PROLOGO
Scena Unica
(Nei dintorni di Norimberga;
vecchio mulino a
ritrecine sulla
Pegnitz;
La Pegnitz passa nel
fondo;
un rustico ponte mette in
comunicazione
il mulino
sulla opposta riva. Presso al mulino
alcune
casupole di contadini; la più misera
appartiene alla vecchia Lene Armuth,
una
mendicante, che vi abita in
compagnia
di un
suo nipote, Jebbel.
L'interno del mulino consiste
in un
vasto
cortile coperto: nel fondo, verso la
Pegnitz, anguste scale conducono alle «macine»
e al «battitoio» che serve a regolare le imposte
della cateratta e dà libero accesso sul fiume.
Altre scale conducono ai ballatoi di legno
nell'alto del mulino. Sacchi di grano dappertutto,
ammonticchiati qua e là. Da un'ampia apertura
nel fondo, che dà luce alla «temperatoia», si
scorge la gran ruota a pale in movimento. Qui
è nascosto G. F. Palm, direttore tipografo della
Casa Stein di Norimberga, ricercato dalla Polizia
per un libello anónimo
«Dell'avvilimento della
Germania»
edito appunto coi tipi della Casa
Stein,
chiusa e soppressa.
È Otto, plenipotenziario francese
a
Monaco,
l'anima di questa caccia accanita
fatta
per placare l'ire di Napoleone I che,
all'apice della
gloria e della
potenza,
ha voluto scorgere in quel
libello,
non un pretesto
d'ingiurie e offese a sé e suoi,
ma
un tentativo
patriottico dei filosofi, poeti,
studenti per scuotere la «gran
patria germanica
dal
sonno della Neutralità».
Dove macine ingorde e
piane, macine
minori
e a disco giravano obbedienti
all'impulso della
gran ruota, ora un'umile stamperia,
torchi, caratteri, telai, mazze, rulli, rulletti, ecc.,
gemono sotto l'attivo lavorio di
studenti volontari
camuffati in mugnai, in gergo universitario:
Fringuelli, Merli, Volpi...
a dire: matricolini, diretti
da Palm,
nascosto nella casupola della
vecchia
Lene.
Ma il vero? è Carlo Worms,
«Quercia
muscosa»,
studente anziano che fa la parte di
padron
mugnaio, morto l'autentico
Franz Gottlieb;
egli è aiutato dalla
sua «Volpe di cuore», studente
di
spalla,
Crisogono, la di cui faccia solcata
dal
rapier rivela l'«Università»
anche sotto
il candore
della farina.
Parecchi Studenti, camuffati da
mugnai,
vanno e vengono nell'interno del
mulino,
portando
opuscoli e vari stampati
che
nascondono in alcuni
sacchi; altri
Studenti sono
affaccendati intorno ad
un torchio
tipográfico
collocato giù nel sottosuolo
del
mulino)
CRISOGONO
(fa lo spoglio della corrispondenza generale
e particolare della «burschenschaft»
seduto
su di un sacco
presso a Carlo Worms che sta
sdraiato
in posa di completo abbandono,
indifferente a tutto quanto lo viene
informando la sua «Volpe di cuore»,
mentre
sul limitare della sua
casupola
la vecchia
Lene insegna a Jebbel un
«lieder» per
richiamare la pietà di
chi
passa, quando
andrà intorno
elemosinando.)
Kleist manda il «Credo».
Ed ecco il «Catechismo» completo.
(fischia, guarda Worms, interpreta
il
silenzio un tacito consenso e
consegna la
lettera di Kleist al
Fringuello
di servizio)
Da comporre! Hoplà, Fringuello!...
(il Fringuello corre via.
Crisogono apre altra lettera)
CRISOGONO
Moltrecht di Lipsia scrive che
«rifiutadi vendere l'opuscol!...»
(getta con sprezzo la lettera
e ne apre un'altra)
Così Perthed'Amburgo!...
Il vermocane a tutt'e due!
(snoda un rotolo, lo distende
e l'osserva)
Una caricatura d'Haugwitz!...
(ride, e la mostra agli studenti)
Somigliante!...
(gli studenti si avvicinano curiosi,
guardano e ridono tutti alla
caricatura
che
rappresenta il ministro
trasfigurato
in porco
che grufolando rimuove
dalla
terra tartufi
che Napoleone
raffigurato in
Orco azzanna
e divora.
Ogni tartufo porta scritto il nome
di uno
stato, provincia o città tedesca.
Crisogono legge i versi esplicativi)
CRISOGONO
Haugwitz da porco
tartufi stana,
ma cosa strana
li pappa l'Orco!
(e la caricatura passa di mano in
mano;
poi gli studenti ritornano al loro
torchio e
Crisogono alla sua corrispondenza)
Il sarto!! Ah, il vil!... Fringuello!
(dà la lettera al matricolino che
accorre)
Fanne fidibus!
(e il Fringuello straccia la
lettera a
strisce, mentre Crisogono passeggia
irritato)
Il temerario!
(a Carlo Worms)
O mio senior, pagare
si scrive con due «g»?
WORMS
(seccato)
Una sola.
CRISOGONO
Grazie.
(siede, stacca un foglietto dal
suo taccuino e vi scrive)
«Non pago. Devotissimo Crisogono.»
(piega il foglietto e lo consegna al
Fringuello.
Una lettera nuova ha
uno strano
Profumo. La fiuta)
Sa di pfankucken!
(l'apre curioso)
Ah, Lilì!... Domandadenaro
e... manda un bacio... ardente!
(riflette commosso, poi con voce sospirosa
ravviva co' la lettera la pipa accesa)
Fidibus!
Lilì, cuoca d'amore,
così ti rendo un poco
di quel tuo lento foco
con che m'hai cotto il core!
(ma un'ultima lettera lo fa scattare)
Maledizioni, fulmini e massacri!!...
STUDENTI
(alla esclamazione di Crisogono)
Che c'è? Che avvien?
CRISOGONO
Che avvien? Hardenberg scrive:
(leggendo)
«Una nuova viltà!... Il protettorato!...
Germania serva ed ha per protettore
codesto exsanculotto imperatore!...»
(gli studenti gli tolgono la lettera dalle
mani e leggendola escono essi pure
in
esclamazioni d'ira e di dolore)
STUDENTI
A Ratisbona?...
Èla vergogna!
Èdura!
Ah, invero, è la kermess della paura!
È Beyme! No,
Lombard! Entrambi!
ÈKhoeckwitz!
Lui pure e tutti!
Ein capo lista Haugwitz!...
WORMS (sollevandosi appena dal sacco su
cui è
sdraiato, con accento ironico) Che c'è, Querce Muscose, Volpi?...
O chevorreste mai destare le
Germania?
A Giosafatte!... Forse!
Finché dunquenon tuonino le trombe
del giudiziopazienza!...
(si alza ed addita agli studenti la
Lene
che accompagna fino al ponte Jebbel
che se ne va a mendicare)
La miseria in rude affanno
sferza la vecchierella!... Essa che
fa?...
Vedete! Il figlio manda a cantar
lieder!... Col pianger non raccatterebbe un
chicco
o la inutil pietà!...
Cantiam noi pure!...
(e intona con voce stridente:
Gaudeamus igitur)
Gaudeamus igitur,
iuvenes dum sumus.
STUDENTI
No, Worms!...
Nonrider!
Troppaè la viltà!
CRISOGONO
(agli studenti volendo giustificare Worms)
Il mio senior nasconde il suo pensiero!
WORMS
Pensieri?... Io n'ebbi!...
Io pur gridato ho intorno:
(imita l'accento e il fare allucinato
dei «Mistici anglofili»)
Germania!...
(imita il grido olimpico
dei «Classici»)
Germania!...
(imita l'urlo spasmodico dei
«Patrioti democratici»)
O tu, Germania!
(agli studenti)
Ebben mutar gli eventi?...
Dite!... Dite!...
(gli studenti chinano la
fronte e non rispondono)
WORMS
Io pure la visione
m'ebbi del gran destino.
Nel sogno mio divino
sognai la redenzione.
Non più l'aspre ritorte
la gran visione avea
ma su turbe risorte
il puro fronte ergea.
D'armi fiero frastuono,
nitrir d'albee cavalle
e delle trombe il suono
destavan gli echi a valle.
«È la patria contrada
che insorge alfin!» pensai,
ond'io pure «Una spada
e il mio posto!» gridai!
E un antico guerrier dal rosso pelo
la sua gloriosa diemmi, e «Attendi
qui!
disse Napoleon
verrà! Tu allora
quest'arme abbassa e fagli il gran
saluto!...
Tal la consegna!...
Io son stanco da secoli!»
E nel Kiffhauser scese
a ridormire!
Gittai la spada ed afferrai la penna...
Io come Lessing forte un'arma ne farò,
io la novella sorte
di patria io scriverò.
Sia antenna e sia mia nave
di Guttemberg il torchio
(indica il bugigattolo delle
macine)
e a gloria per rimorchio
vengan le patrie ignave!...
(si interrompe, afferra le mani a
Glein
ed a Holty che gli son vicini e
additando
alla casa della Lene dove sta
nascosto
Palm, esclama)
Là è Palm! Cela là sotto
la sua colpa natia
e un patrio poliziotto
gli dà caccia...
(accenna al mulino vigilato
dalle
Volpi a vedetta)
e ci spia.
Or dunque?...
Birra e canto
finché nasca l'idea
che muti in sangue il pianto.
La farsa in epopea!
(torna a intonare il Gaudeamus
igitur ed
esce sdegnoso verso il fiume.
In gran
silenzio gli studenti sfiduciati ritornano
al torchio.)
WORMS
Gaudeamus igitur,
iuvenes dum sumus. (bis)
Post iucundam iuventutem,
post molestam senectutem, nos
habebit humus.
Resto dell'inno omesso nell'opera
Ubi sunt qui ante nos
in mundo fuere?
Vadite ad superos,
Transite ad inferos,
ubi iam fuere. Vita
nostra brevis est,
breve finietur.
Venit mors velociter,
rapit nos atrociter,
nemini parcetur.
Vivat Academia,
vivant professores.
Vivat membrum quodlibet,
vivant membra quaelibet,
semper sint in flore.
Vivant omnes virgines,
faciles, formosae
vivant et mulieres
tenerae, amabiles
bonae, laboriosae.
Vivat nostra societas!
Vivant studiosi!
Crescat una veritas,
floreat fraternitas,
patriae prosperitas.
Vivat et res publica, et
qui illam regit.
Vivat nostra civitas,
Maecenatum charitas, quae
nos hic protegit.
Pereat tristitia,
pereant osores.
Pereat diabolus,
quivis antiburschius,
atque irrisores. Quis
confluxus hodie
Academicorum? E
longinquo convenerunt,
Protinusque successerunt
In commune forum. Alma
Mater floreat quae
nos educavit,
caros et conmilitones
dissitas in regiones
sparsos congregavit.
(Crisogono distrugge le lettere
una mano leggera si posa
sul braccio di Crisogono. È Ricke)
RICKE
Ha scritto mio fratello?
CRISOGONO
Non ancora.
RICKE E...
CRISOGONO Federico Loewe?...
RICKE Sì.
CRISOGONO
Neppure.
(la fanciulla rimane immobile, poi a un tratto
si porta la mano agli occhi lasciandosi sfuggire
un gesto di profondo affanno)
CRISOGONO
Il viaggio è lungo
e la Germania è a spie...
Un patriota è quasi un
delinquente!...
(sospira, vuotando la pipa)
Ah, quel Napoleon!...
(fa un minaccioso mulinello co' la
cannuccia lunga della sua pipa poi,
a un tratto, accennando al suo falso
costume di mugnaio)
Io pur!... Bel gusto
camuffarsi in mugnai!...
Tremar!... Tacere!...
Peggio, stampar!...
Io ch'odio inchiostro e carta.
(riaccende la pipa e con grande
rassegnazione balbetta)
È la «Neutralità!»
(vedendo il volto addolorato di
Ricke,
la rincuora bonariamente, dicendole)
Ritorneranno!
RICKE (crolla ostinatamente il capo in
atto
di diffidenza e sospetto) Han scritto!...
E vi fu ingiunto di tacere!...
CRISOGONO (sorpreso a quella inesplicabile
ostinatezza) O chi crudel con voi?...
RICKE
(interrompendolo agitatissima e
volgendo paurosa gli occhi al ponte
dove
si è allontanato Worms)
Ah, so ben io!
CRISOGONO
No! Giuro!...
(e affettuosamente stringendole
la mano)
Pace al cuor!...
RICKE
La pace a Ricke?...
(e crollando il capo, addolorata,
disperata, rientra nella casa di
Lene.
Dalla casupola della vecchia Lene
esce
correndo una fanciulla con un
libro fra
le mani. È la sorella di Ricke,
Jane,
che viene in cerca di Worms:
vedendolo apparire dal fondo, gli
corre
incontro e gli consegna il libro)
JANE
Palm vi rimanda il libro.
WORMS Letto?
JANE Tutto! Ne brama un altro...
WORMS Qual?
JANE (imbarazzata) Più non ricordo!
WORMS
(aiutando la memoria della piccina)
I Masnadieri? L'EmiliaGaleotti?
Nathanil saggio?
Laocoonte?
Agathon?O l'Oberon?
JANE (fa sempre segno di no; ad
un tratto
essa però esclama) Udite! So una strofa...
(si raccoglie pensosa, poi
declama)
«Io volli udir de' cieli l'armonia
per dire un canto novo ed immortale
e dio de' cieli m'additò la via
e d'un arcangiol m'ha donato l'ale.
La fede fu mia musa...»
WORMS È la Messiade!...
(Jane accenna di sì battendo
infantilmente
le mani di
contentezza.
Worms va a prendere
giù, dov'è la
piccola stamperia, il libro
chiesto
da Jane
e glielo porta; ma allorché
nel
consegnarglielo egli fa per
accarezzare
la gota della piccina,
Ricke, che è uscita
dalla casupola,
bruscamente sottrae a quella
carezza
la
sorellina attaccandola a sé e con
lei
s'accompagna verso la casupola di
Lene.
Worms guarda Ricke allontanarsi e
un
profondo abbattimento s'impossessa
di lui.
Accorrono le Volpi a vedetta nel
bosco.
Dalla parte opposta al fiume si
avvicina
una cantilena di
mulattieri)
MULATTIERI
Lieve balza, avvicina,
or s'accompagna lenta
or ascende leggera
la nenia mulattiera.
(Un gran movimento succede nel
mulino.
Gli studenti sbucano da ogni lato
e sotto gli ordini di Worms
preparano e
portano dei sacchi colmi di
stampati)
WORMS Son gli emissari?
STUDENTI Sono.
CRISOGONO
Avrem novelle!
MULATTIERI
Vien la nenia vicina
al passo di giumenta
ma la cadenza vera
la fa la sonagliera.
WORMS
Via, presto!
I falsi sacchi!
CRISOGONO Olà, affrettate!
MULATTIERI
Ad ora mattutina
ed a giornata spenta,
all'alba bianca o a sera
canta la «mulattiera!»
WORMS
Vegliate attenti!...
CRISOGONO
Volpi a guardia! A guardia!...
(alcuni studenti corrono
sull'alto del
mulino e si pongono a vedetta: altri
tornano ad internarsi nel bosco)
MULATTIERI
Ma all'ora vespertina
la nenia scema, allenta...
Tacer la «mulattiera»
fa una pupilla nera.
(alcuni dei falsi mulattieri
appaiono in
fondo e penetrano nel mulino.
Il capo
fa cenno a Crisogono di
scucire
la sella
ch'egli porta,
Crisogono scuce e ne trae
una lettera.
In un attimo i sacchi sono
consegnati ai
mulattieri, I quali subito
ripartono)
WORMS
Presto... Silenzio! Cauti!
CRISOGONO
Una lettera!
WORMS (legge rapidamente la lettera.
Tutti lo attorniano.)
Di Federico!
CRISOGONO Egli ritorna?...
WORMS È in via!
(a
un tratto si porta la lettera al
cuore
con una grande esclamazione di
gioia)
Ah, finalmente!
(e con voce soffocata dalla
emozione, soggiunge)
Il Tugendbund è un fatto!
D'ogni università un rappresentante
oggi qui avrem!...
(un grande entusiasmo anima gli
studenti;
Worms consegna loro la
lettera
che essi
commentano vivacemente
ritornando alla
piccola stamperia)
CRISOGONO (si avvicina a Ricke che
all'arrivo dei
mulattieri inquieta e curiosa è
riapparsa
sullaporta della casupola della
Lene)
Buona novella!... Tornano!
(ma la fanciulla alla improvvisa
novella si
copre di un pallore quasi livido,
come
fosse sorpresa da paura improvvisa.
Crisogono, a quell'inesplicabile
contegno
della fanciulla, crolla le spalle
brontolando)
CRISOGONO
Per dio, le donne,
quali controsensi!
(e borbottando, va a
raggiungere
gli
studenti)
RICKE
(segue con gli occhi l'allontanarsi
di Crisogono e risoluta si avvicina
e afronta Worms)
Ritorna!...
(Worms si volge di scatto,
china la testa
e non risponde.
E la fanciulla prorompe
dolorosamente)
E io tremo?!... Io, sua fidanzata?!
(e fissandolo negli
occhi
insistentemente)
M'avete fatta vile,
perduta e sciagurata!
(poi prorompe in uno schianto
di
spavento e di dolore)
Dio! Che farò?...
WORMS
Il pensiero or m'abbandona e fugge!
Io non lo so!...
Coscienza così m'abbatte e
strugge...
RICKE Ah, che farò? Mentire?
La maschera sul viso
di mia casta bellezza?...
Sul labbro un vil sorriso?...
E vostra complice mi fo!
Morir piuttosto!... Non mentirò!
(con grande angoscia)
Che tutto pera al mondo!...
Pera il sogno giocondod'amore!
E sia finital'angoscia della vita!
WORMS V'è, Ricke, una pietà...
RICKE Qual?...
WORMS (implorando) Perdonare!
RICKE Se t'odio!...
WORMS (agitatissimo) Or che avverrà?... M'offenderà? A nostre beghe dà una spada
il Come!...
Fra noi?...
Non poco sangue ma la morte!...
La morte?... Sia!...
(Ricke guarda impaurita Worms)
Ma, dimmi, chi morrà?...
(la voce di Worms non è più
violenta;
egli guarda Ricke con occhi pieni di
suprema dolcezza ed umiltà)
WORMS
Tu m'eri innanzi nel morente
giorno!...
Dal labbro tuo una canzone salia!...
L'ultimo sole sfolgorava intorno!...
Al tuo canto ogni pianta i rami
apria!...
Salia la tua canzone acuta e snella, veniam per gli occhi fiamme di
desio,
vinto tremavo a tua persona bella che avrebbe anco tentato, Ricke,
iddio!
(e
con passione quasi feroce)
«Vil» mi dicevi! «Mia!»
diceva il mio delitto!Mia! Mia!!
la mia folliala tua gioventù...
In quella cieca ebbrezza
sfida audace feriami
più che la tua bellezza,
Ricke, la tua virtù.
(passa un momento di silenzio,
poi
Worms con voce tornata
calma ma
risoluta, esclama)
Il Come vuol morte!
Or chi morrà? Non io!...
RICKE L'ucciderai?
WORMS Non io morrò!
Io sol qui son la mente
necessaria...
RICKE Egli morire?
WORMS (aspro e violento)
E tu salvalo! Taci!
RICKE
Va'!... Sei senza pietà!...
Tu non hai cuore!...
Sei vile! Vile!... Vile e maledetto!
WORMS
O Ricke, sei tu sola al
sacrificio?...
Soffri tu sola?... Ed io?...
Guardami dunque!
Tu non hai che dolori, ed io ho
rimorsi!...
Tu pianger puoi!... Io m'odio ed ho
paura!
(questo grido di disperazione è così
vero,
così forte, che la fanciulla
ne è
dominata.
E Worms la soggioga implacabile)
Tacerai!... Mentirai!...
RICKE (atterrita, balbetta)
...Obbedirò!...
E che dio vi perdoni!...
WORMS
Così sia!
(alla imboccatura alta del granaio
appare
lo studente a vedetta; dal bosco un
grido
di segnale si leva acuto, e subito,
lontano,
verso il fiume, un altro
grido
si fa sentire
ben distinto)
FEDERICO
Germania!...
RICKE E WORMS (riconoscendo la voce di Federico
Loewe) Federico!
(al grido di Germania, gli studenti
e
Crisogono accorrono
disordinatamente.
Ricke ha appena il tempo di
nascondersi
dietro il sostegno della scala
del granaio,
che Federico,
precedendo
quelli che sono
con lui, entra
correndo:
vede Worms, e i
due amici corrono
l'uno
nelle braccia
dell'altro)
WORMS Loewe!
FEDERICO Worms!
(e sono accolti con fraterni
abbracci
nel mulino di Gottlieb i compagni di
viaggio di Loewe;
dalla casupola di
Lene esce,
seguito dalla piccola Jane,
Palm.
Egli ha udito e riconosciuto la
voce
di
Federico, rompe la consegna
e
accorre.
Federico si scioglie
dall'abbraccio
di
Worms e stringe al
petto Palm,
presentandolo così agli
amici con
lui
venuti)
FEDERICO
È Palm!
PALM (con ansietà, a Federico)
Mia moglie?... I figli?...
A Norimbergadunque non fosti?...
Ah, m'hai dimenticato?
FEDERICO
No, guarda!...
(e Palm a un tratto si trova fra
le braccia
di sua moglie e sente sul suo petto
le
teste dei suoi due fanciulli.
Allora egli
vorrebbe parlare, ma i
baci
e le carezze
dei suoi gli troncano
le
parole e il
pover'uomo si mette a
piangere dalla
gioia)
WORMS Palm, per oggi vi fo grazia,
ma al primo allarme...
PALM
Torno al nascondiglio!...
(e, in disparte, felice, siede
sopra alcuni
sacchi fra sua moglie e i suoi
figli.
Federico stringe la mano a
Crisogono,
agli amici, a tutti, ma i suoi occhi
cercano
intorno Ricke.
Ricke è co' la piccola Jane;
le due
fanciulle guardano cercando il loro
fratello Giorgio.
Loewe addita agli amici
le due
fanciulle e l'entusiasmo tronca
bruscamente.
Un profondo silenzio succede,
una pena angosciosa.
Federico si avvicina
tremante a
Ricke
e nella sua voce vi sono
più lacrime
che
parole)
FEDERICO
Ricke, solo ritorno!...
Trista novella apporto,
novella sciagurata!...
Tuo fratello è morto!
L'ultima sua parola, o Ricke, fu per
te.
Del tuo destino, o cara, ei vide la
poesia.
Per noi sua tomba è un'ara!...
Egli t'ha fatta mia!
Ricke, non resti sola!
Giorgio t'ha data a me!
(si inginocchia, si scopre il capo,
imitato
in questo da tutti gli
studenti
che stanno
intorno commossi
e silenziosi, e consegna
alla
fanciulla una lettera, l'ultimo
addio,
e la tracolla di studente.
Un silenzio
religioso è intorno!
Quanti dolori
nell'anima di quella
fanciulla! Ma il pianto
benefico,
ristoratore, sgorga finalmente.
La moglie di Palm, la vecchia Lene
affettuosamente la allontanano con
Jane
che, inconscia, guarda
quell'inconsapevole dolore)
FEDERICO (si leva e si rivolge a tutti
con
accento solenne) Studenti!
Udite, o voi, antichi e novi amici!
Tergete queste lacrime!
Tergete il vostro pianto!
Eterni son gli eroi!...
Erran l'anime ultrici!
Egli morì da eroe!...
Morì
gloriosamente.
Laggiù a Tubinga,
grave si accese
una contesa. Ci disser: «genti ignave»! Ei rintuzzò l'offesa
e fu morte di gloria,
fu morte di studente!
Per lui l'ire disparvero!...
Non più diversa scola, idee diverse, studi, dogmi
e sofismi im guerra.
Una sola è Germania!
Tutti una sola
terra!
Un solo idioma
e un'anima sola e una
patria sola!
E quella mesta tomba che a un morto
si schiudeafatta gloriosa culla
dava vita a un'idea!
Là la vittoria o il nulla! La patria
là nascea!
Noi là giurammo il Tugendbund!
Là è nata l'epopea!
