EL ASEDIO DE CALAIS
Personajes
EUSTAQUIO |
Alcalde de Calais |
Barítono |
La acción transcurre en Calais, en 1347.
|
(I posti avanzati del campo inglese: in fondo parte delle mura di Calais, bagnate dal mare)
Scena Prima
(I guerrieri inglesi giacciono immersi in profondo sonno. Aurelio col soccorso d'una scala di corde, scende dai merli, ed involati alcuni pani li connette alla estremità d'una fune, che tosto ritira la sua preda. Sventuratamente un guerriero si desta, e dà il segnale d'allarme: parte del campo si leva a rumore)
GUERRIERI I All'armi...
GUERRIERI II Circondatelo... Non abbia via di scampo...
GUERRIERI I Protetto dalle tenebre ei qualche trama ordì!...
GUERRIERI III All'armi...
GUERRIERI IV Orrende insidie, certo son tese al campo!
(Intanto Aurelio datosi velocemente alla fuga, ed essendogli impedito d'accostarsi alle mura, si precipita fra fonde, salvandosi a nuoto)
GUERRIERI I Ov'è?...
GUERRIERI II Disparve!...
GUERRIERI III Ah! rapido solcando il mar fuggi!
(Molti accorrono verso il lido, scoccando, ma invano, contro Aurelio un nembo di strali)
TUTTI Fuggi codardo, un'aura ti resta ancor di vita: per te non fia ricovero ma tomba la città. Ove le mura or sorgono di questa gente ardita, un monte di cadaveri fra poco sorgerà.
(si ritirano)
Scena Seconda
(Vestibolo interno del palagio municipale: in fondo veduta di Calais, e parte de' suoi baluardi. Albeggia. Tremenda quiete regna per tutto. Eustachio si avanza cupamente assorto ne' suoi pensieri)
EUSTACHIO Qual silenzio funesto! Un gemer fioco sol, tratto tratto, l'interrompe!... Ahi! pianto è dell'afflitto, che spirarsi accanto, mira il padre, o il fratello! È derelitta sposa, che plora del compagno estinto sulla gelida salma! È singhiozzo di madre, a cui le fonti s'inaridir, che vita fúro al lattante pargolo... ed ei muore sul grembo onde già nacque! Orrendo stato! Fatal penuria! Omai e soccorso, e alimenti, e speme... e tutto, tutto ne manca... tranne il patrio amore. Ecco raggiorna affatto, e ancora il figlio mio non veggo!...
Scena Terza
(Eustachio ed Eleonora)
ELEONORA (nella estrema desolazione) Egli è perduto...
EUSTACHIO Egli!... Gran Dio!... Perduto!... Che dicesti?... Ah! narra...
ELEONORA Il pegno del soave imeneo che a lui mi strinse, già langue da più dì, che scarso il nudre cibo malsano, il padre lo guarda e geme... e volge entro la mente il pensier di salvarlo...
EUSTACHIO Ebben?
ELEONORA Fra l'ombre della notte ravvolto nel campo ostil discende
EUSTACHIO Ahimè! che ascolto!
ELEONORA Alcun lo scorge...
EUSTACHIO Io palpito!...
ELEONORA Suona dell'arme il grido...
EUSTACHIO Ciel!...
ELEONORA Di guerrieri innumeri tutto si copre il lido...
EUSTACHIO Figlio!...
ELEONORA Lo incalza un turbine di strali...
EUSTACHIO Oh, mio terror!...
ELEONORA E l'infelice...
EUSTACHIO Acquetati, che t'ode il genitor. Le fibre, oh Dio! M'investe orrida man di gelo!... Trema il terren!... Si veste per me di lutto il cielo! D'ogni crudel sciagura è colma la misura!... Oh! sventurata patria, il tuo guerrier perì.
ELEONORA Fero, mortal periglio il patrio suol minaccia!... Egro, languente il figlio mi stende invan le braccia!... In tanto acerbo duolo m'era conforto ei solo... E quel conforto, ahi misera! Il fato a me rapì.
Scena Quarta
(Giovanni e detti)
GIOVANNI (avanzandosi affrettatamente) Ah! signor...
EUSTACHIO Ne' sguardi tuoi sfavillar la gioia io veggio!...
GIOVANNI (Ad Eustachio) Vive il figlio, e riede a noi.
EUSTACHIO, ELEONORA Che!...
EUSTACHIO Son desto?...
ELEONORA Non vaneggio!...
GIOVANNI Presso a morte, il mar gli offrìa di salvezza incerta via... Ei securo ed animoso il cimento superò.
EUSTACHIO Figlio mio!...
ELEONORA Diletto sposo!...
EUSTACHIO, ELEONORA (con tutto il trasporto della gioia) Vivi!... Al sen ti stringerò!... Un istante i mali oblio dell'orrenda e lunga guerra!... Un istante sulla terra il destin sorrise a me! Ah! gioisci, o suol natìo, la tua spada in lui ti resta... Splende in mezzo alla tempesta una stella ancor per te!
ELEONORA (A Giovanni) Il figlio a me.
(Giovanni entra per una porta che mena agli appartamenti superiori)
Quanto per lui rinserra di caro il mondo, al giunger suo qui vegga insiem raccolto...
EUSTACHIO Non udisti, o figlia, un suon di passi?...
ELEONORA Oh! come il cor mi balza!...
EUSTACHIO, ELEONORA È desso!...
Scena Quinta
(Aurelio dal fondo e Giovanni, che ritorna conducendo il piccolo Filippo, alcuni servi e detti)
AURELIO Ah! padre mio!... Sposa!... Figlio diletto!... Chi prima stringer deggio a questo petto? Al mio core, oggetti amati, vi congiunga un solo amplesso...
(Eustachio ed Eleonora si stringono al suo petto, mentre Giovanni gli pone il fanciullo tra le braccia: tutti piangono di tenerezza)
Ah! de' giorni a me serbati tutto il prezzo io sento adesso! Il terren, ch'è tomba agli avi, come è dolce riveder! Spargo lagrime soavi nell'ebbrezza del piacer!
(Dopo aver concesso libero sfogo agli affetti, si scioglie dalle braccia de' suoi, tergendosi le lagrime)
Basti... ah! basti: di natura secondammo i sacri moti: or n'è d'uopo ad altra cura innalzar la mente e i voti.
(ad un suo cenno i servi riconducono il fanciullo)
Qualche raggio di speranza per Calais, signor t'avanza?
(ad Eustachio, che alzando gli occhi al cielo manda un profondo sospiro e tace)
Ah! compresi!
ELEONORA Oh, giorno!
GIOVANNI Ei tace, ma tacendo è assai loquace! Della patria già s'appressa l'ora estrema.
ELEONORA Ho in petto un gel!...
GIOVANNI Nulla omai possiam per essa!
AURELIO (in tono di rimprovero) Nulla!
GIOVANNI E che!
AURELIO Morire.
ELEONORA Oh, Ciel!
AURELIO Giammai del forte l'ardir non langue: l'ultima stilla del nostro sangue, l'estremo anelito la patria avrà. Cadrem raggianti d'eterna gloria!... Più luminosa d'ogni vittoria, sin la sconfitta per noi sarà!...
GLI ALTRI Tremendo fatto dirà la storia!... Patria infelice!... Una memoria di te soltanto avanzerà!
GIOVANNI All'affidato incarco di vigilar le mura il riedo.
EUSTACHIO E sia tua cura di ristorarne le recenti offese, ed i merli crollati sotto l'assiduo fulminar de' cavi bronzi tonanti.
(Giovanni parte)
ELEONORA E pertinace ognora l'anglo regnante, la cittade a patti aver disdegna, o padre?
EUSTACHIO La battaglia, in cui respinto era Filippo, e vinto e prigion fatto chi per lui reggeva le sorti di Calais, crebbe l'orgoglio del vincitor superbo: egli lo scempio di noi tutti giurava.
AURELIO E ben s'avvisa imperar di Calais fra le deserte mura tacenti. Qui non batte un core che non arda d'affetto pel regnator che Iddio ne dava...
ELEONORA Un mormorio per l'aura si diffonde!...
EUSTACHIO E più s'avanza!
AURELIO Rimbomba la città, qual vasta riva cui flagella mugghiante irato flutto!
EUSTACHIO (a Giovanni che ritorna ansante e cosparso di pallore) Che avvenne?
Scena Sesta
(Giovanni e detti)
GIOVANNI Il popol tutto vér te si avanza... Un uom feroce ardisce accusarti de' mali onde siam carchi... Divulgar lo senti che vota d'alimenti fia la cittade al nuovo giorno... Un grido sorge da tutti i petti ad acclamarti il difensor più saldo della patria, e del re. Pochi soltanto iniqui o folli di colui son eco all'empie voci... ed egli già furioso irrompe a questa volta chiedendo il sangue... Ah! dir non l'oso... Ascolta.
INCOGNITO (e due seguaci ancor da lontano) Eustachio...
AURELIO Traditori!
ELEONORA Deh! ti salva...
