GERMANIA

 

 

 

 

Personajes

 

FEDERICO LOEWE

RICKE

CARLO WORMS

CRISOGONO

JEBBEL

LENE

GIOVANNI PALM

JANE
Patriota alemán

Prometida de Federico

Patriota alemán

Patriota alemán

 Un muchacho

Una anciana

Patriota alemán

Hermana de Ricke
Tenor

Soprano

Barítono

Barítono

Soprano

Mezzosoprano

Bajo

Mezzosoprano

 

 

La acción se desarrolla en Núremberg, durante las guerras napoleónicas.

  

PROLOGO


Scena Unica

(Nei dintorni di Norimberga; vecchio mulino a
ritrecine sulla Pegnitz; La Pegnitz passa nel
fondo; un rustico ponte mette in comunicazione
il mulino sulla opposta riva. Presso al mulino
alcune casupole di contadini; la più misera
appartiene alla vecchia Lene Armuth, una
mendicante, che vi abita in compagnia di un
suo nipote, Jebbel. L'interno del mulino consiste
in un vasto cortile coperto: nel fondo, verso la
Pegnitz, anguste scale conducono alle «macine»
e al «battitoio» che serve a regolare le imposte
della cateratta e dà libero accesso sul fiume.
Altre scale conducono ai ballatoi di legno
nell'alto del mulino. Sacchi di grano dappertutto,
ammonticchiati qua e là. Da un'ampia apertura
nel fondo, che dà luce alla «temperatoia», si
scorge la gran ruota a pale in movimento. Qui
è nascosto G. F. Palm, direttore tipografo della
Casa Stein di Norimberga, ricercato dalla Polizia
per un libello anónimo «Dell'avvilimento della
Germania» edito appunto coi tipi della Casa Stein,
chiusa e soppressa. È Otto, plenipotenziario francese
a Monaco, l'anima di questa caccia accanita fatta
per placare l'ire di Napoleone I che, all'apice della
gloria e della potenza, ha voluto scorgere in quel
libello, non un pretesto d'ingiurie e offese a sé e suoi,
ma un tentativo patriottico dei filosofi, poeti,
studenti per scuotere la «gran patria germanica dal
sonno della Neutralità». Dove macine ingorde e
piane, macine minori e a disco giravano obbedienti
all'impulso della gran ruota, ora un'umile stamperia,
torchi, caratteri, telai, mazze, rulli, rulletti, ecc.,
gemono sotto l'attivo lavorio di studenti volontari
camuffati in mugnai, in gergo universitario:
Fringuelli, Merli, Volpi... a dire: matricolini, diretti
da Palm, nascosto nella casupola della vecchia
Lene. Ma il vero? è Carlo Worms, «Quercia
muscosa», studente anziano che fa la parte di
padron mugnaio, morto l'autentico Franz Gottlieb;
egli è aiutato dalla sua «Volpe di cuore», studente
di spalla, Crisogono, la di cui faccia solcata dal
rapier rivela l'«Università» anche sotto il candore
della farina. Parecchi Studenti, camuffati da mugnai,
vanno e vengono nell'interno del mulino, portando
opuscoli e vari stampati che nascondono in alcuni
sacchi; altri Studenti sono affaccendati intorno ad
un torchio tipográfico collocato giù nel sottosuolo
del mulino)


CRISOGONO
(fa lo spoglio della corrispondenza generale
e particolare della «burschenschaft» seduto
su di un sacco presso a Carlo Worms che sta
sdraiato in posa di completo abbandono,
indifferente a tutto quanto lo viene
informando la sua «Volpe di cuore», mentre
sul limitare della sua casupola la vecchia
Lene insegna a Jebbel un «lieder» per
richiamare la pietà di chi passa, quando
andrà intorno elemosinando.)


Kleist manda il «Credo».
Ed ecco il «Catechismo» completo.

(fischia, guarda Worms, interpreta il
silenzio un tacito consenso e consegna la
lettera di Kleist al Fringuello di servizio)


Da comporre! Hoplà, Fringuello!...

(il Fringuello corre via.
Crisogono apre altra lettera)


CRISOGONO
Moltrecht di Lipsia scrive che
«rifiutadi vendere l'opuscol!...»

(getta con sprezzo la
lettera e ne apre un'altra)


Così Perthed'Amburgo!...
Il vermocane a tutt'e due!

(snoda un rotolo, lo distende e l'osserva)

Una caricatura d'Haugwitz!...

(ride, e la mostra agli studenti)

Somigliante!...
 
(gli studenti si avvicinano curiosi,
guardano e ridono tutti alla caricatura che
rappresenta il ministro trasfigurato in porco
che grufolando rimuove dalla terra tartufi
che Napoleone raffigurato in Orco azzanna
e divora. Ogni tartufo porta scritto il nome
di uno stato, provincia o città tedesca.
Crisogono legge i versi esplicativi)


CRISOGONO
Haugwitz da porco
tartufi stana,
ma cosa strana
li pappa l'Orco!

(e la caricatura passa di mano in mano;
poi gli studenti ritornano al loro torchio e
Crisogono alla sua corrispondenza)


Il sarto!! Ah, il vil!... Fringuello!

(dà la lettera al matricolino che accorre)

Fanne fidibus!

(e il Fringuello straccia la lettera a strisce,
mentre Crisogono passeggia irritato)


Il temerario!

(a Carlo Worms)

O mio senior, pagare
si scrive con due «g»?

WORMS
(seccato)
Una sola.

CRISOGONO
Grazie.

(siede, stacca un foglietto
dal suo taccuino e vi scrive)


«Non pago. Devotissimo Crisogono.»

(piega il foglietto e lo consegna al
Fringuello. Una lettera nuova ha
uno strano Profumo. La fiuta)


Sa di pfankucken!

(l'apre curioso)

Ah, Lilì!... Domandadenaro
e... manda un bacio... ardente!

(riflette commosso, poi con voce sospirosa
ravviva co' la lettera la pipa accesa)


Fidibus!
Lilì, cuoca d'amore,
così ti rendo un poco
di quel tuo lento foco
con che m'hai cotto il core!

(ma un'ultima lettera lo fa scattare)

Maledizioni, fulmini e massacri!!...

STUDENTI
(alla esclamazione di Crisogono)
Che c'è? Che avvien?

CRISOGONO
Che avvien? Hardenberg scrive:

(leggendo)

«Una nuova viltà!... Il protettorato!...
Germania serva ed ha per protettore
codesto exsanculotto imperatore!...»

(gli studenti gli tolgono la lettera dalle
mani e leggendola escono essi pure in
esclamazioni d'ira e di dolore)


STUDENTI
A Ratisbona?...
Èla vergogna!
Èdura!
Ah, invero, è la kermess della paura!
È Beyme! No,
Lombard! Entrambi!
ÈKhoeckwitz!
Lui pure e tutti!
Ein capo lista Haugwitz!...

WORMS
(sollevandosi appena dal sacco su cui è
sdraiato, con accento ironico)
Che c'è, Querce Muscose, Volpi?...
O chevorreste mai destare le Germania?
A Giosafatte!... Forse!
Finché dunquenon tuonino le trombe
del giudiziopazienza!...

(si alza ed addita agli studenti la Lene
che accompagna fino al ponte Jebbel
che se ne va a mendicare)


La miseria in rude affanno
sferza la vecchierella!... Essa che fa?...
Vedete! Il figlio manda a cantar lieder!...
Col pianger non raccatterebbe un chicco
o la inutil pietà!...
Cantiam noi pure!...
 
(e intona con voce stridente:
Gaudeamus igitur)
 
Gaudeamus igitur,
iuvenes dum sumus.

STUDENTI
No, Worms!...
Nonrider!
Troppaè la viltà!

CRISOGONO
(agli studenti volendo giustificare Worms)
Il mio senior nasconde il suo pensiero!

WORMS
Pensieri?... Io n'ebbi!...
Io pur gridato ho intorno:

(imita l'accento e il fare allucinato
dei «Mistici anglofili»)


Germania!...

(imita il grido olimpico dei «Classici»)

Germania!...

(imita l'urlo spasmodico dei
«Patrioti democratici»)


O tu, Germania!

(agli studenti)

Ebben mutar gli eventi?...
Dite!... Dite!...
 
(gli studenti chinano la
fronte e non rispondono)


WORMS
Io pure la visione
m'ebbi del gran destino.
Nel sogno mio divino
sognai la redenzione.
Non più l'aspre ritorte
la gran visione avea
ma su turbe risorte
il puro fronte ergea.
D'armi fiero frastuono,
nitrir d'albee cavalle
e delle trombe il suono
destavan gli echi a valle.
«È la patria contrada
che insorge alfin!» pensai,
ond'io pure «Una spada
e il mio posto!» gridai!
E un antico guerrier dal rosso pelo
la sua gloriosa diemmi, e «Attendi qui!
disse Napoleon
verrà! Tu allora
quest'arme abbassa e fagli il gran saluto!...
Tal la consegna!...
Io son stanco da secoli!»
E nel Kiffhauser scese a ridormire!
Gittai la spada ed afferrai la penna...
Io come Lessing forte
un'arma ne farò,
io la novella sorte
di patria io scriverò.
Sia antenna e sia mia nave
di Guttemberg il torchio

(indica il bugigattolo delle macine)

e a gloria per rimorchio
vengan le patrie ignave!...

(si interrompe, afferra le mani a Glein
ed a Holty che gli son vicini e additando
alla casa della Lene dove sta nascosto
Palm, esclama)


Là è Palm! Cela là sotto
la sua colpa natia
e un patrio poliziotto
gli dà caccia...

(accenna al mulino vigilato
dalle Volpi a vedetta)

e ci spia.
Or dunque?...
Birra e canto
finché nasca l'idea
che muti in sangue il pianto.
La farsa in epopea!
 
(torna a intonare il Gaudeamus igitur ed
esce sdegnoso verso il fiume. In gran
silenzio gli studenti sfiduciati ritornano
al torchio.)

WORMS
Gaudeamus igitur,
iuvenes dum sumus. (bis)
Post iucundam iuventutem,
post molestam senectutem,
nos habebit humus.

Resto dell'inno omesso nell'opera

Ubi sunt qui ante nos
in mundo fuere?
Vadite ad superos,
Transite ad inferos,
ubi iam fuere.
Vita nostra brevis est,
breve finietur.
Venit mors velociter,
rapit nos atrociter,
nemini parcetur.
Vivat Academia,
vivant professores.
Vivat membrum quodlibet,
vivant membra quaelibet,
semper sint in flore.
Vivant omnes virgines,
faciles, formosae
vivant et mulieres
tenerae, amabiles
bonae, laboriosae.
Vivat nostra societas!
Vivant studiosi!
Crescat una veritas,
floreat fraternitas,
patriae prosperitas.
Vivat et res publica,
et qui illam regit.
Vivat nostra civitas,
Maecenatum charitas,
quae nos hic protegit.
Pereat tristitia,
pereant osores.
Pereat diabolus,
quivis antiburschius,
atque irrisores.
Quis confluxus hodie
Academicorum?
E longinquo convenerunt,
Protinusque successerunt
In commune forum.
Alma Mater floreat
quae nos educavit,
caros et conmilitones
dissitas in regiones
sparsos congregavit.

(Crisogono distrugge le lettere
una mano leggera si posa
sul braccio di Crisogono. È Ricke)


RICKE
Ha scritto mio fratello?

CRISOGONO
Non ancora.

RICKE
E...

CRISOGONO
Federico Loewe?...

RICKE
Sì.

CRISOGONO
Neppure.

(la fanciulla rimane immobile, poi a un tratto
si porta la mano agli occhi lasciandosi sfuggire
un gesto di profondo affanno)


CRISOGONO
Il viaggio è lungo
e la Germania è a spie...
Un patriota è quasi un delinquente!...

(sospira, vuotando la pipa)

Ah, quel Napoleon!...

(fa un minaccioso mulinello co' la
cannuccia lunga della sua pipa poi,
a un tratto, accennando al suo falso
costume di mugnaio)


Io pur!... Bel gusto
camuffarsi in mugnai!...
Tremar!... Tacere!...
Peggio, stampar!...
Io ch'odio inchiostro e carta.

(riaccende la pipa e con grande
rassegnazione balbetta)

È la «Neutralità!»

(vedendo il volto addolorato di Ricke,
la rincuora bonariamente, dicendole)

Ritorneranno!

RICKE
(crolla ostinatamente il capo in
atto di diffidenza e sospetto)
Han scritto!...
E vi fu ingiunto di tacere!...

CRISOGONO
(sorpreso a quella inesplicabile ostinatezza)
O chi crudel con voi?...

RICKE
(interrompendolo agitatissima e
volgendo paurosa gli occhi al ponte
dove
si è allontanato Worms)
Ah, so ben io!

CRISOGONO
No! Giuro!...

(e affettuosamente stringendole la mano)

Pace al cuor!...

RICKE
La pace a Ricke?...
 
(e crollando il capo, addolorata,
disperata, rientra nella casa di Lene.
Dalla casupola della vecchia Lene

esce correndo una fanciulla con un
libro fra le mani. È la sorella di Ricke,
Jane,
che viene in cerca di Worms:
vedendolo apparire dal fondo, gli
corre incontro e gli consegna il libro)

JANE
Palm vi rimanda il libro.

WORMS
Letto?

JANE
Tutto!
Ne brama un altro...

WORMS
Qual?

JANE
(imbarazzata)
Più non ricordo!

WORMS
(aiutando la memoria della piccina)
I Masnadieri? L'EmiliaGaleotti?
Nathanil saggio?
Laocoonte?
Agathon?O l'Oberon?

JANE
(fa sempre segno di no; ad

un tratto essa però esclama)
Udite! So una strofa...


(si raccoglie pensosa, poi declama)

«Io volli udir de' cieli l'armonia
per dire un canto novo ed immortale
e dio de' cieli m'additò la via
e d'un arcangiol m'ha donato l'ale.
La fede fu mia musa...»

WORMS
È la Messiade!...

(Jane accenna di sì battendo infantilmente
le mani di contentezza. Worms va a prendere
giù, dov'è la piccola stamperia, il libro
chiesto da Jane e glielo porta; ma allorché
nel consegnarglielo egli fa per accarezzare
la gota della piccina, Ricke, che è uscita

dalla casupola, bruscamente sottrae a quella
carezza la sorellina attaccandola a sé e con
lei s'accompagna verso la casupola di Lene.
Worms guarda Ricke allontanarsi e un

profondo abbattimento s'impossessa di lui.
Accorrono le Volpi a vedetta nel bosco.
Dalla parte opposta al fiume si avvicina

una cantilena di mulattieri)

MULATTIERI
Lieve balza, avvicina,
or s'accompagna lenta
or ascende leggera
la nenia mulattiera.
 
(Un gran movimento succede nel mulino.
Gli studenti sbucano da ogni lato
e sotto gli ordini di Worms preparano e
portano dei sacchi colmi di stampati)


WORMS
Son gli emissari?

STUDENTI
Sono.

CRISOGONO
Avrem novelle!

MULATTIERI
Vien la nenia vicina
al passo di giumenta
ma la cadenza vera
la fa la sonagliera.

WORMS
Via, presto!
I falsi sacchi!

CRISOGONO
Olà, affrettate!

MULATTIERI
Ad ora mattutina
ed a giornata spenta,
all'alba bianca o a sera
canta la «mulattiera!»

WORMS
Vegliate attenti!...

CRISOGONO
Volpi a guardia! A guardia!...
 
(alcuni studenti corrono sull'alto del
mulino e si pongono a vedetta: altri
tornano ad internarsi nel bosco)


MULATTIERI
Ma all'ora vespertina
la nenia scema, allenta...
Tacer la «mulattiera»
fa una pupilla nera.

(alcuni dei falsi mulattieri appaiono in
fondo e penetrano nel mulino. Il capo

fa cenno a Crisogono di scucire la sella
ch'egli porta, Crisogono scuce e ne trae
una lettera. In un attimo i sacchi sono
consegnati ai mulattieri, I quali subito
ripartono) 

WORMS
Presto... Silenzio! Cauti!

CRISOGONO
Una lettera!

WORMS
(legge rapidamente la lettera.

Tutti lo attorniano.)
Di Federico!

CRISOGONO
Egli ritorna?...

WORMS
È in via!

(a un tratto si porta la lettera al cuore
con una grande esclamazione di gioia)


Ah, finalmente!

(e con voce soffocata dalla
emozione, soggiunge)

Il Tugendbund è un fatto!
D'ogni università un rappresentante
oggi qui avrem!...
 
(un grande entusiasmo anima gli studenti;

Worms consegna loro la lettera che essi
commentano vivacemente ritornando alla
piccola stamperia)

CRISOGONO
(si avvicina a Ricke che all'arrivo dei
mulattieri inquieta e curiosa è riapparsa
sullaporta della casupola della Lene)


Buona novella!... Tornano!
 
(ma la fanciulla alla improvvisa novella si
copre di un pallore quasi livido, come
fosse sorpresa da paura improvvisa.
Crisogono, a quell'inesplicabile contegno
della fanciulla, crolla le spalle
brontolando)


CRISOGONO
Per dio, le donne,
quali controsensi!
 
(e borbottando, va a

raggiungere gli studenti)

RICKE
(segue con gli occhi l'allontanarsi
di Crisogono e risoluta si avvicina
e afronta Worms)


Ritorna!...


(Worms si volge di scatto, china la testa

e non risponde. E la fanciulla prorompe
dolorosamente)

E io tremo?!... Io, sua fidanzata?!

(e fissandolo negli
occhi insistentemente)

M'avete fatta vile,
perduta e sciagurata!

(poi prorompe in uno schianto
di spavento e di dolore)

Dio! Che farò?...

WORMS
Il pensiero or m'abbandona e fugge!
Io non lo so!...
Coscienza così m'abbatte e strugge...

RICKE
Ah, che farò? Mentire?
La maschera sul viso
di mia casta bellezza?...
Sul labbro un vil sorriso?...
E vostra complice mi fo!
Morir piuttosto!... Non mentirò!

(con grande angoscia)

Che tutto pera al mondo!...
Pera il sogno giocondod'amore!
E sia finital'angoscia della vita!

WORMS
V'è, Ricke, una pietà...

RICKE
Qual?...

WORMS
(implorando)
Perdonare!

RICKE
Se t'odio!...

WORMS
(agitatissimo)
Or che avverrà?... M'offenderà?
A nostre beghe dà una spada il Come!...
Fra noi?...
Non poco sangue ma la morte!...
La morte?... Sia!...

(Ricke guarda impaurita Worms)

Ma, dimmi, chi morrà?...

(la voce di Worms non è più violenta;
egli guarda Ricke con occhi pieni di
suprema dolcezza ed umiltà)


WORMS
Tu m'eri innanzi nel morente giorno!...
Dal labbro tuo una canzone salia!...
L'ultimo sole sfolgorava intorno!...
Al tuo canto ogni pianta i rami apria!...
Salia la tua canzone acuta e snella,
veniam per gli occhi fiamme di desio,
vinto tremavo a tua persona bella
che avrebbe anco tentato, Ricke, iddio!

(e con passione quasi feroce)

«Vil» mi dicevi! «Mia!»
diceva il mio delitto!Mia! Mia!!
la mia folliala tua gioventù...
In quella cieca ebbrezza
sfida audace feriami
più che la tua bellezza,
Ricke, la tua virtù.
 
(passa un momento di silenzio,

poi Worms con voce tornata
calma ma risoluta, esclama)

Il Come vuol morte!
Or chi morrà?
Non io!...

RICKE
L'ucciderai?

WORMS
Non io morrò!
Io sol qui son la mente necessaria...

RICKE
Egli morire?

WORMS
(aspro e violento)
E tu salvalo! Taci!

RICKE
Va'!... Sei senza pietà!...
Tu non hai cuore!...
Sei vile! Vile!... Vile e maledetto!

WORMS
O Ricke, sei tu sola al sacrificio?...
Soffri tu sola?... Ed io?... Guardami dunque!
Tu non hai che dolori, ed io ho rimorsi!...
Tu pianger puoi!... Io m'odio ed ho paura!

(questo grido di disperazione è così vero,

così forte, che la fanciulla ne è dominata.
E Worms la soggioga implacabile)

Tacerai!... Mentirai!...

RICKE
(atterrita, balbetta)
...Obbedirò!...
E che dio vi perdoni!...

WORMS
Così sia!


(alla imboccatura alta del granaio appare
lo studente a vedetta; dal bosco un grido
di segnale si leva acuto, e subito, lontano,

verso il fiume, un altro grido si fa sentire
ben distinto)

FEDERICO
Germania!...

RICKE E WORMS
(riconoscendo la voce di Federico Loewe)
Federico!
 
(al grido di Germania, gli studenti e

Crisogono accorrono disordinatamente.
Ricke ha appena il tempo di nascondersi
dietro il sostegno della scala del granaio,

che Federico, precedendo quelli che sono
con lui, entra correndo: vede Worms, e i
due amici corrono l'uno nelle braccia
dell'altro) 

WORMS
Loewe!

FEDERICO
Worms!

(e sono accolti con fraterni abbracci
nel mulino di Gottlieb i compagni di
viaggio di Loewe; dalla casupola di

Lene esce, seguito dalla piccola Jane,
Palm. Egli ha udito e riconosciuto la
voce di Federico, rompe la consegna
e accorre. Federico si scioglie
dall'abbraccio di Worms e stringe al
petto Palm, presentandolo così agli
amici con lui venuti)

FEDERICO
È Palm!
 
PALM
(con ansietà, a Federico)
Mia moglie?... I figli?...
A Norimbergadunque non fosti?...
Ah, m'hai dimenticato?

FEDERICO
No, guarda!...
 
(e Palm a un tratto si trova fra le braccia
di sua moglie e sente sul suo petto le
teste dei suoi due fanciulli. Allora egli

vorrebbe parlare, ma i baci e le carezze
dei suoi gli troncano le parole e il
pover'uomo si mette a piangere dalla
gioia)

WORMS
Palm, per oggi vi fo grazia,
ma al primo allarme...

PALM
Torno al nascondiglio!...
 
(e, in disparte, felice, siede sopra alcuni
sacchi fra sua moglie e i suoi figli.

Federico stringe la mano a Crisogono,
agli amici, a tutti, ma i suoi occhi cercano
intorno Ricke. Ricke è co' la piccola Jane;

le due fanciulle guardano cercando il loro
fratello Giorgio. Loewe addita agli amici

le due fanciulle e l'entusiasmo tronca
bruscamente. Un profondo silenzio succede,
una pena angosciosa. Federico si avvicina

tremante a Ricke e nella sua voce vi sono
più lacrime che parole)

FEDERICO
Ricke, solo ritorno!...
Trista novella apporto,
novella sciagurata!...
Tuo fratello è morto!
L'ultima sua parola, o Ricke, fu per te.
Del tuo destino, o cara, ei vide la poesia.
Per noi sua tomba è un'ara!...
Egli t'ha fatta mia!
Ricke, non resti sola!
Giorgio t'ha data a me!
 
(si inginocchia, si scopre il capo, imitato

in questo da tutti gli studenti che stanno
intorno commossi e silenziosi, e consegna
alla fanciulla una lettera, l'ultimo addio,
e la tracolla di studente. Un silenzio

religioso è intorno! Quanti dolori
nell'anima di quella fanciulla! Ma il pianto
benefico, ristoratore, sgorga finalmente.
La moglie di Palm, la vecchia Lene
affettuosamente la allontanano con

Jane che, inconscia, guarda
quell'inconsapevole dolore)

FEDERICO
(si leva e si rivolge a tutti

con accento solenne)
Studenti!
Udite, o voi, antichi e novi amici!
Tergete queste lacrime!
Tergete il vostro pianto!
Eterni son gli eroi!...
Erran l'anime ultrici!
Egli morì da eroe!...

Morì gloriosamente.
Laggiù a Tubinga,

grave si accese una contesa.
Ci disser: «genti ignave»!