(e il giovane presenta a Worms ad
uno
ad uno i rappresentanti delle
Università,
Massmann, Jhan, De Nozis, Schlegel
ed altri)
L'università!... La corte!...
(presenta Gentz, Humbolt ed altri
con lui
accorsi da ogni parte della
Germania,
Fichte, Körner, Lützow ed ultimo
Weber
gli occhi illuminati dal fuoco della
doppia
febbre: quella del genio e quella
dell'etisia)
D'ogni terra
ogni cuore ed ogni mente e tutte le
anime!
Qui i filosofi e i poeti!...
Fichte!... Körner!
Dal suo cuor l'inno è sgorgato della
terra!
Vuoi la spada? Ecco, è Lützow!
L'armoniatu bramasti all'inno novo
e ritmi eterni?
Ecco, è Weber! Egli diede inni
superni
all'audace e giovanile rapsodia!
(le mani si cercano e si stringono
fraternamente! Le anime si
espandono!
E le voci si fondono insieme
frementi
nell'inno di Weber già divenuto
popolare,
la «Wilde Jagel». O meraviglioso spettacolo
questo
della
germanica poesia che stringe in
entusiastico abbraccio Massmann,
l'atleta,
e Holty il tenero, Jhan dalla lunga
barba
e il
futuro mistico Schelling,
Glein, il granatiere
prussiano e
l'oriundo latino Chamisso,
Hasserodt
che da pochi giorni
indossa quella
divisa di ufficiale
che egli
fra poco renderà
tragicamente
gloriosa con Joseph Goervais,
il
4° alleato, de Wolkensdorff
già colle audacie
tutte
dell'intrepido scorribanda
scolpite nell'alta
fronte e Schill,
l'eroe,Scharnhorst dal grande
occhio
azzurro e
pensoso e Bærsch, e Gentz e
Arndt,
Jacobi,
Forster e Federico Loewe e Carlo
Worms
che il destino di quell'abbracciofa già
una ferrea catena di dramma.
Palm oblia moglie
e figli; prende
per mano
la piccola Jane perché
invece d'una
strofa
della Messiade impari ora quel
canto
glorioso,
onde ripeterlo insieme nella noia
del
nascondiglio.
Già tutti intonano la seconda
strofa.)
TUTTI
I Was glänzt dort vom
Walde im Sonnenschein? Hör's näher und
näher brausen. Es zieht sich
herunter in düsteren Reih'n, Und gellende Hörner
erschallen darein, Erfüllen die Seele
mit Grausen. Und wenn ihr die
schwarzen Gesellen fragt: Das ist Lützow's
wilde verwegene Jagd.
II
Was zieht dort rasch
durch den finsteren Wald Und streift von
Bergen zu Bergen? Es legt sich in
nächtlichen Hinterhalt; Das Hurrah jauchzt
und die Büchse knallt: Es fallen die
fränkischen Schergen. Und wenn ihr die
schwarzen Schergen fragt: Das ist Lützow's
wilde verwegene Jagd.
(improvvisamente dall'alto del
granaio la Volpe
a vedetta manda un grido terribile; un altro
grido pieno di terrore e di angoscia viene dal
gruppo di piante ove sta l'altra Volpe. L'inno è
interrotto. Crisogono, Worms,Loewe, Glein,
Holty, corrono esterrefatti fuori dal mulino e ne
tornano atterriti. Le Volpi di vedetta al bosco
corrono entro al mulino)
VOLPI
Sono soldati!...
VOLPE (dall'abbaino)
Un ufficial francese!
(discende rapidamente dalla scala
del
granaio e dice con voce soffocata)
La polizia qui viene!
WORMS Ah, siam traditi!
(agli studenti, a Glein,
Holty e Crisogono)
Noi al mulino! Palm al nascondiglio!
(in un attimo Worms, Glein,
Holty,
Crisogono
tornano a trasformarsi in
mugnai)
Presto, voi, via!
(e Worms spinge gli ultimi
intervenuti
verso la piccola scala del battitoio
che
dàsulla Pegultz)
Qui sotto vi calate!
Giù c'è un barcozzo
e via pe 'l fiume!
Addio!
(Körner, Weber, Lützow e tutti si
precipitano
giù per la scala e vi
scompaiono)
WORMS
Crisogono, alla macina!
(Crisogono accorre e finge
di lavorare alla macina)
Cantiamo!...
(Worms intona una canzone da
mugnaio;
gli amici rispondono
facendo coro. E il
mulino riprende l'aspetto
di un
vero
mulino in pieno lavoro)
TUTTI
Gira, gira, ruota a tondo!
L'acqua viene passa e va.
Così gira il vecchio mondo
né giammai fermo ristà!
Ogni cosa in suo cammino
come turbin fugge via
tal dell'uom anco è il destino:
senza meta eterna via!
(Il mulino è invaso da Soldati
francesi e
Guardie di polizia tedesca che
cedono il
passo ad un signore chiuso in un
gran
mantello: è Otto, il
plenipotenziario di
Napoleone a Monaco, il quale fa
cenno
imperioso al Capo di polizia
di eseguire
gli ordini ricevuti,
rimanendo poi sempre
sinistramente
silenzioso ed immobile.)
CAPO DI POLIZIA (a Worms)
Franz Gottlieb?
WORMS
Morto, io sono il proprietario.
CAPO DI POLIZIA
Bene! Bene!...
(dà ordine di occupare a
circondare
il mulino)
Laggiù uomini a guardia!
(poi, tratto fuori un piccolo
foglietto dal
suo taccuino, lo esamina atentamente
guardandosi intorno.
Ad un tratto,
disturbato dal canto
degli
studenti,
impone di tacere gridando
loro:)
Silenzio!
(il silenzio si fa profondo.
Il Capo di Polizia
continua a
esaminare il
foglio, poi rivolgendosi
ancora a
Worms)
CAPO DI POLIZIA
Ov'è nascosto Gian Filippo Palm?...
WORMS
E chi è costui?...
Ignoto!
CAPO DI POLIZIA
Bene! Bene!
(en mezzo al terrore e alla
sorpresa di
tutti, con grande sicurezza,
esaminato
ancorail foglietto, si avvicina alla
casupola della vecchia Lene)
Questa è la casa della Lene
Armuth?...
(nessuno gli risponde. Worms
livido
guarda convulso. Il Capo di polizia
si
rivolge alla vecchia Lene che è
seduta
fuori a filare)
Voi siete Lene Armuth!...
(la Lene fa per rispondere, ma il
Capo
di polizia non la ascolta
interrompendola
col suo monotono)
Bene! Bene!
(e sempre seguendo le indicazioni
del foglio dà ordini, ai poliziotti,
rapidi e brevi)
Entrate! C'è una botola! Scendete!
Sta un uomo là!...
(i poliziotti entrano. Si sente
un grido
soffocato. È la moglie di Palm)
LENE
Dio di misericordia!...
(Federico fa un gesto violento
per
slanciarsi,
ma Worms lo afferra e
con
forza terribile lo
costringe a
rimanere fermo. I poliziotti
tornano trascinando
Palm)
CAPO DI POLIZIA (ad un poliziotto)
Riconoscete Palm?...
POLIZIOTTO
Lo riconosco!
PALM
Ebbene sì son Palm! Sono tedesco,
e come tale libero...
CAPO DI POLIZIA Finiamo!
(ordina ai poliziotti di
ammanettare Palm)
WORMS
E dove vien condotto?
CAPO DI POLIZIA
Dove, dite?
Al Consiglio di guerra di Braunaw!
(Federico si copre costernato il
viso co'
le mani,
balbettando atterrito: «La
morte!». La moglie e i
figli si abbracciano
disperatamente a Palm, ma
alcuni
poliziotti pongono termine a quei
saluti e
Palm è spinto fuori.
Una fanciulla riesce a cacciarsi
fra
poliziotti e soldati e ad
avvinghiarsi
stretta a
Palm.
È Jane, la piccola compagna delle
sue
letture!
Giovanni Filippo Palm
l'abbraccia stretta
e,
dissimulando, fra
i baci
riesce a mormorarle
poche
rapide
parole)
PALM
Puoi tu ridir allor ch'io partirò
quel canto che pur or udisti qui?...
Giocattoli al ritorno porterò...
(all'orecchio di Jane)
bambole belle... re...
principi...
JANE
(dopo qualche esitanza) Sì!...
CAPO DI POLIZIA (ad un cenno di Otto)
Orsù, fate finire!
PALM
Sono pronto!...
CAPO DI POLIZIA (leva di tasca una borsa di
denaro e la
porge ad un ufficiale, dicendogli) Per Jebbel Armuth, questa...
(l'ufficiale immobile e sdegnoso
rifiuta
con un breve cenno di testa)
Bene! Bene!
(borbotta fra sé e rimette in
tasca, con
un certo sorriso scettico, la borsa
che
l'ufficiale francese sdegnoso, ha
rifiutato)
(Otto, rimasto sempre immobile, fa
un
nuovo cenno al Capo di Polizia e
parte
accompagnato dall'ufficiale.
Palm,
ammanettato, in mezzo ai
poliziotti
e seguito dai soldati e dal Capo di
Polizia, si avvia verso il bosco:
giuntovi, a un tratto si sofferma e
rivolge
un ultimo sguardo al mulino.
È l'ultimo suo saluto alla vita)
(allora una vocina sottile in quel
profondo
silenzio si eleva e ripete la prima
strofa
della Wilde Jagd di Körner e
di Weber.
È Jane che saluta Giovanni Filippo
Palm
che va verso la morte. La moglie ed
i figli
di Palm che, quasi impietriti dal
dolore,
hanno assistito alla partenza del
loro
diletto, scoppiato in dirotto
pianto,
inginocchiandosi)
QUADRO PRIMO
Scena unica
(In un angolo della Foresta Nera
Wurtemberghese,
nella rozza casupola
di un boscaiolo.
Federico
Loewe, dopo la sventurata
campagna del 1806,
vi si è rifugiato
e nascosto
con sua madre, una
vecchia inferma,
e le due
sorelle Ricke e Jane:
avendo Napoleone
dichiarati fuori della legge di
guerra
tutti i volontari che hanno fatta la
campagna
sotto Lützow e Schill.
Carlo Worms è
scomparso: perduto a
Saalfeld!
E Crisogono
senza il suo senior,
scoperto
il rifugio di
Federico, un bel
giorno vi appare
col suo buon
sorriso pel novello suo
senior, e una lacrima alla
memoria del suo
exsenior,
certamente morto.
La
Germania ha ora di più un Regno
di Westfalia e
di meno la sua
libertà.
È l'aprile, dalla aperta
finestrata
entrano nella
capanna tutte le ebbrezze
della
primavera, tutte le carezze della foresta, la
Foresta Nera.
La Signora Hedvige è seduta in una
poltrona
vicino alla finestra, Federico e
Ricke
le
sono vicini.
La piccola Jane rincorre farfalle
nella
foresta:
a quando a quando la si vede
comparire
e
sparire dietro gli alberi; fuori,
sulla porta,
seduto,
Crisogono prepara delle enorme cannucce di pipa
in grossi
e dritti rami di ciliegio,
i suoi occhiali sul
naso, il suo
fedel
costume di studente malgrado i
tempi,
e malgradoNapoleone I)
SIGNORA HEDVIGE
E il boscaiolo Peters?
FEDERICO
Dal Pastore ancora.
SIGNORA HEDVIGE
È tardo!
RICKE
Sta lontano assai!
SIGNORA HEDVIGE (fa cenno a Federico e Ricke di
avvicinarsi
a lei e prese nelle sue
le loro
mani
accarezzandole con estrema
dolcezza,
coll'accento della più
profonda
felicità, sussurra) Uniti alfine!... O figli, io son
felice!...
CRISOGONO (fuori sulla porta, sbadiglia)
Stragi! Stermini! Fulmini!...
M'annoio!
(a Federico che viene sulla porta
mostrandogli una enorme cannuccia
di pipa)
Ecco!
FEDERICO
Gran pipa!
CRISOGONO
Commemorativa!
FEDERICO
Per chi?
CRISOGONO (sospira)
Pe 'l povero mio senior!...
FEDERICO
Morto?...
(crollando il capo)
Ripeto, io non lo credo!...
CRISOGONO (convinto)
Morto!... Morto!...
(Federico rientra sempre
crollando
il capo
incredulo, non volendo
ribatter oltre
l'asserzione di Crisogono. Appaiono dal
sentiero alcune
fanciulle.
Sono boscaiole della
Foresta Nera;
portano fronde e fiori.
Crisogono
dà un grido di gioia
e va loro incontro)
BOSCAIOLE
Eccoci!
CRISOGONO
Brave!
BOSCAIOLE
Se abbiam tardato...
CRISOGONO (interrompendole)
È laboriosa civetteria!
BOSCAIOLE
Noi? No, davvero!
Due colpi e via!
CRISOGONO
Lisciar la pelle; volersi belle;
tempo ci vuole, mie boscaiole!
BOSCAIOLE
Civette?
CRISOGONO
Un poco!
BOSCAIOLE
Vi pare? Mai!
Certo si sa che in dì di festa
ci vuol più tempo. La lunga
vesta!...
I nastri!... Il busto!... Le
calze!...
Gonnelle!...
Le trecce vogliono del tempo
assai!...
Non per lisciare, signor, la
pelle...
CRISOGONO (vedendole eccitate,
prende maggior piacere) Meravigliose di sdegno accese!
(con galanteria)
Se offese...
BOSCAIOLE (ridendo)
No; non siamo offese!
CRISOGONO
La pace dunque?...
(stende la mano verso una
boscaiola
che gli volge le spalle)
Voi no?
BOSCAIOLA
No!...
CRISOGONO
Dura di cuore!
Prego!...
(il tono comico di Crisogono
disarma
la boscaiola che ride e dà la mano)
Brava!
(le boscaiole entrano a salutare
la
signora Hedvige e Ricke.
Crisogono le ammira mentre si
allontanano da lui, esclamando)
CRISOGONO
Oh, natura
gran madre, quali torsi trionfali
tu plasmi nell'ombre d'una foresta!
(sospirando)
Dunque, mondo,
perché l'inutil vesta?
(siede e continua a lavorare le sue
canne
da pipa. Jane, rientrata essa pure,
sorprende
Ricke, tutta sola in disparte.
Gli occhi rossi,
agitata,
mentre le boscaiole sono intorno
alla signore Hedvige
e a Federico. Poi le
boscaiole
entrano
con Federico nella camera
nuziale
per
ornarla di fiori)
JANE (avvicinandosi a Ricke)
La sorellina che mi fa da mamma ha gli occhi tutti rossi, rossi
assai,
rossi di pianto ha gli occhi come
mai
la sorellina che mi fa da mamma!
Ha gli occhi rossi e non ne so il
perché.
Io le dico: «Sorridi, il giorno è
santo!
«Ridi, mammina!» Invece ognor di
pianto
ha gli occhi rossi e non ne so il
perché.
RICKE
La sorellina che ti fa da mamma
ha gran dolori quali tu non sai. Essa è felice eppur piange assai
la sorellina che ti fa da mamma.
No tu non domandar, Jane, perché ho gli occhi tutti rossi in
giorno santo.
Tu con un bacio asciuga agli occhi
il pianto
e del mio duol non domandar perché!
CRISOGONO
(vedendo a un tratto il boscaiolo
Peters
avanzare sul sentiero, entra in casa
annunziandolo) C'è Peters, Federico!
(Federico e le boscaiole
escono
dalla camera nuziale)
SIGNORA HEDVIGE
Finalmente!
(Il boscaiolo Peters appare infatti
sul
sentiero precedendo un personaggio
dall'abito severo e dai modi gravi:
è un ministro presbiteriano.)
PETERS (apre rispettoso l'uscio della
casa e si
ritira per lasciare il passo al
pastore) Pastore, entrate!
FEDERICO (all'apparire del ministro va
a
incontrarlo
con gran rispetto) A questi tristi giorni
avventurarsi è cortesia.
STAPPS
È dovere.
FEDERICO (accennando alla signora Hedvige)
Mamma è malata, e la presenza sua
a quanto bramo è come augurio lieto.
STAPPS (vedendo la divisa universitaria
indossata da Crisogono) Voi siete uno studente?
CRISOGONO (con orgoglio)
Studentissimo!
STAPPS
Ho un figlio io pur studente come
voi.
Mi chiamo Stapps.
(Federico gli stringe la mano con
effusione; Crisogono si toglie il
berretto
e fa il saluto universitario.
Ricke
avvicina una sedia e fa sedere
presso
la signora Hedvige il
Pastore, che
domanda con grande semplicità)
STAPPS
Che posso dunque fare?
FEDERICO
Son come molti un profugo;
fuggii l'aspro servaggio
e una sorte funesta;
in questa pace mesta
da tempo qui celato
in questo asil selvaggio
vivo della foresta.
Prima morte invocai!
Vedea l'onta infinita,
eterno lo squallore!...
Due baci, due carezze mi fan riamar
la vita:
la mia mamma e il mio amore.
(e addita sua madre e Ricke)
Onde amo, vivo, credo!
La vita è tutta aprile
e l'avvenire avanza!
Germoglia la gran selva!
Ogni ramo sottile
rinverda una speranza! Non più dubbi od angosce!
Tutto il passato è oblio!
Benedico la vita!
(e abbracciato a Ricke, dice al
Pastore)
Voi compite il destino! Sia al
cospetto di dio
la nostra sorte unita.
STAPPS
Lo posso e lo farò!... I
testimoni?...
(Federico presenta Crisogono e
Peters
come
suoi testimoni. Il Pastore siede al tavolo e scrive
informato delle persone e dei nomi
dalla
signore
Hedvige: due fanciulle
boscaiole
si staccano dal
gruppo e si
collocano
vicino a Ricke)
CRISOGONO (in disparte a Federico)
Io fo per la centesima
volta da testimonio;
è ver che un matrimonio
e un duello non è;
però tu bada a me:
tal qual è ognor la regola:
in guardia, e attacca subito!...
(Stapps ha finito di scrivere:
Federico e
Crisogono
si avvicinano a lui.
Le boscaiole tornano dall'avere
adornato le stanze.
I fiori e le fronde collocate sul
tavolo lo
fanno somigliare ad un altare.
Jane va a
cacciarsi fra la signora
Hedvige ed il tavolo ed
osserva
curiosamente.
Federico, chiamata Ricke a
sé, va a
collocarsi innanzi a Stapps il
braccio di
Ricke nel suo.
Crisogono e Peters si pongono ai
fianchi
di Federico; le due boscaiole a
quelli
di
Ricke.
Dietro il tavolo Stapps, in piedi,
legge
con
fervore la Bibbia.
Le altre si inginocchiano e
pregano
sommessamente)
STAPPS (ad un tratto chiude la Bibbia e
come
ispirato,
solleva gli occhi al
cielo,
le mani stese, parla) Non dal Libro dei Libri ma dal cuore
per ispirarmi a Te trarrò la prece.
Questa festa d'amore a cui mi chiami
è forse un vaticinio?... L'are
infrante;
la lotta disperata; ovunque l'odio
di vessilli stranieri a nostre mura
e qui nell'umil paesaggio verde
il gran mistero dell'umanità,
il simbol della patria: la famiglia!
Sì; divin vaticinio è qui l'amore!
Laddove s'ama e crede, è la
vittoria!
(ai due sposi)
Tale è il pensier di dio!...
(e in preda a indicibile
commozione
il Pastore dice
solennemente)
Voi siete sposi!
SIGNORA HEDVIGE (commossa)
Siate felici, o figli miei!
(Ricke abbandona la testa,
singhiozzando, sul petto di
Federico)
STAPPS (avviandosi per uscire) Addio!
Io debbo ritornar.
SIGNORA HEDVIGE (a Stapps) Voi benedetto!
STAPPS (rivolgendosi agli sposi)
Siate felici, nuovi amici!
RICKE, FEDERICO (accompagnando Stapps sul
limitare
della porta) Addio!
(Stapps parte accompagnato da
Peters.
Le
Boscaiole
fanno i loro addii alla
Signora Hedvige
ed agli sposi
e
partono.
Federico dà il braccio alla
madre e
con
Jane l'aiuta a rientrare nella di
lei
camera.
Ricke
abbraccia la signora Hedvige e
va
per chiudere la
finestra, ma vi si
appoggia e guarda
fuori tristemente
la
foresta.
Crisogono è entrato
nella sua
camera.
E
già è il tramonto. Federico
ritorna e quasi subito
appare
Crisogono, ma in
completo assetto di
viaggio)
FEDERICO
Che fai?
CRISOGONO
Vo via!
FEDERICO
Tu ci abbandoni?
CRISOGONO
Sì.
Ero fresco, grasso, pio,libero!
Or sembro borsa di tabacco
e fo pietà!
Muoio del mal dell'università...
Io dunque levo il tacco!
(vedendo Ricke, corre a
stringerle la
mano. È
commosso!
Le sue strette di mano sono
terribili)
Loewe... voi, Ricke, addio, e così sia!...
(invano trattenuto da Federico,
Crisogono
se ne va rapidamente
prendendo il sentiero
della foresta.
Lo si sente intonare il Gaudeamus
igitur,
che si perde lontano)
FEDERICO (appassionatamente a Ricke)
Ah, finalmente mia!...
(Ricke, in quest'ora suprema
obliviosa di
tutto il passato, si abbandona
inebriata)
Ah vieni qui,
le bianche braccia intorno
al collo mio!
La tua testa vicina
così alla mia!
Il tuo presso al mio cor!
RICKE (con voce semispenta)
Sempre così!
(e chiude gli occhi la testa
china sul
petto di Federico)
FEDERICO
No, non chiuder gli occhi vaghi cilestrini come laghi, come lune luminosi,
come stelle misteriosi.
No, non chiudere il chiarore
delle larghe tue pupille.
Ch'io vi baci le scintille
della luce dell'amor.
(ma nel sollevare il viso di Ricke,
Federico,
sorpreso, vede gli occhi
di
lei pieni di lacrime)
Tu piangi? Piangi?
RICKE (balbetta tutta pallida e
confusa)
Si. Io tremo alla minaccia
d'un'occulta sciagura
d'un temuto dolore
e l'anima ha paura;
e la baciata faccia
della tua Ricke intanto
sente i baci d'amore
portati via dal pianto.
È la mia fanciullezza
nel dolore passata
che mi nega l'ebbrezza
d'esser io pur amata?
Sei qui!... Mio!... Sempre!... Mio!
I nostri cuori, le anime
e le bocche sussurrano
Sempre!
Vinte al desio,
ed io una voce sento
che stride, irride e dice
come un ammonimento:
Sempre...
Ricke infelice!
FEDERICO (le sussurra con profonda
dolcezza,
tremando) Questa paura strana
è nella tua persona;
è il divino rossore
di amante che si dona;
è la gran scienza umana
che accoppia nel desio
l'amore ed il pudore!
L'amore, Ricke, è dio!
RICKE (ravvivata al nome di dio)
Sì! Sì! L'amore è dio!
E questo nome santopenètra nel cuor
mio
e asciuga agli occhi il pianto!
(abbracciandosi strettamente a
lui)
Or dunque amore è fede?...
FEDERICO
Fede!
RICKE
Eterna?
FEDERICO
Infinita!
RICKE
E cuore che ama crede?...
FEDERICO (interrompendola)
Ed ama oltre la vita!...
RICKE (avvinghiandosi stretta a lui)
Dunque ai miei occhi credi?...
FEDERICO
Bell'occhio! Non mendacio!...
RICKE
Dentro il mio amor mi vedi?...
FEDERICO (afferrandola con ambe le mani
il
viso
e coprendole di baci gli occhi) Negli occhi tuoi lo bacio!
RICKE (esaltata)
Sì!... Sì!... I miei occhi baciami,
o amante mio dolcissimo!
Le braccia tue m'attraggono!
Or vivo, sento e palpito.
Or baciami, bacciami! (bis).
FEDERICO
La tua bocca mi abbandona! Sono l'anime due baci! Sì!...
Viviamo!... Vivi e taci
nel mistero del sospir!
Or bacciami, baciami! (bis)
(già le desiose bocche sono unite
in un
lungo supremo bacio in quelle miti
ombre
della sera che avvolge i due amanti,
allorché improvvisa dal sentiero
della
selva sorge una voce a sussurrare le
prime strofe del canto di Weber, la
«Wilde Jagd»...)