EUSTACHIO Io qui starò!
Scena Settima
(Armando, Giacomo, Pietro, soldati, un incognito. Popolo e detti. Alcuni soldati si arrestano sull'ingresso, incrociando le picche, onde impedire all'Incognito d'innoltrarsi)
INCOGNITO Ecco l'empio...
(additando Eustachio che fa segno ai soldati di abbassare le armi, e si avanza)
DUE SEGUACI Muori, ah! muori...
ELEONORA Giusto ciel!...
EUSTACHIO Ferite.
AURELIO, GIOVANNI, ARMANDO GIACOMO, PIETRO Ah! no...
(I congiunti di Eustachio accorrono in sua difesa con le spade sguainate, ma egli si presenta a que' due forsennati, offrendo il petto ai loro ferri: essi restano immobili colpiti dalla nobile intrepidezza del Maire e dal suo venerando aspetto)
EUSTACHIO Che s'indugia? In questo core scenda il ferro parricida.
(all'incognito e due seguaci)
Cieca gente, il reo furore sfoga pur che a me ti guida. Ah! vendetta innanzi a Dio mai non chieda il sangue mio; morir bramo invendicato, perdonando il fallo a te.
AURELIO, ELEONORA, GIOVANNI, ARMANDO, GIACOMO, PIETRO Gente ingrata, non è questi il tuo padre, il tuo sostegno? E immolarlo tu potresti al tuo folle, iniquo sdegno? Ah! delitto così rio griderebbe innanzi a Dio; e quel sangue il cielo irato ricader farebbe in te!
DUE SEGUACI (Fra sé) A quei sensi, a quell'aspetto più lo sdegno non m'invade... No, ferir non so quel petto... Dalla man lacciar mi cade. Ah! delitto così rio griderebbe innanzi a Dio, e quel sangue il cielo irato ricader farebbe in me!
INCOGNITO (Fra sé) Non previsto e fero inciampo si frappone al mio disegno... Ah! fugace al par d'un lampo in quei petti fu lo sdegno! Nembo orribile vegg'io passeggiar sul capo mio!... È di te più forsennato. Plebe vil, chi fida in te. Si tenti ancor.
(A Seguaci)
Destatevi, l'indegno percuotete.
EUSTACHIO Del sangue mio, rispondimi ond'hai sì cruda sete?
INCOGNITO Onde punir quel perfido tuo baldanzoso ardire. Te spento, umano al popolo fia l'anglo invitto sire: ché tu di giusta collera le fiamme in lui sol desti.
EUSTACHIO Oh! qual balen tralucere al mio pensier facesti! Lo sguardo in volto affiggimi.
(L'Incognito si turba, e non osa sostenere gli sguardi del Maire)
Franco non è costui.
INCOGNITO (con manifesto scompiglio) Che?
EUSTACHIO Puote alcun qui sorgere mallevador per lui? V'ha chi di sua progenie svelar qui possa il nome?
(Tutti si guardano l'un l'altro: silenzio universale)
Ti strappa quel silenzio omai la larva.
INCOGNITO Come!...
EUSTACHIO Un anglo egli è, di fraudi macchinatore astuto.
POPOLO Fia ver!...
EUSTACHIO Se puoi, smentiscimi.
AURELIO, ELEONORA, GIOVANNI ARMANDO, GIACOMO, PIETRO Che tardi?
INCOGNITO (Fra sé) Ah! son perduto!
(dopo un momento di esitazione si lancia per trucidare Eustachio)
AURELIO, GIOVANNI, ARMANDO GIACOMO, PIETRO Vile assassin!
(Avendolo prima disarmato, lo atterrano, e vibrano le spade per ucciderlo)
EUSTACHIO Fermatevi! Morrà, ma non di spada.
(L'Incognito è circondato dai guerrieri)
I DUE SEGUACI Ah! ne sedusse un demone!... A piè di lui si cada.
(prostrandosi innanzi al Maire)
Signor, perdono.
EUSTACHIO Alzatevi, e quest'infame apprenda come fia chiara e nobile del vostro error l'ammenda. Pria che perir qui vittime d'orrida fame, a danno usciam dell'implacabile conquistator britanno. Morte, ma in campo.
POPOLO Guidaci. Morir saprem con te.
EUSTACHIO, AURELIO, GIOVANNI ARMANDO, GIACOMO, PIETRO, POPOLO Sarà di guerra unanime grido: la patria, il re.
(con tutto l'impeto d'una estrema disperazione)
Come tigri di strage anelanti piomberem sul nemico spietato, negli sguardi, nel volto spiranti ira estrema, furor disperato... Scorreranno torrenti di sangue, tutto il campo una tomba sarà.
ELEONORA, LE DONNE Della tromba lo squillo ferale fia tremendo presagio di morte s'avvicina il momento fatale... Pianto o prece non cangia la sorte. Ne persegue condanna di sangue, ed è morta per noi la pietà.
INCOGNITO Il momento terribile è giunto di noi tutti è segnata la fine. M'uccidete, ma solo d'un punto io precedo le vostre rovine, ma d'un popolo intero col sangue il mio sangue lavato sarà.
(Succede un movimento generale. La soldatesca si riordina al cenno de' suoi Uffiziali, e divisa in più drappelli, prende diverse direzioni. Il Popolo segue il Maire ed i suoi congiunti. L'Incognito è trascinato altrove. Eleonora si ritira e le donne si disperdono)
(Stanza negli appartamenti di Aurelio. In fondo alcova con letto, ove giace il piccolo Filippo. Da un lato l'ingresso ad un oratorio)
Scena Prima
(Eleonora ed Aurelio seduto presso il letto e col capo appoggiato all'origliere; esso dorme)
ELEONORA Breve riposo a lui concede il sonno nell'amplesso del figlio... A ridestarlo squillerà fra poco di tenzon sanguinosa e disperata l'ora fatal!...
(odesi dall'oratorio flebile musica)
Drappello di sconsolate donne, al domestico altar geme dappresso...
VOCI DALL'ORATORIO Il più devoto incenso è degli afflitti il pianto... di tua pieta de il manto copra, signor, Calais.
(Eleonora si prostra innanzi al sacro limitare)
AURELIO (sognando) Figlio!... T'arresta o barbaro...
(trasalisce: la sua fronte è coverta di estremo pallore, esterrefatto lo sguardo, ed un frequente anelito gli solleva il petto. Eleonora accorre presso il marito)
Sognai!... Tutto disparve!...
ELEONORA Consorte...
AURELIO Orrende larve!...
ELEONORA Narra, deh! narra...
AURELIO M'odi. La spada ostil, divoratrici fiamme struggean Calais... Trafitto da mille colpi ed a spirar vicino io mordeva il terren... quando feroce un guerrier vidi, che stringea pel crine... il figlio! In sua difesa io sorger volli, ma nol potei, che d'angli un fero stuolo me ratteneva al suolo... Ed il fanciullo, a cui pendea sul capo l'iniquo brando, a me volgea lo sguardo, e le pietose strida, e le innocenti sue pargolette braccia... Oh! quai momenti! Io l'udia chiamarmi a nome fra i singhiozzi ed il terrore, ed intanto nel suo core discendea quel crudo acciar... Ah! mi sento ancor le chiome sulla fronte sollevar.
ELEONORA Rio presagio!... amato figlio... Ho di morte in petto un gelo... Ah! dilegua, o giusto cielo, queste immagini d'orror. Serba tu quel puro giglio d'innocenza e di candor.
(suona la squilla)
Suon tremendo!
AURELIO L'ora è questa
ELEONORA Deh!
AURELIO Rimani...
Scena Seconda
(Giovanni e detti)
GIOVANNI Aurelio, e dove?
AURELIO Alla pugna...
GIOVANNI No, t'arresta. Nunzio son di liete nuove.
AURELIO, ELEONORA Liete nuove!...
GIOVANNI Il sire inglese di pietà la voce udia: egli a patti alfin discese. Ad offrirli un messo invia... Già son tutti i magistrati, tutti i duci radunati...
ELEONORA Io respiro!...
GIOVANNI Fia la sorte nota in breve di Calais. Vieni, ah! vieni...
(parte)
ELEONORA O mio consorte!...
AURELIO Figlio mio... vivrò per te.
AURELIO, ELEONORA La speme un dolce palpito mi suscitò nel seno... Piango, ma son le lagrime conforto e non dolor. A dir la mia letizia non giunge il labbro appieno, potria soltanto esprimerla se voce avesse il cor.
(Aurelio esce frettoloso. Eleonora si ritira presso il figlio)
Cambio di scena
(Vasta sala circolare destinata alle pubbliche udienze: d'accanto all'ingresso avvi un basamento, su cui pompeggia la bandiera di Francia)
Scena Terza
(Il Maire è seduto innanzi ad una tavola coverta di broccato, sulla quale vi sarà un ricapito da scrivere. I magistrati, la deputazione della cittadinanza, ed il corpo degli uffiziali francesi stanno partitamente sui gradini che sorgono nella circonferenza della sala. Armando e Giovanni sono fra i guerrieri, Giacomo e Pietro fra i magistrati. Le porte vengono occupate dalle guardie)
TUTTI D'un popolo afflitto il grido gemente al cielo s'innalza, domanda pietà. O padre de' miseri, o nume clemente, deh! salva gli avanzi d'oppressa città.