Ei rintuzzò l'offesa
e fu morte di gloria,
fu morte di studente!
Per lui l'ire disparvero!...
Non più diversa scola,
idee diverse, studi, dogmi
e sofismi im guerra.
Una sola è Germania!

Tutti una sola terra!
Un solo idioma

e un'anima sola e una patria sola!
E quella mesta tomba che a un morto

si schiudeafatta gloriosa culla
dava vita a un'idea!
Là la vittoria o il nulla! La patria là nascea!
Noi là giurammo il Tugendbund!
Là è nata l'epopea!

(e il giovane presenta a Worms ad uno
ad uno i rappresentanti delle Università,
Massmann, Jhan, De Nozis, Schlegel ed altri)


L'università!... La corte!...

(presenta Gentz, Humbolt ed altri con lui
accorsi da ogni parte della Germania,
Fichte, Körner, Lützow ed ultimo Weber
gli occhi illuminati dal fuoco della doppia

febbre: quella del genio e quella dell'etisia)

D'ogni terra
ogni cuore ed ogni mente e tutte le anime!
Qui i filosofi e i poeti!...

Fichte!... Körner!
Dal suo cuor l'inno è sgorgato della terra!
Vuoi la spada? Ecco, è Lützow!
L'armoniatu bramasti all'inno novo
e ritmi eterni?
Ecco, è Weber! Egli diede inni superni
all'audace e giovanile rapsodia!

(le mani si cercano e si stringono
fraternamente! Le anime si espandono!
E le voci si fondono insieme frementi
nell'inno di Weber già divenuto popolare,
la «Wilde Jagel». O meraviglioso spettacolo

questo della germanica poesia che stringe in
entusiastico abbraccio Massmann, l'atleta,
e Holty il tenero, Jhan dalla lunga barba e il

futuro mistico Schelling, Glein, il granatiere
prussiano e l'oriundo latino Chamisso,
Hasserodt che da pochi giorni indossa quella
divisa di ufficiale che egli fra poco renderà
tragicamente gloriosa con Joseph Goervais,
il 4° alleato, de Wolkensdorff già colle audacie
tutte dell'intrepido scorribanda scolpite nell'alta
fronte e Schill, l'eroe,Scharnhorst dal grande
occhio azzurro e pensoso e Bærsch, e Gentz e
Arndt, Jacobi, Forster e Federico Loewe e Carlo
Worms che il destino di quell'abbracciofa già
una ferrea catena di dramma. Palm oblia moglie
e figli; prende per mano la piccola Jane perché
invece d'una strofa della Messiade impari ora quel
canto glorioso, onde ripeterlo insieme nella noia
del nascondiglio. Già tutti intonano la seconda strofa.)
 
TUTTI
I
Was glänzt dort vom Walde im Sonnenschein?
Hör's näher und näher brausen.
Es zieht sich herunter in düsteren Reih'n,
Und gellende Hörner erschallen darein,
Erfüllen die Seele mit Grausen.
Und wenn ihr die schwarzen Gesellen fragt:
Das ist Lützow's wilde verwegene Jagd.

II
Was zieht dort rasch durch den finsteren Wald
Und streift von Bergen zu Bergen?
Es legt sich in nächtlichen Hinterhalt;
Das Hurrah jauchzt und die Büchse knallt:
Es fallen die fränkischen Schergen.
Und wenn ihr die schwarzen Schergen fragt:
Das ist Lützow's wilde verwegene Jagd.

(improvvisamente dall'alto del granaio la Volpe
a vedetta manda un grido terribile; un altro
grido pieno di terrore e di angoscia viene dal
gruppo di piante ove sta l'altra Volpe. L'inno è
interrotto. Crisogono, Worms,Loewe, Glein,
Holty, corrono esterrefatti fuori dal mulino e ne
tornano atterriti. Le Volpi di vedetta al bosco
corrono entro al mulino)


VOLPI
Sono soldati!...

VOLPE
(dall'abbaino)
Un ufficial francese!

(discende rapidamente dalla scala del
granaio e dice con voce soffocata)

La polizia qui viene!

WORMS
Ah, siam traditi!

(agli studenti, a Glein,
Holty e Crisogono)

Noi al mulino! Palm al nascondiglio!


(in un attimo Worms, Glein, Holty, Crisogono

tornano a trasformarsi in mugnai)

Presto, voi, via!


(e Worms spinge gli ultimi intervenuti
verso la piccola scala del battitoio che
dàsulla Pegultz)


Qui sotto vi calate!
Giù c'è un barcozzo
e via pe 'l fiume!
Addio!
 
(Körner, Weber, Lützow e tutti si precipitano
giù per la scala e vi scompaiono)

WORMS
Crisogono, alla macina!


(Crisogono accorre e finge

di lavorare  alla macina)

Cantiamo!...
 
(Worms intona una canzone da mugnaio;

gli amici rispondono facendo coro. E il
mulino riprende l'aspetto di un vero
mulino in pieno lavoro) 

TUTTI
Gira, gira, ruota a tondo!
L'acqua viene passa e va.
Così gira il vecchio mondo
né giammai fermo ristà!
Ogni cosa in suo cammino
come turbin fugge via
tal dell'uom anco è il destino:
senza meta eterna via!

 
(Il mulino è invaso da Soldati francesi e
Guardie di polizia tedesca che cedono il
passo ad un signore chiuso in un gran
mantello: è Otto, il plenipotenziario di
Napoleone a Monaco, il quale fa cenno
imperioso al Capo di polizia di eseguire

gli ordini ricevuti, rimanendo poi sempre
sinistramente silenzioso ed immobile.)

CAPO DI POLIZIA
(a Worms)
Franz Gottlieb?

WORMS
Morto, io sono il proprietario.

CAPO DI POLIZIA
Bene! Bene!...

(dà ordine di occupare a circondare il mulino)

Laggiù uomini a guardia!

(poi, tratto fuori un piccolo foglietto dal
suo taccuino, lo esamina atentamente
guardandosi intorno. Ad un tratto,

disturbato dal canto degli studenti,
impone di tacere gridando loro:)

Silenzio!
 
(il silenzio si fa profondo. Il Capo di Polizia

continua a esaminare il foglio, poi rivolgendosi
ancora a Worms) 

CAPO DI POLIZIA
Ov'è nascosto Gian Filippo Palm?...

WORMS
E chi è costui?...
Ignoto!

CAPO DI POLIZIA
Bene! Bene!

(en mezzo al terrore e alla sorpresa di
tutti, con grande sicurezza, esaminato
ancorail foglietto, si avvicina alla
casupola della vecchia Lene)


Questa è la casa della Lene Armuth?...

(nessuno gli risponde. Worms livido
guarda convulso. Il Capo di polizia si
rivolge alla vecchia Lene che è seduta
fuori a filare)


Voi siete Lene Armuth!...

(la Lene fa per rispondere, ma il Capo
di polizia non la ascolta interrompendola
col suo monotono)


Bene! Bene!

(e sempre seguendo le indicazioni
del foglio dà ordini, ai poliziotti,
rapidi e brevi)


Entrate! C'è una botola! Scendete!
Sta un uomo là!...
 
(i poliziotti entrano. Si sente un grido
soffocato. È la moglie di Palm)
 

LENE
Dio di misericordia!...
 
(Federico fa un gesto violento per slanciarsi,

ma Worms lo afferra e con forza terribile lo
costringe a rimanere fermo. I poliziotti
tornano trascinando Palm)

CAPO DI POLIZIA
(ad un poliziotto)
Riconoscete Palm?...

POLIZIOTTO
Lo riconosco!

PALM
Ebbene sì son Palm! Sono tedesco,
e come tale libero...

CAPO DI POLIZIA
Finiamo!
 
(ordina ai poliziotti di ammanettare Palm)

WORMS
E dove vien condotto?

CAPO DI POLIZIA
Dove, dite?
Al Consiglio di guerra di Braunaw!
 
(Federico si copre costernato il viso co' le mani,
balbettando atterrito: «La morte!». La moglie e i
figli si abbracciano disperatamente a Palm, ma
alcuni poliziotti pongono termine a quei saluti e
Palm è spinto fuori. Una fanciulla riesce a cacciarsi

fra
poliziotti e soldati e ad avvinghiarsi stretta a
Palm. È Jane, la piccola compagna delle sue

letture! Giovanni Filippo Palm l'abbraccia stretta
e, dissimulando, fra i baci riesce a mormorarle
poche rapide parole)

PALM
Puoi tu ridir allor ch'io partirò
quel canto che pur or udisti qui?...
Giocattoli al ritorno porterò...

(all'orecchio di Jane)

bambole belle... re... principi...

JANE
(dopo qualche esitanza)
Sì!...

CAPO DI POLIZIA
(ad un cenno di Otto)
Orsù, fate finire!

PALM
Sono pronto!...

CAPO DI POLIZIA
(leva di tasca una borsa di denaro e la
porge ad un ufficiale, dicendogli)
Per Jebbel Armuth, questa...

(l'ufficiale immobile e sdegnoso rifiuta
con un breve cenno di testa)

Bene! Bene!

(borbotta fra sé e rimette in tasca, con
un certo sorriso scettico, la borsa che
l'ufficiale francese sdegnoso, ha rifiutato)
(Otto, rimasto sempre immobile, fa un
nuovo cenno al Capo di Polizia e parte
accompagnato dall'ufficiale. Palm,
ammanettato, in mezzo ai poliziotti
e seguito dai soldati e dal Capo di
Polizia, si avvia verso il bosco:
giuntovi, a un tratto si sofferma e rivolge
un ultimo sguardo al mulino.
È l'ultimo suo saluto alla vita)
(allora una vocina sottile in quel profondo
silenzio si eleva e ripete la prima strofa
della Wilde Jagd di Körner e di Weber.
È Jane che saluta Giovanni Filippo Palm
che va verso la morte. La moglie ed i figli
di Palm che, quasi impietriti dal dolore,
hanno assistito alla partenza del loro
diletto, scoppiato in dirotto pianto,
inginocchiandosi)




QUADRO PRIMO


Scena unica

(
In un angolo della Foresta Nera Wurtemberghese,
nella rozza casupola di un boscaiolo. Federico
Loewe, dopo la sventurata campagna del 1806,
vi si è rifugiato e nascosto con sua madre, una
vecchia inferma, e le due sorelle Ricke e Jane:
avendo Napoleone dichiarati fuori della legge di
guerra tutti i volontari che hanno fatta la
campagna sotto Lützow e Schill. Carlo Worms è
scomparso: perduto a Saalfeld! E Crisogono
senza il suo senior, scoperto il rifugio di
Federico, un bel giorno vi appare col suo buon
sorriso pel novello suo senior, e una lacrima alla
memoria del suo exsenior, certamente morto.
La
Germania ha ora di più un Regno di Westfalia e
di meno la sua libertà. È l'aprile, dalla aperta
finestrata entrano nella capanna tutte le ebbrezze
della primavera, tutte le carezze della foresta, la
Foresta Nera. La Signora Hedvige è seduta in una
poltrona vicino alla finestra, Federico e Ricke le
sono vicini. La piccola Jane rincorre farfalle nella
foresta: a quando a quando la si vede comparire e
sparire dietro gli alberi; fuori, sulla porta, seduto,
Crisogono prepara delle enorme cannucce di pipa
in grossi e dritti rami di ciliegio, i suoi occhiali sul
naso, il suo fedel costume di studente malgrado i
tempi, e malgradoNapoleone I)

SIGNORA HEDVIGE
E il boscaiolo Peters?

FEDERICO
Dal Pastore ancora.

SIGNORA HEDVIGE
È tardo!

RICKE
Sta lontano assai!

SIGNORA HEDVIGE
(fa cenno a Federico e Ricke di avvicinarsi

a lei e prese nelle sue le loro mani
accarezzandole con estrema dolcezza,
coll'accento della più profonda felicità, sussurra)
Uniti alfine!... O figli, io son felice!...

CRISOGONO
(fuori sulla porta, sbadiglia)
Stragi! Stermini! Fulmini!...
M'annoio!

(a Federico che viene sulla porta
mostrandogli una enorme cannuccia
di pipa)


Ecco!

FEDERICO
Gran pipa!

CRISOGONO
Commemorativa!

FEDERICO
Per chi?

CRISOGONO
(sospira)
Pe 'l povero mio senior!...

FEDERICO
Morto?...

(crollando il capo)

Ripeto, io non lo credo!...

CRISOGONO
(convinto)
Morto!... Morto!...

(Federico rientra sempre crollando il capo

incredulo, non volendo ribatter oltre
l'asserzione di Crisogono. Appaiono dal
sentiero alcune fanciulle. Sono boscaiole della
Foresta Nera; portano fronde e fiori. Crisogono
dà un grido di gioia e va loro incontro)

BOSCAIOLE
Eccoci!

CRISOGONO
Brave!

BOSCAIOLE
Se abbiam tardato...

CRISOGONO
(interrompendole)
È laboriosa civetteria!

BOSCAIOLE
Noi? No, davvero!
Due colpi e via!

CRISOGONO
Lisciar la pelle; volersi belle;
tempo ci vuole, mie boscaiole!

BOSCAIOLE
Civette?

CRISOGONO
Un poco!

BOSCAIOLE
Vi pare? Mai!
Certo si sa che in dì di festa
ci vuol più tempo. La lunga vesta!...
I nastri!... Il busto!... Le calze!...
Gonnelle!...
Le trecce vogliono del tempo assai!...
Non per lisciare, signor, la pelle...

CRISOGONO
(vedendole eccitate, prende maggior piacere)
Meravigliose di sdegno accese!

(con galanteria)

Se offese...

BOSCAIOLE
(ridendo)
No; non siamo offese!

CRISOGONO
La pace dunque?...

(stende la mano verso una
boscaiola che gli volge le spalle)

Voi no?

BOSCAIOLA
No!...

CRISOGONO
Dura di cuore!
Prego!...

(il tono comico di Crisogono disarma
la boscaiola che ride e dà la mano)

Brava!
 
(le boscaiole entrano a salutare

la signora Hedvige e Ricke.
Crisogono le ammira mentre si
allontanano da lui, esclamando)


CRISOGONO
Oh, natura
gran madre, quali torsi trionfali
tu plasmi nell'ombre d'una foresta!
    

(sospirando)

Dunque, mondo,
perché l'inutil vesta?

 
(siede e continua a lavorare le sue canne

da pipa. Jane, rientrata essa pure, sorprende
Ricke, tutta sola in disparte. Gli occhi rossi,

agitata, mentre le boscaiole sono intorno
alla signore Hedvige e a Federico. Poi le

boscaiole entrano con Federico nella camera
nuziale per ornarla di fiori)

JANE
(avvicinandosi a Ricke)
La sorellina che mi fa da mamma
ha gli occhi tutti rossi, rossi assai,
rossi di pianto ha gli occhi come mai
la sorellina che mi fa da mamma!
Ha gli occhi rossi e non ne so il perché.
Io le dico: «Sorridi, il giorno è santo!
«Ridi, mammina!» Invece ognor di pianto
ha gli occhi rossi e non ne so il perché.

RICKE
La sorellina che ti fa da mamma
ha gran dolori quali tu non sai.
Essa è felice eppur piange assai
la sorellina che ti fa da mamma.
No tu non domandar, Jane, perché
ho gli occhi tutti rossi in giorno santo.
Tu con un bacio asciuga agli occhi il pianto
e del mio duol non domandar perché!

CRISOGONO
(vedendo a un tratto il boscaiolo Peters
avanzare sul sentiero, entra in casa
annunziandolo)

C'è Peters, Federico!
 
(Federico e le boscaiole

escono dalla camera nuziale)

SIGNORA HEDVIGE
Finalmente!

(Il boscaiolo Peters appare infatti sul
sentiero precedendo un personaggio
dall'abito severo e dai modi gravi:
è un ministro presbiteriano.)


PETERS
(apre rispettoso l'uscio della casa e si
ritira per lasciare il passo al pastore)
Pastore, entrate!

FEDERICO
(all'apparire del ministro va

a incontrarlo con gran rispetto)
A questi tristi giorni
avventurarsi è cortesia.

STAPPS
È dovere.

FEDERICO
(accennando alla signora Hedvige)
Mamma è malata, e la presenza sua
a quanto bramo è come augurio lieto.

STAPPS
(vedendo la divisa universitaria
indossata da Crisogono)
Voi siete uno studente?

CRISOGONO
(con orgoglio)
Studentissimo!

STAPPS
Ho un figlio io pur studente come voi.
Mi chiamo Stapps.
 
(Federico gli stringe la mano con
effusione; Crisogono si toglie il berretto
e fa il saluto universitario. Ricke

avvicina una sedia e fa sedere presso
la signora Hedvige il Pastore, che
domanda con grande semplicità)


STAPPS
Che posso dunque fare?

FEDERICO
Son come molti un profugo;
fuggii l'aspro servaggio
e una sorte funesta;
in questa pace mesta
da tempo qui celato
in questo asil selvaggio
vivo della foresta.
Prima morte invocai!
Vedea l'onta infinita,
eterno lo squallore!...
Due baci, due carezze mi fan riamar la vita:
la mia mamma e il mio amore.

(e addita sua madre e Ricke)

Onde amo, vivo, credo!
La vita è tutta aprile
e l'avvenire avanza!
Germoglia la gran selva!
Ogni ramo sottile
rinverda una speranza!
Non più dubbi od angosce!
Tutto il passato è oblio!
Benedico la vita!

(e abbracciato a Ricke, dice al Pastore)

Voi compite il destino! Sia al cospetto di dio
la nostra sorte unita.

STAPPS
Lo posso e lo farò!... I testimoni?...
 
(Federico presenta Crisogono e Peters come

suoi testimoni. Il Pastore siede al tavolo e scrive
informato delle persone e dei nomi dalla signore

Hedvige: due fanciulle boscaiole si staccano dal
gruppo e si collocano vicino a Ricke)

CRISOGONO
(in disparte a Federico)
Io fo per la centesima
volta da testimonio;
è ver che un matrimonio
e un duello non è;
però tu bada a me:
tal qual è ognor la regola:
in guardia, e attacca subito!...
 
(Stapps ha finito di scrivere: Federico e Crisogono

si avvicinano a lui. Le boscaiole tornano dall'avere
adornato le stanze. I fiori e le fronde collocate sul

tavolo lo fanno somigliare ad un altare. Jane va a
cacciarsi fra la signora Hedvige ed il tavolo ed
osserva curiosamente. Federico, chiamata Ricke a
sé, va a collocarsi innanzi a Stapps il braccio di 
Ricke nel suo. Crisogono e Peters si pongono ai
fianchi di Federico; le due boscaiole a quelli di
Ricke. Dietro il tavolo Stapps, in piedi, legge con
fervore la Bibbia. Le altre si inginocchiano e
pregano sommessamente)

STAPPS
(ad un tratto chiude la Bibbia e come ispirato,

solleva gli occhi al cielo, le mani stese, parla)
Non dal Libro dei Libri ma dal cuore
per ispirarmi a Te trarrò la prece.
Questa festa d'amore a cui mi chiami
è forse un vaticinio?... L'are infrante;
la lotta disperata; ovunque l'odio
di vessilli stranieri a nostre mura
e qui nell'umil paesaggio verde
il gran mistero dell'umanità,
il simbol della patria: la famiglia!
Sì; divin vaticinio è qui l'amore!
Laddove s'ama e crede, è la vittoria!

(ai due sposi)

Tale è il pensier di dio!...

(e in preda a indicibile commozione
il Pastore dice solennemente)

Voi siete sposi!

SIGNORA HEDVIGE
(commossa)
Siate felici, o figli miei!
 
(Ricke abbandona la testa,
singhiozzando, sul petto di Federico)

STAPPS
(avviandosi per uscire)
Addio!
Io debbo ritornar.

SIGNORA HEDVIGE
(a Stapps)
Voi benedetto!

STAPPS
(rivolgendosi agli sposi)
Siate felici, nuovi amici!

RICKE, FEDERICO
(accompagnando Stapps sul limitare della porta)
Addio!

 
(Stapps parte accompagnato da Peters. Le

Boscaiole fanno i loro addii alla Signora Hedvige
ed agli sposi e partono. Federico dà il braccio alla
madre e con Jane l'aiuta a rientrare nella di lei
camera. Ricke abbraccia la signora Hedvige e va
per chiudere la finestra, ma vi si appoggia e guarda
fuori tristemente la foresta. Crisogono è entrato
nella sua camera. E già è il tramonto. Federico
ritorna e quasi subito appare Crisogono, ma in
completo assetto di viaggio)

FEDERICO
Che fai?

CRISOGONO
Vo via!

FEDERICO
Tu ci abbandoni?

CRISOGONO
Sì.
Ero fresco, grasso, pio,libero!
Or sembro borsa di tabacco
e fo pietà!
Muoio del mal dell'università...
Io dunque levo il tacco!

(vedendo Ricke, corre a stringerle la mano. È
commosso! Le sue strette di mano sono terribili)

Loewe... voi, Ricke, addio,
e così sia!...
 
(invano trattenuto da Federico, Crisogono
se ne va rapidamente prendendo il sentiero
della foresta. Lo si sente intonare il Gaudeamus
igitur, che si perde lontano)

FEDERICO
(appassionatamente a Ricke)
Ah, finalmente mia!...

(Ricke, in quest'ora suprema obliviosa di
tutto il passato, si abbandona inebriata)

Ah vieni qui,
le bianche braccia intorno
al collo mio!
La tua testa vicina
così alla mia!
Il tuo presso al mio cor!

RICKE
(con voce semispenta)
Sempre così!
 
(e chiude gli occhi la testa
china sul petto di Federico)

FEDERICO
No, non chiuder gli occhi vaghi
cilestrini come laghi,
come lune luminosi,
come stelle misteriosi.
No, non chiudere il chiarore
delle larghe tue pupille.
Ch'io vi baci le scintille
della luce dell'amor.

(ma nel sollevare il viso di Ricke, Federico,
sorpreso, vede gli occhi di lei pieni di lacrime)

Tu piangi? Piangi?

RICKE
(balbetta tutta pallida e confusa)
Si. Io tremo alla minaccia
d'un'occulta sciagura
d'un temuto dolore
e l'anima ha paura;
e la baciata faccia
della tua Ricke intanto
sente i baci d'amore
portati via dal pianto.
È la mia fanciullezza
nel dolore passata
che mi nega l'ebbrezza
d'esser io pur amata?
Sei qui!... Mio!... Sempre!... Mio!
I nostri cuori, le anime
e le bocche sussurrano
Sempre!
Vinte al desio,
ed io una voce sento
che stride, irride e dice
come un ammonimento:
Sempre...
Ricke infelice!

FEDERICO
(le sussurra con profonda dolcezza, tremando)
Questa paura strana
è nella tua persona;
è il divino rossore
di amante che si dona;
è la gran scienza umana
che accoppia nel desio
l'amore ed il pudore!
L'amore, Ricke, è dio!

RICKE
(ravvivata al nome di dio)
Sì! Sì! L'amore è dio!
E questo nome santopenètra nel cuor mio
e asciuga agli occhi il pianto!

(abbracciandosi strettamente a lui)

Or dunque amore è fede?...

FEDERICO
Fede!

RICKE
Eterna?

FEDERICO
Infinita!

RICKE
E cuore che ama crede?...

FEDERICO
(interrompendola)
Ed ama oltre la vita!...

RICKE
(avvinghiandosi stretta a lui)
Dunque ai miei occhi credi?...

FEDERICO
Bell'occhio! Non mendacio!...

RICKE
Dentro il mio amor mi vedi?...

FEDERICO
(afferrandola con ambe le mani
il viso e coprendole di baci gli occhi)
Negli occhi tuoi lo bacio!

RICKE
(esaltata)
Sì!... Sì!... I miei occhi baciami,
o amante mio dolcissimo!
Le braccia tue m'attraggono!
Or vivo, sento e palpito.
Or baciami, bacciami!  (bis).