FEDERICO
(ascolta colpito e in preda
ad
una
vivissima gioia, grida) È Worms! È Worms!...
(entra nella stanza da letto, vi
prende la
lampada accesa delle boscaiole e
corre
fuori.
Ricke si afferra alla tenda che
divide
le
stanza da letto dalla stanza in cui
ella si
trova, livida, disfatta. Federico appare
sostenendo Worms
che cade spossato su
di una sedia.
Federico lo guarda colpito
dolorosamente: Worms è scarno,
affranto,
invecchiato)
WORMS
Perché guardi così?
Mutato... vero?
FEDERICO
Sì!...
WORMS
Sembro...
FEDERICO
Un'ombra!...
WORMS
Un morto!
(sorride con tristezza)
Sono un risorto!
Ferito, prigionier, volli fuggire per non morir fra coltri ma in
battaglia;
mi finsi morto e fui gittato morto
fra i morti d'una stanza funeraria!
Là il dì vidi morir, giunger la
notte,
noverai l'ore lente lente lente
e a mezzanotte come spettro fuori
balzai dalla finestra e... via pei
campi!
Sentii dell'armi il ferragliare, il
fuoco;
sentii l'acuto morso di ferita;
ma il mio voler che m'ha fatto
gigante
poté più del dolor!...
Allor... Allora?...
(si solleva rianimandosi a poco a
poco,
commuovendosi, esaltandosi)
Appena il suolo santo
di libertà ho toccatosoavissimo
pianto
ha il viso mio bagnato.
«Piangi! Mi dissi – È lagrima
questa che non dolora!»
Per la Santa Germania
tu puoi morire ancora!»
E, a terra, là, a ginocchi
baciai il pianto mio,benedissi i
miei occhi,
ateo adorai dio!
(Ricke, tuttora immobile, livida,
seminascosta nelle pieghe della
cortina,
ascolta, ma nessuna pietà traspare
nel suo viso)
WORMS
Così fuggii! Son libero!
Ma il mio paese è invaso!...
Sgherri!... Spie!
Pur me sorregge una fede e l'idea...
FEDERICO (indovina il pensiero di Worms ed
esclama egli pure esaltandosi) Il Tugendbund!
WORMS
Sì, Loewe, l'epopea!
(ma vinto da improvvisa
stanchezza,
si lascia di nuovo cadere
sulla sedia)
Or l'imperiosa brama
di riposare a un origliere amico!
Ancor udireparole amiche
di ricordanze antiche;
credere a un avvenire!
FEDERICO (con tutto il trasporto
dell'affetto
e della gioia) Tu giungi in ora soave, gioconda...
Oggi di nozze è il giorno!
E Ricke è la mia sposa!
Tua casa è questa! Posa!
(accenna a Ricke. Alle parole di Federico,
Ricke si
avanza
lenta, rigida quale statua e
Worms
si
trova così improvvisamente di
fronte
alla fanciulla innanzi alla quale
sta
atterrito, e lo sguardo di Ricke è
implacabile
come il suo silenzio.
Federico interpreta quel
terribile
silenzio
una profonda pietà di donna,
Worms vacilla come se vinto da
debolezza,
cade ginocchioni, ma si
rialza, tosto dicendo)
WORMS Orsù... orsù in cammino!
FEDERICO (sorpreso, volendo trattenere
l'amico)
Partire tu! Partire stanco e
affranto?
Tu vuoi partir?
WORMS
Destino giusto e santo!
FEDERICO
E non ripigli lena?...
(Federico invita Ricke perché
essa pure
si unisca a lui per trattenere
Worms)
Ricke...
WORMS
Incitame l'ora! Addio!
(Federico vuole insistere,
ma Ricke
lo interrompe)
RICKE (con freddezza crudele a Worms)
Addio!
FEDERICO
S'abbuia il ciel – e l'aspra via
smarrita s'è già nell'ombre...
WORMS Addio!
(a
Federico)
Giusto e santo è il dovere che mi
caccia!
(con voce di suprema preghiera)
Sol rifornite la vuota bisaccia!
(Ricke sta dapprima indecisa, poi
prende
la bisaccia e va a rifornirla di
cibi)
FEDERICO
Tu non mi lascerai!
WORMS (risoluto)
Lo debbo!
FEDERICO
No!
WORMS (sussurra misteriosamente)
Il Tugendbund comanda.
Tornerò!
(e approfittando dell'assenza di
Ricke
consegna a Federico una lettera)
Leggi!
(Federico dissuggella la lettera
e dà
in
un grido di gioia subito trattenuto)
FEDERICO
Per me?! Uno dei capi?...
WORMS Sì! A Koenigsberg! Ti attendo! Non
mancare!
FEDERICO
Io vi sarò! Lo giuro!
Addio!
WORMS (vedendo ritornare Ricke)
Silenzio!
(prende tremante dalle mani di
Ricke
la
bisaccia e se la mette al collo e
si
avvia)
FEDERICO
(vedendo dalla
finestra il cielo
minaccioso
tenta ancora di
trattenere Worms) Minaccia il cielo! Tuona!
Resta!
WORMS
Addio!
FEDERICO
Ah ch'io ti additi almeno il tuo
cammino!
(Carlo e Federico si allontanano
pe 'l sentiero
e scompaiono dietro
gli alberi della foresta.
Fuori nel lontano tuona – ma la
luna pur
tuttavia si mostra e penetra nella
gran
stanza
dove Ricke è rimasta
immobile,
colpita
all'apparizione di
quell'uomo che
il suo
pensiero si era già abituato
a
creder morto.
Una disperazione profonda, immensa
si
impossessa di lei.)
RICKE (si getta a ginocchi, prega
fervidamente,
disperatamente, poi cessa di pregare
e
levatasi ritta, le braccia stese
al cielo
in atto di imprecazione,
grida) Tu non sei buono, o dio! Tu non sei
giusto!
(guarda intorno a sé, tutto le fa
terrore
e
tutta l'angoscia dell'anima sua le
prorompe
in lacrime e lamenti)
All'ardente desio
già rinasceva il core!
Era il passato oblio
e l'avvenire amore!
Nei miei capelli ancora
le care dita sento!
Il labbro ancor disfiora
il bacio della vita!
Nell'infinita ebbrezza
del divino momento
gridavo: «Vivo alfine!
Ho vinto la mia sorte!»
E invece è già la fine!
E invece è già la morte!
Or che farò?... Mentire!...
(risoluta)
No! Fuggire!
Destino, ti obbedisco!...
(siede al tavolo; scrive
rapidamente
e si alza esclamando)
È fatto! È fatto!
(guarda fuori dalla finestra. Il
cielo
è tutto
coperto di nubi: tuono, lampi)
Il ciel s'è fatto tenebra. Là Ricke
celi per sempre la sventura sua!...
(penetra nella stanza nuziale; vi
si
arresta
e guarda commossa, poi si
china
a baciare
il guanciale del letto;
prende un fiore; se lo
nasconde in
seno;
si arresta ad ascoltare
verso la
foresta;
si avviluppa in un mantello;
pone la
lampada presso la lettera e rivolta
a
tutte
quelle cose che essa abbandona,
grida)
O care cose, o amate cose, addio!
(Esce, ed ha appena il tempo
di celarsi dietro
un albero,
perché Federico ritorna
e le passa
vicinissimo rientrando.
Ricke si interna nel
cupo della
selva
ove scompare tra la luce dei
lampi e
la
minaccia del tuono.)
FEDERICO
Ha voluto partir!... Non la minaccia
dell'uragano, non le mie preghiere,
la lunga via da quel voler l'han
smosso!
(guarda intorno cercando di
Ricke)
E Ricke?
(penetra nella stanza da letto;
guarda;
è vuota)
Ah! Da mia madre!...
(l'uragano scoppia fuori
violento;
la finestra è ancora aperta)
La finestraaperta ancora?
(va e a stento gli riesce di
rinchiuderla
per la gran violenza fuori del
vento)
Scoppia l'uragano!
(infatti l'uragano scoppia fuori
in tutta la
sua
furia. Federico si avvicina al
tavolo
dove è la
lampada e dove Ricke ha
collocato la lettera
in modo da
esser
subito vista)
Mia Ricke che mi scrive?
(e lontano da qualunque sospetto,
interpretando anzi quello scritto
come
una fantasia di amore di fanciulla
alla
sua prima notte nuziale, prende la
lettera, ma appena aperta egli se la
lascia sfuggire dalle mani)
Dio! Fuggita!
(si abbassa, raccoglie la lettera
e
confusamente vi legge)
«Compiangimi!...»
(sorpreso)
Compiangerla?!... Perché?...
(torna a leggere)
«Per te, per mamma e...
tutti...
son morta!...
compiangimi e perdona... perché
t'amo!»
(rimane come fulminato, poi corre
come
pazzo per salire alla camera
della madre,
ma muta pensiero;
poi si avvia per entrare
nella
stanza da
letto e ne lascia invece,
impaurito,
cadere le cortine.
E sempre più
violento fuori si fa l'uragano!)
Ben più fiero uragano scoppia e
infuria e infuria
dentro l'anima mia!... Già il mio
cervello
smarrisce ogni volere del pensiero!
(e come pazzo si dà a gridare)
Perché? Perché? Perché?...
FEDERICO (con angosciosa passione)
Già sul mio pettoio la stringevo!...
Tutta!... Sulla mia
già la desiata bocca spasimava?...
(gli sovviene che in quel momento
la
voce
di Worms ha interrotto l'ora
dolcissima)
Worms!... Worms che canta!...
Ebbene, perché tremo?
(l'uragano è al colmo. Federico
passeggia tormentato e agitato da
terribili sospetti)
Quando?...
...Dove?...
(risovvenendo)
Dunque al mulino... Io?... Lungi!
Con Giorgio!... E Ricke?... Là!...
Worms dirigeva!...
(fa un gesto d'orrore, quasi a
scacciare
l'orribile sospetto. L'uragano infuria ancora di più: un
fulmine scoppia vicino alla casa.
Una vocina impaurita chiama
disperatamente)
JANE
O Ricke!
FEDERICO
La piccina!
(Jane entra correndo
e tutta lagrimosa dalla paura)
JANE
Ricke, ho paura!
FEDERICO
(alla vista della fanciulla, un
pensiero
strano gli balena; le si avvicina e,
fissandola con grande attenzione,
le dice) Ricke è via! È partita...
È partita con... Carlo...
JANE (guarda Federico e impaurita
esclama)
Il maledetto?
FEDERICO (sorpreso, fissando sempre Jane)
Il maledetto?!...
JANE
L'uomo del mulino!
FEDERICO
Il maledetto!...
Di', perché tal nome?
JANE
Là Ricke lo chiamava: il
maledetto!...
(poi soggiunge)
Là Ricke ha pianto tanto!
FEDERICO (insinuante)
O mia piccina,
ricerca i più lontani sovvenir!...
(siede attirando presso di sé
Jane e
ascoltandola con angosciosa
attenzione)
JANE
Sempre piangeva,
e se chiedevo:
Perché?... Taceva.
Io pur piangeva.
FEDERICO
Dunque piangeva sempre!
JANE A giochi mieipiù non giocavo,
vicina a leistavo e guardavo.
FEDERICO (insistendo)
Di'...
JANE
Sola credendosi
un dì, seduta,
l'ho udita in lacrime
dir: «Son perduta!»
FEDERICO (levandosi di scatto)
Perduta?
JANE
E cupa e assorta
l'udia soventi. dir fra i lamenti:
«Ah, fossi morta!»
FEDERICO (in preda a violenta agitazione)
E ancora, ancor l'anima
mia è nel buio!
(con impeto)
O mia vita finita! Per me tutto è squallore!
Finita è la mia vita! Tutto per me è dolore!
(con
terribile risoluzione)
Orsù, mio cor, non pianti e non viltà! Non più dolore!
Odio, non pietà!
(medita ed esclama selvaggiamente
feroce)
A Koenigsberg! Colpirlo in tutto,
onore,
e gloria, e patria
e in tutto... tutto... tutto!
(L'uragano si è dissolto; il cielo
torna
libero
e sereno; riappare la luna
che
rischiara la
selva e penetra dalla
finestra
nella stanza.
Jane si accosta a Federico timorosa,
e
lo vuol condurre vicino alla
finestra.)
JANE
La luna piena –
non vedi tornare serena?
Rischiara il ritorno di Ricke!
Qui vieni! Aspettiamo così. Tornerá!
(bis)
(Federico commosso, affranto,
siede
vicino
alla finestra,
tiene fra le braccia Jane,
le
accarezza la testa con movimento
quasi
incosciente, poi prorompe in
dirotto pianto)
QUADRO SECONDO
Scena Unica
(A Koenigsberg. Nei sotterranei della
società
segreta «Louisebund » Una diramazione del Tugendbund.
(Rozza tavola, alcune panche e
sgabelli
di legno, e addossato alla parete di
sinistra,
presso all'enorme pilastro in
muratura al quale
sono affissi i bandi e i decreti e
gli ostracismi
della società segreta, un armario
zeppo di
rapiere, spade ed altre armi per
difendersi
in caso di sorpresa.
Le pareti sono però bizzarramente
ricoperte
di iscrizioni e strani disegni:
bandiere,
teste di morto, le braccia
incrociate della
Vehême, nomi, date!...
Nell'alto, in nero, è scritta la
data della prima
confederazione; il reame di
Westfalia è dipinto entro un circolo che pende
sorretto
da una forca; invece i nomi di
Wolkensdorff
e di Schill sono dentro alla aureola
di una
bizzarra ghirlanda raffigurante una
corona d'alloro.
Sul valore simbolico vi è poco a
dire,
ma quanto al valore artistico si
comprende che
tutte le iscrizioni murarie furono
speciale lavoro
di Crisogono, il quale funge da
segretario, cancelliere, usciere, portiere
e... banditore!Carlo Worms scrive. Da tutte le parti si eleva un
bisbiglio indeciso
che a poco a poco si afferma sempre
più netto.
È il nome di «Germania» ripetuto
come parola d'ordine degli adepti
del «Louisebund»)
CRISOGONO (entra frettoloso dal fondo
portando
un mantello e una maschera che porge
a Worms) Senior, il tuo mantello e la tua
maschera.
Di già i «Fratelli» scendono al
convegno.
Trionfalmente incrocia alta per
l'aria
su su da' cuori la parola d'ordine:
«Germania!»... Odi?...
LE VOCI
Germania!
CRISOGONO
Or sì che l'anima
sussulta al santo nome come inno
di Schill e Colberg:
«Siam Prussiani vecchi...»
WORMS
(interrompendolo) Di Federico?
CRISOGONO
Nulla...
WORMS
Uno dei capi
del Tugendbund assente ognor?!...
CRISOGONO (crolla disgustato le spalle)
L'amore!...
(si maschera e si drappeggia con
importanza
e maestà nell'ampio
mantello. A poco a poco
i vasti
sotterranei si affollano.
Gente strana
e diversa vi penetra
sbucando dai diversi
corridoi.
Alcuni fanno crocchio al pilone e vi
leggono gli editti affissi; altri
passeggiano;
molti si riconoscono
sotto
alla maschera e si
salutano
silenziosi
con rapide e forti strette
di mano
e il parlare sommesso; ve ne sono
anche
senza maschera e sono per lo più gli
ultimi adepti, le reclute nuove, gli
studenti
troppo fieri di far parte
della
Louisebund
per nascondersi ed i
recipiendari.
Al tavolo
già stanno alcuni dei
capi, e
vari
rappresentanti di altre Società
segrete della
SudGermania,
e fra questi, oltre a Worms,
il
dott. Jahn, il barone
De Nozis, il prof. Lang.
Una sedia
di uno
dei capi rimane vuota.
I
corridoi continuano a riversare
soci.
Sono
amici, fratelli, adepti di 1° e
2°
grado,
rappresentanti,
corrispondenti,
emissari,
reclute nuove, affigliati.
Tutti i ceti, tutte le
mode,
tutte le età. Il ricco e il povero,
il soldato e il borghese, il
professore e lo
studente, l'ufficiale e il soldato
semplice,
il padre e il figlio)
CRISOGONO (con voce imponente)
I nuovi battesimi!
(alcuni soci mascherati traggono
i nuovi
iscritti avanti al capo)
WORMS Il nome!
(i soci presentano i nuovi
adepti.
Crisogono ne dice i nomi e Worms
li scrive sul gran libro)
CRISOGONO Whilelm Mayor di Tubinga.
Fritz Faner di Zamosc.
Oldermütz di Torgan.
Freidlitz di Coblenz.
Remy di Wittemberg.
Johannes Hans di Mainz.
Zahn di Nuremberg.
WORMS (ai nuovi adepti) Conoscete?
ADEPTI Sì.
WORMS Volete?
ADEPTI Sì.
WORMS Arriverete?
ADEPTI Sì.
WORMS Saprete morire?
ADEPTI
Sì.
WORMS
La vostra religione?
ADEPTI
Germania!
WORMS
La vostra madre?
ADEPTI Germania!
WORMS Il vostro amore?
ADEPTI Germania!
WORMS Che farete per lei?
ADEPTI Tutto!
(Worms accenna agli adepti di
prendere
posto tra i «Fratelli» Crisogono va ad
affiggere al pilone
i
nuovi bandi e i nuovi
editti dove
stanno
ancora affissi i vecchi,
quali ad
esempio
quello che ha bandito il
rogo ad
ogni
ritratto di Haugwitz dopo
che costui
ha
osato felicitarsi con
Napoleone
della
vittoria di Austerlitz
e
l'odio «nazionale» contro i suoi
accoliti
Lombard e Beyme
per avere allora
pubblicamente esclamato:
«La Germania
può ora dirsi
all'incanto».
Dei nuovi bandi
alcuni sono
retrospettivi
e colpiscono,
sebbene con tardo
rimprovero, i librai
Moltrecht di
Lipsia
e Perthe di Amburgo e
le mercantesse
di mode Schemlin, Parf
per troppa civetteria con ufficiali
francesi».)
WORMS (ritto in piedi al posto
presidenziale;
gli altri capi seggono)
Silenzio e udite or voi!...
Napoleone già s'avvicina alla fatale fine che attende ogni tiranno!...
Tutti i popoli
per lui e contro lui aprono le anime
alla coscienza!
Or redenzione è il sogno
che acqueta tutto il mondo e il suo
supremo
bacio fraterno è: La Santa Alleanza!
Dà il ricco l'oro e il povero dà il
sangue,
dà il re la sua parola e la sua
fede!
(un fremito di entusiasmo
corre
ed esalta tutti)
I FRATELLI Noi morrem pe 'l re!...
Morremo per la patria! Le vite! I
figli! L'oro,
ogni angoscia e dolore!
WORMS
Il «Tugendbund» è altare e
tribunale!
Qui i martiri e i colpevoli
convengono!
(a Crisogono)
E qui un colpevol venga!
(ai «fratelli»)
Giudicate!
(Ed ecco il colpevole introdotto da
Crisogono: è un giovinetto pallido,
cogli
occhi pieni di lacrime: sta ritto a
capo
scoperto innanzi ai capi.
La sua estrema
giovinezza strappa un
mormorio di
dolore e di sdegno.
È Jebbel, il mendicante!)
I FRATELLI
Oh la vile esistenza! Oh gioventù
già ignava!
Mesta e vinta coscienza
se già colpa la grava!
(a un cenno di Worms si
fa
silenzio
e Jebbel parla)
JEBBEL (con angoscia)
Son Jebbel!... Jebbel sono, il
mendicante!...
Io ho tradito Palm!... E per
quest'oro!...
Ognor col mio rimorso!...
Così vissi!
Col desiderio di gridare al mondo:
«Io ho tradito Palm!»...
Così fanciullogià sono un vile!...
Maper la pietàdella mia vecchia
nonna tacqui...
È morta!
Quest'è l'oro per cui mi son
venduto! Prendete!
(e l'oro che il fanciullo
istintivamente non
ebbe
mai il coraggio di spendere,
l'oro di
Otto, tenuto
da lui nascosto sotto
una
pietra, Jebbel lo va a
deporre sul
tavolo
della presidenza e ritorna
subito
dopo al
suo posto ad attendere la
sentenza –
finalmente co' la coscienza calma.
Passa un momento di silenzio.
L'assemblea non
si è ancora riavuta
dallo stupore di quella
confessione.
Poscia scrosciano terribili e
implacabili
le grida.
«Muoia! Muoia!» Ma un
affigliato esce dalla folla
e si smaschera.
È
Lützow: alla di lui vista
l'assemblea
si calma)
LÜTZOW (ai capi)
Sia mio questo fanciullo!
(passa un altro momento di
silenzio.
I capi si consultano con Worms)
WORMS (a Lützow)
Sì!
LÜTZOW (ponendo una mano sulla spalla
di Jebbel Ti arruolo!
(la pietosa generosità di
Lützow
esalta l'assemblea)
I FRATELLI
Evviva Guglielmo Lützow,
anima grande e grande cor!
Redento sei! Va', Jebbel, alla
gloria!
Con Lützow vai sul campo dell'onor!
Vai laggiù dove eterno vive chi
muor!
(Crisogono introduce un altro
personaggio.
Costui tiene fra le
mani una
piccola scatola
sul di cui coperchio
è
disegnata una croce.
È il
pastore Stapps. E il nome di Federico Stapps,
che
appunto in questi giorni riempie il
mondo
pe
'l folle e disperato tentativo di
Vienna
e per
la
sua coraggiosa fine, corre
sulle
labbra di tutti.
L'assemblea si alza
in
segno di rispetto: il silenzio
è
profondo)
STAPPS
Era mio figlio nato col destino
d'una gran morte dentro all'occhio
azzurro;
avea i capelli d'oro degli arcangeli
e dentro al cuore la dolcezza mite
che fa timidi i buoni e la fortezza
dell'amor patrio che fa i bimbi
eroi.
(è fortemente commosso ma riesce
a dominarsi e riprende il suo dire)
Vide un tiranno e la Germania
infranta,
il mondo in sangue e in pianti
contemplò,
chiamò – Pietà! – l'idea cruenta e
santa
ed alto il braccio per punir levò...
Morì!... A Schoenbrunn!...
Lo vidi!... Era il mattino!
Forse in quell'alba d'incompiuto dì
vide compirsi il patrio destino
e come antico martire morì.
(presenta, baciandola, la scatola
che
contiene un fazzoletto bagnato nel
sangue di Federico, suo figlio, e la
depone sul tavolo soggiungendo)
Pria ch'ei confuso, giù,
tra infami tombe,
raccolsi il sangue che il suo cor
versò...
Qui scendo come a sante catacombe
e il sangue suo di martire vi do!
(un grande sussurro di pietà e di
ammirazione accoglie le parole del
vecchio)
I FRATELLI
Fiero, o vecchio, è il tuo dolor,
ma dolor sublime e santo;
è fecondo a glorie il pianto
che
l'amor di patria dà!
WORMS
(si leva, corre al vecchio e lo
bacia
in fronte vinto da grande
entusiasmo,
esclamando) Il Tegendbund è catacomba!...
Quiferve una fede!
(e rivolgendosi verso i
«fratelli» grida)
I martiri non muoiono!
Eterni contro il mondo e il tempo...
(ma ad un tratto, nell'assemblea,
tuona
una voce che interrompe.
È un adepto senza distintivi che
ritto in
piedi, isolato, mascherato e avvolto
in un
ampio mantello parla concitato e
nello
stesso tempo calmo, gli occhi
scintillanti
sotto i fori della maschera ed
ostinatamente fermi su Worms)
FEDERICO
O viliparole!
O falsa fede questa!...
(la sorpresa è terribile.
Carlo Worms si
arresta dapprima,
poi contro l'incognito
interruttore
ripete più forte)
WORMS
A milleverranno eroi!
FEDERICO
(con ironia)
Eroi?!...
WORMS Sì! Amor di patriaassolve.
FEDERICO (calmo)
È logica codarda!
WORMS
È un déspota fuor dell'umana legge!
FEDERICO
E l'assassiniopure lo fa!
WORMS
Ogni arma è santa!
FEDERICO
No!
(e l'adepto, che ha presa così
violentemente la parola, continua a
dire
con grande slancio e anche con
strano
accanimento contro Worms)
La vittoria è santa e pura
All’eroe che a morte va!