Scena Quarta
(I suddetti. Edmondo, Aurelio, ed un drappello di soldati francesi. Edmondo siede rimpetto al Maire, Aurelio innanzi ai Guerrieri)
EUSTACHIO Araldo, esponi.
EDMONDO Il terzo Edoardo, signor dell'Inghilterra, e del franco reame, gli abitatori di Calais perdona, e lor fa grazia della vita. Un patto sol chiede... e guai se apporvi osate! All'armi oggi tregua è concessa, che la donna real, trionfatrice di Scozia in campo giunge: il dì novello fia segnal dell'assalto, e a voi l'estremo.
I GUERRIERI (con ira mal repressa) Svelane il patto omai.
EDMONDO Voler supremo è del monarca, le città ribelli della Francia atterrir con memorando severo esempio: quindi sei cittadini di Calais, sortiti di nobil sangue, fien condotti al campo cinti d'aspre ritorte, e piomberà su loro infamia e morte.
(Tutta l'Assemblea balza in piedi colpita da orrore)
I GUERRIERI (Fra sé) Oh, colpo!
I MAGISTRATI (Fra sé) Morte!
AURELIO /Fra sé) Infamia!...
EUSTACHIO (Fra sé) Eterno Iddio, che intendo!...
TUTTA L'ASSEMBLEA (Fra sé) Quel detto, come fulmine suonò per noi tremendo!
(Un istante di angoscioso silenzio)
AURELIO, EUSTACHIO GIOVANNI, GIACOMO, ARMANDO, PIETRO, ASSEMBLEA (Fra sé) In sen mi corse un brivido più della morte atroce!... Riman sul labbro gelido spento il respir, la voce!... Non ha, non ha più palpiti raccapricciato il cor!
(con forza sempre crescente)
E crudo il patto! È orribile! Troppo da noi si chiede! Già sorge intorno un fremito! L'ira al terror succede!...
(guardandosi l'un l'altro)
TUTTI (tranne Eustachio, fra sé) Di rio destin siam vittime, ma siam francesi ancor.
EUSTACHIO (Fra sé) Tutto m'infiamma, o patria del tuo possente amor.)
AURELIO (sciogliendo il freno alla sua indignazione si volge all'araldo, come persona acciecata dallo sdegno) Esci, e sappia chi t'invia che abborriam dal patto infame. Sappia il barbaro, che pria di piegarsi all'empie brame, di Calais sapran le genti darsi in preda a fiamme ardenti, ch'ei su' muri ancor crollanti sulle ceneri fumanti i suoi nobili trofei, il suo trono innalzerà. Qui ciascun co' detti miei ti rispose.
GLI ALTRI FRANCESI (tranne Eustachio. Frementi e minacciosi) Udisti? Or va.
(Edmondo avvampando di rabbia è in procinto di partire)
EUSTACHIO Cessi, ah, cessi omai l'estremo furor vostro, e la minaccia... Magistrato qui supremo io rispondo... Ognun si taccia.
(L'assemblea riprende il suo primiero contegno. All'Araldo)
Odi or tu le mie parole: pria che in mar discenda il sole, tratte in campo al re britanno le sei vittime saranno.
GLI ALTRI FRANCESI Che! vuoi tu la legge orrenda?...
EUSTACHIO (sempre all'Araldo) Ne do in pegno la mia fé.
EDMONDO Pria che il sole in mar discenda?
EUSTACHIO Lo dicesti. Or vanne al re.
(Edmondo parte)
AURELIO Padre, ah! di'?...
GLI ALTRI Signor?...
(Tutti circondano il Maire, con orrenda ansietà)
EUSTACHIO Di scampo ogni via preclude il fato: solo a noi morir nel campo, sol morir non altro è dato...
(Niuno si mostra atterrito a questa idea, anzi si eleva un grido feroce ed unanime. "Si muoia")
EUSTACHIO Ma cadran le spose, i figli del nemico fra gli artigli, e le vergini, e le afflitte, orbe madri e derelitte!...
(Gemiti e costernazione in ciascuno)
No, di pochi l'alma forte salvi tutta una città. Io la pagina di morte segno il primo.
(si accosta al tavolino, e scrive il suo nome su un foglio)
AURELIO Arresta...
GIOVANNI, ARMANDO GIACOMO, PIETRO Egli!
GLI ALTRI (fra il terrore e la sorpresa) Ah!...
(Una nobile emulazione si desta in molti cuori: veggonsi più gruppi di chi cerca inscriversi, e dei congiunti che li trattengono, finché i primi, sviluppatisi dalle braccia di questi, appongono il proprio nome sul foglio, tra l'ammirazione dei circostanti. Ciò succede nel fondo della scena, mentre sul davanti ha luogo il dialogo di Eustachio ed Aurelio. Tutto come segue)
AURELIO Col mio nome il tuo cancello per te muoio...
EUSTACHIO Vana speme.
(fermandolo)
Già discesi nell'avello.
(Giacomo de Wisants soscrive il foglio)
GLI ALTRI De Wisants!
AURELIO Morremo insieme...
(per firmare, ma è sempre trattenuto dal padre)
EUSTACHIO Ah!... che tenti?... Viver déi per la sposa...
(Firma Pietro Wisants)
GLI ALTRI Pietro! anch'ei!
AURELIO No...
EUSTACHIO Ritratti.
AURELIO E speri?
(firma Armando)
GLI ALTRI Armando!
EUSTACHIO Obbedisci... tel comando... Sei mio figlio.
(firma Giovanni d'Aire)
GLI ALTRI D'Aire!
AURELIO Son io cittadino di Calais.
(Si scioglie dal padre, e corre verso il tavolino: molti si lanciano onde segnare il foglio: Aurelio li previene. Eustachio gli getta le braccia al collo, e lo irriga di lagrime)
EUSTACHIO Dono al figlio il pianto mio, il mio sangue, o patria, a te.
(Il padre ed il figlio restano qualche istante nel loro amplesso; gli altri sono atteggiati chi di pietà vivissima, chi di profondo cordoglio)
EUSTACHIO (ai generosi che segnarono il foglio) Volge al tramonto il sol: compiasi adunque il sacrifizio. Asciutto ecco il mio ciglio. Andiam sereni in fronte al superbo Edoardo.
AURELIO Egli ne vegga scintillar nel guardo l'orgoglio d'un trionfo.
LE VITTIME Vadasi.
EUSTACHIO O prodi, o miei fratelli, è questo l'ultimo istante in cui spirar ne lice le dolci aure natìe, l'ultima volta qui proni e genuflessi baciam la terra, che per noi fu culla... e tomba non sarà!
(alle vittime)
Le menti alzate al Signor che ne aspetta.
(agli altri)
E voi pregate.
(Tutti cadono in ginocchio)
LE VITTIME O sacra polve, o suol natìo è giunta l'ora... per sempre addio. Onde salvarti ne andiamo a morte, benedicendo la nostra sorte: e quando accolti nel ciel saremo, del sangue in premio domanderemo che volga il ciglio sul franco regno in sua pietade il re dei re.
GLI ALTRI Troppa... è l'angoscia del core infranto... Son... le parole... rotte dal... pianto... Ma tu che scerni ogni pensiero fonte di vita, luce del vero, a questi martiri del patrio zelo le immense volte apri del cielo... Sol fia per loro premio condegno seder fra gli angeli, dappresso a te.
(Sorgono: un addio reciproco suona da tutti i labbri. Le vittime uscendo passano d'accanto alla bandiera, e v'imprimono fervidi baci, quindi si allontanano intrepide; gli altri spargono un fiume di pianto)
(Accampamento inglese. Da un lato magnifico padiglione del re: nel fondo spiaggia, e veduta di quel tratto di mare che forma lo stretto di Calais)
Scena Prima
(Edoardo)
EDOARDO Tosto che approdi alla vicina sponda l'invitta mia consorte, a salutarla tuoni il bronzo guerrier.
(ad un uffiziale, che ricevuto l'ordine parte)
Dalla cittade ancor non riede il messo!... Impaziente desio m'arde le vene... Ribelli, ed ardireste provocarmi tuttora? Io poche stille vi domando di sangue, allor che posso versarne un mar...
Scena Seconda
(Edmondo e detto)
EDMONDO Viva Inghilterra. Il patto che a lei dettasti la città riceve.
EDOARDO E le vittime?
EDMONDO Avrai.
EDOARDO Ma quando?
EDMONDO In breve.
EDOARDO Ogn'inciampo è alfin distrutto che s'oppose alla mia gloria! L'avvenir per me fia tutto un trionfo, una vittoria. Francia, Scozia ed Albione un sol freno reggerà. Il fulgor di tre corone la mia fronte cingerà.