FEDERICO
La tua bocca mi abbandona!
Sono l'anime due baci!
Sì!... Viviamo!... Vivi e taci
nel mistero del sospir!
Or bacciami, baciami!  (bis)
 
(già le desiose bocche sono unite in un
lungo supremo bacio in quelle miti ombre
della sera che avvolge i due amanti,
allorché improvvisa dal sentiero della
selva sorge una voce a sussurrare le
prime strofe del canto di Weber, la
«Wilde Jagd»...)


FEDERICO
(ascolta colpito e in preda
ad una vivissima gioia, grida)
È Worms! È Worms!...

(entra nella stanza da letto, vi prende la
lampada accesa delle boscaiole e corre
fuori. Ricke si afferra alla tenda che divide

le stanza da letto dalla stanza in cui ella si
trova, livida, disfatta. Federico appare

sostenendo Worms che cade spossato su
di una sedia. Federico lo guarda colpito
dolorosamente: Worms è scarno, affranto,

invecchiato)

WORMS
Perché guardi così?
Mutato... vero?

FEDERICO
Sì!...

WORMS
Sembro...

FEDERICO
Un'ombra!...

WORMS
Un morto!

(sorride con tristezza)

Sono un risorto!
Ferito, prigionier, volli fuggire
per non morir fra coltri ma in battaglia;
mi finsi morto e fui gittato morto
fra i morti d'una stanza funeraria!
Là il dì vidi morir, giunger la notte,
noverai l'ore lente lente lente
e a mezzanotte come spettro fuori
balzai dalla finestra e... via pei campi!
Sentii dell'armi il ferragliare, il fuoco;
sentii l'acuto morso di ferita;
ma il mio voler che m'ha fatto gigante
poté più del dolor!...
Allor... Allora?...

(si solleva rianimandosi a poco a
poco, commuovendosi, esaltandosi)

Appena il suolo santo
di libertà ho toccatosoavissimo pianto
ha il viso mio bagnato.
«Piangi! Mi dissi – È lagrima
questa che non dolora!»
Per la Santa Germania
tu puoi morire ancora!»
E, a terra, là, a ginocchi
baciai il pianto mio,benedissi i miei occhi,
ateo adorai dio!
 
(Ricke, tuttora immobile, livida,
seminascosta nelle pieghe della cortina,
ascolta, ma nessuna pietà traspare
nel suo viso)


WORMS
Così fuggii! Son libero!
Ma il mio paese è invaso!...
Sgherri!... Spie!
Pur me sorregge una fede e l'idea...

FEDERICO
(indovina il pensiero di Worms ed
esclama egli pure esaltandosi)
Il Tugendbund!

WORMS
Sì, Loewe, l'epopea!

(ma vinto da improvvisa stanchezza,
si lascia di nuovo cadere sulla sedia)

Or l'imperiosa brama
di riposare a un origliere amico!
Ancor udireparole amiche
di ricordanze antiche;
credere a un avvenire!

FEDERICO
(con tutto il trasporto
dell'affetto e della gioia)
Tu giungi in ora soave, gioconda...
Oggi di nozze è il giorno!
E Ricke è la mia sposa!
Tua casa è questa! Posa!
 
(accenna a Ricke. Alle parole di Federico,
Ricke si avanza lenta, rigida quale statua e
Worms si trova così improvvisamente di
fronte alla fanciulla innanzi alla quale sta
atterrito, e lo sguardo di Ricke è
implacabile
come il suo silenzio. Federico interpreta quel
terribile silenzio una profonda pietà di donna,
Worms vacilla come se vinto da debolezza,

cade ginocchioni, ma si rialza, tosto dicendo)

WORMS
Orsù... orsù in cammino!

FEDERICO
(sorpreso, volendo trattenere l'amico)
Partire tu! Partire stanco e affranto?
Tu vuoi partir?

WORMS
Destino giusto e santo!

FEDERICO
E non ripigli lena?...

(Federico invita Ricke perché essa pure
si unisca a lui per trattenere Worms)

Ricke...

WORMS
Incitame l'ora! Addio!
 
(Federico vuole insistere,

ma Ricke lo interrompe)

RICKE
(con freddezza crudele a Worms)
Addio!

FEDERICO
S'abbuia il ciel – e l'aspra via smarrita
s'è già nell'ombre...

WORMS
Addio!

(a Federico)

Giusto e santo è il dovere che mi caccia!

(con voce di suprema preghiera)

Sol rifornite la vuota bisaccia!
 
(Ricke sta dapprima indecisa, poi prende
la bisaccia e va a rifornirla di cibi)

FEDERICO
Tu non mi lascerai!

WORMS
(risoluto)
Lo debbo!

FEDERICO
No!

WORMS
(sussurra misteriosamente)
Il Tugendbund comanda.
Tornerò!

(e approfittando dell'assenza di Ricke
consegna a Federico una lettera)

Leggi!
 
(Federico dissuggella la lettera e dà
in un grido di gioia subito trattenuto)

FEDERICO
Per me?! Uno dei capi?...

WORMS
Sì!
A Koenigsberg! Ti attendo! Non mancare!

FEDERICO
Io vi sarò! Lo giuro!
Addio!

WORMS
(vedendo ritornare Ricke)
Silenzio!
 
(prende tremante dalle mani di Ricke la

bisaccia e se la mette al collo e si avvia)

FEDERICO

(vedendo dalla finestra il cielo minaccioso
tenta ancora di trattenere Worms)
Minaccia il cielo! Tuona!
Resta!

WORMS
Addio!

FEDERICO
Ah ch'io ti additi almeno il tuo cammino!
 
(Carlo e Federico si allontanano pe 'l sentiero

e scompaiono dietro gli alberi della foresta.
Fuori nel lontano tuona – ma la luna pur
tuttavia si mostra e penetra nella gran stanza
dove Ricke è rimasta immobile, colpita
all'apparizione di quell'uomo che il suo
pensiero si era già abituato a creder morto.
Una disperazione profonda, immensa si
impossessa di lei.)

RICKE
(si getta a ginocchi, prega fervidamente,
disperatamente, poi cessa di pregare e

levatasi ritta, le braccia stese al cielo
in atto di imprecazione, grida)
Tu non sei buono, o dio! Tu non sei giusto!
 
(guarda intorno a sé, tutto le fa terrore e

tutta l'angoscia dell'anima sua le prorompe
in lacrime e lamenti)  

All'ardente desio
già rinasceva il core!
Era il passato oblio
e l'avvenire amore!
Nei miei capelli ancora
le care dita sento!
Il labbro ancor disfiora
il bacio della vita!
Nell'infinita ebbrezza
del divino momento
gridavo: «Vivo alfine!
Ho vinto la mia sorte!»
E invece è già la fine!
E invece è già la morte!

Or che farò?... Mentire!...

(risoluta)

No! Fuggire!
Destino, ti obbedisco!...

(siede al tavolo; scrive rapidamente
e si alza esclamando)

È fatto! È fatto!

(guarda fuori dalla finestra. Il cielo
è tutto coperto di nubi: tuono, lampi)

Il ciel s'è fatto tenebra. Là Ricke
celi per sempre la sventura sua!...


(penetra nella stanza nuziale; vi si arresta

e guarda commossa, poi si china a baciare
il guanciale del letto; prende un fiore; se lo
nasconde in seno; si arresta ad ascoltare
verso la foresta; si avviluppa in un mantello;
pone la lampada presso la lettera e rivolta a
tutte quelle cose che essa abbandona, grida)

O care cose, o amate cose, addio! 


(Esce, ed ha appena il tempo di celarsi dietro
un albero, perché Federico ritorna e le passa
vicinissimo rientrando. Ricke si interna nel
cupo della selva ove scompare tra la luce dei
lampi e la minaccia del tuono.)

FEDERICO
Ha voluto partir!... Non la minaccia
dell'uragano, non le mie preghiere,
la lunga via da quel voler l'han smosso!

(guarda intorno cercando di Ricke)

E Ricke?

(penetra nella stanza da letto; guarda; è vuota)

Ah! Da mia madre!...


(l'uragano scoppia fuori violento;
la finestra è ancora aperta)

La finestraaperta ancora?

(va e a stento gli riesce di rinchiuderla
per la gran violenza fuori del vento)

Scoppia l'uragano!

(infatti l'uragano scoppia fuori in tutta la sua
furia. Federico si avvicina al tavolo dove è la
lampada e dove Ricke ha collocato la lettera
in modo da esser subito vista)

Mia Ricke che mi scrive?


(e lontano da qualunque sospetto,
interpretando anzi quello scritto come
una fantasia di amore di fanciulla alla
sua prima notte nuziale, prende la
lettera, ma appena aperta egli se la
lascia sfuggire dalle mani)


Dio! Fuggita!

(si abbassa, raccoglie la lettera
e confusamente vi legge)

«Compiangimi!...»
   

(sorpreso)

Compiangerla?!... Perché?...

(torna a leggere)

«Per te, per mamma e... tutti...
son morta!...
compiangimi e perdona... perché t'amo!»

(rimane come fulminato, poi corre come
pazzo per salire alla camera della madre,
ma muta pensiero; poi si avvia per entrare
nella stanza da letto e ne lascia invece,
impaurito, cadere le cortine. E sempre più
violento fuori si fa l'uragano!)

Ben più fiero uragano scoppia e infuria e infuria
dentro l'anima mia!... Già il mio cervello
smarrisce ogni volere del pensiero!


(e come pazzo si dà a gridare)

Perché? Perché? Perché?...

FEDERICO
(con angosciosa passione)
Già sul mio pettoio la stringevo!...
Tutta!... Sulla mia
già la desiata bocca spasimava?...

(gli sovviene che in quel momento la voce

di Worms ha interrotto l'ora dolcissima)

Worms!... Worms che canta!...
Ebbene, perché tremo?

(l'uragano è al colmo. Federico
passeggia tormentato e agitato da
terribili sospetti)


Quando?...
...Dove?...

(risovvenendo)

Dunque al mulino... Io?... Lungi!
Con Giorgio!... E Ricke?... Là!...
Worms dirigeva!...
 
(fa un gesto d'orrore, quasi a scacciare l'orribile
sospetto. L'uragano infuria ancora di più:
un fulmine scoppia vicino alla casa. Una
vocina impaurita chiama disperatamente)

JANE
O Ricke!

FEDERICO
La piccina!
 
(Jane entra correndo e tutta lagrimosa dalla paura)

JANE
Ricke, ho paura!

FEDERICO
(alla vista della fanciulla, un pensiero
strano gli balena; le si avvicina e,
fissandola con grande attenzione, le dice)

Ricke è via! È partita...
È partita con... Carlo...

JANE
(guarda Federico e impaurita esclama)
Il maledetto?

FEDERICO
(sorpreso, fissando sempre Jane)
Il maledetto?!...

JANE
L'uomo del mulino!

FEDERICO
Il maledetto!...
Di', perché tal nome?

JANE
Là Ricke lo chiamava: il maledetto!...

(poi soggiunge)

Là Ricke ha pianto tanto!

FEDERICO
(insinuante)
O mia piccina,
ricerca i più lontani sovvenir!...
 
(siede attirando presso di sé Jane e
ascoltandola con angosciosa attenzione)

JANE
Sempre piangeva,
e se chiedevo:
Perché?... Taceva.
Io pur piangeva.

FEDERICO
Dunque piangeva sempre!

JANE
A giochi mieipiù non giocavo,
vicina a leistavo e guardavo.

FEDERICO
(insistendo)
Di'...

JANE
Sola credendosi
un dì, seduta,
l'ho udita in lacrime
dir: «Son perduta!»

FEDERICO
(levandosi di scatto)
Perduta?

JANE
E cupa e assorta
l'udia soventi. dir fra i lamenti:
«Ah, fossi morta!»

FEDERICO
(in preda a violenta agitazione)
E ancora, ancor l'anima
mia è nel buio!

(con impeto)

O mia vita finita!
Per me tutto è squallore!
Finita è la mia vita!
Tutto per me è dolore!

(con terribile risoluzione)

Orsù, mio cor,
non pianti e non viltà!
Non più dolore!
Odio, non pietà!

(medita ed esclama selvaggiamente feroce)

A Koenigsberg! Colpirlo in tutto, onore,
e gloria, e patria
e in tutto... tutto... tutto!

 
(L'uragano si è dissolto; il cielo torna libero

e sereno; riappare la luna che rischiara la
selva e penetra dalla finestra nella stanza.
Jane si accosta a Federico timorosa, e
lo vuol condurre vicino alla finestra.)


JANE
La luna piena –
non vedi tornare serena?
Rischiara il ritorno di Ricke!
Qui vieni! Aspettiamo così. Tornerá! (bis)
 
(Federico commosso, affranto, siede vicino
alla finestra, tiene fra le braccia Jane, le
accarezza la testa con movimento quasi
incosciente, poi prorompe in dirotto pianto)



QUADRO SECONDO


Scena Unica


(A Koenigsberg. Nei sotterranei della società
segreta «Louisebund » Una diramazione del
Tugendbund. (Rozza tavola, alcune panche e
sgabelli di legno, e addossato alla parete di
sinistra, presso all'enorme pilastro in muratura
al quale sono affissi i bandi e i decreti e gli
ostracismi della società segreta, un armario
zeppo di rapiere, spade ed altre armi per
difendersi in caso di sorpresa. Le pareti sono
però bizzarramente ricoperte di iscrizioni e
strani disegni: bandiere, teste di morto, le
braccia incrociate della Vehême, nomi, date!...
Nell'alto, in nero, è scritta la data della prima
confederazione; il reame di Westfalia è dipinto
entro un circolo che pende sorretto da una
forca; invece i nomi di Wolkensdorff e di Schill
sono dentro alla aureola di una bizzarra
ghirlanda raffigurante una corona d'alloro. Sul
valore simbolico vi è poco a dire, ma quanto al
valore artistico si comprende che tutte le iscrizioni
murarie furono speciale lavoro di Crisogono, il
quale funge da segretario, cancelliere, usciere,
portiere e... banditore!Carlo Worms scrive. Da
tutte le parti si eleva un bisbiglio indeciso che a
poco a poco si afferma sempre più netto. È il
nome di «Germania» ripetuto come parola
d'ordine degli adepti del «Louisebund»)


CRISOGONO
(entra frettoloso dal fondo portando
un mantello e una maschera che porge
a Worms)

Senior, il tuo mantello e la tua maschera.
Di già i «Fratelli» scendono al convegno.
Trionfalmente incrocia alta per l'aria
su su da' cuori la parola d'ordine:
«Germania!»... Odi?...

LE VOCI
Germania!

CRISOGONO
Or sì che l'anima
sussulta al santo nome come inno
di Schill e Colberg:
«Siam Prussiani vecchi...»

WORMS
(interrompendolo)
Di Federico?

CRISOGONO
Nulla...

WORMS
Uno dei capi
del Tugendbund assente ognor?!...

CRISOGONO
(crolla disgustato le spalle)
L'amore!...

(si maschera e si drappeggia con importanza

e maestà nell'ampio mantello. A poco a poco
i vasti sotterranei si affollano. Gente strana
e diversa vi penetra sbucando dai diversi
corridoi. Alcuni fanno crocchio al pilone e vi
leggono gli editti affissi; altri passeggiano;

molti si riconoscono sotto alla maschera e si
salutano silenziosi con rapide e forti strette
di mano e il parlare sommesso; ve ne sono
anche senza maschera e sono per lo più gli
ultimi adepti, le reclute nuove, gli studenti

troppo fieri di far parte della Louisebund
per nascondersi ed i recipiendari. Al tavolo
già stanno alcuni dei capi, e vari
rappresentanti di altre Società segrete della
SudGermania, e fra questi, oltre a Worms, il
dott. Jahn, il barone De Nozis, il prof. Lang.
Una sedia di uno dei capi rimane vuota. I
corridoi continuano a riversare soci. Sono
amici, fratelli, adepti di 1° e 2° grado,
rappresentanti, corrispondenti, emissari,
reclute nuove, affigliati. Tutti i ceti, tutte le
mode, tutte le età. Il ricco e il povero,
il soldato e il borghese, il professore e lo
studente, l'ufficiale e il soldato semplice,
il padre e il figlio)


CRISOGONO
(con voce imponente)
I nuovi battesimi!
 
(alcuni soci mascherati traggono

i nuovi iscritti avanti al capo) 

WORMS
Il nome!
 
(i soci presentano i nuovi adepti.

Crisogono ne dice i nomi e Worms
li scrive sul gran libro)


CRISOGONO
Whilelm Mayor di Tubinga.
Fritz Faner di Zamosc.
Oldermütz di Torgan.
Freidlitz di Coblenz.
Remy di Wittemberg.
Johannes Hans di Mainz.
Zahn di Nuremberg.

WORMS
(ai nuovi adepti)
Conoscete?

ADEPTI
Sì.

WORMS
Volete?

ADEPTI
Sì.

WORMS
Arriverete?

ADEPTI
Sì.

WORMS
Saprete morire?

ADEPTI
Sì.

WORMS
La vostra religione?

ADEPTI
Germania!

WORMS
La vostra madre?

ADEPTI
Germania!

WORMS
Il vostro amore?

ADEPTI
Germania!

WORMS
Che farete per lei?

ADEPTI
Tutto!
 
(Worms accenna agli adepti di prendere

posto tra i «Fratelli» Crisogono va ad
affiggere al pilone i nuovi bandi e i nuovi
editti dove stanno ancora affissi i vecchi,
quali ad esempio quello che ha bandito il
rogo ad ogni ritratto di Haugwitz dopo
che costui ha osato felicitarsi con
Napoleone della vittoria di Austerlitz e
l'odio «nazionale» contro i suoi accoliti
Lombard e Beyme per avere allora

pubblicamente esclamato: «La Germania
può ora dirsi all'incanto». Dei nuovi bandi
alcuni sono retrospettivi e colpiscono,
sebbene con tardo rimprovero, i librai
Moltrecht di Lipsia e Perthe di Amburgo e
le mercantesse di mode Schemlin, Parf
per troppa civetteria con ufficiali francesi».)

WORMS
(ritto in piedi al posto presidenziale;

gli altri capi seggono)
Silenzio e udite or voi!... Napoleone
già s'avvicina alla fatale fine
che attende ogni tiranno!... Tutti i popoli
per lui e contro lui aprono le anime
alla coscienza!
Or redenzione è il sogno
che acqueta tutto il mondo e il suo supremo
bacio fraterno è: La Santa Alleanza!
Dà il ricco l'oro e il povero dà il sangue,
dà il re la sua parola e la sua fede!
 
(un fremito di entusiasmo

corre ed esalta tutti)

I FRATELLI
Noi morrem pe 'l re!...
Morremo per la patria! Le vite! I figli! L'oro,
ogni angoscia e dolore!

WORMS
Il «Tugendbund» è altare e tribunale!
Qui i martiri e i colpevoli convengono!

(a Crisogono)

E qui un colpevol venga!

(ai «fratelli»)

Giudicate!
 
(Ed ecco il colpevole introdotto da
Crisogono: è un giovinetto pallido, cogli
occhi pieni di lacrime: sta ritto a capo
scoperto innanzi ai capi. La sua estrema

giovinezza strappa un mormorio di
dolore e di sdegno. È Jebbel, il mendicante!)  

I FRATELLI
Oh la vile esistenza! Oh gioventù già ignava!
Mesta e vinta coscienza
se già colpa la grava!
 
(a un cenno di Worms si

fa silenzio e Jebbel parla)

JEBBEL
(con angoscia)
Son Jebbel!... Jebbel sono, il mendicante!...
Io ho tradito Palm!... E per quest'oro!...
Ognor col mio rimorso!...
Così vissi!
Col desiderio di gridare al mondo:
«Io ho tradito Palm!»...
Così fanciullogià sono un vile!...
Maper la pietàdella mia vecchia nonna tacqui...
È morta!
Quest'è l'oro per cui mi son venduto! Prendete!
 
(e l'oro che il fanciullo istintivamente non ebbe

mai il coraggio di spendere, l'oro di Otto, tenuto
da lui nascosto sotto una pietra, Jebbel lo va a
deporre sul tavolo della presidenza e ritorna
subito dopo al suo posto ad attendere la
sentenza – finalmente co' la coscienza calma.
Passa un momento di silenzio. L'assemblea non
si è ancora riavuta dallo stupore di quella
confessione. Poscia scrosciano terribili e
implacabili le grida. «Muoia! Muoia!» Ma un
affigliato esce dalla folla e si smaschera. È
Lützow: alla di lui vista l'assemblea si calma) 

LÜTZOW
(ai capi)
Sia mio questo fanciullo!
 
(passa un altro momento di silenzio.
I capi si consultano con Worms)

WORMS
(a Lützow)
Sì!

LÜTZOW
(ponendo una mano sulla spalla di Jebbel
Ti arruolo!
 
(la pietosa generosità di

Lützow esalta l'assemblea)

I FRATELLI
Evviva Guglielmo Lützow,
anima grande e grande cor!
Redento sei! Va', Jebbel, alla gloria!
Con Lützow vai sul campo dell'onor!
Vai laggiù dove eterno vive chi muor!

 
(Crisogono introduce un altro personaggio.

Costui tiene fra le mani una piccola scatola
sul di cui coperchio è disegnata una croce. È il
pastore Stapps. E il nome di Federico Stapps,
che appunto in questi giorni riempie il mondo pe
'l folle e disperato tentativo di Vienna e per la
sua coraggiosa fine, corre sulle labbra di tutti.
L'assemblea si alza in segno di rispetto: il silenzio
è profondo)

STAPPS
Era mio figlio nato col destino
d'una gran morte dentro all'occhio azzurro;
avea i capelli d'oro degli arcangeli
e dentro al cuore la dolcezza mite
che fa timidi i buoni e la fortezza
dell'amor patrio che fa i bimbi eroi.

(è fortemente commosso ma riesce
a dominarsi e riprende il suo dire)

Vide un tiranno e la Germania infranta,
il mondo in sangue e in pianti contemplò,
chiamò – Pietà! – l'idea cruenta e santa
ed alto il braccio per punir levò...
Morì!... A Schoenbrunn!...
Lo vidi!... Era il mattino!
Forse in quell'alba d'incompiuto dì
vide compirsi il patrio destino
e come antico martire morì.

(presenta, baciandola, la scatola che
contiene un fazzoletto bagnato nel
sangue di Federico, suo figlio, e la
depone sul tavolo soggiungendo)


Pria ch'ei confuso, giù,
tra infami tombe,
raccolsi il sangue che il suo cor versò...
Qui scendo come a sante catacombe
e il sangue suo di martire vi do!
 
(un grande sussurro di pietà e di
ammirazione accoglie le parole del
vecchio)


I FRATELLI
Fiero, o vecchio, è il tuo dolor,
ma dolor sublime e santo;
è fecondo a glorie il pianto

che l'amor di patria dà!

WORMS
(si leva, corre al vecchio e lo bacia
in fronte vinto da grande entusiasmo,
esclamando)

Il Tegendbund è catacomba!...
Quiferve una fede!

(e rivolgendosi verso i «fratelli» grida)

I martiri non muoiono!
Eterni contro il mondo e il tempo...
 
(ma ad un tratto, nell'assemblea, tuona
una voce che interrompe.
È un adepto senza distintivi che ritto in
piedi, isolato, mascherato e avvolto in un
ampio mantello parla concitato e nello
stesso tempo calmo, gli occhi scintillanti
sotto i fori della maschera ed
ostinatamente fermi su Worms)


FEDERICO
O viliparole!
O falsa fede questa!...
 
(la sorpresa è terribile. Carlo Worms si

arresta dapprima, poi contro l'incognito
interruttore ripete più forte) 

WORMS
A milleverranno eroi!

FEDERICO
(con ironia)

Eroi?!... 

WORMS
Sì! Amor di patriaassolve.

FEDERICO
(calmo)
È logica codarda!

WORMS
È un déspota fuor dell'umana legge!

FEDERICO
E l'assassiniopure lo fa!