Santa spada alma sicura
al soldato che morrà!
Chiama eserciti la patria...
chiama eroi e libertà!
Tu un agguato e un assassino
offri invece e una viltà!
(allora dall'assemblea grida
concitate
si elevano in favore e contro)
ALCUNI
Silenzio! Taccia!
(Worms livido guarda perplesso,
mentre Crisogono urla)
CRISOGONO
Il nome sveli!
ALTRI (gridano invece)
Parli!
WORMS
Chi sei tu dunque?
I CAPI (si levano e intromettendosi
tentano di
troncare l'incidente sentenziando) Al giudizio!...
WORMS
Chi sei?
FEDERICO
(impavido, dominando tutto e tutti,
stacca gli occhi da Worms con un
gesto
di supremo disprezzo e si rivolge
a
Stapps) Sol di gloria sante splendono
or qui, o padre, le tue lacrime;
sono pure gemme e fulgono
onde il cuor trema a pietà.
(addita al Pastore Stapps e
all'assemblea tutte le iscrizioni
che
coprono le pareti e soggiunge)
Ma là guardo, e una coorte
d'eroi spenti passar veggo!
Là divini nomi leggo!...
La coorte passa... va!...
Lungo sangue cola dietro
alle eroiche genti morte!
Là mirate quante lacrime
d'altri padri e madri smorte!...
Io là guardo a quelle lacrime
che altri padri pria versarono
ed io grido: Là è l'esempio!
Là è il mister del
sacrificio!
Qui?...
(ancora terribile additando)
No!... Alla vision splendida
degli eroi morti in battaglia
la tua man fango raccoglie
e agli eroi codardi scaglia!
(e il dito teso verso Worms lo
accenna
all'assemblea con un gesto
di accusa)
WORMS (strappandosi la maschera con un
grido
minaccioso contro l'adepto) Il tuo nome e il tuo sangue!
(l'adepto si toglie calmo la
maschera)
CRISOGONO (non credendo ai suoi occhi)
È Federico.
WORMS
Tu?
MOLTI
Federico Loewe!
(molti giovani eccitati fanno
l'atto di
scagliarsi contro di lui)
WORMS (si frappone gridando)
Niun lo tocchi!
(e mormora fra sé
abbattuto
e scoraggiato)
Ricke ha dunque parlato!
(Sommo e triste è il silenzio!
Worms si toglie il mantello e il
berretto
che consegna a Crisogono e in mezzo
alla meraviglia di tutti rimane in
atteggiamento umile, a capo scoperto
avanti a Federico Loewe.
Rende ancora più penosa la sorpresa
di tutti il modo dimesso con che
Worms
parla. Le sue parole non sono una
ribellione alle offese ricevute,
sono
parole di una grande umiltà.)
WORMS
Sia fatta la mia sorte!...
(con voce piena di dolcezza a
Federico)
Che vuoi da me?
FEDERICO (con impeto)
Io voglio la tua morte!
WORMS
(accenna ai distintivi del suo
giubbetto
che sono quelli della legione di
Lützow
«Cacciatori della Morte» e grida) Morire?! Guarda!
Io già son sacro a lei!
(e correndo entro la folla e
traendo a sé
Körner e Lützow, dice loro)
Ditegli Körner, Lützow, ch'io
morrò!
FEDERICO
No! No! Il superbo orgoglio
d'una morte di gloria a te non
voglio!
(rapidamente si accosta
all'armario
vi
stacca due spade
e ne getta una a Worms)
Tu qui morrai!... In guardia!
(e getta il mantello)
WORMS
Non voglio!
FEDERICO (furibondo)
Tu non vuoi? Dunque hai paura!
Ah ben tu sei quel ch'io conobbi...
l'uomoscaltro agli agguati
e vile... vile... vile!...
(Carlo Worms non risponde guarda
calmo, poi lentamente si lascia
cadere in
ginocchio avanti a Federico Loewe.
Allora molti circondano Loewe.
Ognuno di quegli uomini che pregano
non conosce viltà ed implorano ora
contro un fratricidio nella
imminenza
della gran battaglia per la libertà.
Sono Hasserodt, Lützow, Körner,
tutti co'
lo splendore in fronte del loro
destino
tragico e della loro gloria; è
Gneisenau,
Nettelbeck, Doernberg, Bærsch,
Scharnhorst, e il malinconico
Blücher, il
violento De Stein, Glein, Villers,
Goevres, Kleist, Vogt, Förster,
Bürger,
Gentz, Jacobi... e tutti pregano.)
I FRATELLI
Noi non vogliamo fra voi un
fratricida!
Or questo sangue sparso è mal
presagio!
Ha pianto; s'è umiliato; tu perdona!
(Ma queste voci miti irritano ancora
più
Federico e lo fanno violento.
Fuori di sé per
quella umiltà di
Worms,
improvvisamente si
abbassa e lo
colpisce in pieno volto.
Con
orrore si scostano tutti da lui:
Worms si leva,
sotto la terribile
ingiuria,
calmo sempre e
raccoglie da terra
rassegnato la spada che
Federico gli
ha
gettata)
WORMS Orsù, finiam!
Codesto picciol
odio
gran tempo sciupa!
Io sono pronto!
(mentre Lützow, Körner e Bærsch
fanno
i preparativi, Worms fa cenno a
Crisogono
di avvicinarsi a lui e lo
trae in
disparte)
Ascolta!
Io morirò!... Ricke vedrai?
CRISOGONO (volendo ad ogni costo non
piangere
e piangendo suo malgrado) Vedrò!
WORMS
Ch'io morir volli le dirai!
CRISOGONO
Dirò!...
WORMS
(commosso al dolore della sua
vecchia
«Volpe di cuore», gli stringe forte
la
mano con suprema tristezza) Suvvia la man, mia vecchia volpe, e
addio!
Non già questa la morte
santa ed immacolata,
morte sublime e forte come gloria
sognata,
col brando in pugno sì
ma sotto le grandi ale
della nostra bandiera!
Quest'era l'ideale!
E invece, muoio, qui,
con agonia d'inferno,
ed ho per mio destino
non il sole divino
del dì ma triste sera
e un duello fraterno...
Onde volente muoio!
CRISOGONO
O senior mio!...
(Worms vedendo che i suoi testimoni
gli
si avvicinano, saluta Crisogono e
obbedisce impassibile ai testimoni;
Lützow scelto come imparziale ha
misurato con Körner e Bærsch il
terreno;
gli avversari sono posti di fronte)
LÜTZOW
Silenzio sul terreno!...
(ma allorché egli, il gran soldato,
è per
dare il sacramentale ordine
dell'attacco
«Risuonino i ferri!...»
esclama invece)
Mi ripugna!
A me soldato questa spada grava!Va'
via!
(e getta lontano la spada
aggiungendo)
Dell'avvenir dispero omai!...
(Allora una soavissima Donna appare
improvvisamente, bellissima nella
possanza della sua alta maestà.
La sua voce è dolcissima ma
improntata
a profondo corruccio.
Così la bellissima
donna co' la sua
dolcissima voce rimprovera
Lützow
spingendo innanzi a sé il più amato
dei
suoi figli colme le braccia di gigli
azzurri
di campo.)
UNA DONNA
Finché le vostre donne e i vostri
prati
hanno di questi fiori
chi del destin di patria dispera?
(e spinge fra i combattenti il
figlio.
La
sua
apparizione fa correre un fremito in
tutti.
Lützow piega il ginocchio avanti a
Lei.
Federico e Worms si scostano e si
inchinano e tutti la circondano
sussurrando rispettosi prima, poi, a
poco
a poco, scoppiando in entusiasmo)
TUTTI
La Regina, la Regina. Nuova Thusnelda, in noirinnovi il fato ardito che fatti i vinti eroi sospinge a libertà. Freme ne' nostri canti per te l'inno bardito, più gli occhi non han pianti, non l'anime viltà!... In te tutto s'aduna
avvenire e fortuna,
la speme e la vittoria!
Tu sei la nostra sorte!
Tu sei la nostra fede!
Tu sei la nostra gloria!
In te si spera e crede!
Urrà! Viva la morte!...
(e Loewe e Worms gittano
inorriditi le
spade, ma le raccoglie il
giovanetto,
il
biondo giovanetto dai gigli
azzurri
e
ritorna ancora a loro quelle due
spade!
Non più per l'odio, ora sono spade
brandite per la patria.
Tale è il pensiero
di quel
giovanetto, e i
due nemici per
l'amore, fratelli per
la
patria, strette in
pugno ancora
quelle
armi, abbracciati,
gridano con voci
che la commozione e la
esaltazione di quel
momento rendono sublimi)
TUTTI
Morir... morir... morir per la
Germania! (bis)
EPILOGO
Intermezzo sinfonico
(È il terzo tramonto, l'ultimo, che
avvolge
la
lugubre piana di Lipsia.
19 de octubre de 1813
Qui la leggenda della germanica
faida fu vinta
da questo duello di giganti che la
storia già
definisce «battaglia delle nazioni».
La nebbia
dell'ottobre come fitto
velario si
diffonde su
tutto; copre sole,
cielo, orizzonte
e avviluppa
la vasta landa.
Tutto è grigio, tutto è invisibile,
tutto
si fonde in un vasto insieme
indeciso: Liebertwoolkwitz e Wachau e i boschi di Gross
Posna.
Lontano da Grimma il vento
reca solo lo
scalpitio
di cavalli resi furenti e
selvaggi dal
terrore; da Rochlitz squilli di trombe
richiamano
i soldati
sbandati,
perduti, errabondi;
su dal
campo fievoli grida, fioche
preghiere,
gemiti di
feriti e angosce e spasimi di moribondi!
Eppure
qualche cosa di grande,
di soprannaturale,
avviene là e la
folta nebbia
arcana nasconde un
grandioso mistero,
imperocché cessano
improvvisamente
lamenti ed agonie.
Quale
suprema visione dunque avviva
la vostra
morente
pupilla, o nuovi eroi?
Il cielo e la leggenda si
confondono
là in un
supremo abbraccio di poesia,
di sangue
e di gloria co' la terra e la
storia!
È Iwain,
Lancillotto del lago,
Vilagloil e tutti gli
antichissimi
eroi che sui candidi
loro destrieri
scendono dai mistici
Walhalla per
contemplare
la rinnovata gloria di
Hermann...Voci misteriose e arcane sembrano
espandersi
intorno intorno; voci di anime
vibranti di
gloria
come quelle dei bardi al tempo di
Vilfred, di
Werdomar, di Kerding e di
Darmond;
voci misteriose
e arcane
inneggianti:
“O nuovi eroi, di noi più grandi,
perché,
noi eroi per la fede e l'amore,
voi per la patria;
noi per la leggenda,
voi per la storia!...”
E la bianca cavalcata aerea passa e
si smarrisce
alta nel cielo; e il silenzio e la
gloria posano
soli in compagnia dei morti sul
tragico campo
dove la leggenda fu vinta dalla
storia)
Scena Unica
(Nella piana di Lipsia, fra Rochlitz
e Grimma,
il 19 ottobre 1813.
La battaglia, durata tre giorni,
è
finita.
Sul campo omai abbandonato giacciono
solo i morti, i feriti, i dimenticati.
A destra è un
terrapieno denominato
il Thonberg,
dove intorno
si è combattuto
accanitamente:
da lì Napoleone
ha assistito alla
battaglia.
Sul Thonberg esisteva
un mulino da
tabacco: ora non vi sono che rovine,
cariaggi distrutti, cannoni
smontati,
ruote infrante,
rovine d'uomini
e cose dovunque; una miseria; il
terrore.
La miscela delle uniformi e dei
colori è
bizzarramente e fúnebremente fusa
nel sangue
e nel fango; le divise di Merveldt,
di Lichtenstein,
dei partigiani di
Thielman e quelle
brune di Lützow
sono confusamente
mescolate
a quelle dei cosacchi
di Platoff,
dei granatieri
di Rajewsky e alle azzurre
della
gran Guardia
di Napoleone e dei cacciatori di
Lefevre Desnouettes, dei lancieri di
Krazinski,
dei
granatieri a caballo di Guyot e delle giovani reclute
di Ney.
Oscure nuvole, nere, offuscano il
tramonto;
sorge densa una nebbia umida, afosa.
Lipsia nel
lontano è sommersa
in quel fitto mare di nebbie.
Due creature vagolano in quella
semiombra
di
triste tramonto.
Una selvaggia creatura dai
capelli
sciolti in gran disordine – seminuda
nelle spalle che
una lacera camicia a stento ripara e
le gonne
bizzarramente allacciate alle gambe
la fanno
apparire come una antica
sacerdotessa druidica
vagante nella lugubre piana.
È Ricke.
Ricke, travolta entro alla bufera
del glorioso
dramma della sua patria, impavida
fra stenti e
angosce, audace contro il tempo e
gli
avvenimenti,
trascinandosi dietro
ai Cacciatori della Morte.
Sospinta Ricke così corre dietro il
poema della
sua
vita, verso il suo destino che
per ironia,
ancora
contro lei, ha fatto del suo
amore e del suo odio,
Loewe e Worms, due
fratelli;
nell'abbattimento
fatta ardimentosa
dal suo
amore, nella stanchezza
selvaggiamente
rafforzata dal suo odio, allucinata
da speranza
folle e tormentata inconscia da un
orribile
presagio.
L'altra creatura, un giovinetto,
veste la divisa dei Cacciatori della
Morte
ha i
distintivi di tamburino; non ha
berretto
ma una
gran fasciatura gli copre la
testa dove egli fu ferito.
È Jebbel)
RICKE
(incitando Jebbel)
Cerca!...
Rammenta!...
JEBBEL Il locopiù non ravviso!...
(fa
alcuni passi, guardando intorno.
Lontano per l'immenso piano, un
lungo
gemito si eleva e si perde)
JEBBEL
Oh! Il fiocolamento!
RICKE
È Il vento!
(ed anima coll'esempio
Jebbel a
ricercare ancora)
JEBBEL
(si arresta avanti al terrapieno)
Ecco! Lassù!...
(guarda attentamente e ravvisa
il Thonberg)
Ecco il livido Thonberg!
Cogli occhi noti
alla vittoria, ai morti
lassù Napoleon la dimandava!
No! Vivacontro a lui
la libertà, la libertà marciava,
e ai fianchi avea
gli angeli della gloria:
la patria e la morte! ed
il livido Thonberg
allor tutto si tinse in rosso cupo
e per fuoco e per sangue!
Körner il canto!
Worms la bandiera!
Loewe la spada!
Io sul tamburo
seguia battendo il fremito
dell'inno!
Crisogono là vidi a un grande
abbraccio
tender le braccia e... cader morto!
Poi... morti morti tutti,
e il mio tamburo
ognor battea ma solo e senza canto
sovra il livido Thonberg
rosso solo di sangue!
RICKE
(si arresta fra i morti
ai piedi del Thonberg) Qui dunque? E più de' tuoi begli
occhi spenti
nel dolce tuo guardar Ricke vivrà?
Qui dunque? E più, nei brevi baci
ardenti
la povera tua Ricke ancor vivrà?
(stende le braccia verso
quei (morti, chiamando)
O morto! O morto!
JEBBEL
(impaurito ai gridi e ai gemiti)
Odi, lugubri gridi!...
RICKE
(disperata)
O morto! O morto!
JEBBEL
Odi, voraci gridi!...
RICKE
(singhiozzando) Ah! Morto, morto!
JEBBEL
(improvvisamente si arresta) Dio?
Là sotto un gemito!...
(e accenna ai piedi del Thonberg)
(Ricke e Jebbel immobili, anelanti,
ascoltano: infatti un fioco gemito
perviene distinto fino a loro)
RICKE
(esaltandosi)
Sì, un gemito!...
JEBBEL Laggiù!
RICKE Odi!...
(tornano ad ascoltare)
Il silenzio è sommo.
(sconfortata)
Nulla!...
JEBBEL
(che ha continuato a cercare a piè
del
Thonberg, ad un tratto addita a
Ricke un
corpo insanguinato, esclamando) Loewe!...
(da quel corpo insanguinato esce
ancora, l'ultimo indizio della vita,
un
soffio di dolore.
Ricke accorre,
si inginocchia, con
una
suprema
dolcezza riesce a sostenere
sovra
il suo ginocchio la testa di
Federico)
JEBBEL
(osservando con febbrile
angoscia)
Lieve respiro!...
RICKE
(piena di speranza)
Ma respira!...
JEBBEL
Un'ombradi vita sol...
RICKE
Ma vita... vita... vita!
Agli avamposti, Jebbel...
JEBBEL
Vo!
(è per allontanarsi, ma si sovviene
della
fiaschetta d'acquavite che tiene a
tracolla, ritorna e la porge a
Ricke)
Prendete!
(e corre via verso gli avamposti.
Ricke, in ginocchio presso
Federico,
lentamente gli versa poche stille di
liquore sulle labbra e spia ansiosa
sul
volto la vita che torna.
Federico non apre gli occhi, ma al
contatto del liquore trasale)
FEDERICO
(con un fil di voce
sempre
gli occhi
chiusi) O tu che mi soccorri
e sei pietoso
deh, dimmi tu...
(ma la voce si spegne e passa un
momento di silenzio lugubre. Ricke
avida ascolta ancora,
finalmente
in
un sospiro Federico
può dire)
FEDERICO
...chi ha vinto oggi?
RICKE
Germania!...
FEDERICO
(dopo un momento di silenzio) Oh, benedetto labbro!...
Ancor!...
RICKE Germania!
(di
nuovo passa un momento di
silenzio;
un gran sospiro esce dalle
labbra di
Federico che mormora)
FEDERICO
O dolcissima voce e dolce nome!
Parlami ancor!
(ma Ricke vinta dalla commozione
non
può profferir parola e scoppia in
lagrime)
FEDERICO
Tu taci?...
(il silenzio intorno ai due è
sommo;
solo il
singhiozzo di Ricke si eleva
doloroso)
FEDERICO
(il moribondo, in quel pianto
dolorosissimo ha divinato Ricke: ed
in
un dolcissimo sospiro balbetta) Tu sei Ricke!...
(e ripete ancora felice)
Ricke! Sei tu?
(e la sua voce in quella
emozione
si affievolisce)
RICKE
(versandogli ancora gocce di
liquore)
Bevi la vita!
Amore, bevi!
FEDERICO
(si rianima e può finalmente
fissare
il volto di Ricke) So l'infinitae desolata
storia del tuo dolor!...
Lo so, lo so! Innocente!...
Or muoio lieto!
RICKE
No! No! Vivrai! Alla tua vita io
credo!
Se qui il signor mi trasse a te
vicina
è perché noi dobbiamo amarci ancor.
Vivrai! Vivrai! Non ho sofferto
invano!
Mai più ci lasceremo!
Alfin sei mio! Vivrai!
FEDERICO
(con un gemito)
No. No... È finita!
(e la voce si spegne in un
sospiro)
RICKE
(lo osserva e ancora lo fa bere,
ma gli
occhi di Federico tornano a
chiudersi.
Ricke dà in un grido di terrore) Dio!
Muore! Muore!
(chiama gridando disperatamente)
Aiuto!... Aiuto!... Aiuto!...
(e ascolta avidamente verso gli
avamposti.
Ma il silenzio è sommo.
Allora tutta la
disperazione erompe
dal
cuore di Ricke in
una suprema
imprecazione contro chi fu la
causa
di
tutto il suo dolore)
Ah, il maledetto!...
(ed è questa imprecazione
disperata
che
penetra acuta, tormentosa nel
cuore
del
moribondo e gli ritorna co' la
volontà
la
forza di dire)
FEDERICO
Taci!... Quest'ora è pia!
Qui si perdona e oblia!
Qui spira arcano un soffio
che sperde ogni rancore,
che fa immortal chi muore.
È l'amore di patria!
Sull'odio che divide
sta questo amor possente.
Pugnar, cader ci vide
uniti un sol stendardo,
l'ultimo nostro sguardo
noi gli volgemmo insieme
avvinti eternamente
a una sorte, a una speme.
L'anima fatta buona,
sul labbro lo baciai!
Là cadde... È là... Perdona
com'io gli perdonai!
(Ricke obbedisce)
FEDERICO
Cerca!... Poco lontano!...
(Ricke cerca oramai senza paura e
senza
ribrezzi fra i corpi morti.
Improvvisamente
nel rimuovere un
vuoto
gabbione si arresta
e dà un grido.
Essa ha di fronte il cadavere
di
Worms,
che, cogli occhi ancora aperti,
pare
guardarla.
Federico ha compreso che
Ricke ha
scoperto Worms e con tutte l'ultime
sue
forze tenta di sollevarsi e vedere)
FEDERICO
Ah, tu l'hai scorto!
RICKE
L'asta nel pugno stretta!
Con occhi aperti! Prono!
Guarda com'un che aspetta...
FEDERICO
Aspetta il tuo perdono!
RICKE
(si china sul cadavere e vede che
Worms ha nascosto sotto la giubba il
drappo della bandiera strappandolo
dall'asta pe 'l timore che avesse,
morto,
a cadere nelle mani dei nemici)
Ultimo suo pensiero
fu la bandiera!... Ascosa
entro al corsetto nero
sovra il suo cuore or posa!
(dalla giubba leva fuori la
bandiera,
e fissi i suoi occhi negli occhi del
morto
sta un momento assorta,
poi si china
pietosa e col drappo
della bandiera gli
chiude gli occhi,
dicendo)
La pace, o Carlo Worms!
(e torna di nuovo presso
Federico, morente.
Lontano un rumore sordo di armi,
di soldati,
viene a turbare
gli ultimi momenti di
Federico)
FEDERICO
Che è questo, Ricke?
RICKE
(si alza e guarda all'orizzonte,
guarda
attentamente, poi esclama) Laggiù! Laggiù nell'ultimoconfin,
fra il mondo e diocavalca lenta
ed altacupa un'apparizione!!
FEDERICO
(con un supremo sforzo
per rialzarsi)
Voglio vedere anch'io!
RICKE
(sostiene Federico e lo aiuta a
guardare)
Guarda!
FEDERICO
Napoleone!
(il sole cogli ultimi suoi raggi che
infuocano
tragicamente il cielo all'occaso fa
risaltare in nere
ombre la gran visione di un esercito
in ritirata.
Passano i Granatieri muti
sopra il morente sole!
Non più il canto di battaglie vinte
sulle vincitrici
bandiere.
Le squille delle bandiere, tese le
ali,
rassembrano ora uno stormo di
uccelli
atterriti
che fuggono.
Uno solo, tutto solo, su quel sole
rosso, rosso
di sangue, cavalca, la gran testa
pensierosa
abbandonata sul petto.
È Napoleone.
Dentro a quell'aureola sanguinosa di
un
tramonto, oramai tramonto egli pure,
tutto
solo
cavalca co' la sua immensa
gloria
e la sua
immensa sfortuna; lo
seguono silenziosi
i suoi
generali e tutta quella
grande
ombra di cavalli,
teste, piumati
cappelli,
armi, bandiere, su quel
tramonto
tragico,
rassomiglia ad una gran
fantastica
cavalcata di spettri)
FEDERICO
O libera Germania!...
(Così Federico, co 'la visione della patria libera,
esala la vita fra le braccia di
Ricke.
Senza lacrime
essa distende con dolcezza il corpo amato e vi si
accoscia vicina
posando la
testa su quel cuore
morto in quella
imminente notte, per lei prima
notte nuziale ed eterna. E sempre lontana intanto
va, pe'l rosso orizzonte, scemando la gran macchia
nera di quell'esercito senza inni, senza canti.)
|
PRÓLOGO
Escena Única
(En los alrededores de Núremberg un antiguo
molino a orillas del río Pegnitz que se ve en
segundo plano. Un puente conecta el molino
con la orilla opuesta. Cerca del molino cabañas
de campesinos; la más miserable pertenece a la
vieja Lene Armuth, una mendiga, que vive en
compañía de uno
de sus sobrinos,
Jebbel. El
interior del
molino consta de un patio cubierto:
al
fondo, hacia el Pegnitz,
unas
escaleras
llevan
a la “muela del molino " y el
"battitoio" que sirve
para regular la entrada de agua.
Otras escaleras
conducen a los balcones de la parte
superior del
molino. Sacos de trigo amontonados aquí y allá.