(S'ode un colpo di cannone e clamorose voci di gioia)
Scena Terza
(Alcuni uffiziali, quindi la regina con seguito, soldati inglesi e detti)
EDOARDO Ebben?
UFFIZIALI Fra lieti evviva la tua consorte arriva.
(Edoardo va incontro alla regina: l'esercito si schiera, ed intanto cantasi il seguente coro)
GUERRIERI Astro del ciel britannico splendor delle regine, cingi d'eterno lauro eccelsa donna il crine, e sia la vinta Scozia trofeo del tuo valor.
EDOARDO Sposa regal!
REGINA Monarca. D'alto stupor son carca!
EDOARDO E la cagion?
REGINA Raggiungerti entro Calais sperai.
EDOARDO Tosto ridotte in cenere le mura sue vedrai, se a' cenni miei resistere osa ribelle ancor.
(Il campo ripete le sue acclamazioni alla regina)
Questo guerriero plauso, di tue vittorie il suono di vivo immenso giubilo desta un eccesso in me. Darti, regina, in premio vorrei del mondo il trono... ma premio un'alma nobile trova più grande in sé.
GUERRIERI Astro del ciel britannico, noi trionfiam per te.
REGINA A Dio s'innalzi un cantico, egli vincea per me.
(Edoardo conduce la regina su un trono che sorge innanzi alla sua tenda. Ha luogo una festa militare, già preparata a rendere omaggio alla vincitrice della Scozia. Mentre tutti sono in preda alla più viva letizia, odesi un lontano e lugubre suono)
Scena Quarta
(Edmondo e detti. Edoardo presago del vero, incontra ansiosamente Edmondo)
EDMONDO Signor, giunsero al campo le domandate vittime.
EDOARDO Sien tratte entro la tenda mia.
(Edmondo parte)
Regina, io deggio recarmi ove mi appella solenne cura... A quale servir degg'io necessità fatale!
(Parte: la regina si ritira col suo corteo: tetro silenzio)
GUERRIERI Disparve ogni letizia qual breve lampo! Cupa, feral mestizia regna nel campo! Orribile s'appresta scena funesta!
(Si ritirano sommessamente)
Scena Quinta
(Interno della tenda reale, adorno di trofei) Le guardie del re circondano il padiglione. Le vittime sono infondo. Edoardo si avanza seguito dai primi uffiziali del campo inglese)
EDOARDO (sorpreso nel vedere il Maire, fra sé) Eustachio!
(siede presso un tavolino nel più severo contegno)
EUSTACHIO (deponendo innanzi al re le chiavi della città) Sire, la mia fé mantenni, la tua mantieni, e la città languente sorga dall'orlo della tomba.
EDOARDO E sacra d'un regnante la fede. Ma voi ribelli che impugnaste i dritti in me trasfusi dalla madre al serto di Francia, il fio del tracotante orgoglio a scontar v'apprestate: il palco e morte v'attende obbrobriosa.
EUSTACHIO Sublime e gloriosa morte ne attende, e fia del sangue nostro il patibol grondante altar di patrio amore.
EDOARDO La scure li percuota... Oh! qual fragore!
(Voci fuori la tenda, che gridano fra il pianto e la disperazione)
VOCI Se nel petto un cor chiudete, al monarca ne traete...
LE VITTIME Ah!
Scena Sesta
(Edmondo e detti)
EDOARDO Chi mosse quelle grida?
EDMONDO I congiunti di costoro. Speme forse a te li guida...
EDOARDO Speme!... (ahi, lasso!) ah! vanne, e loro d'inoltrarsi a me sia tolto... deh! sia tolto...
Scena Settima
(La regina, le famiglie delle vittime e detti)
REGINA (che ha udito l'ordine di Edoardo) Ciel!... Perché? Dio non porge a tutti ascolto? È di Dio l'immago un re.
(Edoardo rimane esitante. Eleonora e gli altri congiunti delle vittime si gettano a' suoi piedi esclamando)
I CONGIUNTI DELLE VITTIME Grazia, o sire...
EDOARDO Invan pregate... Ha confini la pietate: s'ella eccede, è ognor funesta.
(lanciando uno sguardo alla regina)
I CONGIUNTI DELLE VITTIME E risolvi!... E vuoi?
EDOARDO Lo scempio che di pochi già s'appresta, esser deve a molti esempio.
I CONGIUNTI DELLE VITTIME No, rivoca...
EUSTACHIO Ormai sorgete... Abbia un limite il dolor. Cancellar voi non potete nei decreti del Signor. Separiamoci, e non si pianga, questa gloria a voi rimanga... I nemici al punto estremo d'ammirarci sian costretti. Figli, addio; ci rivedremo nella patria degli eletti.
GIOVANNI O consorte!
GIACOMO O suora mia!...
ARMANDO Padre!...
I CONGIUNTI DELLE VITTIME Vieni a questo sen.
(ciascuno abbracciando chi il marito, chi il fratello, chi il figlio, ed in atto di separarsi intrepidamente)
ELEONORA Sposo...
AURELIO Donna... parti.
ELEONORA Ah! pria benedici il figlio almen.
AURELIO (fa inginocchiare il fanciullo, e stendendogli la destra sul capo, volge gli occhi al cielo, come invocando le di lui benedizioni sul figlio, quindi lo alza, e lo copre di baci, ai quali il fanciullo affettuosamente risponde) Raddoppia i baci tuoi parte di me più cara... La vita degli eroi nel mio supplizio impara. A te riman la madre...
(ad Eleonora)
Ti resta il figlio ancor. Dammi l'estremo amplesso... Addio... per sempre... addio... Il pianto invan represso sgorga dal ciglio mio...
(con voce straziante e prorompendo in dirotte lagrime, che sinora avea frenate a stento)
Son uomo alfin!... Son padre!... Non ho di belva il cor!...
LA REGINA, UFFIZIALI INGLESI A quell'acerbo pianto non regge umano cor!
LE VITTIME, CONGIUNTI Non regge a duol cotanto, non regge, umano cor!
EDOARDO Oh, trista scena!... Oh, quanto mi costi, o mio rigor!
LE VITTIME (ripigliando tutta la loro costanza, e volgendosi alle guardie) Al supplizio ne guidate.
GLI UFFIZIALI INGLESI Qual coraggio!
REGINA No... fermate...
(a Edoardo)
Di re figlia, e vincitrice io mi prostro a te d'innante... Se mercé sperar mi lice, qui l'imploro, alle tue piante... Di quel sangue generoso non rosseggino i trofei... Cedi... Ah! cedi, invitto sposo, al mio pianto... a' preghi miei...
GLI UFFIZIALI INGLESI (in tuono supplichevole) Gran monarca...
EDOARDO Tu vincesti...
(rialzando la Regina)
Io perdono.
LE VITTIME Ciel!...
I CONGIUNTI DELLE VITTIME. Fia vero!... Gioia immensa in noi tu desti!...
REGINA Sia palese al campo intero il perdono a lor concesso... ed esulti la città.
(Ad un cenno di Edmondo s'apre la tenda: alcuni uffiziali percorrono il campo, onde recarvi il fausto annunzio)
GLI UFFIZIALI INGLESI, CONGIUNTI DELLE VITTIME Te più grande di te stesso rende, o sire, la pietà.
(Eustachio, tenendosi il figlio strettamente al seno, si avvicina al re; la sua commozione non gli permette l'uso della avella: egli cade a piè d'Edoardo, onde esprimergli la sua riconoscenza. Coloro che dovevano seguirlo al patibolo lo imitano: il re li rialza, e stringe Eustachio fra le braccia. Un grido fragoroso di gioia s'eleva da tutt'i petti)
TUTTI (tranne Edoardo) Fin che i secoli vivranno le tue laudi un eco avranno. Non ti prenda più desio d'altri serti e d'altri allori; trionfasti dell'oblio, regnerai su tutti i cori. Grande è un re se ognora a lato la giustizia egli ha sul trono; ma se accorda altrui perdono sulla terra è un nume il re.
EDOARDO D'un trionfo è assai più grato questo giubilo per me!
(I cittadini di Calais sono accorsi alle mura: il vessillo di pace sventola nel campo, e sui merli della città, ne vengono dischiuse le porte, verso le quali si avviano il re e la regina, seguiti dal Maire, da' suoi congiunti, e da tutto l'esercito inglese. Intanto rimbomba
festiva musica guerriera) |
ACTO PRIMERO
(Puestos avanzados ingleses, Al fondo, las murallas de Calais, bañadas por el mar)
Escena Primera
(Soldados ingleses yacen profundamente dormidos. Aurelio, con la ayuda de una escalera, desciende de las almenas y, tras robar unos panes, los ata al extremo de una cuerda que es recogida desde lo alto. Un soldado se despierta y da la señal de alarma)
SOLDADOS I ¡Alarma!...
SOLDADOS II ¡Rodeadlo!... ¡No tienes escapatoria!...
SOLDADOS I ¡Protegido por la oscuridad trama algún ardid!...
