiarde col fardello appeso alle
spalle e al bastone, in mezzo ai loro parenti. 
Pierotto pure col proprio fardello e una ghironda. 
Maddalena, Antonio, e detti)

LINDA 
Madre mia! 

MADDALENA 
Figlia!
Mi sei dunque tolta! 

LINDA
Ah! 

MADDALENA 
Ma torni? 

LINDA
Oh! sì! 

PREFETTO
Vedete quante madri e figliuoli
A separarsi or vanno: 
Or via, coraggio.

PIEROTTO
Signor Prefetto, siamo qui tutti. 

(Gli bacia la mano.) 

PREFETTO
Pierotto,

(in disparte) 

Orfano sulla terra, 
Ti fido in Linda una sorella:
Scorta siale con questa lettera a Parigi. 

(dandogli una lettera)

PIEROTTO 
Linda con noi! 

(Il Prefetto impone silenzio.) 

PREFETTO 
Miei figli,
Tetro sovrasta il vento, 
Fremente la bufera 
Mugge di rupe in rupe, 
e il ghiaccio eterno 
Comincia a biancheggiar 
dell'uniforme ammanto delle nevi.
Ovunque al guardo squallida par natura. 
È giunta l'ora
In cui da' vostri tetti 
Voi siete ogni anno 
A dipartire astretti, 
E con solerte cura
Gir tra la genti a procacciar, per voi
E le famiglie vostre, il desiato 
Soccorso uman, che alle fatiche e zelo
Conceder suol sempre benigno il cielo.
Pria dell'ultimo addio, meco v'unite 
il cielo ad implorar, poscia partite. 

(Tutti si prostrano.)

O tu che regoli gli umani eventi, 
Speme dei miseri, degli innocenti, 
Su questi vigila con fausto ciglio, 
Tu li difendi da fiero periglio. 

ANTONIO
Gran Dio che regoli gli umani eventi, 
Speme dei miseri, degl'innocenti, 
Nella tua grazia onnipossente,
O Dio clemente, serbali ognor. 

CORO, ANTONIO
Si cessi il piangere... 

LINDA
(fra sè)
Oh! Carlo!

CORO, ANTONIO, PREFETTO 
Fiducia in Dio!

MADDALENA, CORO
Forti mostriamoci, oh figlia/o mia/o! 

PIEROTTO
Forti mostriamoci, amici addio! 

ANTONIO
Figlia, ricordati, v'è in ciel un Dio!

PREFETTO
Forti mostriamoci, v'è in ciel un Dio!

TUTTI
O tu che regoli gli umani eventi, ecc.

LINDA
(fra sè)
Ah! Carlo! Oh me infelice! oh rio dolor!

GLI ALTRI
O Dio clemente, serbala/li/ci ognor!
Addio!

PIEROTTO 
Amici, addio! 

TUTTI
Sorella, addio! Madre/figlio, addio! 

MADDALENA
Figlia, figlia! 

GLI ALTRI 
Ahimè! ahimè! Addio!
Escena Quinta

PREFECTO
Aquí, buen Antonio, aquí los dos solos.

ANTONIO
¿Y qué tenéis que decirme, 
señor Prefecto?

PREFECTO
El terrible peligro que ya preveía yo.

ANTONIO
¿Peligro?

PREFECTO
Sí, una horrible desgracia.

ANTONIO
Me hacéis temblar. ¿Pero cómo?
Parece que ahora ha cambiado nuestra suerte,
su excelencia el Marqués...

PREFECTO
¡Es muy perverso!

ANTONIO
¿Él? 
¡Si nos ha prometido el arrendamiento 
de pastos y granjas!

PREFECTO
¡Ah! No lo creáis, os engaña.

ANTONIO
¿Cómo? No os entiendo.

PREFECTO
¿Prometéis ser prudente?

ANTONIO
(Agitado)
¡Vamos, hablad!
El Marqués...

PREFECTO
Promete... ¡Horrorizaros!

Dúo

PREFECTO
Esa piedad tan generosa,
que os ha demostrado,
no es sino un espejismo
con el que os fascinaba.
Es una trama falaz tendida
contra vuestro honor.

ANTONIO
¡Cielos! ¿Es posible?

PREFECTO
El malvado arde por Linda
con un amor indigno.

ANTONIO
Debí haberlo sospechado.
Ahora están claros sus infames designios.
Prometía a Linda
un puesto digno de ella.
¡Ah! ¡Este infame trato
me llena de rabia y de horror!

PREFECTO
Sí, pero calmaos.

ANTONIO
(Con fuerza)
¡Porque nacimos pobres
nos creen sin honor!

PREFECTO
Antonio, recordad...

ANTONIO
¡Ah, infames!

PREFECTO
¡Antonio!

ANTONIO
Os lo digo de nuevo.

(Con pasión)

¡Mi hija, 
ese ángel,
está en gran peligro!
¡Señor, compadecedme!
¡Aconsejadme!
¡Salvad a la hija 
de un padre desgraciado, por piedad!