Desde una
abertura en el fondo, que da luz a la
«temperatoia» (regulador de
las
muelas), se
puede ver la gran rueda de paletas en
movimiento.
En el lugar está
oculto G. F. Palm, director de la
imprenta Stein de
Núremberg, buscado por la
policía por la
difusión de un panfleto anónimo
"De
la humillación de
Alemania” editado
con los
tipos de la Casa Stein, cerrada y
clausurada. Otto,
plenipotenciario de Francia en Múnich, es quien
impulsa esta
persecución feroz para apaciguar la
ira de
Napoleón I quien, en la cúspide de su
gloria,
no ha considerado ese
folleto, como un insulto
contra él y los
suyos, sino como un intento de
filósofos, poetas y
estudiantes por
sacudir a la
"gran patria germánica del sueño
de la
neutralidad". Así como las grandes
muelas del
molino
giran al impulso de la gran
rueda, ahora una humilde imprenta
gime por el trabajo
de
estudiantes voluntarios
disfrazados de molineros,
que usan la jerga
universitaria, llamándose:
Pinzones,
Mirlos, Zorros... para identificarse y
son
dirigidos por Palm, escondido en la
cabaña de la
vieja Lene. Pero el verdadero
jefe de todos ellos es
Carlo Worms,
apodado "Encina enmohecida", un
estudiante
veterano que cumple el rol de maestro
molinero,
ya que el auténtico molinero Franz
Gottlieb
ha muerto; lo ayuda su "zorro de
corazón", un
estudiante laborioso, Crisogono,
cuyo rostro
surcado por una estocada
revela su origen
"Universitario" incluso bajo la
blancura de la harina. Varios estudiantes,
disfrazados de molineros, entran y
salen del
molino, llevando panfletos y otros impresos
que
esconden en algunas bolsas.
Otros estudiantes
están ocupados alrededor de
una prensa tipográfica colocada en el
subsuelo del molino)
CRISOGONO (Mira
la
correspondencia de la
"Burschenschaft",
asociación de
estudiantes alemanes.
Junto a él,
Carlos Worms
está tendido,
indiferente a todo lo que le está
informando su "zorro
de corazón".
A un
costado de su
cabaña, la vieja
Lene le enseña a Jebbel
una canción
destinada a
causar piedad cuando
vaya
mendigando por la ciudad)
Kleist envía el "Credo". Y aquí está el "Catecismo"
completo.
(silba, mira a Worms e interpreta su
silencio como un consentimiento tácito,
entregando la carta de Kleist al Pinzón)
¡Toma, Pinzón!...
(Pinzón sale corriendo mientras
que Crisogono abre otra carta)
CRISOGONO
¡Moltrecht de Leipzig, escribe que
"rechaza vender el panfleto!..."
(tira la carta con desprecio
y abre otra)
¡También Perthe de Hamburgo!...
¡La peste para ambos!
(desata un rollo, lo extiende y lo observa)
¡Una caricatura de Haugwitz!...
(se ríe y la muestra a los estudiantes)
¡Se asemeja!...
(Los estudiantes se acercan curiosos,
y se ríen de la caricatura que del
Ministro transfigurado en un cerdo
que recoge trufas de la tierra que
Napoleón representado como un ogro
mastica y devora. Cada trufa lleva
grabado el nombre de un estado alemán.
Crisogono lee los versos explicativos)
CRISOGONO ¡Haugwitz,
como un
cerdo, recoge trufas, pero cosa extraña, se las come el ogro!
(La caricatura pasa de
mano en mano.
Luego, los estudiantes vuelven a su tarea
y Crisogono a su correspondencia)
¡El sastre, qué
villano!...
¡Pinzón!
(le da la carta al acólito que se
acerca)
¡Al fuego!
(Pinzón rasga el papel en mil
pedazos,
mientras que Crisogono camina
irritado)
¡El temerario!
(a Carlo Worms)
Señor,
¿pagar se escribe con dos "g"?
WORMS
(fastidiado)
Con una sola
CRISOGONO
Gracias.
(Se sienta, saca un trozo de papel de
su cuaderno de apuntes y escribe)
"No pago. Devotísimo Crisogono ".
(dobla el folio y se lo entrega a
Pinzón.
Toma una nueva carta que tiene un
aroma extraño. La agita)
¡Huele a
bizcocho
berlinés!
(la abre con curiosidad)
¡Ah, es de Lilì!... Pide dinero y...
Envía un beso... ¡ardiente!
(reflexiona y
suspirando, reaviva
la pipa encendida
con
la carta)
¡Fuego! Lilì, cocinera de amor,
¡así te doy un poco de aquel fuego lento
con el que cocinaste mi corazón!
(una última carta lo sobresalta)
¡Maldición, rayos y masacres!...
ESTUDIANTES
(ante la exclamación de Crisogono)
¿Qué pasa? ¿Qué sucede?
CRISOGONO ¿Que qué pasa?
¡Ha escrito Hardenberg
(leyendo)
"¡Una nueva vileza!... ¡El protectorado!...
¡Alemania es un siervo y tiene como protector
al emperador de los ex sans-culottes!”
(los estudiantes toman la carta y,
al leerla, también lanzan
exclamaciones de ira y
dolor)
ESTUDIANTES
¿En Ratisbona?...
¡Es una vergüenza! ¡Qué desfachatez! ¡Ah,
cuánta cobardía!
¿Ha sido
Beyme?
¿Lombardo?
¡No,
ambos! ¡Y también
Khoeckwitz! ¡Sí, él también, y todos! ¡Y el principal es Haugwitz!...
WORMS (levantándose del saco en el
que
está recostado, con
ironía) ¿Qué pasa, "Encina enmohecida",
Zorros?...
¡Ah, ya sé!
¿Queréis
despertar a Alemania? ¡A
Josafat, mejor!...
¡Hasta que no oigáis
las
trompetas del
Juicio Final,
paciencia!...
(se levanta y señala a Lene, que
acompaña hasta el
puente
a
Jebbel, que se va a mendigar)
¡La miseria
y la aflicción
golpean a la anciana!... ¿Y ella
qué hace? ¡Mirad! ¡Manda a su hijo a cantar
un lied!
Sólo con el llanto no rescataría al
muchacho y la piedad es inútil!... ¡Cantemos nosotros también!...
(entona con voz estridente el himno
universitario Gaudeamus
Igitur...)
Gaudeamus igitur, iuvenes dum sumus.
ESTUDIANTES ¡No, Worms!... ¡No te rías! ¡Es demasiada
crueldad! CRISOGONO
(queriendo
justificar
a Worms) ¡Mi señor esconde sus
pensamientos!
WORMS
¿Pensamientos?... ¡No los
tengo!... Incluso grité a mi alrededor:
(imita el habla
y las maneras
de los «místicos anglófilos»)
¡Alemania!...
(imita el grito olímpico de los
"Clásicos") ¡Alemania!...
(imita el grito espasmódico de
los
"patriotas democráticos")
¡Oh tú, Alemania!
(a los estudiantes)
Y bien ¿cambian
en algo lo eventos?...
¡Decid!... ¡Decid!...
(los estudiantes inclinan sus
frentes y no responden)
WORMS
Yo también tuve la visión
del gran destino.
En mi sueño divino
soñé con la redención.
¡Nunca más las ásperas cadenas
En cambio, la visión mostraba
las multitudes de gentes
resurgidas con la altiva frente erguida.
El fiero fragor de las armas,
el relinchar de blancas yeguas
y el sonar de las trompetas
que despertaban los ecos en el valle.
"¡Es el suelo patrio que
se sublevaba por fin"! pensaba
Yo incluso quería una espada
Grité por ocupar mi puesto
cuando un viejo guerrero pelirrojo me dijo
"Espera aquí, Napoleón vendrá!
y entonces, con el arma baja,
le haces una gran reverencia...
¡Esa es la consigna!...
Yo llevo el cansancio de siglos
y quiero en mi sepultura
volver a dormir"
Arrojé la espada y tomé la pluma...
Yo, como el ilustre escritor Lessing,
haré de ella un arma
con la que escribir
el nuevo destino de la patria.
Será mi faro y mi nave
la imprenta de Guttemberg
(señala los engranajes de la prensa)
y la gloria vendrá para despertar
a la patria indolente...
(Se detiene, aferra las manos de Glein
y Holty, que están cerca de él y
señalando la casa de Lene, donde Palm
está escondido, exclama)
¡Allá está Palm!
Esconde allí su culpa
y un policía estatal
le sigue al acecho...
(señala el molino vigilado por
el Zorro
de guardia)
...
y nos espía. ¿Y ahora qué?...
¡Cerveza y canto
hasta que triunfe la idea que cambie el llanto en sangre
y la farsa en epopeya!
(vuelve a cantar el Gaudeamus igitur
y
sale con desdén hacia el río.
En
silencio,
los desanimados estudiantes vuelven a
la prensa.)
WORMS
Alegrémonos pues,
mientras seamos jóvenes.
Tras la divertida juventud,
tras la incómoda vejez,
nos recibirá la tierra.
Resto del himno omitido en la ópera
¿Dónde están los que antes
que nosotros pasaron por el mundo?
Subid al mundo de los cielos,
descended a los infiernos,
donde ahora se encuentran.
Nuestra vida es corta,
en breve se acaba.
Viene la muerte velozmente,
nos arrastra cruelmente,
no respeta a nadie.
Viva la Universidad,
vivan los profesores.
Vivan todos y cada uno
de sus miembros,
resplandezcan siempre.
Vivan todas las vírgenes,
fáciles, hermosas!
vivan también las mujeres
tiernas, amables,
buenas y trabajadoras.
¡Viva nuestra sociedad!
¡Vivan los que estudian!
Que crezca la única verdad,
que florezca la fraternidad
y la prosperidad de la patria.
Viva también el Estado,
y quien lo dirige.
Viva nuestra ciudad,
y la generosidad de los mecenas
que aquí nos acoge.
Muera la tristeza,
mueran los que odian.
Muera el diablo,
Cualquier persona en contra de los
estudiantes,
y quienes se burlan.
¿Por qué hoy tal multitud
de académicos?
A pesar de la distancia están de
acuerdo,
Superando el pronóstico del tiempo
En un foro común.
Florezca la Universidad
que nos ha educado,
y ha reunido a los queridos compañeros
que por regiones alejadas
estaban dispersos.
(Crisogono destruye la carta
cuando una mano se apoya sobre
su brazo, es Ricke)
RICKE ¿Ha escrito mi hermano?
CRISOGONO Todavía no.
RICKE Y...
CRISOGONO ¿Federico Loewe?...
RICKE Sí.
CRISOGONO
Tampoco.
(La muchacha permanece inmóvil, luego
se lleva la mano a los ojos dejando escapar
un gesto de profunda
ansiedad)
CRISOGONO
El viaje es largo y Alemania está llena de
espías... ¡Un patriota es casi un
criminal!...
(suspira, vaciando su pipa)
¡Ah, ese Napoleón!...
(Hace un amenazante giro con la
larga
boquilla de su pipa, y luego,
de repente, señala su disfraz
de falso molinero)
Yo, sin embargo...
¡Disfruto disfrazado de molinero!...
¡Temblar!... ¡Callar!... Peor aún, ¡imprimir!... Yo que odio la tinta y el papel.
(reenciende su pipa y con
gran
resignación balbucea)
Es "la neutralidad"
(Al ver la cara triste de Ricke,
la anima cordialmente diciéndole)
¡Ellos regresarán pronto!
RICKE (agita obstinadamente su cabeza
mostrando desconfianza y sospechas) ¡Han escrito!... ¡Y fuiste capaz de no decirlo!...
CRISOGONO
(sorprendido por
la inexplicable
obstinación)
¡Oh, qué
cruel eres contigo?...
RICKE (interrumpiéndolo muy agitada y
mirando
temerosa
hacia el puente
por donde se
alejó Worms) ¡Ah, lo sé bien!
CRISOGONO ¡No! ¡Lo juro!...
(estrechando afectuosamente su mano)
¡Paz para tu corazón!...
RICKE ¿La paz para Ricke?...
(Agitando
la cabeza, entristecida y
desesperada, regresa a la casa de Lene. Desde la cabaña de la vieja Lene
sale
corriendo una muchacha con un libro en
las manos.
Es la hermana de Ricke,
Jane, que está buscando a Worms.
Al verlo aparecer por el fondo, corre
hacia él y le da
el libro)
JANE Palm te devuelve este libro.
WORMS ¿Lo leyó?
JANE ¡Todo! Y quiere otro...
WORMS ¿Cual?
JANE (avergonzada) ¡No me acuerdo!
WORMS (ayudando a recordar a la muchacha) ¿Los Masnadieri? ¿Emilia
Galeotti? ¿Nathan el sabio? ¿Laocoonte? ¿Agatón?... u
¿Oberón?
JANE (siempre indicando que no,
pero
de repente exclama) ¡Escucha! Sé un verso...
(se recoge pensativa y luego declama)
"Quería escuchar la armonía de
los cielos para entonar un canto nuevo e
inmortal, y
el
Dios de los cielos me señaló el
camino y me dio las alas de un arcángel. La fe fue mi musa... "
WORMS ¡Es El Mesías!...
(Jane asiente
feliz
aplaudiendo
infantilmente.
Worms
entra en la imprenta
para
buscar el
libro que Jane
le ha pedido; cuando regresa
con él y
va a entregárselo, le hace
a la niña
una caricia en la mejilla.
Ricke, que ha salido
de la cabaña,
suspende bruscamente esa
caricia
a su pequeña hermana, y la pone a
su
lado acompañándola hasta la casa de
Lene. Worms mira a Ricke alejarse mientras
un
profundo abatimiento
lo invade.
Los
zorros
observadores llegan
apresuradamente
de su
puesto de vigía en el bosque.
De
la
orilla
opuesta del río llega el
canto de unos
arrieros)
ARRIEROS Levemente asciende, se acerca,
ora parece
lento, ora
rápido,
el canto
de los arrieros.
(una gran agitación se produce en el
molino. Los estudiantes,
bajo las
órdenes de Worms, traen bolsas llenas
de
papeles impresos)
WORMS ¿Son los que traen el correo?
ESTUDIANTES Son ellos.
CRISOGONO
¡Tendremos novedades!
ARRIEROS Llega la canción junto
con el paso de la yegua, pero la verdadera cadencia la origina el cencerro.
WORMS ¡Vamos, pronto! ¡Las bolsas
falsas!
CRISOGONO ¡Vamos, daos prisa!
ARRIEROS Muy temprano en la mañana
o
cuando el día muere; cuando recién amanece o en la
noche,
se oye
la canción del
arriero!
WORMS ¡Estad
atentos!...
CRISOGONO ¡Zorros
de guardia! ¡Vigilad!...
(algunos estudiantes corren a lo alto
del
molino y observan los alrededores: otros
vuelven a internarse en el bosque)
ARRIEROS Pero a la hora vespertina, la canción decae, se hace más
lenta... Acallar “la canción del arriero "
Oscurece la mirada. (Algunos de los falsos arrieros
aparecen
por el fondo
y penetran
en el molino.
El
jefe hace señas a
Crisogono para que
descosa y abra
la bolsa que él trae.
Crisogono la
abre y saca una carta.
Rápidamente
las bolsas son entregadas
a los
arrieros, que las reparten rápido)
WORMS ¡Rápido!... ¡Silencio! ¡Cuidado!
CRISOGONO ¡Una carta!
WORMS (Lee la carta rápidamente.
Todos lo rodean) ¡De Federico!
CRISOGONO ¿Él regresa?...
WORMS ¡Está en camino!
(De pronto pone la carta sobre
su
pecho
con una gran exclamación de alegría)
¡Ah, por fin!
(y con la voz ahogada por
la
emoción, agrega)
¡El Tugendbund es un hecho!
Vendrá un
representante
de cada
universidad...
(Un gran entusiasmo anima a los
estudiantes, Worms les da la carta
que
comentan vívidamente, regresando
a la imprenta)
CRISOGONO
(Se acerca a Ricke, que reapareció
con
la llegada de los arrieros e, inquieta y
curiosa, sale de la casa de Lene)
¡Buenas noticias!... ¡Vuelven!
(Pero la muchacha ante la imprevista
noticia se pone pálida, casi lívida, como
invadida por un repentino temor.
Crisogono, ante el inexplicable
comportamiento de la muchacha,
se encoge de hombros murmurando)
CRISOGONO Por Dios, las mujeres,
¿quién las entiende?
(murmurando, se va a
reunir con los
estudiantes)
RICKE (sigue con la mirada la salida de
Crisogono y resueltamente se acerca
a Worms)
¡Regresa!...
(Worms se vuelve bruscamente,
inclina la cabeza y no responde.
La muchacha estalla dolorosamente)
¡Tiemblo!... ¿Yo, su
novia?
(lo mira a los ojos
con insistencia)
¡Me has envilecido, me has
transformado en una perdida, en una
desdichada!
(luego estalla en un
llanto temeroso
y doloroso)
¡Dios! ¿Qué voy a hacer ahora?...
WORMS ¡Mi mente
me abandona y
huye! ¡No lo sé!... La conciencia me abate y me
oprime...
RICKE ¡Ah! ¿Qué haré? ¿Mentir? ¿Poner una máscara en mi rostro
simulando mi casta belleza?...
¿Y en mis labios una sonrisa
vil?...
¿Transformarme en tu cómplice? ¡Es mejor morir!... ¡No voy a
mentir!
(con gran angustia)
¡Qué todo perezca en el mundo!...
¡Qué perezca el alegre sueño del amor
y termine la angustia de la
vida!
WORMS Vamos, Ricke, por piedad...
RICKE ¿Qué? ...
WORMS (implorando) ¡Perdóname!
RICKE ¡Te odio!...
WORMS (muy agitado) ¿Qué pasará?... ¡Me insultará! ¡El negro destino se
cierne sobre nosotros!... Entre nosotros... No sólo
habrá
sangre...
¡sino muerte!...
Muerte...
¡Que así sea!
(Ricke mira asustada aWorms)
Pero, dime, ¿quién morirá?...
(La voz de Worms ya no es
agitada,
mira a Ricke con los ojos llenos de
suprema dulzura y humildad)
WORMS ¡Estabas ante
mí
al atardecer!... ¡De tus dulces labios una canción
brotaba!... ¡El último
rayo de
sol brillaba
a nuestro
alrededor!... ¡Ante ti
todas las plantas abrían
sus
flores!...
¡Ascendía tu canción
dulce
y bella,
asomando en
tus ojos la llama del deseo!
Y yo,
vencido, temblaba ante ti.
¡Por Dios,
Ricke,
cuánto te deseo!
(con una pasión casi feroz)
¡Vil!...
me decías. ¡Mía!... Decía mi
pasión...
¡Mía!
¡Mía!!
Mi locura es tu juventud... En
mi
ciega ebriedad,
lo que más me
hería
no era
tu belleza, Ricke,
sino
tu virtud.
(Momento de silencio,
luego
Worms con voz tranquila
pero
resuelta, exclama)
¿Cómo será la muerte? ¿Quién
morirá? ¡No yo!... RICKE ¿Lo matarás?
WORMS ¡Yo no voy a morir!
Yo soy el cerebro
de todo esto... RICKE ¿Él morirá?
WORMS (rudo y violento)
¿Lo
salvarás? ¡Debes callar!
RICKE ¡Vete!... ¡No tienes piedad!...
¡No tienes corazón!... ¡Eres vil! ¡Vil!... ¡Vil y
maldito! WORMS ¡Oh, Ricke! ¿Acaso estás sola?...
¿Sufres tú sola?... ¿Y yo?... ¡Mírame! ¡Tú tienes penas y yo
remordimientos!... Tú lloras... y yo me odio y tengo
miedo. (Estas palabras desesperadas son tan
tan poderosas, que la
muchacha resulta
subyugada)
¡Callarás!... ¡Mentirás!...
RICKE (aterrorizada, tartamudeando)
¡Obedeceré!... ¡Y que
Dios nos perdone!...
WORMS ¡Que así sea!
(En la entrada alta del granero
aparece
el estudiante vigilante.
Desde el bosque
se oye un grito agudo, inmediatamente,
muy lejos, desde el río, se oye otro
grito
muy distinto)
FEDERICO ¡Alemania!...
RICKE, WORMS (reconociendo la voz de Federico
Loewe) ¡Federico!
(Al grito de Alemania, los
estudiantes y
Crisogono acuden desordenadamente.
Ricke apenas tiene tiempo de
esconderse detrás de la baranda de la
escalera del
granero, mientras que
Federico,
precediendo a los que
le acompañan,
entra corriendo,
ve a Worms y
ambos
amigos
se
abrazan)
WORMS ¡Loewe!
FEDERICO ¡Worms!
(los
acompañantes
de Loewe son
recibidos con abrazos en el
molino
de Gottlieb, mientras que
de la
cabaña de Lene sale Palm,
seguido
por la pequeña Jane.
Él ha reconocido
la voz de
Federico y
acude
presuroso.
Federico se desprende del
abrazo de
Worms y abraza contra su
pecho a
Palm, presentándolo a los
amigos que
llegaron con él)
FEDERICO ¡Este es Palm!
PALM (con ansiedad, a Federico) ¿Y mi esposa?... ¿Y mis hijos?...
Acaso no fuiste a Núremberg?... ¿Te has olvidado?
FEDERICO ¡No, mira!...
(y Palm repentinamente se encuentra
en
brazos de su esposa y siente sobre su
pecho las cabezas de sus dos hijos.
Luego procura hablar, pero los besos
y caricias de los suyos
interrumpen sus
palabras rompiendo en un
llanto de
alegría)
WORMS Palm, por hoy puedes abandonar tu
refugio, pero ante la primera alarma...
PALM ¡Vuelvo al escondite!...
(Feliz,
se sienta sobre
unos
sacos entre su
esposa
e hijos.
Federico le da la mano a
Crisogono y al resto de
sus amigos, pero
sus ojos
buscan
a Ricke. Ésta, se encuentra
con la pequeña Jane,
pues
las dos
muchachas están buscando a su
hermano
Giorgio.
Loewe señala a los amigos a las
dos
muchachas y el entusiasmo se
interrumpe
abruptamente produciéndose
un silencio
profundo.
Sobrevuela una pena angustiosa.
Federico se acerca a Ricke temblando
y en su voz hay más lágrimas que
palabras)
FEDERICO ¡Ricke, regreso solo!... ¡Tristes
noticias traigo, noticias desafortunadas!... ¡Tu hermano ha muerto!
Su última palabra
¡oh, Ricke! fue
para ti. De tu destino, querida, él
se preocupó. ¡Para nosotros, su tumba es un
altar!... ¡Él te hizo mía! ¡Ricke, no te quedas sola! ¡Giorgio te entregó a mí como
esposa!
(Se arrodilla quitándose el sombrero,
el
resto
de los estudiantes
lo imitan
conmovidos y en
silencio. Le entrega a
la muchacha una
carta, el último adiós
de su hermano,
y la mochila de estudiante.
¡Se produce un silencio místico!
Cuánto
dolor hay en el alma de esa
muchacha, pero el llanto benéfico y
reparador brota finalmente.
La esposa de
Palm y la vieja Lene,
afectuosamente
la
alejan junto con Jane,
quien,
inconscientemente, observa
la
escena)
FEDERICO (se levanta y se dirige a
todos
con tono solemne) ¡Estudiantes! ¡Oíd,
viejos y nuevos
amigos! ¡Enjugad
las lágrimas! ¡Secad
el llanto! ¡Eternos son los héroes!...
¡Erran las almas vengadoras! ¡Murió como un héroe!... Murió
gloriosamente: Allá, en Tübingen, surgió una
grave disputa. Nos dijeron: "gente
ignorante" Él rechazó la ofensa y fue su muerte gloriosa, ¡fue la muerte de todos los
estudiantes! ¡Por él la ira se desparramó!...
Ya no hay diferentes escuelas,
diferentes ideas, estudios,
dogmas y sofismas en la guerra. ¡Una sola es Alemania! ¡En toda
una tierra! Un solo idioma, una sola alma y
una sola patria. ¡Y
la
sencilla tumba que albergó a
ese hombre, se transformó en la
lecho
glorioso que dio vida a un
ideal! ¡La victoria o
la
nada! ¡La
patria allí nació!
¡Nos juramentamos en Tugendbund!
¡La epopeya nació allí!