SOLDADOS III ¡Alarma!
SOLDADOS IV ¡Horrendas insidias traman contra el campamento!
(Aurelio huye y, al no poder acercarse a las murallas, se precipita al mar y huye a nado)
SOLDADOS I ¿Dónde está?...
SOLDADOS II ¡Desapareció!...
SOLDADOS III ¡Ah, se ha escabullido nadando por el mar!
(Algunos corren hacia la playa disparando flechas contra Aurelio)
TODOS ¡Huye cobarde, aún te queda un hálito de vida! Para ti la ciudad no será un refugio sino una tumba. Donde ahora se levantan los muros de este pueblo, pronto se levantará una montaña de cadáveres.
(se retiran)
Escena Segunda
(Sala del palacio comunal. Al fondo, una vista de Calais. Amanece. La quietud reina por todas partes. Eustaquio avanza absorto en sus pensamientos)
EUSTAQUIO ¡Qué silencio mortal! Mas un leve gemido, de vez en cuando, lo interrumpe... ¡Ay! ¿El llanto de un afligido que ve expirar a su padre o a su hermano! ¿Es una esposa abandonada que llora sobre el gélido cadáver de su compañero? ¿Es el sollozo de una madre, a la que se le han secado los pechos, que llora por niño al que acaba de dar a luz?.. ... ¡y que muere sobre su regazo! ¡Qué horrible situación! ¡Qué penuria fatal! Necesitamos ayuda, y comida, y esperanza... y todo, todo nos falta... menos el amor a la patria. ¡Ya vuelve a amanecer, y aún no he encontrado a mi hijo!
Escena Tercera
(Eustaquio y Leonora)
ELEONORA (en la desolación extrema) Aurelio está perdido...
EUSTAQUIO ¡Él!... ¡Gran Dios!... ¡Perdido!... ¿Qué dijiste?... ¡Ah, explícate!
ELEONORA El fruto del dulce matrimonio que me unió a él, languidece desde hace varios días, y al ver que escaseaba el malsano alimento, su padre lo miró, se lamentó... planeó y decidió salvarlo...
EUSTAQUIO ¿Y bien?
ELEONORA En medio de las sombras de la noche, sigilosamente descendió al campamento enemigo.
EUSTAQUIO ¡Ay de mí, qué escucho!
ELEONORA Lo descubrieron...
EUSTAQUIO ¡Me estremezco!
ELEONORA Sonó el grito de la alarma...
EUSTAQUIO ¡Cielos!
ELEONORA La playa se cubrió de innumerables guerreros.
EUSTAQUIO ¡Hijo!...
ELEONORA Un torbellino de flechas lo persiguió...
EUSTAQUIO ¡Ay, qué terror!
ELEONORA Y el desdichado...
EUSTAQUIO Cálmate, su padre te está escuchando. ¡Oh, Dios, una terrible mano helada invade mis fibras! ¡La tierra tiembla! ¡El cielo se viste de luto para mí! ¡Se ha colmado mi capacidad de soportar tan cruel desgracia! ¡Ah, patria desventurada, tu soldado ha muerto!
ELEONORA ¡Un peligro mortal, amenaza el suelo patrio! ¡Afligido y languideciente, mi hijo me tiende los brazos en vano! En medio de tan profundo dolor Aurelio era mi único consuelo... Y ese consuelo, ¡ay, desdichada de mí! el destino me lo ha arrebatado.
Escena Cuarta
(Juan y los antedichos)
JUAN (llegando a toda prisa) ¡Señor!...
EUSTAQUIO ¡Observo que en tus ojos hay signos de alegría!...
JUAN (A Eustaquio) ¡Tu hijo vive y viene hacia acá!
EUSTAQUIO, ELEONORA ¡Que!...
EUSTAQUIO ¿Estoy despierto?
ELEONORA ¡No estoy delirando!
JUAN Casi a punto de caer, el mar le ofreció un camino de salvación... Y el valiente superó la prueba sin dudar.
EUSTAQUIO ¡Mi hijo!
ELEONORA ¡Esposo querido!
EUSTAQUIO, ELEONORA (con un gran arrebato la alegría) ¡Vive!... ¡Lo estrecharé contra mi pecho! ¡Por un instante olvido los males de la horrenda y prolongada guerra! ¡Por un momento el destino me sonríe! ¡Ah, alégrate, oh tierra natal, tu guerrero no ha partido! ¡Una estrella aún brilla en medio de la tormenta!
ELEONORA (A Juan) Trae a mí hijo.
(Juan sale por una puerta que conduce a las habitaciones del piso superior)
Que todo lo que entrañablemente desea en el mundo, cuando llegue aquí lo encuentre presente...
EUSTAQUIO ¿Hija, no escuchaste, el sonido de pasos?...
ELEONORA ¡Oh! ¡Cómo palpita mi corazón!
EUSTAQUIO, ELEONORA ¡Es él!
Escena Quinta
(Aurelio, Juan, que trae al pequeño Felipe, y algunos criados entran)
AURELIO ¡Ah, padre! ¡Esposa! ¡Hijo amado! ¿A quién estrecharé primero contra mi pecho? A mi corazón, amados míos, uníos en un solo abrazo...
(mientras que Eustaquio y Eleonora lo abrazan, Juan pone al niño en brazos de Aurelio. Todos lloran tiernamente)
¡Ah, ahora verdaderamente aprecio los días que me han sido otorgados! ¡Qué dulce es volver a ver la tierra donde descansan mis antepasados! ¡Derramo dulces lágrimas en la embriaguez de mi dicha!
(Después de dar rienda suelta a sus afectos, se desprende del abrazo secándose las lágrimas)
¡Basta... ah, basta! Seguimos los sagrados impulsos de la naturaleza, pero ya es hora de preocuparnos por los problemas que nos aquejan.
(A una señal de Aurelio, los sirvientes se llevan al niño)
¿Existe alguna esperanza para Calais, señor?
(Eustaquio alza los ojos al cielo lanza un profundo suspiro y calla)
¡Ah, comprendo!
ELEONORA ¡Ay, qué tiempos!
JUAN ¡Callas, pero tu silencio es muy locuaz! Ya se acerca la última hora de la patria.
ELEONORA ¡Mi pecho está congelado!
JUAN ¡Por ahora nada podemos hacer por ella!
AURELIO (con reproche) ¿Nada?
JUAN ¿Y qué podríamos hacer?
AURELIO Morir.
ELEONORA ¡Ay, cielos!
AURELIO Jamás languidece el coraje del valiente. La última gota de nuestra sangre, nuestro último aliento, será para la patria. ¡Caeremos iluminados por la gloria eterna!... ¡Incluso una derrota será para nosotros más radiante que cualquier victoria!
LOS DEMÁS ¡Tremendo suceso narrará la historia! ¡Patria infeliz, sólo quedará tu recuerdo!
JUAN Me han encomendado custodiar las murallas.
EUSTAQUIO Ocúpate de restaurar los recientes daños y las almenas que se derrumbaron bajo los relámpagos de los cañones atronadores.
(Juan se va)
ELEONORA ¿Y los tercos ingleses siguen rechazando la capitulación que la ciudad les propone?
EUSTAQUIO Al ser Felipe VI derrotado y el gobernador de Calais hecho prisionero, ha aumentado el orgullo de esos soberbios quienes han jurado la destrucción de todos nosotros.
AURELIO Y está claro que desean gobernar Calais en medio de los muros silenciosos y desiertos. Aquí no late un corazón que no arda de amor por el gobernante que Dios nos dio...
ELEONORA ¡Un fragor por el aire se difunde!...
EUSTAQUIO ¿Quién se acerca?
AURELIO ¡La ciudad retumba como el rugido de las olas en la playa!
EUSTAQUIO (a Juan, que regresa jadeante y pálido) ¿Qué sucede?
Escena Sexta
(Juan y los anteriores)
JUAN ¡El populacho avanza hacia aquí!... Un hombre furioso osa acusarte de los males que nos agobian. Proclama que mañana nos quedaremos sin comida. Un grito se eleva de todos pechos proclamándote como el más fuerte defensor de la patria y del rey. Sólo algunos inicuos se hacen eco de sus impías palabras... y él, furioso, irrumpe en este momento pidiendo sangre... ¡Ah! No me atrevo a decir más... Escucha.
UN DESCONOCIDO (con dos seguidores aún desde lejos) ¡Eustaquio!...
AURELIO ¡Traidores!
ELEONORA ¡Ah, sálvate!
EUSTAQUIO ¡No, aquí me quedaré!
Escena Séptima
(Armando, Juan, Pedro, Giacomo, soldados y un desconocido. Unos soldados se ubican en la entrada, cruzando sus picas, para impedir la entrada al desconocido)
EL DESCONOCIDO ¡Aquí está el impío!
(Señalando a Eustaquio que hace señas a los soldados para que bajen las armas)
DOS SEGUIDORES ¡Que muera, que muera!...
ELEONORA ¡Justo cielo!...