PREFECTO
Un ángel la guarda
en cada peligro.
Confiad en el cielo,
dejaos guiar por la razón.
La hija, a un padre desgraciado
el cielo salvará.

ANTONIO
¿Pero, entre tanto?

PREFECTO
Alejémosla de aquí.
No es lugar seguro,
aquí todos tiemblan y callan.

ANTONIO
¿Alejarla?

PREFECTO
¡Rápidamente!
Que se marche con los montañeses
que salen dentro de una hora...
Así estará a salvo del impío.

ANTONIO
Mi hija es tan inocente,
tan ingenua...

PREFECTO
El cielo la guiará.

ANTONIO
Sin socorro, pobre...

PREFECTO
Dios la asistirá.

ANTONIO, PREFECTO
¡Alabemos al poder
de la Providencia!
El corazón que gime se consolará
con la esperanza y la fe.
Que la inocencia de Linda 
proteja tu favor,
siempre adornada con su candor,
siempre digna, cielo, de ti,
digna de nosotros, de ti.

ANTONIO
Voy a preparar a mi mujer 
para el triste golpe de la separación.

PREFECTO
Yo, entre tanto,
iré a buscar a Linda.

Escena Sexta

LINDA
(Con un papel en la mano, feliz)
¡Queridos padres se acabó el dolor! 
¡Soy feliz! 
Venerado señor Prefecto...

(Le besa la mano)

PREFECTO
¿Y de dónde viene tanta alegría?

LINDA
Esta es la hoja firmada
del nuevo arrendamiento.

PREFECTO
(tembloroso)
La compra de tu deshonra.

LINDA
¿Cómo?

PREFECTO
En el castillo proyectan perderte.

LINDA
(Con ingenuidad)
Allí me ha llamado el Marqués.

PREFECTO
Tiembla. El engaño, la violencia...

LINDA
¿Qué debo hacer entonces?

PREFECTO
¡Márchate!

LINDA
¡Dejar a mi madre!... 

(para sí)

¡Y a Carlos!

PREFECTO
A prevenirla ya ha ido tu padre.

LINDA
¡Ahí viene! ¡Ah! ¡Está llorando!

Escena Séptima

(Desde lo alto del pueblo aparecen jóvenes 
saboyanos y saboyanas con el fardo apoyado 
en las espaldas y el bastón, en medio de sus 
padres. Pierotto con su propio fardo y una 
zanfonía)

LINDA
¡Madre!

MAGDALENA
¡Hija!
¡Te arrebatan de mi lado!

LINDA
¡Ah!

MAGDALENA
Pero ¿volverás?

LINDA
¡Oh! ¡Sí!

PREFECTO
Mira cuántas madres e hijos
se disponen a separarse. 
¡Vamos, valor!

PIEROTTO
Señor Prefecto, estamos todos aquí.

(Le besa la mano.)

PREFECTO
Pierotto,

(A parte)

eres huérfano y
te encomiendo a Linda como a una hermana.
Llévala con esta carta hasta París.

(Dándole una carta.)

PIEROTTO
¡Linda, con nosotros!

(El Prefecto impone silencio.)

PREFECTO
¡Hijos míos!
Siniestro sopla el viento
y la tempestad enardecida
ruge de roca en roca.
Los eternos glaciares
empiezan a vestirse de blanco
con el manto de la nieve.
Allá donde miro, pálida parece la naturaleza.
Ha llegado el momento
en que dejáis vuestras casas
como cada año
para acudir al trabajo
y con gran esfuerzo procuraros, 
para vosotros y vuestras familias,
el deseado sustento
que a las fatigas y al tesón
concede siempre el benigno cielo.
Antes del último adiós, uníos a mí
para implorar al cielo.

(Todos se postran.)

Tú que riges los acontecimientos humanos,
esperanza de los desdichados, de los inocentes,
vela por ellos con mirada benévola,
defiéndelos de todo peligro.

ANTONIO
Gran Dios que riges las acciones humanas,
esperanza de los desdichados, de los inocentes,
en tu gracia todopoderosa,
Dios misericordioso, consérvalos siempre.

CORO, ANTONIO
Cese el llanto...

LINDA
(para sí)
¡Oh! ¡Carlos!

CORO, ANTONIO, PREFECTO
¡Confiemos en Dios!

MAGDALENA, CORO
¡Seamos fuertes, oh hija/o mía/o!

PIEROTTO
¡Seamos fuertes, adiós amigos!

ANTONIO
¡Hija, acuérdate, hay un Dios en el cielo!

PREFECTO
¡Mostrémonos fuertes, hay un Dios en el cielo!

TODOS
¡Oh Tú, que riges los destinos humanos...

LINDA
(para sí)
¡Ah! ¡Carlos! ¡Infeliz de mí! ¡Qué gran dolor!

LOS OTROS
¡Oh Dios clemente, guárdala/le/nos siempre!
¡Adiós!

PIEROTTO
¡Amigos, adiós!

TODOS
¡Hermana, adiós! ¡Madre/hijo, adiós!

MAGDALENA
¡Hija, hija!

LOS OTROS
¡Ay de mí! ¡Ay de mí! ¡Adiós!

Acto II