WORMS
Ogni arma è santa!

FEDERICO
No!
 
(e l'adepto, che ha presa così
violentemente la parola, continua a dire
con grande slancio e anche con strano
accanimento contro Worms)
 

La vittoria è santa e pura
All’eroe che a morte va!
Santa spada alma sicura
al soldato che morrà!
Chiama eserciti la patria...
chiama eroi e libertà!
Tu un agguato e un assassino
offri invece e una viltà!
 
(allora dall'assemblea grida concitate
si elevano in favore e contro)

ALCUNI
Silenzio! Taccia!
 
(Worms livido guarda perplesso,
mentre Crisogono urla)

CRISOGONO
Il nome sveli!

ALTRI
(gridano invece)
Parli!

WORMS
Chi sei tu dunque?

I CAPI
(si levano e intromettendosi tentano di
troncare l'incidente sentenziando)
Al giudizio!...

WORMS
Chi sei?

FEDERICO
(impavido, dominando tutto e tutti,

stacca gli occhi da Worms con un
gesto di supremo disprezzo e si rivolge
a Stapps)
Sol di gloria sante splendono
or qui, o padre, le tue lacrime;
sono pure gemme e fulgono
onde il cuor trema a pietà.

(addita al Pastore Stapps e
all'assemblea tutte le iscrizioni che
coprono le pareti e soggiunge)


Ma là guardo, e una coorte
d'eroi spenti passar veggo!
Là divini nomi leggo!...
La coorte passa... va!...
Lungo sangue cola dietro
alle eroiche genti morte!
Là mirate quante lacrime
d'altri padri e madri smorte!...
Io là guardo a quelle lacrime
che altri padri pria versarono
ed io grido: Là è l'esempio!
Là è il mister del sacrificio!

Qui?...

(ancora terribile additando)

No!... Alla vision splendida
degli eroi morti in battaglia
la tua man fango raccoglie
e agli eroi codardi scaglia!
 
(e il dito teso verso Worms lo accenna

all'assemblea con un gesto di accusa)

WORMS
(strappandosi la maschera con un grido
minaccioso contro l'adepto)
Il tuo nome e il tuo sangue!
 
(l'adepto si toglie calmo la maschera)

CRISOGONO
(non credendo ai suoi occhi)
È Federico.

WORMS
Tu?

MOLTI
Federico Loewe!
 
(molti giovani eccitati fanno l'atto di
scagliarsi contro di lui)

WORMS
(si frappone gridando)
Niun lo tocchi!

(e mormora fra sé
abbattuto e scoraggiato)

Ricke ha dunque parlato!

 
(Sommo e triste è il silenzio!
Worms si toglie il mantello e il berretto
che consegna a Crisogono e in mezzo
alla meraviglia di tutti rimane in
atteggiamento umile, a capo scoperto
avanti a Federico Loewe.
Rende ancora più penosa la sorpresa
di tutti il modo dimesso con che Worms
parla. Le sue parole non sono una
ribellione alle offese ricevute, sono
parole di una grande umiltà.)


WORMS
Sia fatta la mia sorte!...

(con voce piena di dolcezza a Federico)

Che vuoi da me? 

FEDERICO
(con impeto)
Io voglio la tua morte!

WORMS
(accenna ai distintivi del suo giubbetto
che sono quelli della legione di Lützow
«Cacciatori della Morte» e grida)

Morire?! Guarda!
Io già son sacro a lei!

(e correndo entro la folla e traendo a sé
Körner e Lützow, dice loro)


Ditegli Körner, Lützow, ch'io morrò!

FEDERICO
No! No! Il superbo orgoglio
d'una morte di gloria a te non voglio!

(rapidamente si accosta all'armario
vi stacca due spade
e ne getta una a Worms)


Tu qui morrai!... In guardia!
 
(e getta il mantello)

WORMS
Non voglio!

FEDERICO
(furibondo)
Tu non vuoi? Dunque hai paura!
Ah ben tu sei quel ch'io conobbi...
l'uomoscaltro agli agguati
e vile... vile... vile!...
 
(Carlo Worms non risponde guarda
calmo, poi lentamente si lascia cadere in
ginocchio avanti a Federico Loewe.
Allora molti circondano Loewe.
Ognuno di quegli uomini che pregano
non conosce viltà ed implorano ora
contro un fratricidio nella imminenza
della gran battaglia per la libertà.
Sono Hasserodt, Lützow, Körner, tutti co'
lo splendore in fronte del loro destino
tragico e della loro gloria; è Gneisenau,
Nettelbeck, Doernberg, Bærsch,
Scharnhorst, e il malinconico Blücher, il
violento De Stein, Glein, Villers,
Goevres, Kleist, Vogt, Förster, Bürger,
Gentz, Jacobi... e tutti pregano.)


I FRATELLI
Noi non vogliamo fra voi un fratricida!
Or questo sangue sparso è mal presagio!
Ha pianto; s'è umiliato; tu perdona!

 
(Ma queste voci miti irritano ancora più
Federico e lo fanno violento. Fuori di sé per

quella umiltà di Worms, improvvisamente si
abbassa e lo colpisce in pieno volto. Con
orrore si scostano tutti da lui: Worms si leva,
sotto la terribile ingiuria, calmo sempre e
raccoglie da terra rassegnato la spada che
Federico gli ha gettata) 

WORMS
Orsù, finiam!

Codesto picciol odio gran tempo sciupa!
Io sono pronto!

(mentre Lützow, Körner e Bærsch fanno
i preparativi, Worms fa cenno a Crisogono

di avvicinarsi a lui e lo trae in disparte)

Ascolta!
Io morirò!... Ricke vedrai?

CRISOGONO
(volendo ad ogni costo non piangere
e piangendo suo malgrado)
Vedrò!

WORMS
Ch'io morir volli le dirai!

CRISOGONO
Dirò!...

WORMS
(commosso al dolore della sua vecchia
«Volpe di cuore», gli stringe forte la
mano con suprema tristezza)

Suvvia la man, mia vecchia volpe, e addio!
Non già questa la morte
santa ed immacolata,
morte sublime e forte come gloria sognata,
col brando in pugno sì
ma sotto le grandi ale
della nostra bandiera!
Quest'era l'ideale!
E invece, muoio, qui,
con agonia d'inferno,
ed ho per mio destino
non il sole divino
del dì ma triste sera
e un duello fraterno...
Onde volente muoio!
 

CRISOGONO
O senior mio!... 


(Worms vedendo che i suoi testimoni

gli si avvicinano, saluta Crisogono e
obbedisce impassibile ai testimoni;
Lützow scelto come imparziale ha

misurato con Körner e Bærsch il terreno;
gli avversari sono posti di fronte)


LÜTZOW
Silenzio sul terreno!...

(ma allorché egli, il gran soldato, è per
dare il sacramentale ordine dell'attacco
«Risuonino i ferri!...»
esclama invece)


Mi ripugna!
A me soldato questa spada grava!Va' via!

(e getta lontano la spada aggiungendo)

Dell'avvenir dispero omai!...
 
(Allora una soavissima Donna appare
improvvisamente, bellissima nella
possanza della sua alta maestà.
La sua voce è dolcissima ma improntata
a profondo corruccio. Così la bellissima

donna co' la sua dolcissima voce rimprovera
Lützow spingendo innanzi a sé il più amato
dei suoi figli colme le braccia di gigli azzurri
di campo.)


UNA DONNA
Finché le vostre donne e i vostri prati
hanno di questi fiori
chi del destin di patria dispera?

(e spinge fra i combattenti il figlio. La sua
apparizione fa correre un fremito in tutti.
Lützow piega il ginocchio avanti a Lei.
Federico e Worms si scostano e si
inchinano e tutti la circondano
sussurrando rispettosi prima, poi, a

poco a poco, scoppiando in entusiasmo)

TUTTI
La Regina, la Regina.
Nuova Thusnelda,
in noirinnovi il fato ardito
che fatti i vinti eroi
sospinge a libertà.
Freme ne' nostri canti
per te l'inno bardito,
più gli occhi non han pianti,
non l'anime viltà!...
In te tutto s'aduna
avvenire e fortuna,
la speme e la vittoria!
Tu sei la nostra sorte!
Tu sei la nostra fede!
Tu sei la nostra gloria!
In te si spera e crede!
Urrà! Viva la morte!...
 
(e Loewe e Worms gittano inorriditi le
spade, ma le raccoglie il giovanetto, il
biondo giovanetto dai gigli azzurri e
ritorna ancora a loro quelle due spade!
Non più per l'odio, ora sono spade

brandite per la patria. Tale è il pensiero
di quel giovanetto, e i due nemici per
l'amore, fratelli per la patria, strette in
pugno ancora quelle armi, abbracciati,
gridano con voci che la commozione e la
esaltazione di quel momento rendono sublimi)

TUTTI
Morir... morir... morir per la Germania! (bis)
 



EPILOGO


Intermezzo sinfonico

(
È il terzo tramonto, l'ultimo, che avvolge la
lugubre piana di Lipsia. 19 de octubre de 1813
Qui la leggenda della germanica faida fu vinta
da questo duello di giganti che la storia già
definisce «battaglia delle nazioni». La nebbia

dell'ottobre come fitto velario si diffonde su
tutto; copre sole, cielo, orizzonte e avviluppa
la vasta landa. Tutto è grigio, tutto è invisibile,
tutto si fonde in un vasto insieme indeciso:
Liebertwoolkwitz e Wachau e i boschi di Gross

Posna. Lontano da Grimma il vento reca solo lo
scalpitio di cavalli resi furenti e selvaggi dal
terrore; da Rochlitz squilli di trombe richiamano
i soldati sbandati, perduti, errabondi; su dal
campo fievoli grida, fioche preghiere, gemiti di
feriti e angosce e spasimi di moribondi! Eppure
qualche cosa di grande, di soprannaturale,
avviene là e la folta nebbia arcana nasconde un
grandioso mistero, imperocché cessano
improvvisamente lamenti ed agonie. Quale
suprema visione dunque avviva la vostra morente
pupilla, o nuovi eroi? Il cielo e la leggenda si
confondono là in un supremo abbraccio di poesia,
di sangue e di gloria co' la terra e la storia! È Iwain,
Lancillotto del lago, Vilagloil e tutti gli antichissimi
eroi che sui candidi loro destrieri scendono dai mistici
Walhalla per contemplare la rinnovata gloria di
Hermann...Voci misteriose e arcane sembrano
espandersi intorno intorno; voci di anime vibranti di
gloria come quelle dei bardi al tempo di Vilfred, di
Werdomar, di Kerding e di Darmond; voci misteriose
e arcane inneggianti:
“O nuovi eroi, di noi più grandi, perché,
noi eroi per la fede e l'amore,
voi per la patria;
noi per la leggenda,
voi per la storia!...”
E la bianca cavalcata aerea passa e si smarrisce
alta nel cielo; e il silenzio e la gloria posano
soli in compagnia dei morti sul tragico campo
dove la leggenda fu vinta dalla storia)


Scena Unica

(
Nella piana di Lipsia, fra Rochlitz e Grimma,
il 19 ottobre 1813. La battaglia, durata tre giorni,

è finita. Sul campo omai abbandonato giacciono
solo i morti, i feriti, i dimenticati. A destra è un
terrapieno denominato il Thonberg, dove intorno
si è combattuto accanitamente: da lì Napoleone
ha assistito alla battaglia. Sul Thonberg esisteva
un mulino da tabacco: ora non vi sono che rovine,
cariaggi distrutti, cannoni smontati, ruote infrante,

rovine d'uomini e cose dovunque; una miseria; il
terrore. La miscela delle uniformi e dei colori è
bizzarramente e fúnebremente fusa nel sangue
e nel fango; le divise di Merveldt, di Lichtenstein,

dei partigiani di Thielman e quelle brune di Lützow
sono confusamente mescolate a quelle dei cosacchi
di Platoff, dei granatieri di Rajewsky e alle azzurre
della gran Guardia di Napoleone e dei cacciatori di
Lefevre Desnouettes, dei lancieri di Krazinski, dei
granatieri a caballo di Guyot e delle giovani reclute
di Ney. Oscure nuvole, nere, offuscano il tramonto;
sorge densa una nebbia umida, afosa. Lipsia nel

lontano è sommersa in quel fitto mare di nebbie.

Due creature vagolano in quella semiombra di
triste tramonto. Una selvaggia creatura dai capelli
sciolti in gran disordine – seminuda nelle spalle che
una lacera camicia a stento ripara e le gonne

bizzarramente allacciate alle gambe la fanno
apparire come una antica sacerdotessa druidica
vagante nella lugubre piana. È Ricke.
Ricke, travolta entro alla bufera del glorioso
dramma della sua patria, impavida fra stenti e
angosce, audace contro il tempo e gli avvenimenti,

trascinandosi dietro ai Cacciatori della Morte.
Sospinta Ricke così corre dietro il poema della sua
vita, verso il suo destino che per ironia, ancora
contro lei, ha fatto del suo amore e del suo odio,
Loewe e Worms, due fratelli; nell'abbattimento
fatta ardimentosa dal suo amore, nella stanchezza
selvaggiamente rafforzata dal suo odio, allucinata
da speranza folle e tormentata inconscia da un
orribile presagio. L'altra creatura, un giovinetto,
veste la divisa dei Cacciatori della Morte ha i

distintivi di tamburino; non ha berretto ma una

gran fasciatura gli copre la testa dove egli fu ferito.
È Jebbel)

RICKE
(incitando Jebbel)
Cerca!...
Rammenta!...

JEBBEL
Il locopiù non ravviso!...
 
(fa alcuni passi, guardando intorno.
Lontano per l'immenso piano, un

lungo gemito si eleva e si perde)

JEBBEL
Oh! Il fiocolamento!

RICKE
È Il vento!
 
(ed anima coll'esempio
Jebbel a ricercare ancora)

JEBBEL
(si arresta avanti al terrapieno)
Ecco! Lassù!...

(guarda attentamente e ravvisa
il Thonberg)

Ecco il livido Thonberg!
Cogli occhi noti
alla vittoria, ai morti
lassù Napoleon la dimandava!
No! Vivacontro a lui
la libertà, la libertà marciava,
e ai fianchi avea
gli angeli della gloria:
la patria e la morte! ed
il livido Thonberg
allor tutto si tinse in rosso cupo
e per fuoco e per sangue!
Körner il canto!
Worms la bandiera!
Loewe la spada!
Io sul tamburo
seguia battendo il fremito dell'inno!
Crisogono là vidi a un grande abbraccio
tender le braccia e... cader morto!
Poi... morti morti tutti,
e il mio tamburo
ognor battea ma solo e senza canto
sovra il livido Thonberg
rosso solo di sangue!

RICKE
(si arresta fra i morti
ai piedi del Thonberg)
Qui dunque? E più de' tuoi begli occhi spenti
nel dolce tuo guardar Ricke vivrà?
Qui dunque? E più, nei brevi baci ardenti
la povera tua Ricke ancor vivrà?

(stende le braccia verso
quei (morti, chiamando)

O morto! O morto!

JEBBEL
(impaurito ai gridi e ai gemiti)
Odi, lugubri gridi!...

RICKE
(disperata)
O morto! O morto!

JEBBEL
Odi, voraci gridi!...

RICKE
(singhiozzando)
Ah! Morto, morto!

JEBBEL
(improvvisamente si arresta)
Dio?
Là sotto un gemito!...
 
(e accenna ai piedi del Thonberg)
(Ricke e Jebbel immobili, anelanti,
ascoltano: infatti un fioco gemito
perviene distinto fino a loro)


RICKE
(esaltandosi)
Sì, un gemito!...
 


JEBBEL
Laggiù!

RICKE
Odi!...

(tornano ad ascoltare)

Il silenzio è sommo.

(sconfortata)

Nulla!...

JEBBEL
(che ha continuato a cercare a piè del
Thonberg, ad un tratto addita a Ricke un
corpo insanguinato, esclamando)

Loewe!...
 
(da quel corpo insanguinato esce
ancora, l'ultimo indizio della vita,

un soffio di dolore. Ricke accorre,
si inginocchia, con una suprema
dolcezza riesce a sostenere sovra
il suo ginocchio la testa di Federico)

JEBBEL
(osservando con febbrile angoscia)
Lieve respiro!...

RICKE
(piena di speranza)
Ma respira!...
 


JEBBEL
Un'ombradi vita sol...

RICKE
Ma vita... vita... vita!
Agli avamposti, Jebbel...

JEBBEL
Vo!

(è per allontanarsi, ma si sovviene della
fiaschetta d'acquavite che tiene a
tracolla, ritorna e la porge a Ricke)


Prendete!
 
(e corre via verso gli avamposti.
Ricke, in ginocchio presso Federico,
lentamente gli versa poche stille di
liquore sulle labbra e spia ansiosa

sul volto la vita che torna.
Federico non apre gli occhi, ma al
contatto del liquore trasale)


FEDERICO
(con un fil di voce

sempre gli occhi chiusi)
O tu che mi soccorri
e sei pietoso
deh, dimmi tu...
 
(ma la voce si spegne e passa un
momento di silenzio lugubre. Ricke

avida ascolta ancora, finalmente
in un sospiro Federico può dire)

FEDERICO
...chi ha vinto oggi?

RICKE
Germania!...

FEDERICO
(dopo un momento di silenzio)
Oh, benedetto labbro!...

Ancor!...

RICKE
Germania!
 
(di nuovo passa un momento di

silenzio; un gran sospiro esce dalle
labbra di Federico che mormora)

FEDERICO
O dolcissima voce e dolce nome!
Parlami ancor!
 
(ma Ricke vinta dalla commozione non
può profferir parola e scoppia in lagrime)

FEDERICO
Tu taci?...
 
(il silenzio intorno ai due è sommo; solo il

singhiozzo di Ricke si eleva doloroso)

FEDERICO
(il moribondo, in quel pianto
dolorosissimo ha divinato Ricke: ed

in un dolcissimo sospiro balbetta)
Tu sei Ricke!...


(e ripete ancora felice)

Ricke! Sei tu?
 
(e la sua voce in quella

emozione si affievolisce)

RICKE
(versandogli ancora gocce di liquore)
Bevi la vita!
Amore, bevi!
 


FEDERICO
(si rianima e può finalmente
fissare il volto di Ricke)
So l'infinitae desolata
storia del tuo dolor!...
Lo so, lo so! Innocente!...
Or muoio lieto!

RICKE
No! No! Vivrai! Alla tua vita io credo!
Se qui il signor mi trasse a te vicina
è perché noi dobbiamo amarci ancor.
Vivrai! Vivrai! Non ho sofferto invano!
Mai più ci lasceremo!
Alfin sei mio! Vivrai!

FEDERICO
(con un gemito)
No. No... È finita!
 
(e la voce si spegne in un sospiro)

RICKE
(lo osserva e ancora lo fa bere, ma gli
occhi di Federico tornano a chiudersi.
Ricke dà in un grido di terrore)

Dio!
Muore! Muore!


(chiama gridando disperatamente)

Aiuto!... Aiuto!... Aiuto!...

(e ascolta avidamente verso gli avamposti.
Ma il silenzio è sommo. Allora tutta la
disperazione erompe dal cuore di Ricke in
una suprema imprecazione contro chi fu la
causa di tutto il suo dolore)

Ah, il maledetto!...
 
(ed è questa imprecazione disperata che

penetra acuta, tormentosa nel cuore del
moribondo e gli ritorna co' la volontà la
forza di dire)

FEDERICO
Taci!... Quest'ora è pia!
Qui si perdona e oblia!
Qui spira arcano un soffio
che sperde ogni rancore,
che fa immortal chi muore.
È l'amore di patria!
Sull'odio che divide
sta questo amor possente.
Pugnar, cader ci vide
uniti un sol stendardo,
l'ultimo nostro sguardo
noi gli volgemmo insieme
avvinti eternamente
a una sorte, a una speme.
L'anima fatta buona,
sul labbro lo baciai!
Là cadde... È là... Perdona
com'io gli perdonai!
 
(Ricke obbedisce)

FEDERICO
Cerca!... Poco lontano!...

(Ricke cerca oramai senza paura e senza
ribrezzi fra i corpi morti. Improvvisamente
nel rimuovere un vuoto gabbione si arresta
e dà un grido. Essa ha di fronte il cadavere
di Worms, che, cogli occhi ancora aperti,
pare guardarla. Federico ha compreso che
Ricke ha scoperto Worms e con tutte l'ultime
sue forze tenta di sollevarsi e vedere)

FEDERICO
Ah, tu l'hai scorto!
 

RICKE
L'asta nel pugno stretta!
Con occhi aperti! Prono!
Guarda com'un che aspetta...

FEDERICO
Aspetta il tuo perdono!

RICKE
(si china sul cadavere e vede che
Worms ha nascosto sotto la giubba il
drappo della bandiera strappandolo
dall'asta pe 'l timore che avesse, morto,
a cadere nelle mani dei nemici)


Ultimo suo pensiero
fu la bandiera!... Ascosa
entro al corsetto nero
sovra il suo cuore or posa!

(dalla giubba leva fuori la bandiera,
e fissi i suoi occhi negli occhi del morto
sta un momento assorta, poi si china

pietosa e col drappo della bandiera gli
chiude gli occhi, dicendo)

La pace, o Carlo Worms!


(e torna di nuovo presso Federico, morente.
Lontano un rumore sordo di armi, di soldati,

viene a turbare gli ultimi momenti di Federico)

FEDERICO
Che è questo, Ricke?

RICKE
(si alza e guarda all'orizzonte,
guarda attentamente, poi esclama)
Laggiù! Laggiù nell'ultimoconfin,
fra il mondo e diocavalca lenta
ed altacupa un'apparizione!!

FEDERICO
(con un supremo sforzo
per rialzarsi)
Voglio vedere anch'io!

RICKE
(sostiene Federico e lo aiuta a guardare)
Guarda!

FEDERICO
Napoleone!

(il sole cogli ultimi suoi raggi che infuocano
tragicamente il cielo all'occaso fa risaltare in nere
ombre la gran visione di un esercito in ritirata.
Passano i Granatieri muti sopra il morente sole!
Non più il canto di battaglie vinte sulle vincitrici

bandiere. Le squille delle bandiere, tese le ali,
rassembrano ora uno stormo di uccelli atterriti

che fuggono. Uno solo, tutto solo, su quel sole
rosso, rosso di sangue, cavalca, la gran testa
pensierosa abbandonata sul petto. È Napoleone.
Dentro a quell'aureola sanguinosa di un
tramonto, oramai tramonto egli pure, tutto solo

cavalca co' la sua immensa gloria e la sua
immensa sfortuna; lo seguono silenziosi i suoi
generali e tutta quella grande ombra di cavalli,
teste, piumati cappelli, armi, bandiere, su quel
tramonto tragico, rassomiglia ad una gran
fantastica cavalcata di spettri)


FEDERICO

O libera Germania!...


(Così Federico, co 'la visione della patria libera,
esala la vita fra le braccia di Ricke. Senza lacrime
essa distende con dolcezza il corpo amato e vi si
accoscia vicina posando la testa su quel cuore
morto in quella imminente notte, per lei prima
notte nuziale ed eterna. E sempre lontana intanto
va, pe'l rosso orizzonte, scemando la gran macchia
nera di quell'esercito senza inni, senza canti.)
 