EUSTAQUIO ¡Heridme!
AURELIO, JUAN, ARMANDO GIACOMO, PEDRO ¡Ah! No...
(Todos acuden en defensa de Eustaquio con las espadas desenvainadas, pero él se presenta a los dos desaforados, ofreciendo su pecho: los atacantes quedan inmóviles, impresionados la intrepidez de Eustaquio)
EUSTAQUIO ¿Por qué dudáis? ¡En mi corazón clavad vuestras espadas parricidas!
(al desconocido y sus dos seguidores)
Gente ciega, desatad el vil furor que os guía hasta mí. ¡Ah, que mi sangre nunca reclame la venganza ante Dios! Anhelo morir sin ser vengado, perdonando vuestro delito.
AURELIO, ELEONORA, JUAN, ARMANDO, GIACOMO, PEDRO Ingratos, ¿no es éste vuestro padre, vuestro sostén? ¿Podríais inmolarlo a causa de vuestra inicua indignación? ¡Ay, tal crimen ofendería a Dios! El cielo haría que esta sangre recayera de nuevo sobre vosotros.
DOS SEGUIDORES (Para sí) Frente a esos sentimientos y esa actitud, la ira ya no me invade... No, no sabría cómo herir ese pecho... De mi mano, el acero cae. ¡Ay, tal crimen ofendería a Dios! El cielo haría que esta sangre recayera de nuevo sobre nosotros.
EL DESCONOCIDO (Para sí) Una inesperada y atroz dificultad desbarata mis planes... ¡Ah, tan fugaz como un relámpago fue la indignación en estos corazones! ¡Una horrible nube veo transitar sobre mi cabeza!... Ellos están más enloquecidos que tú. Plebeyos viles, que confían en mí. Intentémoslo de nuevo.
(A los secuaces)
¡Despertad, indignos atacad!
EUSTAQUIO Respondedme ¿de dónde surge tan ansia de sangre?
EL DESCONOCIDO ¡Es para castigar tu pérfida osadía! Al morir tú, el Rey de Inglaterra será magnánimo con el pueblo. Sólo tú eres el que alimenta en el pueblo las llamas de la ira.
EUSTAQUIO ¡Oh, con qué rayo de luz iluminaste mi mente! Mírame fijamente a la cara.
(El desconocido queda desconcertado y no se atreve a sostenerle la mirada)
¡Este hombre no es francés!
EL DESCONOCIDO (con manifiesta confusión) ¿Que?
EUSTAQUIO ¿Alguno aquí puede ofrecer garantías por él? ¿Quién puede testimoniar quienes son sus padres y antepasados?
(Se miran unos a otros)
Este silencio te arranca la máscara.
EL DESCONOCIDO ¡Qué!
EUSTAQUIO ¡Él es un inglés que ha urdido un astuto fraude!
EL PUEBLO ¡Es verdad!
EUSTAQUIO ¡Desmiénteme si puedes!
AURELIO, ELEONORA, JUAN ARMANDO, GIACOMO, PEDRO ¿A qué esperass?
EL DESCONOCIDO (Para sí) ¡Ah, estoy perdido!
(después de un momento de vacilación, se lanza para matar a Eustaquio)
AURELIO, JUAN, ARMANDO GIACOMO, PEDRO ¡Vil asesino!
(Lo desarman y lo derriban, alzando sus espadas para matarlo)
EUSTAQUIO ¡Deteneos! Morirá, pero no a espada.
(El espía es rodeado por soldados)
LOS DOS SEGUIDORES ¡Ah, un demonio nos sedujo!... Caigamos a sus pies.
(postrándose ante Eustaquio)
¡Señor, perdónanos!
EUSTAQUIO Levantaos y que este infame contemple lo clara y noble que será la enmienda de vuestro error. Antes de que perezcamos Víctimas de la horrible hambruna, salgamos a luchar contra el implacable conquistador británico. ¡Moriremos, sí, pero en el campo de batalla!
EL PUEBLO ¡Guíanos! ¡Sabremos morir contigo!
EUSTAQUIO, AURELIO, JUAN, ARMANDO GIACOMO, PEDRO, EL PUEBLO Unánime será el grito de guerra: ¡por la patria y por el rey!
(con extrema desesperación)
¡Como tigres anhelantes de matanzas caeremos sobre el despiadado enemigo, en nuestros ojos, en nuestros rostros, verán la ira extrema, la furia desesperada! ¡Correrán ríos de sangre, todo el campo de batalla será una tumba!
ELEONORA, MUJERES DEL PUEBLO Que el feroz toque de trompeta sea un terrible presagio de muerte. ¡El momento fatal se acerca! Llorar o rezar no cambia el destino. Nos persigue una maldición de sangre y la piedad ha muerto para nosotros.
EL DESCONOCIDO El momento terrible ha llegado. Para todos nosotros, el final está marcado. Me mataréis, pero sólo os precederé en vuestra destrucción. Mi sangre será lavada con la sangre de todo un pueblo.
(Los soldados forman secciones a las órdenes de sus oficiales, y divididos en varios escuadrones, toman diferentes direcciones. El pueblo sigue al alcalde. El espía es arrastrado afuera. Eleonora se retira y las mujeres se dispersan)
ACTO SEGUNDO
(Alcoba de Aurelio. Al fondo, una cama donde yace el pequeño Filippo. A un lado, la entrada a un oratorio)
Escena Primera
(Eleonora vela junto a la cama, mientras que Aurelio y su hijo duermen)
ELEONORA El breve descanso le permite dormir abrazado a su hijo... ¡Pronto sonará la hora fatal del combate sangriento y desesperado!...
(desde el oratorio se oye una tenue música)
Un grupo de mujeres desconsoladas gimen en voz baja al pie del altar...
VOCES DESDE EL ORATORIO El más devoto incienso y el llanto de los afligidos de Calais, cubra el manto de tu piedad, Señor.
(Eleonora se postra ante el sagrado umbral)
AURELIO (soñando) ¡Hijo!... ¡Detente, cruel!...
(Se sobresalta. La frente extremadamente pálida, la mirada perdida y el pecho sumamente agitado. Eleonora corre hacia su esposo)
¡Estaba soñando!... ¡Todo ya pasó!...
ELEONORA ¡Esposo!
AURELIO ¡Horribles imágenes!
ELEONORA ¡Dime, vamos, cuéntame!...
AURELIO Escucha. Las llamas devoradoras amenazaban a Calais... Yo, atravesado por mil estocadas, yacía herido... Cuando vi a un guerrero que agarraba por los cabellos... ¡a nuestro hijo! Para defenderlo quise levantarme, pero una multitud de ingleses me retenía en el suelo... Y el niño, sobre el cual pendía una inicua espada, volvió hacia mí su mirada, tendiéndome sus inocentes bracitos... ¡Ay, qué momentos! Entre sollozos de terror gritaba mi nombre, pero la cruel espada penetró en su corazón... ¡Ay, todavía siento que se me erizan los cabellos!
ELEONORA ¡Mal augurio!... hijo amado... Siento un escalofrío mortal en mi pecho... ¡Ay, Santo Cielo, borra esas imágenes de horror! ¡Preserva este precioso lirio de inocencia y candor!
(suena un toque de trompeta)
¡Tremendo sonido!
AURELIO Ha llegado el momento.
ELEONORA ¡Ah!
AURELIO Quédate aquí...
Escena Segunda
(Juan y los anteriores)
JUAN Aurelio, ¿dónde vas?
AURELIO ¡Al combate!
JUAN ¡No, detente! Traigo buenas noticias.
AURELIO, ELEONORA ¿Buenas noticias?
JUAN El rey inglés oyó la voz de la piedad y por fin aceptó pactar. Ha enviado un mensajero... Ya están los magistrados y todos los líderes reunidos...
ELEONORA ¡Qué alivio!
JUAN El destino de Calais se conocerá en breve. ¡Ven, ah, ven!
(parte)
ELEONORA ¡Oh, esposo mío!
AURELIO ¡Hijo mío... viviré para ti!
AURELIO, ELEONORA Un dulce pálpito de esperanza nació en mi pecho... Lloro, pero mis lágrimas son de consuelo y no de dolor. Mi boca no puede expresar plenamente mi felicidad, solo podría expresarla si el corazón pudiera hablar.
(Aurelio sale corriendo. Eleonora se retira con su hijo.
Cambio de escena
(Gran sala circular destinada a audiencias Públicas. Junto a la entrada, un mástil sobre el que flamea la bandera de Francia)
Escena Tercera
(El alcalde está sentado frente a una mesa cubierta de brocado, sobre la cual hay un documento listo para ser redactado. Los magistrados, los diputados de la ciudad y los oficiales franceses están situados en los escalones que circundan la sala. Armando y Juan están entre los militares; Giacomo y Pedro están entre los magistrados. Las puertas están custodiadas por guardias)
TODOS De un pueblo afligido se eleva al cielo un clamor lastimero, pidiendo misericordia. ¡Oh Padre de los miserables, oh Dios clemente, líbranos de las amenazas que nos acechan!