(el joven presenta a Worms, uno por
uno,
a los representantes de la Universidad:
Massmann, Jhan, De Nozis, Schlegel
y otros)
¡La universidad!... ¡La corte!...
(Presenta a Gentz, Humboldt y otros
llegados de todas partes de
Alemania: Fichte, Körner,
Lützow y por
último a Weber con sus ojos
iluminados
por el fuego de la doble fiebre:
la del genio y la de la tisis)
¡De todas las comarcas, de todos
los corazones, de todas las mentes y todas las
almas! ¡Aquí los filósofos y los
poetas!... ¡Fichte!... ¡Körner! ¡De su corazón el himno ha
brotado de la tierra! ¿Quieres la espada? ¡Aquí está,
Lützow! ¿Quieres la armonía
en nuevos
himnos eternos? ¡Aquí, está Weber!
Que dio
magníficos himnos a la audaz y
juvenil rapsodia.
(Todas las manos se
tienden y estrechan fraternalmente.
Las almas se expanden
y las voces se
confunden temblorosas entonando el himno de
Weber que ya se había hecho popular,
"Wilde Jagel».
Aquí
se manifiesta el maravilloso
espectáculo
que entrelaza en un entusiástico abrazo al
filólogo Hans
Massmann y a Holty el tierno;
a Jhan, con
su larga barba, y al futuro místico
Schelling; a Glein, el granadero prusiano, y
al latino
Chamisso;
a Hasserodt, que en unos
pocos días
obtuvo
el uniforme
de
oficial que
pronto se haría
trágicamente glorioso junto
a Joseph Goervais,
el 4° aliado;
a Wolkensdorff
y a Schill, el héroe;
a Scharnhorst, con sus ojos
grandes
azules y pensativos
y a Bærsch; a Gentz
y a Arndnt
Jacobi; a Federico Loewe y Carlo
Worms
que el destino,
con este abrazo,
unió
con
una dramática cadena
de hierro.
Palm deja a su
esposa e hijos; y toma
de la mano a la pequeña
Jane porque en
lugar de un verso del Messiade
aprende
ahora la gloriosa canción de los
estudiantes.
A continuación,
todos cantan la segunda
estrofa.)
TODOS
I ¿Qué destella, allá
en el bosque, bajo el sol?
Se
oye el rugido cada
vez
más cerca
aproximándose a través de los
caminos sombríos.
Ya
resuenan
los
agudos cuernos
llenando las almas de horror.
Y si
preguntáis a los compañeros
negros
os dirán que se trata
de la
audaz
cacería de Lützov.
II ¿Qué se mueve a través del bosque
oscuro?
¿Qué
va de montaña en
montaña
preparándose para una emboscada nocturna?
Los gritos de “hurra” suenan y el fusil
dispara
haciendo caer los soldados franceses.
Y
si preguntáis
a los cazadores negros
os dirán que se trata
de
la audaz
cacería
de Lützov.
(de repente,
desde lo alto del granero,
el “zorro
vigía” lanza un terrible grito.
Otro grito de terror
y angustia llega
desde
un grupo de
árboles,
donde está el otro zorro
vigilante.
El himno se interrumpe. Crisogono,
Worms,
Loewe, Glein y Holty, salen alarmados
del molino y vuelven aterrados.
Los zorros
vigilantes del bosque corren
dentro del molino)
ZORROS ¡Son soldados!...
UN ZORRO (Desde el tragaluz) ¡Un oficial francés!
(desciende rápidamente por la
escalera
del granero y dice con voz apagada)
¡La policía se aproxima
viene hacia aquí!
WORMS ¡Ah, hemos sido traicionados!
(a los estudiantes, a Glein,
Holty y Crisogono)
¡Nosotros al molino!
¡Palm, a tu
escondite!
(en un instante Worms, Glein,
Holty y Crisogono
vuelven a disfrazarse
de molineros)
¡Rápido,
marcharos!
(Worms empuja a los últimos
asistentes por la escalera
que conduce al río Pegultz)
¡Bajad por ahí! ¡Allí abajo hay una barcaza! ¡Huid navegando por el río!
¡Adiós!
(Körner, Weber y todos los
otros
bajan precipitadamente las escaleras
y desaparecen)
WORMS
¡Crisogono, a la piedra de molino!
(Crisogono se apresura y finge
trabajar
en la muela)
¡Cantemos!...
(Worms entona la canción del
molinero,
los amigos responden a coro.
El molino retoma la apariencia de una
real factoría en pleno trabajo)
TODOS ¡Gira, gira, rueda en redondo! El agua llega pasa y se va. ¡Así es como el viejo mundo
gira y nunca se detiene! ¡Todo en su camino, como un torbellino, huye.
Así como lo hace el
destino del hombre: sin meta, en su eterno camino.
(El molino se inunda de soldados
franceses y de policías alemanes que
dan paso a un hombre cubierto con una
gran capa.
Es Otto, el plenipotenciario
de
Napoleón en Múnich, que hace una
seña al jefe de la policía para que
ejecute
las órdenes recibidas,
mientras él
permanece siniestramente silencioso)
JEFE DE POLICÍA
(a Worms) ¿Franz Gottlieb?
WORMS Murió, ahora yo soy el
propietario.
JEFE DE POLICÍA
¡Bien! ¡Bien!...
(da órdenes para que rodeen
el molino)
¡Vigilad por ahí!
(Entonces, sacando
un pequeño trozo
de papel de su cuaderno, lo examina
atentamente, mirando a su alrededor.
De repente, perturbado por el canto de
los estudiantes, ordena callar)
¡Silencio!
(El silencio se hace profundo.
El Jefe de Policía
continúa examinando
el documento y luego
vuelve a Worms.)
JEFE DE POLICÍA
¿Dónde se esconde Gian Filippo
Palm?...
WORMS ¿Y quién es él?... ¡No lo conozco!
JEFE DE POLICÍA
¡Bien! ¡Bien!
(en medio del terror y la sorpresa
de
todos, con gran seguridad, examina de
nuevo el folleto, se acercándose a la
cabaña
de la vieja Lene)
¿Es
ésta la vivienda de Lene Armuth?...
(nadie le responde. Worms, lívido, mira
convulsionado. El Jefe de Policía se
dirige a la vieja Lene que está sentada
afuera hilando)
¡Tú eres Lene Armuth!...
(Lene intenta responder, pero el Jefe
de Policía no la escucha
interrumpiéndola con su monótono)
¡Bien! ¡Bien!
(Siempre siguiendo las indicaciones
de
su folio con órdenes escritas, dice a
los
policías, rápido y concretamente)
¡Entrad! ¡Hay una puerta trampa!
¡Bajad! ¡Allí hay un hombre!...
(Los policías entran. Se oye un grito
ahogado, de la esposa de Palm.
LENE ¡Dios misericordioso!...
(Federico hace un gesto como
para
abalanzarse, pero Worms lo agarra y
lo obliga a
permanecer quieto. Los
policías
regresan arrastrando a Palm)
JEFE DE POLICÍA
(a un policía) ¿Reconoces a Palm?...
UN POLICÍA ¡Lo reconozco!
PALM Bueno, sí, ¡soy Palm! Soy alemán, y como tal hombre
libre...
JEFE DE POLICÍA
¡Terminamos!
(ordena a los policías amarrar a
Palm)
WORMS
¿A
dónde lo llevan?
JEFE DE POLICÍA
¿Dónde, preguntas? ¡Al Consejo de guerra de Braunaw!
(Federico se cubre la cara con las
manos,
tartamudeando, aterrorizado:
dice
"¡a la
muerte!". Esposa e hijos abrazan a Palm,
pero
los policías
los separan.
Palm es
llevado fuera.
Una muchacha
logra
meterse entre los
policías y se aferra
a
Palm.
¡Es Jane, la
compañera de sus
lecturas! Palm la abraza
y, entre besos,
se las arregla para
murmurar algunas
rápidas palabras)
PALM ¿Puedes repetir,
ahora que me
marcho,
la
canción que hemos
aprendido? A mi regreso te traeré...
(al oído de Jane)
lindas
muñecas... reyes...
príncipes...
JANE (después de algunas dudas) ¡Sí!...
JEFE DE POLICÍA
(ante una señal de Otto) ¡Vamos, que termine de una vez!
PALM
¡Estoy listo!...
JEFE DE POLICÍA
(Saca una bolsa de dinero
y se la da a un oficial) Esto es para Jebbel Armuth...
(el oficial inmóvil y desdeñoso
la
rechaza
con un breve gesto)
¡Bien! ¡Bien!
(murmura para sí y se guarda la bolsa
en el bolsillo, haciendo una sonrisa
escéptica
al desdeñoso oficial francés.
Otto, todavía inmóvil, hace con su
cabeza un gesto al Jefe de Policía y
parte acompañado por el oficial.
Palm, esposado, rodeado de policías y
seguido por los soldados y el Jefe de
Policía, se dirige hacia el bosque.
Llegando allí, de repente se detiene y
lanza una última mirada al molino.
Es su último saludo a la vida.
A continuación, una pequeña voz se
oye en el silencio y repite el primer
verso
del
Wilde Jagd de Körner y Weber.
Es Jane, que saluda a John Philip Palm
que marcha a la muerte. La esposa y los
hijos de Palm, que casi petrificados por
el dolor, presenciaron la partida de su
esposo y padre querido, estallan en
lágrimas y caen de arrodillas)
CUADRO PRIMERO
Escena única
(En un rincón de la
Selva Negra,
en el reino de
Wurtemberg, en la rústica cabaña de un leñador. Federico Loewe,
después de la desafortunada campaña de 1806, se
refugió y ocultó
allí con su
madre, una anciana
enferma, y las dos
hermanas
Ricke y Jane.
Napoleón
puso fuera de la ley
a
todos los
voluntarios que hicieron la campaña
bajo
las órdenes de Luis A. G Lützow
y
Freikorps
Schill.
Carlo Worms ha
desaparecido: perdido en
Saalfeld,
Crisogono,
sin su jefe, descubrió
el refugio
de
Federico y
permanece,
con su buena sonrisa,
junto a él,
recordando a
su ex jefe, sin duda muerto.
Alemania
ha perdido el reino
de Westfalia y menos
libertad.
Es abril.
Desde la ventana abierta entran
a la cabaña todos los
efluvios primaverales, todas
las caricias de la
foresta, de la Selva Negra.
La Sra.
Hedvige está
sentada junto a la ventana,
Federico y Ricke están cerca de ella.
La pequeña
Jane
persigue mariposas en el bosque: por
momentos se la ve aparecer y desaparecer detrás
de
los árboles. Sentado afuera de la
puerta,
Crisogono prepara enormes
boquillas para su pipa con ramas
gruesas y
rectas de cerezo; lleva
las gafas sobre
la nariz y
sigue
vistiendo
sus prendas
de estudiante
a pesar
de los
malos
tiempos que corren
y
a pesar
de
Napoleón
I)
LA SEÑORA HEDVIGE ¿Y el leñador Peters?
FEDERICO Todavía está en lo del Pastor.
LA SEÑORA HEDVIGE
¡Es tarde!
RICKE ¡Queda muy lejos!
LA SEÑORA HEDVIGE (hace un gesto a Federico y Ricke
para
que se acerquen a ella y toma sus
manos acariciándolas con
dulzura y con
el
tono
de la felicidad
más profunda, susurra) ¡Unidos por fin!... ¡Oh hijos,
soy feliz!...
CRISOGONO
(fuera, en la puerta, bosteza) ¡Estragos! ¡Exterminio!
¡Rayos!... ¡Estoy aburrido!
(a Federico, que se acerca a la
puerta,
mostrándole una enorme boquilla para
la pipa)
¡Aquí la tienes!
FEDERICO ¡Una gran pipa!
CRISOGONO ¡Conmemorativa!
FEDERICO ¿De qué?
CRISOGONO
(suspirando) ¡De mi pobre superior!...
FEDERICO ¿Murió?...
(agitando su cabeza)
¡No lo creo!...
CRISOGONO
(convencido) ¡Murió!... ¡Murió!...
(Federico vuelve a entrar
moviendo
incrédulo su cabeza, no
queriendo
rebatir la afirmación de
Crisogono.
Algunas muchachas aparecen por el
camino con
flores.
Crisogono da un
grito de alegría
y va hacia ellas)
LEÑADORAS ¡Aquí estamos!
CRISOGONO ¡Bravo!
LEÑADORAS Nos hemos retrasado...
CRISOGONO
(Interrumpiéndolas) ¡Poniéndoos coquetas!
LEÑADORAS ¿Nosotras? ¡No! ¡Dos pinceladas y listo!
CRISOGONO
Suavizar la piel para embellecerse... ¡Eso requiere tiempo,
leñadoras!
LEÑADORAS ¿Nosotras, coquetas?
CRISOGONO ¡Un poco!
LEÑADORAS ¿Eso crees? ¡Quizás! Por supuesto que se
requiere más tiempo en
los días de fiesta. ¡El
vestido largo!... ¡Las cintas!... ¡El corsé!...
¡Las calzas!... ¡Las sayas!... ¡Hacer las trenzas lleva mucho
tiempo!... Y no para empolvarnos, señor, la
piel...
CRISOGONO
(viéndolas
excitadas,
toma más impulso) ¡Maravillosamente encendidas!
(con galantería)
Os habéis
ofendido...
LEÑADORAS (riendo) ¡No, no estamos ofendidas!
CRISOGONO Entonces...
¿paz?
(extiende su mano hacia una
leñadora
que le da la espalda)
¿No quieres?
LEÑADORA ¡No!...
CRISOGONO ¡Tienes el corazón
duro! ¡Por favor!...
(El tono cómico de Crisogono desarma
a la leñadora que ríe y le da la mano)
¡Brava!
(Las leñadoras entran a saludar
a la señora Hedvige y a Ricke.
Crisogono las mira mientras se
alejan)
CRISOGONO ¡Oh, gran madre naturaleza,
qué cuerpos tan gloriosos formas
en
la penumbra del
bosque!
(suspirando)
Entonces ¿para qué el vestido inútil?
(se sienta y continúa trabajando
con
sus pipas.
Jane regresa y
sorprende a
Ricke sola.
Sus ojos están enrojecidos,
está
agitada. Las leñadoras
entran con
Federico en la cámara
nupcial para
decorarla con
profusión de lazos y
flores)
JANE (acercándose a Ricke) ¡Mi pequeña hermana que oficia
de
madre tiene los ojos rojos, muy rojos,
rojos por el llanto.
La pequeña hermana que oficia de
mi madre
tiene los ojos enrojecidos y no
sé por qué. Le digo: "¡sonríe, el día es
santo! ¡Ríete, mamita!
Pero es inútil,
siempre el
llanto,
siempre tiene los ojos rojos y no
sé por qué.
RICKE Tu pequeña hermana que oficia
de madre tiene grandes penas como ni
te imaginas. Ella es feliz,
pero
sin embargo llora
mucho.
La pequeña hermana que oficia
de madre. No, no preguntes, Jane, por
qué mis ojos están rojos en
el día
santo. Con un beso enjuga mis lágrimas
y no preguntes cuál es la causa
de mi pena.
CRISOGONO
(Viendo de repente que el leñador
Peters avanza por el camino, entra
en la casa y lo anuncia) ¡Allí viene Peters, Federico!
(Federico y las leñadoras salen
de la cámara nupcial)
LA SEÑORA HEDVIGE ¡Por fin!
(El leñador Peters
aparece
por el
camino. Precede a un personaje
de
vestimenta severa y formas serias.
Se trata de un ministro presbiteriano).
PETERS (abre respetuosamente la puerta de la
casa y se aparta para dar paso al
pastor) ¡Entre
pastor!
FEDERICO (cuando el ministro aparece, va
a su encuentro con gran respeto) En estos tristes días aventurarse es una cortesía.
STAPPS Es
mi deber.
FEDERICO (señalando a la Sra. Hedvige) Mi madre está enferma, y su presencia
es cuanto deseo, es como un
augurio feliz.
STAPPS (viendo el uniforme universitario
usado por Crisogono) ¿Eres un estudiante?
CRISOGONO
(orgulloso) ¡Muy estudiante!
STAPPS Tengo un hijo que también es
estudiante, como tú. Mi nombre es Stapps.
(Federico le estrecha la mano con
efusión, Crisogono se quita la gorra y
saluda al modo universitario.
Ricke acerca una silla y hace sentar al
pastor a lado de la Sra. Hedvige.
El
pastor, pregunta con gran sencillez)
STAPPS ¿Qué puedo hacer entonces?
FEDERICO
Como muchos refugiados huí de la amarga servidumbre
y de una suerte funesta.
En esta triste paz, escondido hace tiempo, en este refugio salvaje vivo del bosque. ¡Invoqué primero la muerte!
¡Sentía
infinita la vergüenza
y eterna la desolación!...
Pero dos besos, dos caricias,
me hicieron volver a
amar la vida.
(señala a su madre y a Ricke)
¡Aquí amo y vivo! ¡La vida es toda primavera y el futuro avanza! ¡Brota
por todos lados el
bosque! ¡En cada rama recién brotada
reverdece una esperanza! ¡No más dudas o angustias! ¡Todo el pasado está olvidado! ¡Bendigo la vida!
(y abrazando a Ricke, le dice al
pastor)
¡Cumpla usted su cometido!
Una nuestro destino ante la presencia de
Dios.
STAPPS ¡Puedo hacerlo y lo haré!... ¿Los
Testigos?...
(Federico presenta a Crisogono y
Peters como sus
testigos.
El
pastor se sienta a la mesa y escribe
los
nombres de los testigos y de
la
señora Hedvige.
Dos
jóvenes leñadoras
se separan de sus compañeras
y
se
sitúan
al lado de Ricke)
CRISOGONO
(aparte, a Federico) Por centésima vez
salgo de testigo.
Es cierto que un matrimonio
no es un duelo; pero tú
confía en mí.
La regla está clara:
¡en guardia y atacar de
inmediato!...
(Stapps ha terminado de escribir.
Federico y
Crisogono se le acercan.
Las leñadoras
regresan
tras haber
acondicionado las
habitaciones.
Las flores
sobre la mesa semejan
un altar.
Jane
se sitúa entre la señora
Hedvige
y la mesa y observa con
curiosidad.
Federico,
llama a Ricke junto a él,
y se
sitúa
frente
a Stapps
con
el
brazo de Ricke sobre el suyo.
Crisogono y
Peters se ponen al lado
de Federico; las dos
leñadoras del lado de Ricke.
Del otro lado de la
mesa, Stapps, de
pie,
lee con fervor la Biblia.
Los
otros presentes se arrodillan y
rezan
quedamente)
STAPPS
(De repente cierra la Biblia y, como
inspirado,
levanta los ojos al cielo,
con las manos extendidas)
No del Libro de los Libros, sino
del corazón para inspirarme, a Ti, Señor, elevo
mi oración. ¿Esta fiesta de amor a la que me
han convocado es acaso un vaticinio?... Los
altares violados; la lucha desesperada; en todas
partes odio; las banderas extranjeras en
nuestros muros y aquí, en el humilde paisaje
verde, el gran misterio de la humanidad,
el símbolo de la patria: ¡la
familia! ¡Sí; como un divino vaticinio
está aquí el amor! Donde se ama y se cree, ¡está la
victoria!
(a los dos cónyuges)
¡Tal es el pensamiento de
Dios!...
(en medio de una emoción
indescriptible,
el pastor dice solemnemente)
¡Ya
sois esposos!
LA SEÑORA HEDVIGE (conmovida) ¡Sed felices, hijos míos!
(Ricke
apoya
su cabeza,
sollozando,
sobre el pecho de Federico)
STAPPS
(dirigiéndose a la salida) ¡Adiós! Debo regresar.
LA SEÑORA HEDVIGE (a Stapps) ¡Dios le bendiga!
STAPPS (dirigiéndose a los cónyuges) ¡Sed felices, mis nuevos amigos!
RICKE, FEDERICO (acompañan a Stapps hasta la puerta)
¡Adiós!
(Stapps sale acompañado
de Peters.
Las
leñadoras se despiden de la señora
Hedvige
y de los recién casados y salen.
Federico da
el brazo a su madre y
junto con Jane la ayuda
a regresar
a su habitación.
Ricke abraza a la
señora Hedvige
y va a
cerrar la ventana, pero
se
apoya en ella y mira tristemente
hacia el
bosque.
Crisogono entra en su habitación.
Anochece.
Federico regresa y casi de inmediato
aparece Crisogono ataviado como
para un viaje)
FEDERICO ¿Qué estás haciendo?
CRISOGONO ¡Me marcho lejos!
FEDERICO ¿Nos abandonas?
CRISOGONO Sí. ¡Antes era
inmaduro, gordo,
piadoso, libre! ¡Ahora parezco una bolsa de
tabaco y doy lástima! ¡Muero de nostalgia por la
universidad!... Así
pues...
¡levanto
el
vuelo!
Al ver a Ricke, corre para estrechar
su
mano,
¡se emociona!
El apretón de manos es terrible)
Loewe... tú, Ricke, adiós, ¡y que así sea!...
(En vano Federico trata de retenerlo,
Crisogono sale tomando
el camino del
bosque.
Se le oye entonar el Gaudeamus
igitur,
que se
va
perdiendo a lo lejos)
FEDERICO
(apasionadamente, a Ricke) ¡Ah, finalmente mía!...
(Ricke, en esta hora sublime, se
olvida
del pasado y
se abandona embriagada)
¡Ah, ven aquí, pon tus blancos brazos alrededor de mi cuello! ¡Tu cabeza así muy cerca de la mía! ¡Aquí, junto a mi corazón!
RICKE (con voz
baja) ¡Siempre así!
(cierra los ojos con
la cabeza
reclinada
en el pecho de Federico)
FEDERICO No, no cierres tus hermosos ojos, tan celestes como un lago, luminosos como la luna, como estrellas misteriosas. No, no cierres el resplandor
de tus grandes pupilas. Deja que bese las centellas
de la luz del amor.
(Pero al levantar la cara de Ricke, se
sorprende al ver sus ojos
con lágrimas)
¿Estás llorando? ¿Estás llorando?
RICKE (tartamudea pálida y confundida) Si. Tiemblo ante la amenaza
de una oculta desgracia, de un temido dolor.
Mi alma
siente miedo.
Pero mi cara, besada, siente los besos
del amor
y del deseo
muy
alejados del llanto. ¿Es mi infancia transcurrida en el dolor,
la
que me niega la emoción de ser amada? ¡Estás aquí!... ¡Mío!...
¡Siempre!... ¡Mío! Nuestros corazones,
nuestras
almas y bocas susurran ¡siempre!
Venciendo
al deseo, escucho una voz que
me dice
entre
burlona
y amenazadora: ¡Siempre... Ricke desdichada!
FEDERICO (le susurra con profunda dulzura,
temblando) Ese miedo extraño está en tu persona; es el rubor divino de una amante que se da a sí
misma; ¡es el gran misterio humano que une a las parejas
en el deseo,
el amor y el pudor! ¡El
amor, Ricke, es Dios!
RICKE (reanimándose ante el nombre de Dios) ¡Sí! ¡Sí! ¡El amor es Dios! ¡Y ese santo nombre penetra en
mi corazón y enjuga las lágrimas de mis
ojos!
(abrazándose fuertemente a él)
¿El amor es
fidelidad?...
FEDERICO ¡Fidelidad!
RICKE ¿Eterna?
FEDERICO ¡Infinita!
RICKE ¿Y el corazón que ama cree...
FEDERICO (Interrumpiendo) ¡Y ama más allá de la vida!...
RICKE (aferrándose a él) Entonces, ¿crees en mis ojos?...
FEDERICO ¡Ojos bellos! ¡Ellos no
mienten!...
RICKE ¿Ves dentro de ellos mi amor?...
FEDERICO (agarrando su rostro con ambas manos
y cubriéndole los ojos con besos) ¡En tus ojos lo beso!
RICKE (exaltada)
¡Sí!... ¡Sí!... ¡Besa mis ojos,
amante dulcísimo! ¡Tus brazos me
apasionan!
¡Ahora vivo, siento y
palpito!
¡Bésame, bésame!
(bis)
FEDERICO ¡Dame tu boca! ¡Dos almas unidas por besos! ¡Sí!... ¡Vivamos!...
¡Vive
silenciosa en el misterio del suspiro!