 

PRÓLOGO


Escena Única

(En los alrededores de Núremberg un antiguo
molino a orillas del río Pegnitz que se ve en
segundo plano. Un puente conecta el molino
con la orilla opuesta. Cerca del molino cabañas
de campesinos; la más miserable pertenece a la
vieja Lene Armuth, una mendiga, que vive en
compañía de uno de sus sobrinos, Jebbel. El

interior del molino consta de un patio cubierto:
al fondo, hacia el Pegnitz, unas escaleras llevan
a la “muela del molino " y el "battitoio" que sirve
para regular la entrada de agua. Otras escaleras
conducen a los balcones de la parte superior del
molino. Sacos de trigo amontonados aquí y allá.
Desde una abertura en el fondo, que da luz a la
«temperatoia» (regulador de las muelas), se
puede ver la gran rueda de paletas en movimiento.
En el lugar está oculto G. F. Palm, director de la
imprenta Stein de Núremberg, buscado por la
policía por la difusión de un panfleto anónimo
"De la humillación de Alemania” editado con los
tipos de la Casa Stein, cerrada y clausurada. Otto,
plenipotenciario de Francia en Múnich, es quien
impulsa esta persecución feroz para apaciguar la
ira de Napoleón I quien, en la cúspide de su gloria,
no ha considerado ese folleto, como un insulto
contra él y los suyos, sino como un intento de
filósofos, poetas y estudiantes por sacudir a la
"gran patria germánica del sueño de la
neutralidad". Así como las grandes muelas del
molino giran al impulso de la gran rueda, ahora
una humilde imprenta
gime por el trabajo de

estudiantes voluntarios disfrazados de molineros,
que usan la jerga universitaria, llamándose:
Pinzones, Mirlos, Zorros... para identificarse y son
dirigidos por Palm, escondido en la cabaña de la
vieja Lene. Pero el verdadero jefe de todos ellos es
Carlo Worms, apodado "Encina enmohecida", un
estudiante veterano que cumple el rol de maestro
molinero, ya que el auténtico molinero Franz Gottlieb
ha muerto; lo ayuda su "zorro de corazón", un
estudiante laborioso, Crisogono, cuyo rostro
surcado por una estocada revela su origen
"Universitario" incluso bajo la blancura de la harina.
Varios estudiantes, disfrazados de molineros, entran y

salen del molino, llevando panfletos y otros impresos
que esconden en algunas bolsas. Otros estudiantes
están ocupados alrededor de una prensa tipográfica
colocada en el subsuelo del molino
)

 
CRISOGONO
(
Mira la correspondencia de la
"Burschenschaft"
, asociación de
estudiantes alemanes
. Junto a él,

Carlos Worms está tendido,
indiferente a todo lo que le está
informando su "zorro de corazón".
A un costado de su cabaña, la vieja

Lene le enseña a Jebbel una canción
destinada a causar piedad cuando
vaya mendigando por la ciudad)

Kleist envía el "Credo".
Y aquí está el "Catecismo" completo.

(silba, mira a Worms
e interpreta su
silencio como un consentimiento tácito
,
entrega
ndo la carta de Kleist al Pinzón)

¡Toma, Pinzón!...

(Pinzón sale corriendo mientras
que Crisogono abre otra carta)


CRISOGONO
¡Moltrecht de Leipzig
, escribe que
"rechaza vender el panfleto!..."

(tira la carta con desprecio
y abre otra)

¡También Perthe de Hamburgo!...
¡La peste para ambos!

(desata un rollo, lo extiende y lo observa)

¡Una caricatura de Haugwitz!...

(se ríe y la muestra a los estudiantes)

¡Se asemeja!...

(Los estudiantes se acercan curiosos,
y se ríen de la caricatura que del
Ministro transfigurado en un cerdo
que recoge trufas de la tierra que
Napoleón representado como un ogro
mastica y devora. Cada trufa lleva
grabado el nombre de un estado alemán.
Crisogono lee los versos explicativos)


CRISOGONO
¡Haugwitz,
como un cerdo,
recoge trufas,
pero cosa extraña
,
se las come el ogro!

(La caricatura pasa de mano en mano.
Luego, los estudiantes vuelven a su tarea
y Crisogono a su correspondencia)


¡El sastre
, qué villano!... ¡Pinzón!

(le da la carta al acólito que se acerca)

¡Al fuego!

(Pinzón rasga el papel en mil pedazos,
mientras que Crisogono camina irritado)


¡El temerario!


(a Carlo Worms)
 
Señor, ¿pagar
se escribe con dos "g"?

WORMS
(fastidiado)
Con una sola

CRISOGONO
Gracias.

(Se sienta, saca un trozo de papel de
su cuaderno de apuntes y escribe)


"No pago. Devotísimo Crisogono ".


(dobla el fol
io y se lo entrega a Pinzón.
Toma una nueva carta que tiene un
aroma extraño. La agita)


¡Huele a
bizcocho berlinés!

(la abre con curiosidad)

¡Ah, es de Lilì!... Pide dinero y...
Envía un beso... ¡ardiente!

(reflexiona
y suspirando, reaviva
la pipa encendida con la carta)

¡Fuego!
Lilì, cocinera de amor,
¡así te doy un poco
de aquel fuego lento
con el que cocinaste mi corazón!

(una última carta lo sobresalta)

¡Maldición, rayos y masacres!...

ESTUDIANTES
(ante la exclamación de Crisogono)
¿Qué pasa? ¿Qué sucede?

CRISOGONO
¿Que qué pasa? ¡Ha escrito Hardenberg

(leyendo)

"¡Una nueva vileza!... ¡El protectorado!...
¡Alemania es un siervo y tiene como protector
al emperador de los ex sans-culottes!”

(los estudiantes toman la carta y,
al leerla, también lanzan
exclamaciones de ira y dolor)


ESTUDIANTES
¿En Ratisbona?...  
¡Es una vergüenza!
¡Qué desfachatez!
¡Ah, cuánta cobardía!
¿Ha sido Beyme? ¿Lombardo?
¡No,
ambos!
¡Y también Khoeckwitz!
¡Sí, él también, y todos!
¡Y el principal es Haugwitz!...

WORMS
(levantándose del saco en el que
está recostado, con ironía)

¿Qué pasa, "Encina enmohecida", Zorros?...
¡Ah, ya sé! ¿Queréis despertar a Alemania?
¡A Josafat, mejor!...
¡Hasta que no oigáis las trompetas
del Juicio Final, paciencia!...

(se levanta y señala a Lene, que
acompaña hasta el puente a
Jebbel, que se va a mendigar)

¡La miseria y la aflicción
golpean a la anciana!... ¿Y ella qué hace?
¡Mirad! ¡Manda a su hijo a cantar un lied!
Sólo con el llanto no rescataría al muchacho
y la piedad es inútil!...
¡Cantemos nosotros también!...

(entona con voz estridente el himno
universitario Gaudeamus Igitur...)
 
Gaudeamus igitur,
iuvenes dum sumus.


ESTUDIANTES
¡No, Worms!...
¡No te rías!
¡Es demasiada crueldad!

CRISOGONO
(queriendo justificar a Worms)
¡Mi señor esconde sus pensamientos!

WORMS
¿Pensamientos?... ¡No los tengo!...
Incluso grité a mi alrededor:

(imita el habla y las maneras
de los «místicos anglófilos»)


¡Alemania!...

(imita el grito olímpico de los "Clásicos")

¡Alemania!...

(imita el grito espasmódico de
los "patriotas democráticos")

¡Oh tú, Alemania!

(a los estudiantes)

Y bien ¿cambian en algo lo eventos?...
¡Decid!... ¡Decid!...

(los estudiantes inclinan sus
frentes y no responden)


WORMS
Yo también tuve la visión
del gran destino.
En mi sueño divino
soñé con la redención.
¡Nunca más las ásperas cadenas
En cambio, la visión mostraba
las multitudes de gentes
resurgidas con la altiva frente erguida.
El fiero fragor de las armas,
el relinchar de blancas yeguas
y el sonar de las trompetas
que despertaban los ecos en el valle.
"¡Es el suelo patrio que
se sublevaba por fin"! pensaba
Yo incluso quería una espada
Grité por ocupar mi puesto
cuando un viejo guerrero pelirrojo me dijo
"Espera aquí, Napoleón vendrá!
y entonces, con el arma baja,
le haces una gran reverencia...
¡Esa es la consigna!...
Yo llevo el cansancio de siglos
y quiero en mi sepultura
volver a dormir"
Arrojé la espada y tomé la pluma...
Yo, como el ilustre escritor Lessing,
haré de ella un arma
con la que escribir
el nuevo destino de la patria.
Será mi faro y mi nave
la imprenta de Guttemberg

(señala los engranajes de la prensa)

y la gloria vendrá para despertar
a la patria indolente...

(Se detiene, aferra las manos de Glein
y Holty, que están cerca de él y
señalando la casa de Lene, donde Palm
está escondido, exclama)


¡Allá está Palm!
Esconde allí su culpa
y un policía estatal
le sigue al acecho...

(señala el molino vigilado por
el Zorro de guardia)


... y nos espía.
¿Y ahora qué?...
¡
Cerveza y canto
hasta que triunfe la idea
que cambie el llanto en sangre
y la farsa en epopeya!

(vuelve a cantar el Gaudeamus igitur y
sale con desdén hacia el río. En silencio,
los desanimados estudiantes vuelven a
la prensa.)

WORMS
Alegrémonos pues,
mientras seamos jóvenes.
Tras la divertida juventud,
tras la incómoda vejez,
nos recibirá la tierra.

Resto del himno omitido en la ópera

¿Dónde están los que antes
que nosotros pasaron por el mundo?
Subid al mundo de los cielos,
descended a los infiernos,
donde ahora se encuentran.
Nuestra vida es corta,
en breve se acaba.
Viene la muerte velozmente,
nos arrastra cruelmente,
no respeta a nadie.
Viva la Universidad,
vivan los profesores.
Vivan todos y cada uno
de sus miembros,
resplandezcan siempre.
Vivan todas las vírgenes,
fáciles, hermosas!
vivan también las mujeres
tiernas, amables,
buenas y trabajadoras.
¡Viva nuestra sociedad!
¡Vivan los que estudian!
Que crezca la única verdad,
que florezca la fraternidad
y la prosperidad de la patria.
Viva también el Estado,
y quien lo dirige.
Viva nuestra ciudad,
y la generosidad de los mecenas
que aquí nos acoge.
Muera la tristeza,
mueran los que odian.
Muera el diablo,
Cualquier persona en contra de los estudiantes,
y quienes se burlan.
¿Por qué hoy tal multitud
de académicos?
A pesar de la distancia están de acuerdo,
Superando el pronóstico del tiempo
En un foro común.
Florezca la Universidad
que nos ha educado,
y ha reunido a los queridos compañeros
que por regiones alejadas
estaban dispersos.

(Crisogono destruye la carta
cuando u
na mano se apoya sobre
su brazo, es Ricke)

RICKE
¿Ha escrito mi hermano?

CRISOGONO
Todavía no.

RICKE
Y...

CRISOGONO
¿Federico Loewe?...

RICKE
Sí.

CRISOGONO
Tampoco.

(La muchacha permanece inmóvil, luego
se lleva la mano a los ojos dejando escapar
un gesto de profunda ansiedad)

CRISOGONO
El viaje es largo
y Alemania está llena de espías...
¡Un patriota es casi un criminal!...

(suspira, vaciando su pipa)

¡Ah, ese Napoleón!...

(Hace un amenazante giro con la
larga boquilla de su pipa, y luego,
de repente, señala su disfraz
de falso molinero)


Yo, sin embargo...
¡Disfruto disfrazado de molinero!...
¡Temblar!... ¡Callar!...
Peor aún, ¡imprimir!...
Yo que odio la tinta y el papel.

(reenciende su pipa y con
gran resignación balbucea)

Es "la neutralidad"
         
(Al ver la cara triste de Ricke,
la anima cordialmente diciéndole)

¡Ellos regresarán pronto!

RICKE
(agita obstinadamente su cabeza
mostrando desconfianza y sospechas)
¡Han escrito!...
¡Y fuiste capaz de no decirlo!...

CRISOGONO
(sorprendido por la inexplicable obstinación)
¡Oh, qué cruel eres contigo?...

RICKE
(interrumpiéndolo muy agitada y
mirando temerosa hacia el puente
por donde se alejó Worms)
¡Ah, lo sé bien!

CRISOGONO
¡No! ¡Lo juro!...

(estrechando afectuosamente su mano)

¡Paz para tu corazón!...

RICKE
¿La paz para Ricke?...

(Agitando la cabeza, entristecida y
desesperada, regresa a la casa de Lene.

Desde la cabaña de la vieja Lene sale
corriendo una muchacha con un libro en
las manos. Es la hermana de Ricke,
Jane, que está buscando a Worms.
Al verlo aparecer por el fondo, corre
hacia él y le da el libro)

JANE
Palm te devuelve este libro.

WORMS
¿Lo leyó?

JANE
¡Todo!
Y quiere otro...

WORMS
¿Cual?

JANE
(avergonzada)
¡No me acuerdo!

WORMS
(ayudando a recordar a la muchacha)
¿Los Masnadieri? ¿Emilia Galeotti?
¿Nathan el sabio? ¿Laocoonte?
¿Agatón?... u ¿Oberón?

JANE
(siempre indicando que no,
pero de repente exclama)
¡Escucha! Sé un verso...

(se recoge pensativa y luego declama)

"Quería escuchar la armonía de los cielos
para entonar un canto nuevo e inmortal,
y el Dios de los cielos me señaló el camino
y me dio las alas de un arcángel.
La fe fue mi musa... "

WORMS
¡Es El Mesías!...

(Jane asiente feliz aplaudiendo infantilmente.
Worms entra en la imprenta para buscar el

libro que Jane le ha pedido; cuando regresa
con él y
va a entregárselo, le hace a la niña
una caricia en la mejilla. Ricke, que ha salido
de la cabaña, suspende bruscamente esa
caricia a su pequeña hermana, y la pone a

su lado acompañándola hasta la casa de
Lene. Worms mira a Ricke alejarse mientras
un profundo abatimiento lo invade. Los
zorros observadores llegan apresuradamente
de su puesto de vigía en el bosque. De la
orilla opuesta del río llega el canto de unos
arrieros)

ARRIEROS
Levemente asciende, se acerca,
ora parece lento,
ora rápido,
el canto de los arrieros.

(una gran agitación se produce en el
molino. Los estudiantes, bajo las

órdenes de Worms, traen bolsas llenas
de papeles impresos)

WORMS
¿Son los que traen el correo?

ESTUDIANTES
Son ellos.

CRISOGONO
¡Tendremos novedades!

ARRIEROS
Llega la canción junto
con el paso de la yegua,
pero la verdadera cadencia
la origina el cencerro.

WORMS
¡Vamos, pronto! ¡Las bolsas falsas!

CRISOGONO
¡Vamos, daos prisa!

ARRIEROS
Muy temprano en la mañana
o cuando el día muere;
cuando recién amanece o en la noche,
se oye la canción del arriero!

WORMS
¡Estad atentos!...

CRISOGONO
¡Zorros de guardia! ¡Vigilad!...

(algunos estudiantes corren a lo alto del
molino y observan los alrededores: otros
vuelven a internarse en el bosque)

ARRIEROS
Pero a la hora vespertina,
la canción decae, se hace más lenta...
Acallar “la canción del arriero "
Oscurece la mirada.
 
(Algunos de los falsos arrieros aparecen
por el fondo y penetran en el molino. El
jefe hace señas a Crisogono para que
descosa y abra la bolsa que él trae.
Crisogono la abre y saca una carta.
Rápidamente las bolsas son entregadas
a los arrieros, que las reparten rápido)

WORMS
¡Rápido!... ¡Silencio! ¡Cuidado!

CRISOGONO
¡Una carta!

WORMS
(Lee la carta rápidamente.
Todos lo rodean)
¡De Federico!

CRISOGONO
¿Él regresa?...

WORMS
¡Está en camino!

(De pronto pone la carta sobre su pecho
con una gran exclamación de alegría)


¡Ah, por fin!

(y con la voz ahogada por
la emoción, agrega)

¡El Tugendbund es un hecho!
Vendrá un representante
de cada universidad...

(Un gran entusiasmo anima a los
estudiantes, Worms les da la carta
que comentan vívidamente, regresando
a la imprenta)

CRISOGONO
(Se acerca a Ricke, que reapareció con
la llegada de los arrieros e, inquieta y
curiosa, sale de la casa de Lene)


¡Buenas noticias!... ¡Vuelven!

(Pero la muchacha ante la imprevista
noticia se pone pálida, casi lívida, como
invadida por un repentino temor.
Crisogono, ante el inexplicable
comportamiento de la muchacha,
se encoge de hombros murmurando)


CRISOGONO
Por Dios, las mujeres,
¿quién las entiende?

(murmurando, se va a
reunir con los estudiantes)

RICKE
(sigue con la mirada la salida de
Crisogono y resueltamente se acerca
a Worms)


¡Regresa!...

(Worms se vuelve bruscamente,
inclina la cabeza y no responde.
La muchacha estalla dolorosamente)


¡Tiemblo!... ¿Yo, su novia?

(lo mira a los ojos
con insistencia)


¡Me has envilecido, me has transformado
en una perdida, en una desdichada!

(luego estalla en un
llanto temeroso y doloroso)

¡Dios! ¿Qué voy a hacer ahora?...

WORMS
¡Mi mente me abandona y huye!
¡No lo sé!...
La conciencia me abate y me oprime...

RICKE
¡Ah! ¿Qué haré? ¿Mentir?
¿Poner una máscara en mi rostro
simulando mi casta belleza?...
¿Y en mis labios una sonrisa vil?...
¿Transformarme en tu cómplice?
¡Es mejor morir!... ¡No voy a mentir!

(con gran angustia)

¡Qué todo perezca en el mundo!...
¡Qué perezca el alegre sueño del amor
y termine la angustia de la vida!

WORMS
Vamos, Ricke, por piedad...

RICKE
¿Qué? ...

WORMS
(implorando)
¡Perdóname!

RICKE
¡Te odio!...

WORMS
(muy agitado)
¿Qué pasará?... ¡Me insultará!
¡El negro destino se cierne sobre nosotros!...
Entre nosotros...
No sólo habrá sangre... ¡sino muerte!...
Muerte... ¡Que así sea!

(Ricke mira asustada aWorms)

Pero, dime, ¿quién morirá?...

(La voz de Worms ya no es agitada,
mira a Ricke con los ojos llenos de
suprema dulzura y humildad)


WORMS
¡Estabas ante al atardecer!...
¡De tus dulces labios una canción brotaba!...
¡El último rayo de sol brillaba a nuestro alrededor!...
¡Ante ti todas las plantas abrían sus flores!...
¡Ascendía tu canción dulce y bella,
asomando en tus ojos la llama del deseo!
Y yo, vencido, temblaba ante ti.
¡Por Dios, Ricke, cuánto te deseo!

(con una pasión casi feroz)

¡Vil!... me decías.
¡Mía!... Decía mi pasión... ¡Mía! ¡Mía!!
Mi locura es tu juventud...
En mi ciega ebriedad,
lo que más me hería
no era tu belleza,
Ricke, sino tu virtud.

(Momento de silencio, luego
Worms con voz tranquila
pero resuelta, exclama)

¿Cómo será la muerte? ¿Quién morirá?
¡No yo!...

RICKE
¿Lo matarás?

WORMS
¡Yo no voy a morir!
Yo soy el cerebro de todo esto...

RICKE
¿Él morirá?

WORMS
(rudo y violento)
¿Lo salvarás? ¡Debes callar!

RICKE
¡Vete!... ¡No tienes piedad!...
¡No tienes corazón!...
¡Eres vil! ¡Vil!... ¡Vil y maldito!

WORMS
¡Oh, Ricke! ¿Acaso estás sola?...
¿Sufres tú sola?... ¿Y yo?... ¡Mírame!
¡Tú tienes penas y yo remordimientos!...
Tú lloras... y yo me odio y tengo miedo.

(Estas palabras desesperadas son tan
tan poderosas, que la muchacha resulta

subyugada)

¡Callarás!... ¡Mentirás!...

RICKE
(aterrorizada, tartamudeando)
¡Obedeceré!...
¡Y que Dios nos perdone!...

WORMS
¡Que así sea!

(En la entrada alta del granero aparece
el estudiante vigilante. Desde el bosque
se oye un grito agudo, inmediatamente,
muy lejos, desde el río, se oye otro grito

muy distinto)

FEDERICO
¡Alemania!...

RICKE, WORMS
(reconociendo la voz de Federico Loewe)
¡Federico!

(Al grito de Alemania, los estudiantes y
Crisogono acuden desordenadamente.
Ricke apenas tiene tiempo de esconderse

detrás de la baranda de la escalera del
granero, mientras que Federico,
precediendo a los que le acompañan,
entra corriendo, ve a Worms y ambos
amigos se abrazan)

WORMS
¡Loewe!

FEDERICO
¡Worms!
 
(los acompañantes de Loewe son
recibidos con abrazos en el molino

de Gottlieb, mientras que de la
cabaña de Lene sale Palm, seguido
por la pequeña Jane. Él ha reconocido
la voz de Federico y acude presuroso.
Federico se desprende del abrazo de
Worms y abraza contra su pecho a
Palm, presentándolo a los amigos que
llegaron con él)

FEDERICO
¡Este es Palm!

PALM
(con ansiedad, a Federico)
¿Y mi esposa?... ¿Y mis hijos?...
Acaso no fuiste a Núremberg?...
¿Te has olvidado?

FEDERICO
¡No, mira!...

(y Palm repentinamente se encuentra en
brazos de su esposa y siente sobre su
pecho las cabezas de sus dos hijos.
Luego procura hablar, pero los besos
y caricias de los suyos interrumpen sus
palabras rompiendo en un llanto de

alegría)

WORMS
Palm, por hoy puedes abandonar tu refugio,
pero ante la primera alarma...

PALM
¡Vuelvo al escondite!...

(Feliz, se sienta sobre unos sacos entre su
esposa e hijos. Federico le da la mano a
Crisogono y al resto de sus amigos, pero
sus ojos buscan a Ricke. Ésta, se encuentra
con la pequeña Jane, pues las dos
muchachas están buscando a su hermano
Giorgio. Loewe señala a los amigos a las
dos muchachas y el entusiasmo se interrumpe
abruptamente produciéndose un silencio
profundo. Sobrevuela una pena angustiosa.
Federico se acerca a Ricke temblando
y en su voz hay más lágrimas que palabras)


FEDERICO
¡Ricke, regreso solo!...
¡Tristes noticias traigo,
noticias desafortunadas!...
¡Tu hermano ha muerto!
Su última palabra ¡oh, Ricke! fue para ti.
De tu destino, querida, él se preocupó.
¡Para nosotros, su tumba es un altar!...
¡Él te hizo mía!
¡Ricke, no te quedas sola!
¡Giorgio te entregó a mí como esposa!

(Se arrodilla quitándose el sombrero, el  
resto de los estudiantes lo imitan

conmovidos y en silencio. Le entrega a
la muchacha una carta, el último adiós
de su hermano, y la mochila de estudiante.
¡Se produce un silencio místico!
Cuánto dolor hay en el alma de esa
muchacha, pero el llanto benéfico y
reparador brota finalmente. La esposa de

Palm y la vieja Lene, afectuosamente la
alejan junto con Jane, quien,
inconscientemente, observa la escena)

FEDERICO
(se levanta y se dirige a
todos con tono solemne)
¡Estudiantes!
¡O
íd, viejos y nuevos amigos!
¡Enjugad las lágrimas!
¡Secad el llanto!
¡Eternos son los héroes!...
¡Erran las almas vengadoras!
¡Murió como un héroe!...
Murió gloriosamente:
Allá, en Tübingen,
surgió una grave disputa.
Nos dijeron: "gente ignorante"
Él rechazó la ofensa
y fue su muerte gloriosa,
¡fue la muerte de todos los estudiantes!
¡Por él la ira se desparramó!...
Ya no hay diferentes escuelas,
diferentes ideas, estudios, dogmas
y sofismas en la guerra.
¡Una sola es Alemania!
¡En toda una tierra!
Un solo idioma, una sola alma y una sola patria.
¡Y la sencilla tumba que albergó a ese hombre,
se transformó en la lecho glorioso
que dio vida a un ideal!
¡La victoria o la nada!
¡La patria allí nació!
¡Nos juramentamos en Tugendbund!
¡La epopeya nació allí!