Escena Cuarta
(Los anteriores, Edmundo, Aurelio y un pelotón de soldados franceses. Edmundo se sienta frente a alcalde Eustaquio; Aurelio frente a los militares)
EUSTAQUIO ¡Heraldo, habla!
EDMUNDO Eduardo III, Rey de Inglaterra y Francia, perdona a los habitantes de Calais y les concede la gracia de la vida. Una sola condición exige... y ¡ay si os atrevéis a oponeros! Se concede hoy una tregua a las armas, día en que llega al campo de batalla la reina, triunfante de Escocia. El nuevo día marcará nuestro ataque final, y para vosotros el fin.
LOS SOLDADOS (Con ira mal reprimida) Dinos cuál es esa condición ya mismo.
EDMUNDO La suprema voluntad del monarca es que las ciudades rebeldes de Francia sean destruidas como severo castigo ejemplar. Para evitar eso, seis ciudadanos de Calais, de noble sangre, deben ser llevados al campamento inglés ceñidos de pesadas cadenas para que sobre ellos caiga la infamia y la muerte.
(Toda la Asamblea se pone de pie llena de horror)
LOS SOLDADOS (Para ellos) ¡Ay, qué golpe!
LOS MAGISTRADOS (Para ellos) ¡Muerte!
AURELIO (Para sí) ¡Infamia!
EUSTAQUIO (Para sí) Dios eterno, ¡qué oigo!
LA ASAMBLEA (Para ellos) ¡Esas palabras son para nosotros como un terrible rayo!
(Momento de angustioso silencio)
AURELIO, EUSTAQUIO GIACOMO, ARMANDO, PEDRO, ASAMBLEA, JUAN (Para sí) ¡En mi pecho corre un escalofrío más intenso que la muerte atroz!... ¡El aliento y la voz se detienen sobre los labios fríos! ¡Ya no, ya no late, horrorizado el corazón!
(Con fuerza cada vez mayor)
¡Las condiciones son crueles! ¡Es terrible! ¡Se nos pide demasiado! ¡Ya surge entre nosotros la cólera! ¡La ira sucede al terror!...
(mirándose los unos a los otros)
TODOS (excepto Eustaquio, para ellos) Somos víctimas del cruel destino, pero aún somos franceses.
EUSTAQUIO (Para sí) ¡Oh patria, me inflamas completamente, con tu poderoso amor!
AURELIO (desatando toda su indignación se vuelve hacia el heraldo, como una persona cegada por la ira) ¡Marchaos, y haced saber a quién os manda que aborrecemos el infame pacto! Que sepa el cruel que antes de doblegarse a sus deseos impíos, el pueblo de Calais sabrá caer presa de las llamas ardientes, y que aún sobre los muros crujientes y sobre las humeantes cenizas, sus nobles trofeos su trono levantará. Aquí cada uno de nosotros con mis mismas palabras te responde.
LOS OTROS FRANCESES (excepto Eustaquio. Exaltados y amenazantes) ¿Oíste? Y ahora vete.
(Edmundo, lleno de ira, está a punto de marcharse)
EUSTAQUIO Que cese, ah, que ahora cese vuestro extremo furor y las amenazas... Como magistrado supremo yo aquí respondo... ¡Que todos callen!
(La asamblea vuelve a estar en silencio. Al Heraldo)
Oye ahora tú mis palabras. Antes de que el sol se ponga en el mar, las seis víctimas serán llevadas al campamento del rey británico.
LOS OTROS FRANCESES ¡Que! ¿Aceptas las horribles condiciones?
EUSTAQUIO (siempre hablando al Heraldo) Te doy mi palabra.
EDMUNDO ¿Antes de que el sol se ponga en el mar?
EUSTAQUIO Tú lo has dicho. Y ahora, ve ante tu rey.
(Edmundo sale)
AURELIO Padre, ¡ay! ¿dime?...
LOS DEMÁS ¿Señor?...
(Todos rodean al alcalde, con horrible ansiedad)
EUSTAQUIO Todos los caminos para escapar nos cierra el destino. A nosotros sólo nos es dado morir en el campo de batalla...
(Nadie se muestra aterrorizado ante esta idea, es más, se eleva un grito feroz y unánime. "Muramos")
EUSTAQUIO ¡Pero caerán nuestras esposas y nuestros hijos en las garras del enemigo, y las vírgenes, y las afligidas madres y los desamparados!...
(Todos gimen consternados)
¡No! El alma valerosa de unos pocos salvará a toda una ciudad. Yo me escribiré el primero en la lista de condenados.
(se acerca a la mesa y escribe Su nombre en un papel)
AURELIO Detente...
JUAN, ARMANDO GIACOMO, PEDRO ¡Él!
LOS DEMÁS (entre el terror y la sorpresa) ¡Ah!
(Se despierta en muchos corazones una noble emulación: se observa a muchos grupos de personas que buscan alistarse, y de sus familiares que los retienen, hasta que los primeros, desprendidos de los brazos de estos, ponen su nombre en la lista, ante la admiración de los que los rodean. Esto sucede en el fondo de la escena, mientras que el diálogo entre Eustaquio y Aurelio tiene lugar en el frente)
AURELIO Con mi nombre cancelo el tuyo. Moriré por ti...
EUSTAQUIO Vana esperanza.
(deteniéndolo)
Ya he descendido al abismo.
(Giacomo de Wisants firma la lista)
LOS DEMÁS ¡De Wisants!
AURELIO Moriremos juntos...
(a punto de firmar, pero retenido por su padre)
EUSTAQUIO ¡Ah!... ¿Qué pretendes hacer?... Debes vivir por tu esposa...
(Firma Pedro Wisants)
LOS DEMÁS ¡Pedro!... ¿tú también?
AURELIO No...
EUSTAQUIO Retírate.
AURELIO ¿A qué esperas?
(firma Armando)
LOS DEMÁS ¡Armando!
EUSTAQUIO Obedece... te lo ordeno... Eres mi hijo.
(firma Giovanni d'Aire)
LOS DEMÁS ¡D'Aire!
AURELIO Soy un ciudadano de Calais.
(Se desprende de su padre, y corre hacia la mesa: muchos corren a firmar. Aurelio se los impide. Eustaquio lo abraza y lo cubre de lágrimas)
EUSTAQUIO Doy mis lágrimas a mi hijo, ¡mi sangre, oh patria, es para ti!
(El padre y el hijo quedan por unos instantes abrazados; los demás permanecen paralizados)
EUSTAQUIO (a los valientes que firmaron la lista) El sol ya empieza a ponerse. Cumplamos entonces el sacrificio. Ya he secado mis lágrimas. Vayamos ante el soberbio Eduardo.
AURELIO Que él vea brillar en nuestras miradas el orgullo de un triunfo.
LAS VICTIMAS ¡Vayamos!
EUSTAQUIO ¡Oh valientes, oh hermanos míos, este es el último momento en que podremos respirar los dulces aires nativos! Por última vez, aquí postrados y arrodillados, besemos la tierra que fue para nosotros cuna... y no será nuestra tumba!
(a las víctimas)
¡Alzad la mirada al Señor que nos aguarda!
(a los demás)
Y vosotros ¡orad!
(Todos caen de rodillas)
LAS VICTIMAS ¡Oh tierra sagrada, oh tierra natal, ha llegado la hora... adiós para siempre! Para salvarte vamos camino de la muerte, bendiciendo nuestra suerte; y cuando seamos acogidos en el cielo demandaremos al rey de reyes que, como recompensa por nuestra sangre, en su piedad, dirija su mirada sobre el reino de Francia.
LOS DEMÁS Mucha... es la angustia del corazón quebrantado... Las palabras... son interrumpidas... por el llanto... Pero Tú que desechas todo pensamiento fuente de vida, luz de verdad, a estos mártires del celo patrio ábreles las inmensas puertas del cielo... Que su recompensa sea sentarse a tu lado entre los ángeles.
(Se levantan y se despiden. Al salir, las víctimas pasan junto a la bandera, le dan fervientes besos y luego se marchan sin miedo; los restantes permanecen orando y llorando)
ACTO TERCERO
(Campamento inglés. A un lado, el magnífico pabellón del rey. En el fondo la playa, y una vista del tramo de mar que forma el Estrecho de Calais)
Escena Primera
(Eduardo)
EDUARDO Tan pronto como mi invicta esposa llegue a la orilla, para saludarla, haré que resuenen las trompetas de guerra.
(a un oficial que recibe la orden y se va)
¡El mensajero aún no regresa de la ciudad! El deseo impaciente arde en mis venas. Rebeldes, ¿y aún os atrevéis a desafiarme? Os pido sólo unas pocas gotas de sangre, cuando puedo derramar un mar...
Escena Segunda
(Edmundo y el Rey Eduardo)
EDMUNDO ¡Viva Inglaterra! El pacto que les ofrecisteis la ciudad lo aceptó.
EDUARDO ¿Y las víctimas?
EDMUNDO Las tendréis.