¡Bésame, bésame! (bis)
(Ya las anhelantes bocas están unidas
en un beso largo y supremo mientras
las sombras de la noche envuelven
a los dos amantes, cuando de repente
por el camino del
bosque surge una voz
que susurra los primeros versos de la
canción de Weber, "Wilde Jagd")
FEDERICO (escucha e invadido por
una
alegría
desbordante, grita) ¡Es Worms! ¡Es Worms!...
(entra al dormitorio, saca la lámpara
encendida por las leñadoras y sale
corriendo.
Ricke se aferra la cortina que
divide el
dormitorio de la habitación
donde ella
está, lívida y destrozada.
Federico aparece sosteniendo a
Worms,
quien cae exhausto en una silla.
Federico lo mira
atónito: Worms está
delgado,
quebrado, envejecido)
WORMS ¿Por qué me miras así? Estoy cambiado...
¿verdad?
FEDERICO ¡Sí!...
WORMS Parezco...
FEDERICO ¡Una sombra!...
WORMS ¡Un muerto!
(sonríe tristemente)
¡Soy un resucitado! Herido, prisionero, quise huir
para no morir entre rejas, sino en batalla. ¡Fingí estar
muerto y fui arrojado
a una fosa común! Allí vi morir el día y
llegar la noche. Conté lenta, lenta, lentamente
las horas, y a medianoche, como un fantasma,
salté fuera
y
corrí
campo a través. Sentí los disparos de las armas de fuego;
sentí el agudo
mordisco de la herida. ¡Pero mi deseo me transformó
en gigante
y
pudo más que el dolor!... Entonces... ¿Y entonces?...
(Se levanta, se reanima poco a
poco,
se
conmueve y exalta)
Tan pronto
pisé
el suelo sagrado de la libertad
un dulce llanto bañó mi rostro.
"¡Llora! Me dije a mí mismo, ¡estas son lágrimas que no
duelen!» “¡Por la Santa Alemania
puedes morir de nuevo!" Y en el suelo, de rodillas,
besé mis lágrimas, bendije mis
ojos,
y
ateo
¡adoré a Dios!
(Ricke, todavía inmóvil, lívida, medio
escondida entre los pliegues de la
cortina, escucha, pero no hay ninguna
manifestación de piedad en su rostro)
WORMS ¡Así escapé! ¡Soy libre! ¡Pero mi país está invadido!...
¡Policías!... ¡Espías! A pesar de ello me sostiene la fe
y el ideal...
FEDERICO (Adivina el pensamiento de Worms
y él también exclama exaltado) ¡El Tugendbund!
WORMS Sí, Loewe, ¡la epopeya!
(vencido por un repentino
agotamiento,
se deja caer nuevamente
en la silla)
¡Ahora,
sólo tengo el imperioso deseo de descansar sobre una almohada
amiga! ¡Nuevamente escuchar palabras
amables sobre recuerdos antiguos!
¡Creer en un futuro!
FEDERICO (con todo el impulso
de afecto
y alegría) Llegas
en una hora feliz,
alegre... ¡Hoy es un día de bodas! ¡Y Ricke es mi esposa! ¡Tu hogar es
éste! ¡Aquí puedes
descansar!
(señala a Ricke. Ante las palabras de Federico,
Ricke
avanza lenta, rígida como una estatua y
Worms se encuentra repentinamente ante la
muchacha aterrado. La
mirada de Ricke es
tan implacable
como su silencio.
Federico
interpreta este silencio
terrible
como fruto de la
profunda piedad de su
mujer.
Worms se tambalea
como
vencido por la debilidad, cae de
rodillas,
pero se levanta nuevamente, diciendo)
WORMS Vamos...
¡seguiré mi camino!
FEDERICO (sorprendido, quiere
retener al amigo)
¿Te vas? ¿Cansado y con el
corazón roto? ¿Quieres irte?
WORMS ¡Destino justo y santo!
FEDERICO ¿Y no recobrarás el aliento?...
(Federico invita a Ricke a que
lo
ayude
a retener a Worms)
Ricke...
WORMS
Se me hace tarde... ¡Adiós!
(Federico quiere insistir,
pero Ricke
lo interrumpe)
RICKE (con cruel frialdad,
a Worms) ¡Adiós!
FEDERICO El cielo está oscuro y el camino
poco transitable.
¡Es noche cerrada!...
WORMS ¡Adiós!
(a Federico)
¡Justo y santo es el deber que me
impulsa!
(con voz de suprema plegaria)
¡Sólo reabastece mi bolsa vacía!
(Ricke, al principio está indecisa,
luego
toma la bolsa y va a llenarla de comida)
FEDERICO ¡No me abandonarás!
WORMS (con resolución) ¡Debo hacerlo!
FEDERICO ¡No!
WORMS (misteriosamente susurra) El Tugendbund lo ordena.
¡Volveré!
(aprovecha la ausencia de Ricke
para
entregarle una carta a Federico)
¡Lee!
(Federico toma la carta y da un grito
de
alegría que reprime inmediatamente)
FEDERICO ¿Para mí? ¿De uno de los
jefes?...
WORMS ¡Sí! ¡En Koenigsberg! ¡Te espero! ¡No
faltes!
FEDERICO ¡Allí estaré! ¡Lo juro! ¡Adiós!
WORMS (viendo a Ricke regresar) ¡Silencio!
(Toma la bolsa de comida de las
manos
de
Ricke
y se marcha)
FEDERICO (Viendo desde la ventana el
amenazante
cielo, intenta aún
retener a Worms) ¡El cielo
amenaza lluvia!
¡Ya truena! ¡Quédate!
WORMS ¡Adiós!
FEDERICO ¡Ah, deja que al menos te indique
el camino!
(Worms y Federico marchan por el
camino
y desaparecen
en el
bosque.
A
lo lejos truena, sin embargo,
la luna
se muestra y entra en la gran
sala donde
Ricke se ha quedado inmóvil,
impactada
por la aparición del
hombre a quien su
pensamiento ya se
había acostumbrado a
creerlo muerto.
Una profunda e inmensa
desesperación
la invade.)
RICKE (se arrodilla, reza fervientemente,
luego
deja de orar
y se pone de pie, con los
brazos
extendidos hacia el cielo y en
gesto de
imprecación, grita) ¡No eres bueno, oh Dios! ¡No eres
justo!
(mira a su alrededor, todo la
aterroriza
y toda la angustia de su alma estalla
en lágrimas y lamentos)
¡Al
deseo ardiente ya renacía mi corazón! ¡El pasado
era un olvido y el futuro amor! ¡En mis cabellos
todavía
siento sus
queridos dedos! ¡Los labios aún desfloran el beso de la vida! En la infinita
embriaguez del momento divino gritaba, "¡Vivo por fin! ¡He vencido a mi destino!" ¡Pero en cambio, ha llegado el final! ¡Pero en cambio,
ha llegado la muerte!
¿Qué voy a hacer?... ¡Mentir!...
(Resuelta)
¡No! ¡Huir! ¡Destino, te obedezco!...
(se sienta a la mesa, escribe una
nota
rápidamente y se levanta exclamando)
¡Ya está hecho! ¡Ya está hecho!
(mira por la ventana, el cielo está
cubierto de nubes,
truenos, relámpagos)
El cielo se ha oscurecido. ¡Allá
Ricke, en el bosque, esconde tu desgracia para
siempre!...
(entra en la cámara nupcial
y mira emocionada,
luego se inclina para
besar la almohada de la
cama;
toma una flor que
oculta en su pecho;
se detiene para escuchar hacia el
bosque. Se
cubre con un abrigo, pone la
lámpara junto a
la carta y dirigiéndose
a
todas
las cosas que
abandona, grita)
¡Oh, cosas
queridas; oh,
amados
objetos, adiós!
(Sale y apenas tiene tiempo para
esconderse tras
de un árbol, porque
Federico regresa y pasa a su
lado al entrar a la
casa.
Ricke se interna en la
oscuridad del
bosque donde desaparece entre la
luz
de los rayos y los amenazantes truenos).
FEDERICO ¡Quiso marcharse!... ¡Ni la
amenaza del huracán, ni mis ruegos,
ni el largo camino lograron
hacerlo desistir!
(mira alrededor buscando a Ricke)
¿Ricke?
(entra al dormitorio, mira,
está vacío)
¡Ah! ¡Con mi madre!...
(la tormenta estalla violentamente,
la ventana todavía está abierta)
¿La ventana sigue abierta?
(va y apenas logra
cerrarla por
la gran violencia del viento)
¡El huracán ha estallado!
(De hecho, el huracán estalla con
toda
su
furia. Federico se acerca a la mesa
donde
está la lámpara y donde Ricke ha
colocado
la carta para
que
sea
vista de
inmediato)
¡Es de mi Ricke!
¿Me ha
escrito?
(y lejos de cualquier sospecha,
incluso
interpretando esa carta como una
fantasía de amor de la muchacha en su
primera noche nupcial, toma la carta,
pero tan pronto como la abre la deja
escapar de sus manos)
¡Dios! ¡Ha huido!
(se agacha, recoge la carta
y
confusamente la lee)
"Compadéceme! ..."
(sorprendida)
¡Compadecerla!... ¿Por qué?...
(vuelve a leer)
«Para ti, para mamá y... para
todos... ¡he muerto!... Compadéceme y perdóname...
¡porque te amo!
(permanece como golpeado por un rayo,
luego corre como un loco para subir al
dormitorio de su madre, pero cambia de
idea, luego se dirige a la alcoba
nupcial
y, temeroso, deja caer
las cortinas.
El
huracán se vuelve cada vez más
violento)
¡Un
feroz
huracán
estalla y
ruge furioso dentro de mi alma!...
¡Mi
cerebro
no es capaz de
razonar!
(grita como un loco)
¿Por qué? ¿Por qué? ¿Por qué?...
FEDERICO (con pasión angustiada) ¡Ya sobre mi pecho
la abrazaba!...
¡Totalmente mía!...
¡sobre mi
boca su deseada boca se deshacía!...
(rememora que en aquel momento
la voz
de Worms interrumpió la dulce
hora)
¡Worms!... ¡Worms que canta!...
¿Por qué tiemblo?
(el huracán está en su apogeo.
Federico
camina atormentado y agitado
por
terribles sospechas)
¿Cuándo?... ...¿Dónde?...
(recapacitando)
En el molino... ¿Yo? ...
¡Lejos! ¡Con Giorgio!... ¿Y Ricke?...
¡Allí!... ¡Worms mandaba!...
(hace un gesto de horror, como para
ahuyentar
la horrible sospecha.
El huracán arrecia más: un
rayo cae
cerca de la casa.
Una voz
débil y
asustada
llama
desesperadamente)
JANE ¡Ricke!
FEDERICO ¡La pequeña!
(Jane entra corriendo y llorando)
JANE ¡Ricke, tengo miedo!
FEDERICO (al ver a la niña, un extraño
pensamiento
lo asalta, se le acerca y
mirándola con
gran atención,
le dice) ¡Ricke ha salido! Se marchó...
Se fue con... Carlo...
JANE (mira a Federico y asustada exclama)
¿Con el maldito?
FEDERICO (sorprendido, siempre mirando a Jane) ¿El maldito?...
JANE ¡El hombre del molino!
FEDERICO ¡El Maldito!... Dime, ¿por qué tal apelativo?
JANE Ricke lo llamó: ¡el
maldito!...
(luego agrega)
¡Ricke lloró mucho!
FEDERICO (insinuante) ¡Oh, mi pequeña, busca tu recuerdo más
profundo!...
(Se sienta, atrayendo a Jane hacia él y
la escucha con angustiada atención)
JANE Siempre lloraba, y se preguntaba: ¿Por qué?... Callaba. Y también lloraba.
FEDERICO Entonces
¿siempre lloraba?
JANE Ya no compartía mis juegos,
estaba con la mirada perdida.
FEDERICO (insistiendo) Di...
JANE Creyendo que estaba sola, un día, sentada, la oí decir con lágrimas en los
ojos: "¡Soy una
perdida!"
FEDERICO (levantándose de golpe) ¿Perdida?
JANE Y la oía decir frecuentemente, sombría y absorta, entre
lamentos: "¡Ah, ojalá estuviera muerta!"
FEDERICO (con violenta agitación)
¿Y todavía, todavía mi alma
permanece en la oscuridad?
(con ímpetu)
¡Oh mi vida está acabada! ¡Para mí todo es desolación!
¡Mi vida ha terminado! ¡Todo es dolor para mí!
(con terrible resolución)
¡Vamos, corazón mío, no llores y no te envilezcas!
¡No más dolor! ¡Odio, y no
piedad!
(medita y exclama con
salvaje
ferocidad)
¡En Koenigsberg!
Voy a golpearlo en todo: en el honor, en la gloria, en
la patria y en todo... ¡todo... todo!
(El huracán se ha calmado, el cielo
está
sereno, la luna reaparece
iluminando el
bosque y penetrando a
través de la
ventana.
Jane se acerca a Federico
y quiere llevarlo junto a la ventana.)
JANE Ya se
ve la luna llena...
¡Ya
aclara! ¡Alumbrará el regreso de Ricke!
¡Ven aquí! Esperamos que con el día
regrese
¡Volverá! (bis)
(Federico, conmovido, con el corazón
roto, se
sienta junto a la ventana,
sostiene a Jane entre
sus brazos,
le acaricia la cabeza
y luego estalla
en un
prolongado llanto)
CUADRO SEGUNDO
Escena
Única
(En Koenigsberg. En el
sótano de la sociedad Secreta «Louisebund» –fraternidad
estudiantil- que es una
ramificación del Tugendbund. Una
mesa rústica con
algunos bancos y taburetes.
En la pared diversos
carteles y
decretos y el
bando del ostracismo de la
sociedad secreta.
Un armario repleto de
espadas y otras armas para defenderse en
caso de sorpresa. Las
paredes están cubiertas con
inscripciones y
dibujos:
banderas,
bustos de muertos,
mártires, héroes,
fechas etc... En lo alto, en
negro,
está escrita la fecha de la primera
confederación: El reino de Westfalia está
pintado dentro
de un círculo que cuelga de
una horca; en
cambio, los nombres de
Wolkensdorff y
Schill están dentro de
una
aureola rodeada
de una bizarra corona de
laureles. Sobre el valor
simbólico hay poco
que decir, pero en cuanto al
valor artístico
se entiende que todas las
inscripciones de la
pared son obra particular de
Crisogono, que
actúa como secretario,
vendedor, ujier,
portero y ...
¡pregonero!.
Carlo Worms escribe. Por todos lados se
eleva un susurro difuso que gradualmente se
vuelve cada vez más claro. Es el nombre de
"Alemania" repetido como
contraseña por los conjurados de la "Louisebund")
CRISOGONO
(entra
apresuradamente desde el fondo
trayendo una capa y una máscara que
le entrega a Worms)
Señor, tu capa y tu máscara. Ya los "Hermanos" llegan a la
conferencia.
Triunfalmente gritan todos los corazones
la contraseña: "¡Alemania!"...
¿Oyes?...
VOCES
¡Alemania!
CRISOGONO
Ahora sí que el alma se exalta
ante ese santo nombre
Al igual que el himno de Schill y Colberg:
"Somos antiguos prusianos..."
WORMS
(Interrumpiéndolo)
¿Y de Federico se sabe algo?
CRISOGONO
Nada...
WORMS ¿Uno de los jefes del Tugendbund
estará ausente?...
CRISOGONO
(levanta los hombros disgustado)
¡El amor!...
(se enmascara y se cubre con su capa
majestuosa e imponentemente.
Poco a poco el amplio subterráneo se
llena de adeptos.
Personas extrañas y diversas entran
por
los diferentes corredores.
Algunos cruzan hasta
el pilar y leen
los edictos publicados; otros
se pasean; muchos se reconocen bajo
las
máscaras y se saludan en silencio
con rápidos
y fuertes apretones de
manos y hablando muy
bajo; hay
también algunos sin máscaras y son
en
su mayoría los nuevos reclutas, también
estudiantes demasiado orgullosos de
ser parte
de la Louisebund como para
enmascararse.
En la mesa, ya están ubicados algunos
líderes y varios representantes de
otras
sociedades secretas del sur de
Alemania, y entre
estos, están
Worms, el Dr. Jahn, el barón
De Nozis
y el profesor Lang.
Una de las sillas de
los líderes permanece vacía.
Por los corredores
continúan entrando
miembros. Son amigos,
hermanos,
adeptos de 1° y 2° grado,
representantes,
corresponsales,
emisarios, nuevos afiliados.
Los
hay de todas las clases,
todas las modas y todas las
edades.
Ricos y pobres, soldados y burgueses,
profesores y estudiantes, oficiales y
simples soldados, padre e hijos)
CRISOGONO
(con
voz potente) ¡Los nuevos bautismos!
(algunos miembros enmascarados traen
a nuevos miembros ante
el jefe)
WORMS ¡Nombre!
(los miembros presentan sus nuevos
adeptos. Crisogono dice sus nombres y
Worms los
inscribe en el gran libro)
CRISOGONO Whilelm Alcalde de Tubinga. Fritz Faner de Zamosc. Oldermütz de Torgan. Freidlitz de Coblenz. Remy de Wittemberg. Johannes Hans de Mainz. Zahn de Núremberg.
WORMS (a los nuevos adeptos) ¿Conocéis las reglas?
ADEPTOS
¡Sí!
WORMS ¿Y queréis seguirlas?
ADEPTOS
¡Sí!
WORMS ¿Seréis activos?
ADEPTOS
¡Sí!
WORMS
¿Sabréis
morir?
ADEPTOS
¡Sí!
WORMS ¿Vuestra religión?
ADEPTOS ¡Alemania!
WORMS ¿Vuestra madre?
ADEPTOS ¡Alemania!
WORMS ¿Vuestra novia?
ADEPTOS ¡Alemania!
WORMS ¿Qué vais a hacer por ella?
ADEPTOS ¡Todo lo que
sea necesario! (Worms indica a los adeptos que tomen
lugar
entre los «Hermanos».
Crisogono va a fijar
sobre el pilar los
nuevos bandos y edictos
donde todavía
están los anteriores, como
por
ejemplo el que prohibía arrojar al fuego
el
retrato del Ministro Christian von Haugwitz
dado que éste había osado
congratularse con
Napoleón después de
la victoria de Austerlitz; y
el odio nacional desatado contra los ministros
Lombard y Beyme por haber públicamente exclamado: "Alemania
ahora puede
salir
a subasta."
De los nuevos avisos algunos son retrospectivos e incluyen, aunque
tardíamente, reproches a los libreros Moltrecht de Lipsia y Perthe de
Hamburgo y a los comerciantes de modas Schemlin y Parf por su excesiva
coquetería con los oficiales
franceses.)
WORMS (de pie, en el sitio presidencial,
los otros líderes permanecen sentados) ¡Silencio!
Y ahora escuchad...
¡Napoleón ya se acerca al fatal final
que
aguarda a todos los tiranos!... ¡Todos los pueblos por él y
contra él abren sus almas a la conciencia!
La redención es el sueño
al que se
adhiere el mundo entero
y
su supremo beso fraterno es: ¡La Santa
Alianza! ¡El rico da su oro; y el pobre su sangre;
y el rey su palabra y su
empuje!
(un estremecimiento entusiasta
invade
y exalta a todos los presentes)
LOS HERMANOS ¡Moriremos por el rey!... ¡Moriremos por la patria! ¡La
vida! ¡Los hijos!! ¡Sufriremos
angustia y dolor!
WORMS ¡El "Tugendbund" es un altar y un
tribunal! ¡Aquí
acuden tanto
los mártires
como los culpables!
(a Crisogono)
¡Que entre el
acusado!
(a los «hermanos»)
¡Juzgad vosotros!
(El
acusado es introducido por
Crisogono: es un joven pálido, con los
ojos llenos de lágrimas. Se para con
la
cabeza descubierta ante los jefes.
Su extrema juventud arranca
un
murmullo de dolor e indignación.
Es
Jebbel, el mendigo)
LOS HERMANOS ¡Oh, la vil existencia! ¡Oh,
juventud cobarde! ¡Triste y vencida conciencia
a la que la culpa oprime!
(ante una señal de Worms, todos hacen
silencio y Jebbel habla)
JEBBEL (con angustia) ¡Soy Jebbel!... ¡Jebbel, el
mendigo!... ¡Traicioné a Palm!...
Por
oro. ¡Siempre
viví con remordimiento!...
Con el deseo de exclamar ante
todo el mundo: "traicioné a Palm!"... Así que siendo tan joven
¡soy un
cobarde!... Pero por consideración a mi
abuela, callé... ¡Ahora ella ha muerto!
¡Este es el
oro por el que me he
vendido!
¡Tomadlo!
(es el oro que el joven
instintivamente
nunca tuvo el valor de gastar, el oro de
Otto, mantenido por él escondido debajo
de una piedra. Jebbel lo pone sobre la
mesa de la Presidencia y regresa poco
después a su puesto para esperar la
sentencia ya con la conciencia tranquila.
Se produce un momento de silencio.
La asamblea aún no se ha recuperado
del
asombro de esa confesión.
Luego se escuchan
gritos rugientes e
Implacables de:
"¡Muerte! ¡Muerte! "
pero un hermano sale de entre la
multitud.
Es Lützow. Todos callan)
LÜTZOW (a los jefes) ¡Entregadme
a este muchacho!
(ocurre otro momento de silencio.
Los líderes consultan con Worms)
WORMS (a Lützow) ¡Sea!
LÜTZOW (pone
una mano sobre el
hombro de Jebbel) ¡Te enrolo en mi tropa!
(La piadosa generosidad de Lützow
exalta a la asamblea)
LOS HERMANOS
¡Viva Guglielmo Lützow! ¡Alma grande y gran
de
corazón! ¡Has sido redimido! ¡Marcha,
Jebbel, a la gloria! ¡Con Lützow, acude al campo de
honor! ¡Ve allí donde eternamente vive
quien muere!
(Crisogono
presenta a otro personaje
que sostiene en sus manos una
pequeña
caja en cuya tapa está
grabada una cruz.
Es el pastor Stapps.
Trae el nombre de
Federico Stapps -
su
hijo - que en esos
días llena el mundo
de admiración por su
valiente final y
está
en boca de todos.
La
asamblea se levanta en señal de
respeto:
el silencio es profundo)
STAPPS Era mi hijo; nacido con el destino
marcado de una muerte heroica dentro
de sus ojos azules.
Tenía el cabello dorado como los
arcángeles y dentro del corazón la dulzura
que hace tímidos a los buenos y la fuerza del amor
patriótico que transforma
a los muchachos en
héroes.
(se lo ve muy conmovido, pero logra
dominarse y reanuda su discurso)
Vio a un tirano
destrozando
a Alemania,
contempló llorando
al mundo
ensangrentado
y
clamó piedad.
Enarboló con su brazo el santo ideal
¡Murió!... ¡En Schoenbrunn!...
¡Lo vi!... ¡Era de mañana! Quizás en el amanecer de ese día
inconcluso vio cumplirse su patriótico
destino y como un antiguo mártir murió.
(presenta, besándola, la caja que
contiene un pañuelo empapado en la
sangre de Federico, su hijo, y la pone
sobre la mesa, agregando)
Antes que
descendiera bajo tierra, entre infames tumbas, yo recogí
la sangre que su corazón vertió... ¡Aquí vengo como a una sagrada
catacumba y su sangre de mártir entrego!
(Un gran susurro de compasión y
admiración acoge las palabras del
anciano)
LOS HERMANOS
Feroz
¡oh,
anciano! es tu dolor,
pero es un dolor sublime y santo. ¡El llanto que el amor a la patria
provoca es fructífero para la gloria!
WORMS
(se levanta, corre hacia el anciano
y lo besa en la frente, invadido por un
gran entusiasmo)
¡El Tegendbund es como una
catacumba!... ¡Aquí vibra
una
profunda fe!
(dirigiéndose a los hermanos grita)
¡Los mártires no mueren! Son eternos
frente al mundo y el
tiempo...
(Pero de repente, en la asamblea,
truena una voz que lo interrumpe.
Es un adepto sin distintivos que, de
pie,
aislado, enmascarado y envuelto en una
amplia capa, habla
excitado y al mismo
tiempo calmadamente, con los ojos
brillantes bajo los agujeros de su
máscara y se dirige a Worms)
FEDERICO ¡Oh,
viles palabras! ¡Oh, qué falsa es esa fe!...