(el joven presenta a Worms, uno por uno,
a los representantes de la Universidad:
Massmann, Jhan, De Nozis, Schlegel y otros)


¡La universidad!... ¡La corte!...

(Presenta a Gentz, Humboldt y otros llegados
de todas partes de Alemania: Fichte, Körner,
Lützow y por último a Weber con sus ojos
iluminados por el fuego de la doble fiebre:
la del genio y la de la tisis)


¡De todas las comarcas, de todos los corazones,
de todas las mentes y todas las almas!
¡Aquí los filósofos y los poetas!...
¡Fichte!... ¡Körner!
¡De su corazón el himno ha brotado de la tierra!
¿Quieres la espada? ¡Aquí está, Lützow!
¿Quieres la armonía en nuevos himnos eternos?
¡Aquí, está Weber!
Que dio magníficos himnos
a la audaz y juvenil rapsodia.

(Todas las manos
se tienden y estrechan
fraternalmente. Las almas se expanden
y las voces se confunden temblorosas
entonando el himno de Weber que ya se
había hecho popular, "Wilde Jagel». Aquí

se manifiesta el maravilloso espectáculo
que entrelaza en un entusiástico abrazo al

filólogo Hans Massmann y a Holty el tierno;
a Jhan, con su larga barba, y al futuro místico
Schelling; a Glein, el granadero prusiano, y
al latino Chamisso; a Hasserodt, que en unos
pocos días obtuvo el uniforme de oficial que
pronto se haría trágicamente glorioso junto
a Joseph Goervais, el 4° aliado; a Wolkensdorff
y a Schill, el héroe; a Scharnhorst, con sus ojos
grandes azules y pensativos y a Bærsch; a Gentz
y a Arndnt Jacobi; a Federico Loewe y Carlo
Worms que el destino, con este abrazo, unió con
una dramática cadena de hierro. Palm deja a su
esposa e hijos; y toma de la mano a la pequeña
Jane porque en lugar de un verso del Messiade
aprende ahora la gloriosa canción de los
estudiantes. A continuación, todos cantan la segunda
estrofa.)
 
TODOS
I
¿Qué destella, allá en el bosque, bajo el sol?
Se oye el rugido cada vez más cerca
aproximándose a través de los caminos sombríos.
Ya resuenan los agudos cuernos
llenando las almas de horror.
Y si preguntáis a los compañeros negros
os dirán que se trata de la audaz cacería de Lützov.

II
¿Qué se mueve a través del bosque oscuro?
¿Qué va de montaña en montaña
preparándose para una emboscada nocturna?
Los gritos de “hurra” suenan y el fusil dispara
haciendo caer los soldados franceses.
Y si preguntáis  a los cazadores negros
os dirán que se trata de la audaz cacería de Lützov. 

(de repente, desde lo alto del granero,
el “zorro vigía” lanza un terrible grito.
Otro grito de terror y angustia llega desde
un grupo de árboles, donde está el otro zorro
vigilante. El himno se interrumpe. Crisogono,
Worms, Loewe, Glein y Holty, salen alarmados
del molino y vuelven aterrados. Los zorros
vigilantes del bosque corren dentro del molino)

ZORROS
¡Son soldados!...

UN ZORRO
(Desde el tragaluz)
¡Un oficial francés!

(desciende rápidamente por la escalera
del granero y dice con voz apagada)


¡La policía se aproxima
viene hacia aquí!

WORMS
¡Ah
, hemos sido traicionados!

(a los estudiantes, a Glein, Holty y Crisogono)

¡Nosotros al molino!
¡Palm, a tu escondite!

(en un instante Worms, Glein,
Holty y Crisogono
vuelven a disfrazarse de molineros)

¡
Rápido, marcharos!

(Worms empuja a los últimos
asistentes por la escalera
que conduce al río Pegultz)


¡Baj
ad por ahí!
¡Allí abajo hay una barcaza!
¡Hu
id navegando por el río! ¡Adiós!

(Körner, Weber y todos los otros bajan
precipitadamente las escaleras y desaparecen)

WORMS
¡Crisogono, a la piedra de molino!

(Cris
ogono se apresura y
finge trabajar en la muela)

¡Cantemos!...

(Worms entona la canción del molinero,
los amigos responden a coro.
El molino retoma la apariencia de una
real factoría en pleno trabajo)


TODOS
¡Gira, gira, rueda en redondo!
El agua llega pasa y se va.
¡Así es como el viejo mundo
gira y nunca se detiene!
¡Todo en su camino
,
como un torbellino
, huye.
Así como lo hace el destino del hombre:
sin meta
, en su eterno camino.
 
(El molino se inunda
de soldados
franceses y de policías alemanes que
dan paso a un hombre cubierto con una
gran capa
. Es Otto, el plenipotenciario

de Napoleón en Múnich, que hace una
seña al jefe de la policía para que
ejecute

las órdenes recibidas, mientras él  
permanece siniestramente silencioso)

JEFE DE POLICÍA
(a Worms)
¿Franz Gottlieb?

WORMS
Murió, ahora yo soy el propietario.

JEFE DE POLICÍA
¡Bien! ¡Bien!...

(da órdenes para que rodeen el molino)

¡
Vigilad por ahí!

(Entonces, sacando
un pequeño trozo
de papel de su cuaderno, lo examina
atentamente, mirando a su alrededor.
De repente, perturbado por el canto de
los estudiantes, ordena callar)


¡Silencio!

(El silencio se hace profundo. El Jefe de Policía

continúa examinando el documento y luego
vuelve a Worms.)

JEFE DE POLICÍA
¿Dónde se esconde Gian Filippo Palm?...

WORMS
¿Y quién es él?...
¡No lo conozco!

JEFE DE POLICÍA
¡Bien! ¡Bien!

(en medio del terror y la sorpresa de
todos, con gran seguridad, examina de
nuevo el folleto, se acerc
ándose a la

cabaña de la vieja Lene)

¿Es
ésta la vivienda de Lene Armuth?...

(nadie le responde. Worms, lívido, mira
convulsionado. El Jefe de Policía se
dirige a la vieja Lene que está sentada
afuera hilando)


¡Tú eres Lene Armuth!...

(Lene intenta responder, pero el Jefe
de Policía no la escucha

interrumpiéndola con su monótono)

¡Bien! ¡Bien!

(Siempre siguiendo las indicaciones de
su folio con órdenes escritas, dice a los
policías, rápido y concretamente)


¡Entr
ad! ¡Hay una puerta trampa! ¡Bajad!
¡Allí hay un hombre!...

(Los policías entran. Se oye un grito
ahogado, de la esposa de Palm.


LENE
¡Dios misericordioso!...

(Federico hace un gesto como para

abalanzarse, pero Worms lo agarra y
lo obliga a permanecer quieto
. Los

policías regresan arrastrando a Palm)

JEFE DE POLICÍA
(a un policía)
¿Reconoces a Palm?...

UN POLICÍA
¡Lo reconozco!

PALM
Bueno, sí, ¡soy Palm!
Soy alemán, y como tal hombre libre...

JEFE DE POLICÍA
¡Terminamos!

(ordena a los policías amarrar a Palm)

WORMS
¿A dónde lo llevan? 

JEFE DE POLICÍA
¿Dónde, preguntas?
¡Al Consejo de guerra de Braunaw!

(Federico se cubre la cara con las manos,

tartamudeando, aterrorizado: dice "¡a la
muerte!". Esposa e hijos abrazan a Palm,
pero los policías los separan. Palm es
llevado fuera. Una muchacha logra
meterse entre los policías y se aferra a
Palm. ¡Es Jane, la compañera de sus
lecturas! Palm la abraza y, entre besos,
se las arregla para murmurar algunas
rápidas palabras)

PALM
¿Puedes repetir
, ahora que me marcho,
la canción que hemos aprendido?
A mi regreso te traeré...

(al oído de Jane)

lindas muñecas... reyes... príncipes...

JANE
(después de algunas dudas)
¡Sí!...

JEFE DE POLICÍA
(ante una señal de Otto)
¡Vamos, que termine de una vez!

PALM
¡Estoy listo!...

JEFE DE POLICÍA
(Saca una bolsa de dinero
y se la da a un oficial)

Esto es para Jebbel Armuth...

(el oficial inmóvil y desdeñoso
la rechaza con un breve gesto)

¡Bien! ¡Bien!

(murmura para sí y se guarda la bolsa
en el bolsillo, haciendo una sonrisa
escéptica
al desdeñoso oficial francés.
Otto, todavía inmóvil, hace con su
cabeza un gesto al Jefe de Policía y
parte acompañado por el oficial.
Palm, esposado, rodeado de policías y
seguido por los soldados y el Jefe de
Policía, se dirige hacia el bosque
.
Llegando allí, de repente se detiene y
lanza una última mirada al molino.
Es su último saludo a la vida
.
A continuación, una pequeña voz se
oye en el silencio y repite el primer verso
de
l Wilde Jagd de Körner y Weber.
Es Jane, que saluda a John Philip Palm
que marcha a la muerte. La esposa y los
hijos de Palm, que casi petrificados por
el dolor, presenciaron la partida de su
esposo y padre querido, estallan en
lágrimas y caen de arrodillas)
 



CUADRO PRIMERO


Escena única

(En un rincón de la Selva Negra, en el reino de
Wurtemberg, en la rústica cabaña de un leñador.
Federico Loewe, después de la desafortunada
campaña de 1806, se refugió y ocultó
allí con su

madre, una anciana enferma, y las dos hermanas
Ricke y Jane. Napoleón puso fuera de la ley a
todos los voluntarios que hicieron la campaña
bajo las órdenes de Luis A. G Lützow y Freikorps
Schill. Carlo Worms ha desaparecido: perdido en
Saalfeld, Crisogono, sin su jefe, descubrió el refugio
de Federico y permanece, con su buena sonrisa,
junto a él, recordando a su ex jefe, sin duda muerto.
Alemania ha perdido el reino de Westfalia y menos
libertad. Es abril. Desde la ventana abierta entran
a la cabaña todos los efluvios primaverales, todas
las caricias de la foresta, de la Selva Negra. La Sra.
Hedvige está sentada junto a la ventana,
Federico y Ricke están cerca de ella. La pequeña
Jane persigue mariposas en el bosque: por
momentos se la ve aparecer y desaparecer detrás de
los árboles. Sentado afuera de la puerta, Crisogono
prepara enormes boquillas para su pipa con ramas

gruesas y rectas de cerezo; lleva las gafas sobre
la nariz y sigue vistiendo sus prendas de estudiante
a pesar de los malos tiempos que corren  y a pesar
de Napoleón I)

LA SEÑORA HEDVIGE
¿Y el leñador Peters?

FEDERICO
Todavía está en lo del Pastor.

LA SEÑORA HEDVIGE
¡Es tarde!

RICKE
¡Queda muy lejos!

LA SEÑORA HEDVIGE
(hace un gesto a Federico y Ricke para
que se acerquen a ella y toma sus manos

acariciándolas con dulzura y con
el tono
de la felicidad más profunda, susurra)
¡Unidos por fin!... ¡Oh hijos, soy feliz!...

CRISOGONO
(fuera
, en la puerta, bosteza)
¡Estragos! ¡Exterminio! ¡Rayos!...
¡Estoy aburrido!

(a Federico, que se acerca a la puerta,
mostrándole una enorme boquilla para
la pipa)


¡Aquí la tienes!

FEDERICO
¡Una gran pipa!

CRISOGONO
¡Conmemorativa!

FEDERICO
¿De qué?

CRISOGONO
(suspirando)
¡De mi pobre superior!...

FEDERICO
¿Murió?...

(agitando su cabeza)

¡
No lo creo!...

CRISOGONO
(convencido)
¡Murió!... ¡Murió!...

(Federico vuelve a entrar moviendo
incrédulo su cabeza, no queriendo
rebatir la afirmación de Crisogono
.
Algunas muchachas aparecen por el
camino
con flores. Crisogono da un

grito de alegría y va hacia ellas)

LEÑADORAS
¡Aquí estamos!

CRISOGONO
¡Bravo!

LEÑADORAS
Nos hemos retrasado...

CRISOGONO
(Interrumpiéndolas)
¡Poniéndo
os coquetas!

LEÑADORAS
¿Nosotras? ¡No!
¡Dos pinceladas y listo!

CRISOGONO
Suavizar la piel
para embellecerse...
¡
Eso requiere tiempo, leñadoras!

LEÑADORAS
¿
Nosotras, coquetas?

CRISOGONO
¡Un poco!

LEÑADORAS
¿
Eso crees? ¡Quizás!
Por supuesto
que se requiere más tiempo
en
los días de fiesta. ¡El vestido largo!...
¡Las cintas!... ¡El corsé!... ¡Las calzas!...
¡Las sayas!...
¡Hacer las trenzas lleva mucho tiempo!...
Y no para empolvarnos, señor, la piel...

CRISOGONO
(viéndolas
excitadas, toma más impulso)
¡Maravillosa
mente encendidas!

(con galantería)

Os habéis ofendido...

LEÑADORAS
(riendo)
¡No
, no estamos ofendidas!

CRISOGONO
Entonces
... ¿paz?
 
(extiende su mano hacia una
leñadora
que le da la espalda)

¿No quieres?

LEÑADORA
¡No!...

CRISOGONO
¡
Tienes el corazón duro!
¡Por favor!...

(El tono cómico de Crisogono desarma
a la leñadora que ríe y le da la mano)


¡Brava!

(Las leñadoras entran a saludar
a la señora Hedvige y a Ricke.
Cris
ogono las mira mientras se
alejan)

CRISOGONO
¡Oh, gran madre naturaleza,
qué cuerpos
tan gloriosos formas
en la penumbra del bosque!

(suspirando)

Entonces
¿para qué el vestido inútil?

(se sienta y continúa trabajando con
sus pipas
. Jane regresa y sorprende a
Ricke sola. Sus ojos están enrojecidos,
está agitada. Las leñadoras entran con
Federico en la cámara nupcial para
decorarla con profusión de lazos y
flores)

JANE
(acercándose a Ricke)
¡Mi
pequeña hermana que oficia de madre
tiene los ojos rojos, muy rojos, rojos por el llanto
.
La pequeña hermana que oficia de mi madre
tiene los ojos enrojecidos y no sé por qué.
Le digo: "¡
sonríe, el día es santo! ¡Ríete, mamita!
Pero es inútil, siempre el llanto,
siempre tiene los ojos rojos
y no sé por qué.

RICKE
Tu pequeña hermana que oficia
de madre
tiene grandes penas como ni
te imaginas.
Ella es feliz,
pero sin embargo llora mucho.
La pequeña hermana que oficia de madre.
No, no preguntes, Jane, por
qué mis ojos
están rojos en
el día santo.
Con un beso enjuga mis lágrimas
y no preguntes cuál es la causa de mi pena.

CRISOGONO
(Viendo de repente que el leñador
Peters avanza por el camino, entra
en la casa y lo anuncia)

¡Allí viene Peters, Federico!

(Federico y las leñadoras salen
de la cámara nupcial)

LA SEÑORA HEDVIGE
¡Por fin!

(El leñador Peters
aparece por el
camino
. Precede a un personaje de
vestimenta severa y formas serias
.
Se trata de un ministro presbiteriano).


PETERS
(abre respetuosamente la puerta de la
casa y se aparta para dar paso al pastor)

¡Entre
pastor!

FEDERICO
(cuando el ministro aparece, va
a su encuentro con gran respeto)
En estos tristes días
aventurarse es una cortesía.

STAPPS
Es
mi deber.

FEDERICO
(señalando a la Sra. Hedvige)
M
i madre está enferma, y su presencia
es cuanto deseo, es como un augurio feliz.

STAPPS
(viendo el uniforme universitario
usado por Crisogono)
¿Eres un estudiante?

CRISOGONO
(orgullos
o)
¡Muy estudiante!

STAPPS
Tengo un hijo que también es estudiante,
como tú.
Mi nombre es Stapps.

(Federico le estrecha la mano con
efusión, Crisogono se quita la gorra y
saluda al modo universitario.
Ricke acerca una silla y hace sentar al
pastor a lado de la Sra. Hedvige.
El
pastor, pregunta con gran sencillez)

STAPPS
¿Qué puedo hacer entonces?

FEDERICO
Como muchos refugiados
hu
í de la amarga servidumbre
y de una suerte funesta
.
En esta triste paz,
escondido hace tiempo
,
en este refugio salvaje
vivo del bosque.
¡Invoqué primero la muerte!
¡
Sentía infinita la vergüenza
y eterna la desolación!...
Pero dos besos, dos caricias,
me hicieron volver a amar la vida.

(señala a su madre y a Ricke)

¡Aquí amo
y vivo!
¡La vida es toda primavera
y el futuro avanza!
¡Brota
por todos lados el bosque!
¡En cada rama recién brotada
reverdece una esperanza!
¡No más dudas o angustias!
¡Todo el pasado es
olvidado!
¡Bendigo la vida!

(y abrazando a Ricke, le dice al pastor)

¡Cumpla usted su cometido!
Una nuestro destino ante la presencia de Dios.

STAPPS
¡Puedo hacerlo y lo haré!... ¿Los Testigos?...

(Federico presenta a Crisogono y Peters como sus

testigos. El pastor se sienta a la mesa y escribe los
nombres de los testigos y de la señora Hedvige. Dos
jóvenes leñadoras se separan de sus compañeras y
se sitúan al lado de Ricke)

CRISOGONO
(aparte
, a Federico)
Por centésima vez
salgo de testigo
.
Es cierto que un matrimonio
no es un duelo;
pero tú
confía en mí.
La regla está clara:
¡en guardia y atacar de inmediato!...
 
(Stapps ha terminado de escribir
. Federico y

Crisogono se le acercan. Las leñadoras
regresan tras haber acondicionado las
habitaciones. Las flores sobre la mesa semejan
un altar. Jane se sitúa entre la señora Hedvige
y la mesa y observa con curiosidad. Federico,  
llama a Ricke junto a él, y se sitúa frente a Stapps
con el brazo de Ricke sobre el suyo. Crisogono y
Peters se ponen al lado de Federico; las dos
leñadoras del lado de Ricke. Del otro lado de la
mesa, Stapps, de pie, lee con fervor la Biblia. Los
otros presentes se arrodillan y rezan quedamente)

STAPPS
(De repente cierra la Biblia y, como inspirado,
levanta los ojos al cielo, con las manos extendidas)
No del Libro de los Libros, sino del corazón
para inspirarme, a Ti
, Señor, elevo mi oración.
¿Esta fiesta de amor a la que me han convocado
es acaso un vaticinio?... Los altares violados;
la lucha desesperada; en todas partes odio
;
las banderas extranjeras en nuestros muros
y aquí
, en el humilde paisaje verde,
el gran misterio de la humanidad,
el símbolo de la patria: ¡la familia!
¡Sí; como un divino vaticinio está aquí el amor!
Donde se ama y se cree, ¡está la victoria!

(a los dos cónyuges)

¡Tal es el pensamiento de Dios!...

(en medio de una emoción indescriptible,
el pastor dice solemnemente)


¡Ya
sois esposos!

LA SEÑORA HEDVIGE
(conmovida)
¡Se
d felices, hijos míos!

(Ricke
apoya su cabeza, sollozando,
sobre el pecho de Federico)


STAPPS
(dirigiéndose a la salida)
¡Adiós!
Debo regresar.

LA SEÑORA HEDVIGE
(a Stapps)
¡Dios l
e bendiga!

STAPPS
(dirigiéndose a los cónyuges)
¡Se
d felices, mis nuevos amigos!

RICKE, FEDERICO
(acompañan a Stapps hasta la puerta
)
¡Adiós!

(Stapps
sale acompañado de Peters. Las
leñadoras se despiden de la señora Hedvige
y de los recién casados y salen. Federico da
el brazo a su madre y junto con Jane la ayuda
a regresar a su habitación. Ricke abraza a la
señora Hedvige y va a cerrar la ventana, pero
se apoya en ella y mira tristemente hacia el
bosque. Crisogono entra en su habitación.
Anochece. Federico regresa y casi de inmediato 

aparece Crisogono ataviado como para un viaje)

FEDERICO
¿Qué estás haciendo?

CRISOGONO
¡Me marcho lejos!

FEDERICO
¿Nos abandonas?

CRISOGONO
Sí.
¡Antes era
inmaduro, gordo, piadoso, libre!
¡Ahora parezco una bolsa de tabaco
y doy lástima!
¡Muero de nostalgia por la universidad!...
Así
pues... ¡levanto el vuelo!

Al ver a Ricke, corre para estrechar su mano,
¡se emociona! El apretón de manos es terrible)

Loewe... tú, Ricke, adiós,
¡y que así sea!...

(En vano Federico trata de retenerlo,

Crisogono sale tomando el camino del
bosque. Se le oye entonar el Gaudeamus
igitur, que se va perdiendo a lo lejos)

FEDERICO
(apasionadamente
, a Ricke)
¡Ah, finalmente mía!...

(Ricke, en esta hora sublime, se olvida
del pasado y
se abandona embriagada)


¡Ah
, ven aquí,
pon tus blancos brazos
alrededor de mi cuello!
¡Tu cabeza así
muy cerca de la mía!
¡
Aquí, junto a mi corazón!

RICKE
(con voz
baja)
¡Siempre así!

(cierra los ojos con
la cabeza
reclinada en el pecho de Federico)

FEDERICO
No, no cierres tus hermosos ojos,
tan celestes como un lago,
luminosos como la luna,
como estrellas misteriosas.
No, no cierres el resplandor
de tus grandes pupilas.
Deja que bese las centellas
de la luz del amor.


(Pero al levantar la cara de Ricke, se

sorprende al ver sus ojos con lágrimas)

¿Estás llorando? ¿Estás llorando?

RICKE
(tartamudea pálida y confundida)
Si. Tiemblo ante la amenaza
de una oculta desgracia
,
de un temido dolor
.
Mi alma siente miedo.
Pero mi cara, besada,
siente los besos

del amor y del deseo
muy alejados del llanto.
¿Es mi infancia
transcurrida en el dolor
,
la que me niega la emoción
de ser amada?
¡Estás aquí!... ¡Mío!... ¡Siempre!... ¡Mío!
Nuestros corazones,

nuestras almas y bocas susurran
¡
siempre!
Venciendo al deseo,
escucho una voz
que
me dice entre
burlona y amenazadora:
¡Siempre...
Ricke desdichada!


FEDERICO
(le susurra con profunda dulzura, temblando)
Ese miedo extraño
está en tu persona;
es el rubor divino
de una amante que se da a sí misma;
¡es el gran misterio humano
que une a las parejas

en el deseo, el amor y el pudor!
¡El
amor, Ricke, es Dios! 

RICKE
(reanimándose ante el nombre de Dios)
¡Sí! ¡Sí! ¡El amor es Dios!
¡Y ese santo nombre penetra en mi corazón
y enjuga las lágrimas de mis ojos!

(abrazándose fuertemente a él)

¿El amor es fidelidad?...

FEDERICO
¡Fidelidad!

RICKE
¿Eterna?

FEDERICO
¡Infinita!

RICKE
¿Y el corazón que ama cree...

FEDERICO
(Interrumpiendo)
¡Y ama más allá de la vida!...

RICKE
(aferrándose a él)
Entonces, ¿
crees en mis ojos?...

FEDERICO
¡Ojos bellos! ¡Ellos no mienten!...

RICKE
¿Ves dentro de ellos mi amor?...

FEDERICO
(agarrando su rostro con ambas manos
y cubriéndole los ojos con besos)

¡
En tus ojos lo beso!

RICKE
(exaltada)
¡Sí!... ¡Sí!... ¡Besa mis ojos,
amante dulcísimo!
¡Tus brazos me
apasionan!
¡Ahora vivo, siento y palpito!
¡Bésame, bésame!       (bis)

FEDERICO
¡
Dame tu boca!
¡
Dos almas unidas por besos!
¡Sí!... ¡Vivamos!...