EDUARDO ¿Cuándo?
EDMUNDO En breve.
EDUARDO ¡Los obstáculos que se oponía a mi gloria finalmente han sido destruidos! En el futuro, todos serán triunfos y victorias para mí. Sobre Francia, Escocia y Albión existirá un sólo Rey. El esplendor de tres coronas ceñirá mi frente.
(Se oye un cañonazo y clamorosas voces de alegría)
Escena Tercera
(Algunos oficiales, luego la Reina con su séquito, soldados ingleses y los anteriores)
EDUARDO ¿Y bien?
OFICIALES ¡Entre alegres aplausos llega vuestra esposa!
(Eduardo va al encuentro de la reina. Las tropas forman para rendir honores)
SOLDADOS Astro del cielo británico, esplendor de las reinas, excelsa dama, ciñe tus cabellos con los laureles eternos, y que sea la derrotada Escocia el trofeo de tu valor.
EDUARDO ¡Noble esposa!
LA REINA Majestad. ¡Me lleno de estupor!
EDUARDO ¿Cuál es la razón?
LA REINA Esperaba encontraros dentro de Calais.
EDUARDO Pronto verás sus muros reducidos a cenizas, si se atreve a no aceptar mis mandatos.
(El campamento repite sus vítores a la reina)
El aplauso guerrero, por tus victorias, y el sonido de un inmenso júbilo despierta en mí un ardoroso amor. Quisiera darte, ¡oh, reina! como premio el trono del mundo entero... pero un alma noble encuentra mayor premio en sí misma.
SOLDADOS ¡Astro del cielo británico, triunfamos por ti!
LA REINA Elevad vuestros cánticos Dios, Pues Él triunfó a través mía.
(Eduardo lleva a la reina a un trono que se eleva frente a su tienda. Tiene lugar un homenaje a la vencedora de Escocia. Mientras todos están sumidos en la alegría, se escucha un sonido distante y lúgubre)
Escena Cuarta
(Eduardo, ansioso, va al encuentro de Edmundo)
EDMUNDO Señor, las víctimas solicitadas han llegado al campamento.
EDUARDO ¡Que sean conducidas a mi tienda!
(Edmundo se va)
Reina, debo ir a donde me requiere un asunto solemne... ¡Debo servir a una fatal obligación!
(Se va. La reina se retira con su cortejo. Se produce un silencio lúgubre)
SOLDADOS ¡Toda la alegría se disipó como un breve relámpago! ¡Una tristeza sombría y salvaje reina en el campamento! ¡Una escena horrible y fatal está por producirse!
(Se retiran en silencio)
Escena Quinta
(Interior de la tienda real, decorado con trofeos. La guardia del rey rodea el pabellón. Las víctimas están al fondo del mismo. Eduardo avanza seguido por los oficiales ingleses)
EDUARDO (sorprendido al ver al alcalde, para sí) ¡Eustaquio!
(se sienta en una mesa con la actitud más severa)
EUSTAQUIO (Pone las llaves de la ciudad ante el rey) Señor, sostuve mi palabra. Ahora vos deberéis mantener la vuestra. ¡Que la ciudad resurja desde el borde de la tumba!
EDUARDO La palabra es sagrada para un gobernante. Pero vosotros, rebeldes, que impugnasteis con insolente altivez los derechos a la corona de Francia que me transmitiera mí madre, preparaos a la muerte más oprobiosa.
EUSTAQUIO Una muerte sublime y gloriosa nos aguarda. Que el patíbulo, bañado con nuestra sangre, sea el altar del amor a la patria.
EDUARDO Que el hacha los ejecute... ¡Oh! ¿Qué fragor es ese?
(Voces fuera de la tienda, que gritan entre el llanto y la desesperación)
VOCES ¡Si en tu pecho encierras un corazón, muéstranos al monarca!
LAS VICTIMAS ¡Ah!
Escena Sexta
(Edmundo y los anteriores)
EDUARDO ¿Quién lanza esos gritos?
EDMUNDO Los familiares de los prisioneros. Tal vez los guíe una esperanza...
EDUARDO ¿Esperanza?... ¡Qué ilusos! ¡Que se marchen! ¡Échalos!
Escena Séptima
(Entran la reina y las familias de las víctimas)
LA REINA (que ha escuchado la orden de Eduardo) ¡Cielos!... ¿Por qué? ¡Dios no escucha a todos! Un rey es la imagen de Dios.
(Eduardo permanece vacilante. Eleonora y los demás familiares de las víctimas se arrojan a sus pies exclamando)
FAMILIARES DE LAS VÍCTIMAS ¡Oh señor, pedimos tu gracia!
EDUARDO En vano rogáis... La piedad tiene unos límites, y si se exceden, puede ser fatal.
(mira a la reina)
FAMILIARES DE LAS VÍCTIMAS ¿Y qué ordenáis?
EDUARDO El suplicio que he dispuesto para unos pocos, debe ser un ejemplo para muchos.
FAMILIARES DE LAS VÍCTIMAS ¡No, revocad!...
EUSTAQUIO ¡Levantaos! Que el dolor tenga un límite. No podéis cancelar los decretos del Señor. Separémonos, y no lloremos, que la gloria permanezca con vosotros. Los enemigos en el momento extremo son forzados a admirarse. ¡Adiós hijos; nos volveremos a encontrar en la patria de los elegidos!
JUAN ¡Oh, esposa!
GIACOMO ¡Oh, hermana mía!...
ARMANDO ¡Padre!
FAMILIARES DE LAS VÍCTIMAS ¡Ven a mí pecho!
(cada uno abraza a su ser querido: esposo, Hermano o hijo)
ELEONORA Esposo...
AURELIO Mujer... vete.
ELEONORA ¡Ay, al menos, bendice a tu hijo!
AURELIO (Hace arrodillarse al niño y extiende la mano derecha sobre su cabeza dirigiendo los ojos al cielo. Lo levanta, y lo cubre de besos) Duplica los besos de mi parte, querida mía... La vida de los héroes enseña con mi tormento. Tu madre permanecerá contigo...
(a Leonora)
Todavía tienes a tu hijo. Dame un último abrazo... ¡Adiós... para siempre... adiós! El llanto, vanamente reprimido, brota de mis ojos...
(con voz desgarradora y estallando en lágrimas)
¡Finalmente soy un hombre!... ¡Soy un padre!... ¡No tengo el corazón de una fiera!...
LA REINA, OFICIALES INGLESES ¡Ese amargo llanto, ningún corazón humano puede soportarlo!
LAS VÍCTIMAS, FAMILIARES ¡Semejante dolor no puede soportarlo un corazón humano!
EDUARDO ¡Oh, qué escena tan triste!... ¡Ay, cuánto me cuesta a mí rigor!
LAS VICTIMAS (reavivando toda su constancia y volviéndose hacia los guardias) Los conducís al martirio.
LOS OFICIALES INGLESES ¡Qué valor!
LA REINA ¡Deteneos!
(a Eduardo)
Como hija de un rey y vencedora me postro ante vos... Si me es lícito esperar merced, aquí la imploro, a vuestras plantas... Que los trofeos no se machen con esta sangre generosa... Ceded... ¡Ah, ceded, esposo invicto, a mis lágrimas... a mis plegarias!
OFICIALES INGLESES (en tono suplicante) Gran monarca...
EDUARDO Vos ganáis...
(levantando a la reina)
¡Les concedo el perdón!
LAS VICTIMAS ¡Cielos!...
FAMILIARES DE LAS VÍCTIMAS. ¿Será cierto? ¡Oh, alegría inmensa!
LA REINA Que sea proclamado a todo el campamento el perdón que se les ha otorgado... y que la ciudad se regocije.
(A una señal de Edmundo se abre la carpa: algunos oficiales cruzan el campo, para difundir el auspicioso anuncio)
OFICIALES INGLESES FAMILIARES DE LAS VICTIMAS ¡Tú, más grande que tú mismo, derramas, oh señor, la misericordia!
(Eustaquio, abraza a su hijo contra su pecho, se acerca al rey; su emoción no le permite hablar. Cae a los pies de Eduardo, para expresar su gratitud. Los que iban a acompañarlo al patíbulo lo imitan: el rey los levanta, y abraza a Eustaquio. Estruendoso grito de alegría)
TODOS (excepto Eduardo) Mientras perduren los siglos se escucharán los ecos de tus lauros. Que no tengas más deseos de otras coronas y otros laureles. Triunfaste sobre el olvido, reinarás sobre todo el orbe. Grande es un rey si tiene siempre la justicia al lado de su trono; pero si concede el perdón en la tierra, el rey es un dios.
EDUARDO ¡Este júbilo me es mucho más grato que un triunfo!
(Los habitantes de Calais se han encaramado en las murallas. La bandera de la paz ondea en el campamento y en las torres de la ciudad. Se abren las puertas y el rey y la reina, se dirigen hacia ellas seguidos por los rehenes y todo el ejército inglés)
Digitalizado y traducido por José Luis Roviaro 2022 |