(Sorpresa
general.
Worms se detiene
y
luego, dirigiéndose al desconocido que lo
ha interrumpido, repite más fuerte)
WORMS ¡De a miles vendrán los héroes!
FEDERICO (con ironía) ¿Héroes?...
WORMS ¡Sí, el amor a la patria
absuelve!
FEDERICO (con calma) ¡Es una lógica cobarde!
WORMS ¡Es un déspota fuera de toda ley
humana!
FEDERICO ¡E incluso el asesino lo hace!
WORMS ¡Toda arma es santa!
FEDERICO ¡No!
(y el adepto, que tomó la palabra tan
violentamente, continúa diciendo con
gran ímpetu y también con extraña
furia frente a Worms)
¡La victoria es santa y pura
para el héroe que a la muerte
marcha! ¡Santa
es la
espada
que al soldado hiere!
¿Llamas
a los
ejércitos
de
la patria?...
¿Llamas
a los
héroes y
la
liberta? ¡Tú, un traidor y un asesino
que
no ofreces otra cosa que
vileza!
(desde la asamblea, se alzan
gritos excitados a favor y en contra)
ALGUNOS ¡Silencio! ¡Callaros!
(Worms lívido,
mira perplejo,
mientras
que Crisogono grita)
CRISOGONO ¡Revela tu nombre!
OTROS (también a gritos) ¡Habla!
WORMS ¿Quién eres?
DIPUTADOS (se levantan e intervienen
tratando
de
truncar el incidente) ¡A juicio!...
WORMS ¿Quién eres?
FEDERICO (impávido, dominando todo y a todos,
desvía sus ojos de Worms con un gesto
de supremo desprecio y se vuelve hacia
Stapps) Sol de santa gloria brilla aquí
¡oh, padre!
Tus
lágrimas
son gemas
que relucen donde el corazón tiembla de
compasión.
(señala al pastor Stapps y a todos
los
allí reunidos las inscripciones
que cubren las paredes y agrega)
¡Pero allí miro, y una cohorte
de héroes moribundos veo! ¡Ah, nombres divinos!... ¡La cohorte pasa... y va!... ¡Mucha sangre corre detrás de los heroicos muertos! ¡Allí, observad cuántas lágrimas
de otros padres y madres
caídos!... Miro allí las lágrimas que otros padres derramaron y grito: ¡Allí está el ejemplo! ¡Allí está el misterio del
sacrificio!
¿Y aquí?...
(Más terrible)
¡No!... ¡Ante la espléndida
visión de los héroes muertos en batalla
tu mano recoge barro y a los héroes cobardemente se lo
arroja!
(y
con su dedo
señala
a Worms,
con
un gesto
de acusación)
WORMS (arrancándose la máscara con un grito
amenazante contra el adepto) ¡Tu nombre y tu sangre!
(El adepto se desenmascara con calma)
CRISOGONO
(no creyendo lo que ven sus ojos) ¡Federico!
WORMS ¿Tú?
MUCHOS ¡Federico Loewe!
(Muchos jóvenes excitados hacen
el
intento de arrojarse contra él)
WORMS (se interpone gritando) ¡Que ninguno lo toque!
(y murmura para sí
abatido
y desalentado)
¡Ricke ha hablado!
(Gran silencio.
Worms se quita
la capa y la gorra y se
las entrega
a Crisogono. En medio del
asombro
de todos
se mantiene en una
actitud
humilde ante Federico Loewe.
Se hace aún más penosa la sorpresa
de
todos
por el modo resignado en
que
habla Worms: sus palabras no
son una
respuesta airada por las
ofensas
recibidas, sino de gran
humildad).
WORMS ¡Que se cumpla mi destino!...
(con voz llena de dulzura a Federico)
¿Qué quieres de mí?
FEDERICO (con ímpetu) ¡Quiero tu muerte!
WORMS (señala el distintivo
de su chaqueta
que
es el de la Legión de Lützow
«Cazadores de la muerte» y grita)
¿Mi muerte? ¡Mira! ¡Ya estoy consagrado a la muerte!
(corre hacia la multitud y atrayendo
a
Körner y a Lützow hacia sí, les dice)
¡Körner, Lützow, decidle que voy
a morir!
FEDERICO ¡No! ¡No! No quiero que tengas
una muerte gloriosa y admirable!
(Se acerca rápidamente al
armario,
toma dos espadas
y lanza una a Worms)
¡Morirás aquí! ... ¡En guardia!
(arroja su capa)
WORMS ¡No quiero!
FEDERICO (furibundo) ¿Qué no quieres?
¿Tienes miedo? Ah, bien eres lo que yo me
esperaba... un hombre astuto para las
traiciones y cobarde... vil... ¡vil!...
(Carlo Worms no responde, mira
tranquilo, luego lentamente se deja
caer de rodillas ante Federico Loewe
Todos esos hombres que ruegan no
conocen la cobardía e imploran ahora
contra un fratricidio ante la inminencia
de la gran batalla por la libertad.
Son Hasserodt, Lützow, Körner,
con su destino trágico y de gloria;
están además Gneisenau, Nettelbeck,
Doernberg, Bærsch,
el valiente
Scharnhorst,
y el melancólico Blücher,
el violento De Stein, Glein, Villers,
Goevres,
el veterano
Kleist,
Vogt,
Förster, Bürger, Gentz, Jacobi...
y todos ruegan).
LOS HERMANOS ¡No queremos un fratricidio entre
ustedes! ¡Esa sangre derramada sería un
mal presagio! ¡Él ha llorado; se ha
humillado! ¡Perdónalo!
(Pero sus voces afables irritan aún
más
a
Federico y lo ponen más violento.
Fuera de
sí,
ante esa humildad de
Worms, de repente
baja y lo golpea
en pleno rostro.
Con horror
todos se apartan
de él:
Worms se yergue, ante
el terrible
insulto,
siempre calmo y recoge del
suelo
resignado la espada que Federico le
ha lanzado)
WORMS ¡Vamos, terminemos!
¡Todo este
odio nos hace perder mucho tiempo!
¡Estoy listo!
(Mientras Lützow, Körner y Bærsch
hacen
los preparativos para el duelo,
Worms hace
una seña a Crisogono
y lo lleva a un lado)
¡Escucha! ¡Moriré!... ¿Verás a
Ricke?
CRISOGONO
(Procurando a toda costa no
llorar y
llorando a pesar suyo) ¡La veré!
WORMS ¡Le dirás que
me he dejado matar!
CRISOGONO ¿Sí, se lo diré!...
WORMS (Conmovido por la pena de su viejo
"zorro de corazón” –colaborador-,
estrecha su mano con suprema tristeza) Vamos, dame la mano, mi viejo
zorro, ¡y adiós!
¡Ya no tendré la soñada
y sublime muerte,
santa e inmaculada,
con la espada empuñada en mi mano
y bajo las alas
de nuestra bandera!
¡Ese era mi ideal!
Y en cambio, moriré aquí,
con una agonía del infierno
y mi destino
no
será el divino sol
del día
sino la triste oscuridad
de un duelo fraternal...
¡En el que voluntariamente muero!
CRISOGONO ¡Oh, mi señor!...
(Worms ve que sus testigos se le
acercan, saluda a Crisogono y obedece
impasible a testigos;
Lützow elegido
como árbitro ha medido
con Körner
y Bærsch el terreno;
los duelistas se
ubican frente a frente)
LÜTZOW ¡Silencio en la palestra!...
(pero cuando él, el gran soldado,
está
por
dar la sacramental orden del ataque
«Que
suenen las armas!»
en cambio, exclama)
¡Esto me repugna! ¡Esta espada me pesa!¡Vete!
(y arroja
su espada añadiendo)
¡El futuro me
desespera!...
(Entonces aparece de repente una
mujer
muy dulce, muy bella,
con todo el poder
de su alta majestad. Es la reina Luisa.
Su voz es muy dulce, pero cargada de
un profundo
enfado.
Así la hermosa mujer
con su dulce voz
reconviene a Lützow
y coloca frente a él
al más querido de sus
hijos,
colmando sus brazos de lirios azules
del campo.)
LA MUJER Mientras vuestras mujeres
y
vuestros prados tienen estas flores
¿quién del destino de la patria
desespera?
(Empuja al hijo entre los
duelistas.
Su aparición hace temblar a todos.
Lützow dobla una rodilla delante de
ella.
Federico y Worms se separan y se
inclinan y todos los rodean susurrando,
primero respetuosamente, y luego, poco
a poco, estallando entusiasmados)
TODOS
¡La reina,
es la reina! Nueva Thusnelda, en nosotros renueva el destino
osado que hizo que los héroes
caídos
impulsen la libertad. Vibra en nuestras canciones
por ti
el himno guerrero, los ojos ya no lloran, las almas
ya no sienten temor!... ¡Todo en ti se reúne: el provenir, la fortuna, la esperanza y la victoria!
¡Eres nuestro destino! ¡Tú eres nuestro credo! ¡Eres nuestra gloria! ¡Por ti hay esperanza y fe!
¡Hurra! ¡Viva la muerte!...
(Loewe y Worms arrojan horrorizados
las espadas, pero las recoge el joven
rubio de los lirios azules y se
las
devuelve a sus dueños.
Ya no son
espadas blandidas por odio,
ahora lo
son por la patria.
Tal es el pensamiento
del joven, y los
dos enemigos, hermanos
por el amor a
su patria, todavía apretando
en su puño
esas armas, se abrazan, gritando
con
una voz que la emoción y la exaltación
patriótica de ese instante hace sublime)
TODOS ¡Morir... morir... morir por
Alemania!
(bis)
EPÍLOGO
Intermezzo sinfónico
(Es la tercera puesta
de sol, la última,
en la
lúgubre llanura de Leipzig.
19 de octubre de 1813. Aquí la leyenda dice
que la lucha fue ganada por los aliados enemigos
de Napoleón en la que luego fue llamada la
"batalla de las naciones." La niebla de octubre,
como un pesado velo, se extiende, sobre
el campo cubriendo el sol, el cielo, el horizonte y
la vasta llanura.
Todo es gris,
todo se confunde en
los alrededores de las ciudades
de Liebertwoolkwitz y Wachau y los bosques
del
valle de Gross
Posna.
Lejos, desde la ciudad
de
Grimma, el viento trae el ruido de los
caballos,
furiosos y salvajes, aterrorizados.
Desde Rochlitz
sonido de trompetas tratan de
reunir a los soldados desbandados
y
errabundos.
Débiles gritos se oyen
sobre el campo
de batalla,
plegarias, tenues gemidos de los heridos y la
agonía de los moribundos.
Sin
embargo,
algo
sobrenatural se produce y la
densa
niebla oculta un gran misterio, en
la medida en que, de repente cesan, los
gemidos y lamentos agónicos. ¿Qué visión suprema anida en vuestras pupilas
moribundas oh nuevos héroes?
El cielo y la
leyenda
se mezclan en un abrazo supremo de
poesía, sangre y gloria con la
tierra y la historia.
SonIngwaz,
Lancelot
del Lago, Vilagloil y todos los antiguos héroes
en sus corceles blancos
como la nieve
bajan del místico
Walhalla
a contemplar la
gloria renovada de Germania. Voces misteriosas y
arcanas parecen expandirse en
los alrededores;
voces de almas vibrantes de gloria como las de
los bardos en la época de Vilfred de Werdomar,
de Kerding y de Darmond; voces arcanas que
cantan un himno: "Oh
nuevos héroes, más grandes que nosotros,
por la fe y el
amor.
Vosotros por la patria;
nosotros
por la leyenda,
¡vosotros por la
historia!”. Y la blanca cabalgata
pasa y se pierde en el cielo; y el silencio
y la gloria se asientan solos, en compañía de los
muertos, en el campo trágico
donde la leyenda fue superada por la
historia)
Escena
Única
(En la llanura de
Leipzig, entre Rochlitz y Grimma, 19 de
octubre, 1813.
La batalla,
que duró
tres días, ha terminado. En el
campo
abandonado solo están los muertos, los heridos
y los olvidados. A la derecha un
terraplén llamado
Thonberg, en torno al cual se
ha luchado
ferozmente y desde donde
Napoleón
presenció la batalla.
Sobre Thonberg había
un molino de tabaco ahora
en
ruinas, carros
destruidos, cañones desmantelados, ruedas
rotas, cuerpos humanos y en todas partes
miseria y horror.
Una
variedad de
uniformes
y colores se
entremezclan con la sangre y el
barro.
Los
uniformes de Merveldt, de
Lichtenstein, de los
partisanos de Thielman y
los marrones de
Lützow están confusamente mezclados con los de
los cosacos de Platoff,
los granaderos de
Rajewsky, con los azules
de la gran Guardia de Napoleón,
de los
cazadores de
Lefevre,
los lanceros de
Krazinski, los granaderos a
caballo de
Guyot y los jóvenes
reclutas de Ney.
Negras
nubes ocultan la
puesta de sol y surge una
niebla
sofocante.
Lipsia, a lo lejos,
está
sumergida en
la bruma. Dos
figuras
aparecen
en la bruma.
Una de ellas,
de cabellos
desordenados y
camisa hecha jirones,
deambula sin rumbo. Se trata de Ricke.
La muchacha,
abrumada por
el tormentoso
drama
que vive su país, impávida
entre las
angustias,
audaz contra los acontecimientos,
se
arrastra entre los “Cazadores de la
Muerte”.
Ricke corre
siguiendo su
destino que,
irónicamente,
incluso en su contra, hizo
que
el
amor y
el
odio,
hayan hermanado a
Loewe y
Worms. Camina tremendamente
fatigada,
alucinada por
una
loca
esperanza y atormentada
por
un presentimiento
horrible.
La otra
figura,
es
un jovencito.
Lleva el
uniforme de los
Cazadores de
la Muerte,
el cuerpo militar creado
y
comandado por Lützow,
tiene
insignias de ser el
tambor del regimiento; no tiene
gorra,
pero una
gran venda
le
cubre su cabeza
herida.
Se trata
de Jebbel)
RICKE (alentando a Jebbel) ¡Busca!... ¡Trata de recordar!...
JEBBEL ¡No logro reconocer el lugar!...
(da unos pocos pasos, mirando a su
alrededor. A lo
lejos
se oye
un largo
gemido se eleva y se pierde)
JEBBEL ¡Oh,
qué lamento!
RICKE ¡Es el viento!
(Anima con su ejemplo a Jebbel
para que siga buscando)
JEBBEL (se detiene en el terraplén) ¡Allí! ¡Allá arriba!...
(mira atentamente y ve
el Thonberg)
¡Aquí está el espeluznante
Thonberg! Con ojos ansiosos Napoleón
exigía
a los muertos
alcanzar la victoria.
¡Desde ahí
arriba! ¡Pero no!
La libertad
marchaba contra él,
llevando
a sus flancos a la patria y al
a muerte. ¡Y el espeluznante Thonberg
se tiñó de rojo oscuro por el fuego y la sangre! ¡Körner entonaba la canción!
¡Worms llevaba la bandera! ¡Loewe enarbolaba
la espada!
¡Yo con el tambor marcaba el
impulso del
himno!
Allí vi a Crisogono
abrir sus brazos en
cruz y...
¡caer
muerto! Luego... muertos,
muertos todos,
mi tambor seguía sonando pero solo,
sin
nadie que lo
acompañara.
¡Allí arriba,
sobre el espeluznante Thonberg,
bañado
totalmente de sangre!
RICKE (se detiene entre los
muertos
al pie del Thonberg)
¿Debe vivir Ricke
sabiendo
que tus
hermosos
ojos se han
apagado?
¿Debe vivir Ricke
sabiendo
que tus
ardientes besos
ya no volverán?
(extiende sus brazos hacia
los
muertos, llamando)
¡Oh,
muerto! ¡Está
muerto!
JEBBEL (asustado por los gritos y gemidos)
¿Oyes esos
lamentos?...
RICKE (desesperada) ¡Oh, muerto! ¡Está muerto!
JEBBEL
¿Oyes
esos gemidos?...
RICKE (sollozando) ¡Ah! ¡Muerto, muerto!
JEBBEL (de repente se detiene) ¡Dios! ¡Allí, un gemido!...
(y señala al pie del Thonberg.
Ricke y Jebbel permanecen inmóviles,
anhelantes, escuchando un débil
gemido
apenas imperceptible)
RICKE
(exaltándose) ¡Sí, un gemido!...
JEBBEL ¡Por allá!
RICKE ¡Escucha!...
(vuelve a escuchar)
El silencio es profundo.
(desalentada)
¡Nada!...
JEBBEL (que continúa buscando al pie del
Thonberg, de pronto
indica a Ricke un
cuerpo ensangrentado, exclamando) ¡Loewe!...
(De ese cuerpo ensangrentado aún
sale,
un último
indicio de vida,
un suspiro
doloroso.
Ricke se precipita sobre el
moribundo,
se arrodilla y, con
dulzura,
toma la cabeza de Federico y la coloca
sobre su rodilla)
JEBBEL (observando con angustia febril) ¡Apenas respira!...
RICKE (llena de esperanza) ¡Pero respira!...
JEBBEL Sólo
es
un
hilo de vida...
RICKE Pero es vida ... vida ... ¡vida! Ve al puesto de socorro, Jebbel...
JEBBEL ¡Voy!
(se dispone a salir, pero
recordando el
frasco de aguardiente que lleva en su
mochila, regresa y se lo da a Ricke)
¡Toma!
(sale corriendo hacia el puesto de
socorro.
Ricke, arrodillada junto a
Federico, vierte lentamente unas gotas
de licor en sus labios y observa ansiosa
la vida que regresa sobre
su cara.
Federico no abre los ojos, pero
al
contacto con licor se estremece)
FEDERICO (con voz débil y siempre
con los ojos
cerrados)
¡Oh, tú que me socorres y eres compasivo conmigo,
dime...
(pero la voz se apaga y
transcurre
un
momento de lúgubre silencio. Ricke escucha. Finalmente, con un
suspiro, Federico
logra decir)
FEDERICO
...¿quién ha vencido?
RICKE ¡Alemania!...
FEDERICO (después de un momento de silencio) ¡Oh, benditos labios!... ¡Dilo nuevamente!...
RICKE ¡Alemania!
(De nuevo, se produce un momento de
silencio, un gran suspiro sale de los
labios de Federico, que murmura)
FEDERICO ¡Oh, dulce voz y dulce nombre!
¡Dímelo de nuevo!
(Pero Ricke dominada por la emoción
no
puede hablar y estalla en lágrimas)
FEDERICO ¿Callas?...
(En medio del
gran
silencio
sólo se oye el sollozo de Ricke)
FEDERICO (moribundo, reconoce a Ricke
en ese
llanto tan doloroso, y en
un dulce
suspiro balbucea) ¡Eres Ricke!...
(y repite feliz)
¡Ricke! ¿Eres tú?
(y su voz con esa
emoción
se debilita)
RICKE (vertiendo más gotas de licor) ¡Bebe la vida! ¡Amor, bebe!
FEDERICO (se reanima y finalmente puede
observar
el rostro de Ricke) ¡Conozco la historia infinita
y desolada de tu dolor!... ¡La conozco, la conozco!
¡Inocente!... ¡Ahora muero feliz!
RICKE ¡No! ¡No! ¡Vivirás! ¡Creo en tu
vida! Si el Señor me ha traído a tu
lado, es porque debemos amarnos de
nuevo. ¡Vivirás! ¡Vivirás! ¡No sufrí en
vano! ¡Nunca más nos volveremos a
separar! ¡Finalmente eres mío! ¡Vivirás!
FEDERICO (con un gemido) No. No... ¡Se acabó!
(y la voz se apaga en un suspiro)
RICKE (Lo observa y lo hace beber de nuevo,
pero los ojos de Federico se vuelven a
cerrar.
Ricke lanza un grito de terror) ¡Dios! ¡Ha muerto! ¡Ha muerto!
(llama gritando desesperadamente)
¡Ayuda!... ¡Ayuda!... ¡Ayuda!...
(y ávidamente escucha hacia
el puesto
de socorro, pero el silencio es total.
Entonces toda la desesperación estalla
en el corazón de Ricke con
grito
contra
quien fue la causa de
todo su dolor)
¡Ah, el maldito!...
(es esta imprecación desesperada la
que penetra aguda y turbulenta en el
corazón del moribundo y le devuelve
la voluntad y las fuerzas para decir)
FEDERICO ¡Calla!... ¡Esta hora es piadosa! ¡Aquí se perdona
y se olvida! Aquí sopla un aliento arcano
que anula todo rencor y
hace inmortales a los que
mueren. ¡Es el amor a la patria! Este poderoso amor está por encima del odio que
divide. Un único estandarte nos vio
luchar y caer unidos, nuestra última mirada la hicimos juntos atados eternamente a un destino, a una esperanza. ¡El alma se ennobleció, lo besé
sobre sus labios! Allí cayó... Él está allí...
¡Perdónalo como yo lo perdoné!
(Ricke obedece)
FEDERICO ¡Busca!... ¡No muy lejos!...
(Ricke ahora busca sin miedo y sin
horror entre cuerpos de los muertos.
De repente, al remover un gavión vacío,
se detiene y grita.
Está frente al cadáver
de Worms, quien,
con los ojos todavía
abiertos, parece
mirarla.
Federico
se da
cuenta de que Ricke
ha descubierto a Worms
y con sus
últimas fuerzas trata de levantarse)
FEDERICO ¡Ah, lo has encontrado!
RICKE ¡El asta de la bandera apretada
en su puño! ¡Con los ojos abiertos! ¡Boca arriba! Mira como alguien que espera...
FEDERICO ¡Espera tu perdón!
RICKE (se inclina sobre el cadáver y ve que
Worms ha ocultado el paño de la
bandera bajo sus ropas, arrancándolo
del asta por temor a que fuera caer, al
morir él, en manos de sus enemigos).
¡Su último pensamiento fue para la bandera!...
¡Oculta dentro de su pechera sobre su corazón reposa ahora!
(De
la
guerrera de Worms extrae la
bandera, y fija sus ojos en los ojos del
muerto.
Queda un momento absorta,
luego se inclina piadosamente y con el
paño de la bandera le cubre los ojos)
¡La paz sea contigo, Carlo
Worms!
(Y regresa junto al
moribundo
Federico. A lo
lejos se oye un
fragor sordo de soldados que
llegan a
perturbar
el último momento de
Loewe)
FEDERICO ¿Qué
se oye, Ricke?
RICKE (Se levanta y mira atentamente
hacia
el
horizonte, y luego exclama) ¡Por allá! ¡Allá abajo, en el
último confín, entre el mundo y Dios, cabalga
lenta y sombría
una
aparición!!
FEDERICO
(con un
esfuerzo
se alza) ¡Quiero verla!
RICKE
(sostiene a Federico) ¡Mira!
FEDERICO ¡Napoleón!
(El sol con sus
últimos rayos trágicamente ilumina los cielos
del ocaso y resalta la gran visión
de un ejército de sombras en retirada. Pasan los granaderos
mudos sobre el sol
moribundo.
Ya no se oyen los
triunfales cantos guerreros sobre las
banderas victoriosas. Las numerosas
banderas, plegaron sus paños y ahora se reúnen
como una bandada de pájaros que huyen
aterrorizados.
Un hombre, solo, totalmente solo, bajo ese sol
rojo de sangre, cabalga, pensativo, con la
cabeza gacha sobre su pecho. Es Napoleón.
En el atardecer sangriento,cabalga totalmente
solo con su inmensa gloria y su inmensa desgracia;
lo siguen en silenciosus generales y toda esa gran
sombra de caballos, cabezas, sombreros de plumas,
armas, banderas, como una fantástica cabalgata
de fantasmas)
FEDERICO
¡Alemania libre!...
(Así, Federico, con la visión de la patria libre,
exhala en los brazos de Ricke. Sin llanto, ella
extiende suavemente el cuerpo de su amado y
se
acuesta a su lado posando su cabeza sobre
ese
corazón muerto en esa noche, su primera
noche nupcial y
eterna. A lo
lejos, mientras tanto,
pasa sobre el rojo horizonte,
disolviéndose, la
gran
mancha negra de ese
ejército sin himnos)
Digitalizado y
traducido por:
José Luis Roviaro 2019
|