¡Vive silenciosa en el misterio del suspiro!
¡Bésame, bésame!  (bis)

(Ya las anhelantes bocas están unidas
en un beso largo y supremo mientras

las sombras de la noche envuelven
a los dos amantes, cuando de repente
por el camino del
bosque surge una voz
que susurra los primeros versos de la
canción de Weber, "Wilde Jagd
")

FEDERICO
(escucha e invadido por una

alegría desbordante, grita)
¡Es Worms! ¡Es Worms!...

(entra al dormitorio, saca la lámpara
encendida por las leñadoras y sale
corriendo.
Ricke se aferra la cortina que
divide el dormitorio de la habitación
donde ella está, lívida y destrozada.
Federico aparece sosteniendo a Worms,
quien cae exhausto en una silla.
Federico lo mira atónito: Worms está
delgado, quebrado, envejecido)

WORMS
¿Por qué me miras así?
Estoy cambiado...
¿verdad?

FEDERICO
¡Sí!...

WORMS
Parezco...

FEDERICO
¡Una sombra!...

WORMS
¡Un muerto!

(sonríe tristemente)

¡Soy un resucitado!
Herido, prisionero, quise huir
para no morir entre rejas, sino en batalla
.
¡Fingí estar muerto y fui arrojado
a una fosa común!
Allí vi morir el día
y llegar la noche.
Conté lenta, lenta, lentamente las horas,
y a medianoche, como un fantasma
,
salté fuera y corrí campo a través.
Sentí los disparos
de las armas de fuego;
sentí el agudo mordisco de la herida.
¡Pero mi deseo me transformó en gigante
y pudo más que el dolor!...
Entonces... ¿Y entonces?...

(Se levanta, se reanima poco a
poco, se conmueve y exalta)

Tan pronto
pisé
el suelo sagrado de la libertad
un dulce llanto bó mi rostro.
"¡Llora! Me dije a mí mismo
,
¡estas son lágrimas que no duelen!»
“¡Por la Santa Alemania
 
puedes morir de nuevo!"
Y en el suelo, de rodillas,
besé mis lágrimas, bendije mis ojos,
y ateo ¡adoré a Dios!
 
(Ricke, todavía inmóvil, lívida, medio
escondida entre los pliegues de la
cortina, escucha, pero no hay ninguna
manifestación de piedad en su rostro)

WORMS
¡Así escapé! ¡Soy libre!
¡Pero mi país está invadido!...
¡Policías!... ¡Espías!
A pesar de ello me sostiene la fe y el ideal
...

FEDERICO
(Adivina el pensamiento de Worms
y él también exclama exaltado)
¡El Tugendbund!

WORMS
Sí, Loewe, ¡la epopeya!

(vencido por un repentino agotamiento,
se deja caer nuevamente en la silla)

¡Ahora
, sólo tengo el imperioso deseo
de descansar sobre una almohada amiga!
¡Nuevamente escuchar palabras amables
sobre recuerdos antiguos
!
¡Creer en un futuro!

FEDERICO
(con todo el impulso

de afecto y alegría)
Llegas
en una hora feliz, alegre...
¡Hoy es un día de bodas!
¡Y Ricke es mi esposa!
¡Tu hogar es
éste! ¡Aquí puedes descansar!

(señala a Ricke
. Ante las palabras de Federico,
Ricke avanza lenta, rígida como una estatua y
Worms se encuentra repentinamente ante la

muchacha aterrado. La mirada de Ricke es
tan implacable como su silencio. Federico
interpreta este silencio terrible como fruto de la
profunda piedad de su mujer. Worms se tambalea
como vencido por la debilidad, cae de rodillas,
pero se levanta nuevamente, diciendo
)

WORMS
Vamos...
¡seguiré mi camino!

FEDERICO
(sorprendido, quiere
retener al amigo)
¿Te vas? ¿Cansado y con el corazón roto?
¿Quieres irte?

WORMS
¡Destino justo y santo!

FEDERICO
¿Y no recobrarás el aliento?...

(Federico invita a Ricke a que
lo ayude a retener a Worms)

Ricke... 

WORMS
Se me hace tarde... ¡Adiós!

(Federico quiere insistir,

pero Ricke lo interrumpe)

RICKE
(con cruel frialdad,
a Worms)
¡Adiós!

FEDERICO
El cielo está oscuro y el camino poco transitable
.
¡Es noche cerrada!...

WORMS
¡Adiós!

(a Federico)

¡Justo y santo es el deber que me impulsa!

(con voz de suprema plegaria)

¡S
ólo reabastece mi bolsa vacía!

(Ricke, al principio está indecisa, luego
toma la bolsa y va a llenarla de comida)


FEDERICO
¡No me abandonarás!

WORMS
(con resolución)
¡Debo hacerlo!

FEDERICO
¡No!

WORMS
(misteriosamente susurra)
El Tugendbund lo ordena. ¡Volveré!

(aprovecha la ausencia de Ricke
para entregarle una carta a Federico)

¡Lee!

(Federico toma la carta y da un grito de
alegría que reprime inmediatamente)


FEDERICO
¿Para mí? ¿De uno de los jefes?...

WORMS
¡Sí!
¡En Koenigsberg! ¡Te espero! ¡No faltes!

FEDERICO
¡Allí estaré! ¡Lo juro! ¡Adiós!

WORMS
(viendo a Ricke regresar)
¡Silencio!

(Toma la bolsa de comida de las

manos de Ricke y se marcha)

FEDERICO
(Viendo desde la ventana el amenazante

cielo, intenta aún retener a Worms)
¡El cielo
amenaza lluvia! ¡Ya truena!
¡Quédate!

WORMS
¡Adiós!

FEDERICO
¡Ah, deja que al menos te indique el camino!

(
Worms y Federico marchan por el
camino y desaparecen en el bosque.
A lo lejos truena, sin embargo, la luna
se muestra y entra en la gran sala donde
Ricke se ha quedado inmóvil, impactada
por la aparición del hombre a quien su
pensamiento ya se había acostumbrado a
creerlo muerto. Una profunda e inmensa
desesperación la invade.)

RICKE
(se arrodilla, reza fervientemente, luego

deja de orar y se pone de pie, con los
brazos extendidos hacia el cielo y en
gesto de imprecación, grita)
¡No eres bueno, oh Dios! ¡No eres justo!

(mira a su alrededor, todo la aterroriza
y toda la angustia de su alma estalla
en lágrimas y lamentos)


¡Al
deseo ardiente
ya renacía mi corazón!
¡El pasado
era un olvido
y el futuro amor!
¡En mis cabellos
todavía
siento sus queridos dedos!
¡Los labios aún desfloran
el beso de la vida!
En la infinita
embriaguez
del momento divino
gritaba, "¡Vivo por fin!
¡He vencido a mi destino!"
¡Pero en cambio
, ha llegado el final!
¡Pero en cambio
, ha llegado la muerte!

¿Qué voy a hacer?... ¡Mentir!...

(Resuelta)

¡No! ¡Huir!
¡Destino, te obedezco!...

(se sienta a la mesa, escribe una nota  
rápidamente y se levanta exclamando)


¡Ya está hecho! ¡Ya está hecho!


(mira por la ventana, el cielo está
cubierto de nubes
, truenos, relámpagos)

El cielo se ha oscurecido. ¡Allá Ricke, en el
bosque, esconde tu desgracia para siempre!...


(entra en la cámara nupcial y mira emocionada,
luego se inclina para besar la almohada de la
cama; toma una flor que oculta en su pecho;
se detiene para escuchar hacia el
bosque. Se

cubre con un abrigo, pone la lámpara junto a
la carta y dirigiéndose a todas las cosas que
abandona, grita)

¡Oh, cosas queridas
; oh, amados objetos, adiós!

(Sale y apenas tiene tiempo para esconderse tr
as
de un árbol, porque Federico regresa y pasa a su
lado al entrar a la casa. Ricke se interna en la
oscuridad del bosque donde desaparece entre la
luz de los rayos y los amenazantes truenos).

FEDERICO
¡Quiso marcharse!... ¡Ni la amenaza
del huracán, ni mis ruegos,
ni el largo camino lograron hacerlo desistir!

(mira alrededor buscando a Ricke)

¿Ricke?

(entra al dormitorio, mira, está vacío)

¡Ah! ¡Con mi madre!...

(la tormenta estalla violentamente,
la ventana todavía está abierta)


¿La ventana sigue abierta?
 

(va y apenas logra cerrarla por
la gran violencia del viento)


¡El huracán ha estallado!

(De hecho, el huracán estalla con toda su
furia. Federico se acerca a la mesa donde
está la lámpara y donde Ricke ha colocado
la carta para que sea vista de inmediato)

¡Es de mi Ricke! ¿Me ha escrito?

(y lejos de cualquier sospecha, incluso
interpretando esa carta como una
fantasía de amor de la muchacha en su
primera noche nupcial, toma la carta,
pero tan pronto como la abre la deja
escapar de sus manos)


¡Dios! ¡Ha huido!

(se agacha, recoge la carta
y confusamente la lee)

"Compadéceme! ..."

(sorprendida)

¡Compadecerla!... ¿Por qué?...

(vuelve a leer)

«Para ti, para mamá y... para todos...
¡he muerto!...
Compadéceme y perdóname...
¡porque te amo!

(permanece como golpeado por un rayo,
luego corre como un loco para subir al
dormitorio de su madre, pero cambia de
idea, luego se dirige a la alcoba nupcial
y, temeroso, deja caer las cortinas.
El

huracán se vuelve cada vez más violento)

¡
Un feroz huracán
estalla y ruge furioso dentro de mi alma!...
¡Mi cerebro no es capaz de razonar!

(
grita como un loco)

¿Por qué? ¿Por qué? ¿Por qué?...

FEDERICO
(con pasión angustiada)
¡Ya sobre mi pecho
la abrazaba!...
¡Totalmente mía!...

¡sobre mi boca su deseada boca se deshacía!...

(rememora que en aquel momento la voz
de Worms interrumpió la dulce hora)

¡Worms!... ¡Worms que canta!...
¿
Por qué tiemblo?

(el huracán está en su apogeo. Federico
camina atormentado y agitado por
terribles sospechas)

¿Cu
ándo?...
...¿Dónde?...

(recapacitando)

En el molino... ¿Yo? ... ¡Lejos!
¡Con Giorgio!... ¿Y Ricke?... ¡Allí!...
¡Worms mandaba!...

(hace un gesto de horror, como para ahuyentar

la horrible sospecha. El huracán arrecia más: un
rayo cae cerca de la casa. Una voz débil y asustada
llama desesperadamente)

JANE
¡Ricke!

FEDERICO
¡La pequeña!

(Jane entra corriendo y llorando
)

JANE
¡Ricke, tengo miedo!

FEDERICO
(al ver a la niña, un extraño pensamiento
lo asalta, se le acerca y
mirándola con
gran atención, le dice)
¡Ricke ha salido! Se marchó...
Se fue con... Carlo...

JANE
(mira a Federico y asustada exclama)
¿Con el maldito?

FEDERICO
(sorprendido, siempre mirando a Jane)
¿El maldito?...

JANE
¡El hombre del molino!

FEDERICO
¡El Maldito!... Dime,
¿por qué tal apelativo?

JANE
Ricke lo llamó: ¡el maldito!...

(luego agrega)

¡Ricke lloró mucho!

FEDERICO
(insinuante)
¡Oh, mi pequeña,
busca tu recuerdo más profundo!...

(Se sienta, atrayendo a Jane hacia él y
la escucha con angustiada atención)

JANE
Siempre lloraba,
y se preguntaba:
¿Por qué?... Callaba.
Y también lloraba.

FEDERICO
Entonces
¿siempre lloraba?

JANE
Ya no compartía mis juegos,
estaba
con la mirada perdida.

FEDERICO
(insistiendo)
Di...

JANE
Creyendo que estaba sola
,
un día, sentada,
la oí decir con lágrimas en los ojos:
Soy una perdida!"

FEDERICO
(levantándose de golpe)
¿Perdida?

JANE
Y la oía decir frecuentemente,
sombría y absorta, entre lamentos:
"¡Ah, ojalá estuviera muerta!"

FEDERICO
(con violenta agitación)
¿Y todavía, todavía mi alma
permanece en la oscuridad
?

(con ímpetu)

¡Oh mi vida está acabada!
¡Para mí todo es desolación!
¡Mi vida ha terminado!
¡Todo es dolor para mí!

(con terrible resolución)

¡Vamos, corazón mío,
no llores y no te envilezcas!
¡No más dolor! ¡Odio, y no piedad!


(medita y exclama con salvaje ferocidad)

¡En Koenigsberg! Voy a golpearlo en todo
:
en el honor
, en la gloria,  en la patria
y en todo... ¡todo... todo!

(El huracán se ha calmado, el cielo está

sereno, la luna reaparece iluminando el
bosque y penetrando a través de la
ventana. Jane se acerca a Federico 
y quiere llevarlo junto a la ventana.)

JANE
Ya se ve la luna llena
...
¡Ya aclara!
¡Alumbra
el regreso de Ricke! ¡Ven aquí!
Esperamos que con el día regrese
¡Volverá! (bis)

(Federico, conmovido, con el corazón roto, se

sienta junto a la ventana, sostiene a Jane entre
sus brazos, le acaricia la cabeza y luego estalla
en un prolongado llanto)

 

CUADRO SEGUNDO


Escena
Única

(En Koenigsberg. En el sótano de la sociedad
Secreta «Louisebund» –fraternidad estudiantil-

que es una ramificación del Tugendbund. Una

mesa rústica con algunos bancos y taburetes.  
En la pared diversos carteles y decretos y el

bando del ostracismo de la sociedad secreta.
Un armario repleto de espadas y otras armas
para defenderse en caso de sorpresa. Las

paredes están cubiertas con inscripciones y
dibujos: banderas, bustos de muertos,
mártires, héroes, fechas etc... En lo alto, en
negro, está escrita la fecha de la primera
confederación: El reino de Westfalia está
pintado dentro de un círculo que cuelga de
una horca; en cambio, los nombres de
Wolkensdorff y Schill están dentro de una
aureola rodeada de una bizarra corona de
laureles. Sobre el valor simbólico hay poco
que decir, pero en cuanto al valor artístico
se entiende que todas las inscripciones de la
pared son obra particular de Crisogono, que
actúa como secretario, vendedor, ujier,
portero y ... ¡pregonero!. Carlo Worms escribe.
Por todos lados se eleva un susurro difuso
que gradualmente se vuelve cada vez más claro.
Es el nombre de "Alemania" repetido como
contraseña por los conjurados de la "Louisebund")

CRISOGONO
(entra apresuradamente desde el fondo
trayendo una capa y una máscara que
le entrega a Worms)

Señor, tu capa y tu máscara.
Ya los "Hermanos" llegan a la conferencia.
Triunfalmente gritan todos los corazones
la contraseña: "¡Alemania!"...

¿Oyes?...

VOCES
¡Alemania!

CRISOGONO
Ahora sí que el alma se exalta
ante ese santo nombre
Al igual que el himno de Schill y Colberg:
"Somos antiguos prusianos..."

WORMS
(Interrumpiéndolo)
¿Y de Federico se sabe algo?

CRISOGONO
Nada...

WORMS
¿Uno de los jefes del Tugendbund
estará ausente?...

CRISOGONO
(levanta los hombros disgustado)
¡El amor!...

(se enmascara y se cubre con su capa
majestuosa e imponentemente
. Poco a poco
el amplio subterráneo se llena de adeptos
.
Personas extrañas y diversas entran por los
diferentes corredores.
Algunos cruzan hasta
el pilar y leen los edictos publicados; otros
se pasean; muchos se reconocen bajo
las

máscaras y se saludan en silencio con rápidos
y fuertes apretones de manos y hablando muy
bajo; hay también algunos sin máscaras y son
en su mayoría los nuevos reclutas, también
estudiantes demasiado orgullosos de
ser parte

de la Louisebund como para enmascararse. 
En la mesa, ya están ubicados algunos
líderes y varios representantes de otras

sociedades secretas del sur de Alemania, y entre
estos, están Worms, el Dr. Jahn, el barón
De Nozis y el profesor Lang. Una de las sillas de
los líderes permanece vacía.
Por los corredores

continúan entrando miembros. Son amigos,
hermanos, adeptos de 1° y 2° grado, representantes,
corresponsales, emisarios, nuevos afiliados. Los
hay de todas las clases, todas las modas y todas las
edades. Ricos y pobres, soldados y burgueses,
profesores y estudiantes, oficiales y
simples soldados, padre e hijos
)


CRISOGONO
(con
voz potente)
¡Los nuevos bautismos!
 
(algunos miembros enmascarados
traen a nuevos miembros ante
el jefe)

WORMS
¡Nombre!

(los miembros presentan sus nuevos
adeptos. Crisogono dice sus nombres y
Worms los
inscribe en el gran libro)


CRISOGONO
Whilelm Alcalde de Tubinga.
Fritz Faner de Zamosc.
Oldermütz de Torgan.
Freidlitz de Coblenz.
Remy de Wittemberg.
Johannes Hans de Mainz.
Zahn de Núremberg.

WORMS
(a los nuevos adeptos)
¿
Conocéis las reglas?

ADEPTOS
¡!

WORMS
¿
Y queréis seguirlas?

ADEPTOS
¡!

WORMS
¿
Seréis activos?

ADEPTOS
¡!

WORMS
¿
Sabréis morir?

ADEPTOS
¡!

WORMS
¿Vuestra religión?

ADEPTOS
¡Alemania!

WORMS
¿Vuestra madre?

ADEPTOS
¡Alemania!

WORMS
¿Vuestr
a novia?

ADEPTOS
¡Alemania!

WORMS
¿Qué v
ais a hacer por ella?

ADEPTOS
¡Todo lo que
sea necesario!
 
(Worms indica a los adeptos que tomen
lugar
entre los «Hermanos». Crisogono va a fijar
sobre el pilar los nuevos bandos y edictos
donde todavía están los anteriores, como
por ejemplo el que prohibía arrojar al fuego el
retrato del Ministro Christian von Haugwitz
dado que éste había osado congratularse con
Napoleón después de la victoria de Austerlitz; y
el odio nacional desatado contra los ministros
Lombard y Beyme por haber públicamente
exclamado: "Alemania ahora puede
salir a
subasta." De los nuevos avisos algunos son
retrospectivos e incluyen, aunque tardíamente
,
reproches a los libreros Moltrecht de Lipsia y
Perthe de Hamburgo y a los comerciantes de
modas Schemlin y Parf por su excesiva

coquetería con los oficiales franceses.)

WORMS
(de pie
, en el sitio presidencial, los
otros líderes permanecen sentados)

¡Silencio
! Y ahora escuchad...
¡Napoleón ya se acerca al fatal final
que aguarda a todos los tiranos!...
¡Todos los pueblos por él y contra él
abren sus almas a la conciencia!
La redención es el sueño
al que
se adhiere el mundo entero
y su supremo beso fraterno es: ¡La Santa Alianza!
¡El rico da su oro
; y el pobre su sangre;
y el rey su palabra y su empuje!

(un estremecimiento entusiasta
invade
y exalta a todos los presentes)


LOS HERMANOS
¡Moriremos por el rey!...
¡Moriremos por la patria! ¡La vida! ¡Los hijos!!
¡
Sufriremos angustia y dolor!

WORMS
¡El "Tugendbund" es un altar y un tribunal!
¡Aquí
acuden tanto los mártires como los culpables!

(a Crisogono)


¡
Que entre el acusado!

(a los «hermanos»)


¡Juz
gad vosotros!

(El
acusado es introducido por Crisogono:
es un joven pálido, con los ojos llenos de
lágrimas
. Se para con la cabeza descubierta
ante los jefes.
Su extrema juventud arranca

un murmullo de dolor e indignación. Es
Jebbel, el mendigo)

LOS HERMANOS
¡Oh, la vil existencia! ¡Oh
, juventud cobarde!
¡Triste y vencida conciencia
a la que la culpa oprime!

(ante una señal de Worms, todos
hacen silencio y Jebbel habla)


JEBBEL
(con angustia)
¡Soy Jebbel!... ¡Jebbel, el mendigo!...
¡Traicioné a Palm!...
Por oro.
¡Siempre
viví con remordimiento!...
Con el deseo de exclamar ante todo el mundo:
"traicioné a Palm!"...
Así que siendo tan joven
¡soy un cobarde!...
Pero por consideración a mi abuela, callé...
¡Ahora ella ha muerto!
¡Este es el oro por el que me he vendido!
¡T
omadlo!

(es el oro que el joven instintivamente nunca
tuvo el valor de gastar, el oro de Otto,
mantenido por él escondido debajo de una
piedra. Jebbel lo pone sobre la mesa de la
Presidencia y regresa poco después a su puesto
para esperar la sentencia ya con la conciencia
tranquila.
Se produce un momento de silencio.
La asamblea aún no se ha recuperado
del

asombro de esa confesión. Luego se escuchan
gritos rugientes e Implacables de: "¡Muerte!
¡Muerte! "
pero un hermano sale de entre la
multitud
. Es Lützow. Todos callan)

LÜTZOW
(a los jefes)
¡Entr
egadme a este muchacho!
 
(ocurre otro momento de silencio.
Los líderes consultan con Worms)

WORMS
(a Lützow)
¡Sea!

LÜTZOW
(
pone una mano sobre el hombro de Jebbel)
¡Te enrolo en mi tropa!

(La piadosa generosidad de
Lützow exalta a la asamblea)


LOS HERMANOS
¡Viva Guglielmo Lützow!
¡Alma grande y gran
de corazón!
¡Has sido redimido! ¡Marcha, Jebbel, a la gloria!
¡Con Lützow, acude al campo de honor!
¡Ve allí donde eternamente vive quien muere!

(Crisogono presenta a otro personaje

que sostiene en sus manos una pequeña
caja en cuya tapa está grabada una cruz.
Es el pastor Stapps. Trae el nombre de
Federico Stapps - su hijo -  que en esos
días llena el mundo de admiración por su
valiente final y está en boca de todos. La
asamblea se levanta en señal de respeto:
el silencio es profundo)

STAPPS
Era mi hijo
; nacido con el destino marcado de
una muerte heroica dentro de sus ojos azules
.
Tenía el cabello dorado como los arcángeles
y dentro del corazón la dulzura que hace tímidos
a los buenos y la fuerza del amor patriótico
que transforma
a los muchachos en héroes.

(se lo ve muy conmovido, pero logra
dominarse y reanuda su discurso)


Vio a un tirano destrozando a Alemania,
contempló llorando al mundo ensangrentado
y clamó piedad. 
Enarboló con su brazo el santo ideal

¡Murió!... ¡En Schoenbrunn!...
¡Lo vi!... ¡Era de mañana!
Quizás en el amanecer de ese día inconcluso
vio cumplirse su patriótico destino
y como un antiguo mártir murió.
 
(presenta, besándola, la caja que
contiene un pañuelo empapado en la
sangre de Federico, su hijo, y la pone
sobre la mesa, agregando)


Antes que
descendiera bajo tierra,
entre infames tumbas, yo recogí la sangre
que su corazón vertió...
¡Aquí vengo como a una sagrada catacumba
y su sangre de mártir entrego!

(Un gran susurro de compasión y
admiración acoge las palabras del
anciano)

LOS HERMANOS
Feroz ¡oh, anciano! es tu dolor,
pero es un dolor sublime y santo
.
¡
El llanto que el amor a la patria provoca
es fructífero para la gloria!

WORMS
(se levanta, corre hacia el anciano
y lo besa en la frente, invadido por un
gran entusiasmo)

¡El Tegendbund es como una catacumba!...
¡Aquí vibra
una profunda fe!

(dirigiéndose a los hermanos grita)

¡Los mártires no mueren!
Son eternos
frente al mundo y el tiempo...

(Pero de repente, en la asamblea,
truena una voz que lo interrumpe.
Es un adepto sin distintivos que, de pie,
aislado, enmascarado y envuelto en una
amplia capa
, habla excitado y al mismo
tiempo calmadamente, con los ojos
brillantes bajo los agujeros de su
máscara y se dirige a Worms)

FEDERICO
¡Oh
, viles palabras!
¡Oh
, qué falsa es esa fe!...

(
Sorpresa general. Worms se detiene y
luego
, dirigiéndose al desconocido que lo
ha interrumpido
, repite más fuerte)


WORMS
¡De a miles vendrán los héroes!

FEDERICO
(con ironía)
¿Héroes
?...

WORMS
¡Sí
, el amor a la patria absuelve!

FEDERICO
(con calma)
¡Es una lógica cobarde!

WORMS
¡Es un déspota fuera de toda ley humana!

FEDERICO
¡
E incluso el asesino lo hace!

WORMS
¡Toda arma es santa!

FEDERICO
¡No!

(y el adepto, que tomó la palabra tan
violentamente, continúa diciendo con
gran ímpetu y también con extraña
furia frente a Worms)


¡La victoria es santa y pura
para el héroe que a la muerte marcha!
¡Santa
es la espada
que al soldado hiere! 
¿Llamas a los ejércitos de la patria?...
¿Llamas a los héroes y la liberta?
¡Tú, un traidor y un asesino
que  
no ofreces otra cosa que
vileza!

(desde la asamblea, se alzan
gritos excitados a favor y en contra)

ALGUNOS
¡Silencio! ¡C
allaros!

(Worms lívido,
mira perplejo,
mientras que Crisogono grita)

CRISOGONO
¡Revela tu nombre!

OTROS
(también a gritos)
¡Habla!

WORMS
¿Quién eres?

DIPUTADOS
(se levantan e intervienen

tratando de truncar el incidente)
¡A juicio!...

WORMS
¿Quién eres?

FEDERICO
(impávido, dominando todo y a todos,
desvía sus ojos de Worms con un gesto
de supremo desprecio y se vuelve hacia
Stapps)

Sol de santa gloria brilla aquí

¡oh, padre!
Tus lágrimas son gemas que relucen
donde el corazón tiembla de compasión.


(señala al pastor Stapps y a todos los
allí reunidos las inscripciones
que cubren las paredes y agrega)


¡Pero allí miro, y una cohorte
de héroes moribundos veo!
¡A
h, nombres divinos!...
¡La cohorte pasa... y va!...
¡Mucha sangre corre detrás
de los heroicos muertos!
¡Allí, observ
ad cuántas lágrimas
de otros padres y madres caídos!...
Miro allí las lágrimas que
otros padres derramaron
y grito: ¡Allí está el ejemplo!
¡Allí está el misterio del sacrificio!

¿Y aquí?...

(Más terrible)

¡No!... ¡Ante la espléndida visión
de los héroes muertos en batalla
tu mano recoge barro
y a los héroes cobardemente se lo arroja!

 
(y
con su dedo señala a Worms,

con
un gesto de acusación)

WORMS
(arrancándose la máscara con un grito
amenazante contra el adepto)

¡Tu nombre y tu sangre!
 
(El adepto se desenmascara con calma)

CRISOGONO
(no creyendo lo que ven sus ojos)
¡
Federico!

WORMS
¿Tú?

MUCHOS
¡Federico Loewe!

(Muchos jóvenes excitados hacen

el intento de arrojarse contra él)

WORMS
(se interpone gritando)
¡Que ninguno lo toque!

(y murmura para sí
abatido y desalentado)

¡Ricke ha hablado!

(
Gran silencio. Worms se quita
la capa y la gorra y se las entrega
a Crisogono. En medio del asombro
de todos se mantiene en una actitud
humilde ante Federico Loewe.
Se hace aún más penosa la sorpresa

de todos por el modo resignado en
que habla Worms: sus palabras no
son una respuesta airada por las
ofensas recibidas, sino de gran
humildad).

WORMS
¡Que se cumpla mi destino!...

(con voz llena de dulzura a Federico)

¿Qué quieres de mí?

FEDERICO
(con ímpetu)
¡Quiero tu muerte!

WORMS
(señala el distintivo
de su chaqueta que
es el de la Legión de Lützow
«Cazadores de la muerte» y grita)

¿Mi muerte? ¡Mira!
¡Ya estoy consagrado a la muerte!


(corre hacia la multitud y atrayendo a
Körner y a Lützow hacia sí, les dice)


¡Körner, Lützow, d
ecidle que voy a morir!

FEDERICO
¡No! ¡No! No quiero que tengas una muerte
gloriosa y admirable!

(Se acerca rápidamente al
armario, toma dos espadas
y lanza una a Worms)


¡Morirás aquí! ... ¡En guardia!

(arroja su capa)

WORMS
¡No quiero!

FEDERICO
(furibundo)
¿Qué no quieres?
¿Tienes miedo?
Ah, bien eres lo que yo me esperaba...
un hombre astuto para las traiciones
y cobarde... vil... ¡vil!...

(Carlo Worms no responde, mira
tranquilo, luego lentamente se deja
caer de rodillas ante Federico Loewe
Todos esos hombres que ruegan no
conocen la cobardía e imploran ahora
contra un fratricidio ante la inminencia
de la gran batalla por la libertad.
Son Hasserodt, Lützow, Körner,
con su destino trágico y de gloria;
están además Gneisenau, Nettelbeck,
Doernberg, Bærsch,
el valiente
Scharnhorst, y el melancólico Blücher,
el violento De Stein, Glein, Villers,
Goevres, el veterano Kleist, Vogt,
Förster, Bürger, Gentz, Jacobi...
y todos ruegan).


LOS HERMANOS
¡No queremos un fratricidio entre ustedes!
¡Esa sangre derramada sería un mal presagio!
¡Él ha llorado; se ha humillado! ¡Perdónalo!

(Pero sus voces afables irritan aún más a
Federico y lo ponen más violento. Fuera de
, ante esa humildad de Worms, de repente
baja y lo golpea en pleno rostro. Con horror
todos se apartan de él: Worms se yergue, ante
el terrible insulto, siempre calmo y recoge del
suelo resignado la espada que Federico le
ha lanzado)


WORMS
¡Vamos, terminemos!
¡Todo este odio nos hace perder mucho tiempo!
¡Estoy listo!

(Mientras Lützow, Körner y Bærsch hacen
los preparativos para el duelo, Worms hace
 una seña a Crisogono y lo  lleva a un lado)

¡Escucha!
¡Moriré!... ¿Verás a Ricke?

CRISOGONO
(Procurando a toda costa no
llorar y llorando a pesar suyo)
¡La veré!

WORMS
¡Le dirás que me he dejado matar!

CRISOGONO
¿Sí, se lo diré!...

WORMS
(Conmovido por la pena de su viejo
"zorro de corazón” –colaborador-,
estrecha su mano con suprema tristeza)

Vamos, dame la mano, mi viejo zorro, ¡y adiós!
¡Ya no tendré la soñada
y sublime muerte,
santa e inmaculada,
con la espada empuñada en mi mano
y bajo las alas
de nuestra bandera!
¡Ese era mi ideal!
Y en cambio, moriré aquí,
con una agonía del infierno
y mi destino
no será el divino sol del día
sino la triste oscuridad
de un duelo fraternal...
¡En el que voluntariamente muero!

CRISOGONO
¡Oh, mi señor!...

(Worms ve que sus testigos se le
acercan, saluda a Crisogono y obedece
impasible a testigos; Lützow elegido

como árbitro ha medido con Körner
y Bærsch el terreno; los duelistas se
ubican frente a frente)

LÜTZOW
¡Silencio en la palestra!...

(pero cuando él, el gran soldado, está por
dar la sacramental orden del ataque «Que
suenen las armas!» en cambio, exclama)

¡Esto me repugna!
¡Esta espada me pesa!¡Vete!

(y arroja su espada añadiendo)

¡El futuro me desespera!...

(Entonces aparece de repente una mujer
muy dulce, muy bella, con todo el poder
de su alta majestad. Es la reina Luisa.
Su voz es muy dulce, pero cargada de
un profundo enfado. Así la hermosa mujer

con su dulce voz reconviene a Lützow
y coloca frente a él al más querido de sus
hijos, colmando sus brazos de lirios azules
del campo.)

LA MUJER
Mientras vuestras mujeres
y vuestros prados tienen estas flores
¿quién del destino de la patria desespera?
 
(Empuja al hijo entre los duelistas.
Su aparición hace temblar a todos.
Lützow dobla una rodilla delante de ella.
Federico y Worms se separan y se
inclinan y todos los rodean susurrando,
primero respetuosamente, y luego, poco
a poco, estallando entusiasmados)


TODOS
¡La reina, es la reina!
Nueva Thusnelda,
en nosotros renueva el destino osado
que hizo que los héroes caídos
impulsen la libertad.
Vibra en nuestras canciones por ti
el himno guerrero,
los ojos ya no lloran,
las almas ya no sienten temor!...
¡Todo en ti se reúne:
el provenir, la fortuna,
la esperanza y la victoria!
¡Eres nuestro destino!
¡Tú eres nuestro credo!
¡Eres nuestra gloria!
¡Por ti hay esperanza y fe!
¡Hurra! ¡Viva la muerte!...

(Loewe y Worms arrojan horrorizados
las espadas, pero las recoge el joven
rubio de los lirios azules y se las
devuelve a sus dueños. Ya no son

espadas blandidas por odio, ahora lo
son por la patria. Tal es el pensamiento
del joven, y los dos enemigos, hermanos
por el amor a su patria, todavía apretando
en su puño esas armas, se abrazan, gritando
con una voz que la emoción y la exaltación
patriótica de ese instante hace sublime)


TODOS
¡Morir... morir... morir por Alemania! (bis)
 
 

EPÍLOGO


Intermezzo sinfónico

(Es la tercera puesta de sol, la última, en la
lúgubre llanura de Leipzig. 19 de octubre de 1813.
Aquí la leyenda dice que la lucha fue ganada por
los aliados enemigos de Napoleón en la que
luego fue llamada la "batalla de las naciones."
La niebla de octubre, como un pesado velo, se
extiende, sobre el campo cubriendo el sol, el
cielo, el horizonte y la vasta llanura. Todo es gris,

todo se confunde en los alrededores de las ciudades
de Liebertwoolkwitz y Wachau y los bosques del
valle de Gross Posna. Lejos, desde la ciudad de
Grimma, el viento trae el ruido de los caballos,
furiosos y salvajes, aterrorizados. Desde Rochlitz
sonido de trompetas tratan de reunir a los soldados
desbandados y errabundos. Débiles gritos se oyen

sobre el campo de batalla, plegarias, tenues gemidos
de los heridos y la agonía de los moribundos. Sin

embargo, algo sobrenatural se produce y la densa
niebla oculta un gran misterio, en la medida en que,
de repente cesan, los gemidos y lamentos agónicos.
¿Qué visión suprema anida en vuestras pupilas

moribundas oh nuevos héroes? El cielo y la leyenda
se mezclan en un abrazo supremo de poesía, sangre
y gloria con la tierra y la historia. SonIngwaz,

Lancelot del Lago, Vilagloil y todos los antiguos héroes
en sus corceles blancos como la nieve bajan del místico
Walhalla a contemplar la gloria renovada de Germania.
Voces misteriosas y arcanas parecen expandirse
en los alrededores; voces de almas vibrantes de
gloria como las de los bardos en la época de
Vilfred de Werdomar, de Kerding y de Darmond;
voces arcanas que cantan un himno:
"Oh nuevos héroes, más grandes que nosotros,
por la fe y el amor.
Vosotros por la patria;
nosotros por la leyenda,
¡vosotros por la historia!”.
Y la blanca cabalgata pasa y se pierde en el
cielo; y el silencio y la gloria se asientan solos,
en compañía de los muertos, en el campo trágico
donde la leyenda fue superada por la historia)

Escena Única

(
En la llanura de Leipzig, entre Rochlitz
y Grimma, 19 de octubre, 1813. La batalla,

que duró tres días, ha terminado. En el
campo abandonado solo están los
muertos, los heridos y los olvidados.
A la derecha un terraplén llamado

Thonberg, en torno al cual se ha luchado
ferozmente y desde donde Napoleón
presenció la batalla. Sobre Thonberg había
un molino de tabaco ahora en ruinas, carros
destruidos, cañones desmantelados, ruedas
rotas, cuerpos humanos y en todas partes
miseria y horror. Una variedad de uniformes
y colores se entremezclan con la sangre y el
barro. Los uniformes de Merveldt, de
Lichtenstein, de los partisanos de Thielman y
los marrones de Lützow están confusamente
mezclados con los de los cosacos de Platoff,

los granaderos de Rajewsky, con los azules
de la gran Guardia de Napoleón, de los
cazadores de Lefevre, los lanceros de
Krazinski, los granaderos a caballo de
Guyot y los jóvenes reclutas de Ney. Negras
nubes ocultan la puesta de sol y surge una
niebla sofocante. Lipsia, a lo lejos, está
sumergida en la bruma. Dos figuras aparecen
en la bruma. Una de ellas, de cabellos
desordenados y camisa hecha jirones,
deambula sin rumbo. Se trata de Ricke.
La muchacha, abrumada por el tormentoso

drama que vive su país, impávida entre las
angustias, audaz contra los acontecimientos,
se arrastra entre los “Cazadores de la Muerte”.
Ricke corre siguiendo  su destino que,

irónicamente, incluso en su contra, hizo que el
amor y el odio, hayan hermanado a Loewe y
Worms. Camina tremendamente fatigada,
alucinada por una loca esperanza y atormentada
por un presentimiento horrible. La otra figura,
es un jovencito. Lleva el uniforme de los
Cazadores de la Muerte, el cuerpo militar creado
y comandado por Lützow, tiene insignias de ser el
tambor del regimiento; no tiene gorra,  pero una
gran venda le cubre su cabeza herida. Se trata
de Jebbel)

RICKE
(alentando a Jebbel)
¡Busca!... ¡Trata de recordar!...

JEBBEL
¡No logro reconocer el lugar!...

(da unos pocos pasos, mirando a su
alrededor. A lo lejos se oye un largo

gemido se eleva y se pierde)

JEBBEL
¡Oh, qué lamento!

RICKE
¡Es el viento!

(Anima con su ejemplo a Jebbel
para que siga buscando)

JEBBEL
(se detiene en el terraplén)
¡Allí! ¡Allá arriba!...

(mira atentamente y ve el Thonberg)

¡Aquí está el espeluznante Thonberg!
Con ojos ansiosos Napoleón exigía
a los muertos alcanzar la victoria.
¡Desde ahí
arriba!
¡Pero no! La libertad
marchaba contra él,
llevando a sus flancos 
a la patria y al a muerte.
¡Y el espeluznante Thonberg
se tiñó de rojo oscuro
por el fuego y la sangre!
¡Körner entonaba la canción!
¡Worms llevaba la bandera!
¡Loewe enarbolaba la espada!
¡Yo con el tambor
marcaba el impulso del himno!
Allí vi a Crisogono
abrir sus brazos en cruz y...
¡caer muerto!
Luego... muertos, muertos todos,
mi tambor seguía sonando
pero solo, sin nadie que lo acompañara.
¡Allí arriba, sobre el espeluznante Thonberg,
bañado totalmente de sangre!

RICKE
(se detiene entre los
muertos al pie del Thonberg)
¿Debe vivir Ricke sabiendo
que tus hermosos ojos se han apagado?
¿Debe vivir Ricke sabiendo
que tus ardientes besos ya no volverán?

(extiende sus brazos hacia
los muertos, llamando)

¡Oh, muerto! ¡Está muerto!

JEBBEL
(asustado por los gritos y gemidos)
¿Oyes esos lamentos?...

RICKE
(desesperada)
¡Oh, muerto! ¡Está muerto!

JEBBEL
¿Oyes esos gemidos?...

RICKE
(sollozando)
¡Ah! ¡Muerto, muerto!

JEBBEL
(de repente se detiene)
¡Dios!
¡Allí, un gemido!...
 
(y señala al pie del Thonberg.
Ricke y Jebbel permanecen inmóviles,
anhelantes, escuchando un débil
gemido apenas imperceptible)

RICKE
(exaltándose)
¡Sí, un gemido!...

JEBBEL
¡Por allá!

RICKE
¡Escucha!...

(vuelve a escuchar)

El silencio es profundo.

(desalentada)

¡Nada!...

JEBBEL
(que continúa buscando al pie del
Thonberg, de pronto indica a Ricke un
cuerpo ensangrentado, exclamando)

¡Loewe!...

(De ese cuerpo ensangrentado aún sale,
un último indicio de vida, un suspiro

doloroso. Ricke se precipita sobre el
moribundo, se arrodilla y, con dulzura,
toma la cabeza de Federico y la coloca
sobre su rodilla)

JEBBEL
(observando con angustia febril)
¡Apenas respira!...

RICKE
(llena de esperanza)
¡Pero respira!...

JEBBEL
Sólo es un hilo de vida...

RICKE
Pero es vida ... vida ... ¡vida!
Ve al puesto de socorro, Jebbel...

JEBBEL
¡Voy!

(se dispone a salir, pero recordando el
frasco de aguardiente que lleva en su
mochila, regresa y se lo da a Ricke)


¡Toma!

(sale corriendo hacia el puesto de
socorro. Ricke, arrodillada junto a
Federico, vierte lentamente unas gotas
de licor en sus labios y observa ansiosa
la vida que regresa sobre su cara.

Federico no abre los ojos, pero
al contacto con licor se estremece)

FEDERICO
(con voz débil y siempre
con los ojos cerrados)
¡Oh, tú que me socorres
y eres compasivo conmigo,
dime...

(pero la voz se apaga y
transcurre
un momento de lúgubre silencio.
Ricke escucha
. Finalmente, con un
suspiro, Federico logra decir)

FEDERICO
...¿quién ha vencido?

RICKE
¡Alemania!...

FEDERICO
(después de un momento de silencio)
¡Oh, benditos labios!...
¡Dilo nuevamente!...

RICKE
¡Alemania!

(De nuevo, se produce un momento de
silencio, un gran suspiro sale de los
labios de Federico, que murmura)


FEDERICO
¡Oh
, dulce voz y dulce nombre!
¡Dímelo
de nuevo!

(Pero Ricke dominada por la emoción
no puede hablar
y estalla en lágrimas)

FEDERICO
¿
Callas?...
 
(E
n medio del gran silencio
sólo se oye el sollozo de Ricke)

FEDERICO
(moribundo, reconoce a Ricke

en ese llanto tan doloroso, y en
un dulce suspiro balbucea)
¡Eres Ricke!...

(y repite feliz)

¡Ricke! ¿Eres tú?

(y su voz con esa

emoción se debilita)

RICKE
(vertiendo más gotas de licor)
¡Bebe la vida!
¡Amor, bebe!

FEDERICO
(se reanima y finalmente puede

observar el rostro de Ricke)
¡Conozco la historia infinita
y desolada de tu dolor!...
¡La conozco, la conozco! ¡Inocente!...
¡Ahora muero feliz!  

 
RICKE
¡No! ¡No! ¡Vivirás! ¡Creo en tu vida!
Si el Señor me ha traído a tu lado,
es porque debemos amarnos de nuevo.
¡Vivirás! ¡Vivirás! ¡No sufrí en vano!
¡Nunca más nos volveremos a separar!
¡Finalmente eres mío! ¡Vivirás!

FEDERICO
(con un gemido)
No. No... ¡Se acabó!

(y la voz se apaga en un suspiro)

RICKE
(Lo observa y lo hace beber de nuevo,
pero los ojos de Federico se vuelven a
cerrar.
Ricke lanza un grito de terror)
¡Dios!
¡Ha muerto! ¡Ha muerto!


(llama gritando desesperadamente)

¡Ayuda!... ¡Ayuda!... ¡Ayuda!...

(y ávidamente escucha hacia el puesto
de socorro, pero el silencio es total.
Entonces toda la desesperación estalla
en el corazón de Ricke con
grito contra

quien fue la causa de todo su dolor)

¡Ah, el maldito!...

(es esta imprecación desesperada la
que penetra aguda
y turbulenta en el
corazón del moribundo y le devuelve
la voluntad y las fuerzas para decir)


FEDERICO
¡Calla!... ¡Esta hora es piadosa!
¡Aquí se perdona
y se olvida!
Aquí sopla un aliento arcano
que anula todo rencor
y hace inmortales a los que mueren.
¡Es el amor a la patria!
Este poderoso amor
está por encima del odio que divide.
Un único estandarte nos vio
luchar y caer unidos,
nuestra última mirada
la hicimos juntos
atados eternamente
a un destino, a una esperanza.
¡El alma se ennobleció,
lo besé
sobre sus labios!
Allí cayó... Él está allí...
¡Perdónalo como yo lo perdoné!

(Ricke obedece)

FEDERICO
¡Busca!... ¡No muy lejos!...

(Ricke ahora busca sin miedo y sin
horror entre cuerpos de los muertos
.
De repente, al remover un gavión vacío,
se detiene y grita.
Está frente al cadáver

de Worms, quien, con los ojos todavía
abiertos, parece mirarla. Federico se da
cuenta de que Ricke ha descubierto a Worms
y con sus últimas fuerzas trata de levantarse)

FEDERICO
¡Ah, lo has encontrado!

RICKE
¡El asta de la bandera apretada en su puño!
¡Con los ojos abiertos! ¡
Boca arriba!
Mira como alguien que espera...

FEDERICO
¡Espera tu perdón!

RICKE
(se inclina sobre el cadáver y ve que
Worms ha ocultado el paño de la
bandera bajo sus ropas, arrancándolo
del asta por temor a que fuera caer, al
morir él, en manos de sus enemigos).


¡Su último pensamiento
fue para la bandera!...
¡Oculta dentro de su pechera
sobre su corazón reposa
ahora!

(De
la guerrera de Worms extrae la
bandera, y fija sus ojos en los ojos del
muerto
. Queda un momento absorta,
luego se inclina piadosamente y con el
paño de la bandera le cubre los ojos
)

¡La paz sea contigo, Carlo Worms!

(Y regresa junto al moribundo Federico. A lo
lejos se oye un fragor sordo de soldados que
llegan a perturbar el último momento de Loewe)

FEDERICO
¿Qué
se oye, Ricke?

RICKE
(Se levanta y mira atentamente

hacia el horizonte, y luego exclama)
¡Por allá! ¡Allá abajo
, en el último confín,
entre el mundo y Dios, cabalga
lenta y sombría
una aparición!!

FEDERICO
(con un esfuerzo
se alza)
¡
Quiero verla!

RICKE
(sostiene a Federico)
¡Mira!

FEDERICO
¡Napoleón!

(El sol con sus últimos rayos trágicamente
ilumina los cielos del ocaso y resalta la gran
visión de un ejército de sombras en retirada
.
Pasan los granaderos mudos sobre el sol

moribundo. Ya no se oyen los triunfales cantos
guerreros sobre las banderas victoriosas.
Las numerosas banderas, plegaron sus paños
y ahora se reúnen como una bandada de
pájaros que huyen aterrorizados.
Un hombre, solo, totalmente solo, bajo ese sol
rojo de sangre, cabalga, pensativo, con la
cabeza gacha sobre su pecho. Es Napoleón.
En el atardecer sangriento,cabalga totalmente
solo con su inmensa gloria y su inmensa desgracia;
lo siguen en silenciosus generales y toda esa gran
sombra de caballos, cabezas, sombreros de plumas,
armas, banderas, como una fantástica cabalgata
de fantasmas)


FEDERICO
¡Alemania libre!...

(Así, Federico, con la visión de la patria libre,
exhala en los brazos de Ricke. Sin llanto, ella
extiende suavemente el cuerpo de su amado y
se acuesta a su lado posando su cabeza sobre
ese corazón muerto en esa noche, su primera
noche nupcial y eterna. A lo lejos, mientras tanto,
pasa sobre el rojo horizonte, disolviéndose, la
gran mancha negra de ese ejército sin himnos)



Digitalizado y traducido por
:
José Luis Roviaro 2019