Scena Nona
(Gabinetto nel castello che mette all'interno delle
stanze di Anna)SMETON
(solo)
È sgombro il loco.
Ai loro uffici intente
stanno altrove le ancelle,
e dove alcuna me qui vedesse,
ella pur sa
che in quelle recondite stanze,
anco talvolta,
ai privati concenti
Anna m'invita.
(si cava dal seno un ritratto)
Questa da me rapita
cara immagine sua,
ripor degg'io pria
che si scopra l'ardimento mio.
Un bacio, un bacio ancora,
adorate sembianze...
Addio, addio, beltade
che sul mio cor posavi
e col mio core palpitar sembravi.
Addio!
Ah! parea che per incanto
rispondessi al mio soffrire;
che ogni stilla del mio pianto
risvegliasse un tuo sospir.
A tal vista il core audace
pien di speme e di desir,
ti scopria l'ardor vorace
che non oso a lei scoprir.
A tal vista, ecc.
Addio, beltade,
che sul cor posavi,
addio, beltade,
beltade, addio! Ah!
Ah! parea che per incanto, ecc.
(va per entrar nell'appartamento)
Odo rumor.
Si appressa a queste stanze alcun...
...troppo indugiai...
(si cela dietro una cortina)
Scena Decima
(Anna e Rochefort entrano)
ANNA
Basta, basta
tropp'oltre vai,
troppo insisti, o fratello.
ROCHEFORT
Un sol momento
ti piaccia udirlo:
alcun periglio, il credi,
correr non puoi...
bensì lo corri, e grave,
se fai col tuo rigore
che il duol soverchi
ogni ragione in lui.
ANNA
Ahimè!
e cagion del suo ritorno fui!
Ebben, mel guida,
e veglia attento
si che a noi non giunga alcuno
che a me fedel non sia.
ROCHEFORT
Riposa in me.
(Rochefort esce)
Scena Undicesima
SMETON
(affacciandosi guardingo)
Nè uscir poss'io!
ANNA
Debole fui,
dovea ferma negar
non mai vederlo. Ahi!
vano di mia ragion consiglio;
non ne ascolta
la voce il cor codardo
Scena Dodicesima
(Percy arriva)
ANNA
Eccolo! io tremo!
io gelo!
PERCY
Anna!
ANNA
Riccardo!
Sien brevi i detti nostri,
cauti, sommessi.
A rinfacciarmi forse
vieni la fè tradita?
Ammenda, il vedi,
ampia ammenda ne feci:
ambiziosa, un serto io volli,
e un serto ebb'io di spine
PERCY
Io ti veggo infelice,
e l'ira ha fine.
La fronte mia solcata
vedi dal duolo:
io tel perdono;
io sento che, a te vicino,
de' miei passati affanni
potrei scordarmi,
come, giunto a riva,
il naufrago nocchier
i flutti oblia.
Ogni tempesta mia
in te si acqueta
e vien da te mia luce...
ANNA
Misero!
e quale speme or ti seduce?
Non sai che
moglie sono?
Che son regina?
PERCY
Ah! non lo dir.
Nol debbo, nol vo saper.
No, no, no,
Anna per me tu sei,
Anna soltanto.
Ed io non son l'istesso
Riccardo tuo?
quel che t'amò cotanto...
quel che ad amare
t'insegnò primiero?
E non t'abborre il Re...
ANNA
Mi abborre, è vero.
PERCY
S'ei t'abborre.
io t'amo ancora,
qual t'amava in basso stato:
qual t'amava in basso stato,
qual t'amava t'amo ancora.
Meco oblia di sposo ingrato
il disprezzo ed il rigor.
Un amante che t'adora
non posporre a rio signor,
no, no, no, no, Anna,
un amante che t'adora, ecc.
ANNA
Ah! non sai che i miei legami,
come sacri, orrendi sono,
come sacri, sono orrendi;
che con me s'asside in trono
il sospetto ed il terror!...
Ah! mai più,
s'è ver che m'ami,
non parlar con me d'amor,
no, no, no, Riccardo!
Ah! mai più,
s'è ver che m'ami
non parlar con me d'amor...
...non parlar, non parlar, ecc.
PERCY
Anna, t'amo! ...Anna!
ANNA
Ah! mai più, mai più,
se m'ami
non parlar con me d'amor!
PERCY
Ah, crudele!
ANNA
Forsennato!
fuggi, va...
ten fo preghiera.
PERCY
No, giammai.
ANNA
Ne oppone il fato
invincibile barriera.
PERCY
Io la sprezzo.
ANNA
in Inghilterra
non ti trovi il nuovo albor.
PERCY
Ah! cadavere sotterra
ei mi trovi...
o teco ancor.
ANNA
Fuggi!
PERCY
No.
ANNA
Riccardo!
PERCY
Sotterra!
ANNA
Ah! Per pietà del mio spavento,
dell'orrore in cui mi vedi
cedi ai prieghi, ai pianto cedi,
ci divida e terra e mar.
Cerca altrove un cor felice,
cui non sia delitto amar.
Per pietà!
per pietà!
Ah! cerca altrove, ecc.
PERCY
Al tuo piè trafitto e spento io cadrò,
se tu lo chiedi:
ma ch'io resti mi concedi
solamente a sospirar.
Presso a te mi fia
contento il soffrir
ed il penar, ecc.
ANNA
Parti!
PERCY
Crudele!
Ah! cadavere sotterra ei mi trovi,
o teco ancor, ecc.
ANNA
(agitata)
Va..., il voglio...
Ten fo preghiera... Va..., va!...
...Deh! no, no, no, no, no,
per pietà, del mio spavento...
PERCY
Ah crudele!
ANNA
... dell'orrore in cui mi vedi...
... cedi ai prieghi,
al pianto cedi...
PERCY
No, non posso, no, crudele!
ANNA
...ci divida e terra e mar.
Cerca altrove un cor felice, ecc.
PERCY
Presso te mi fa contento, ecc.
ANNA
Alcun potria ascoltarti in queste mura.
PERCY
Partirò...
ma dimmi pria: ti vedrò?
... prometti,.. giura.
ANNA
No. Mai più.
PERCY
Mai più! Mai più!
Sia questa la risposta al tuo giurar,
(snuda la spada per trafiggersi)
ANNA
(gettando un grido)
Ah! che fai...
PERCY
No!
ANNA
...spietato!
Scena Tredicesima
(Smeton entra)
SMETON
Arresta!
ANNA
Giusto cielo!
PERCY
Non t'appressar.
(Vogliono scagliarsi uno contro
l'altro)
ANNA
Deh! Fermate, fermate,
io son perduta, son perduta!
Giunge alcuno..,
io più non reggo.
(se abbandona)
Scena Quattordicesima
ROCHEFORT
(entra accorrendo spaventato)
Ah! Sorella!
SMETON
Ella è svenuta,
ROCHEFORT
Giunge il Re.
SMETON
Il Re!!
PERCY
Il Re!!
Scena Quindicesima
ENRICO
(entrando)
Che veggo?
Destre armate in queste soglie;
in mia reggia nudi acciar!
Olà, guardie!
Scena Sedicesima
(Alla voce del Re accorrono i cortigiani,
le dame, i paggi ed i soldati. Indi Giovanna Seymour)
PERCY
Avversa sorte!
CORO
Che mai fu?
SMETON
Che dir? che far?
PERCY
Avversa sorte!
ENRICO
Tace ognuno,
è ognun tremante!
Quai mistero,
qual misfatto or qui s'ordia?
Io già leggo nel sembiante,
io vi leggo,
che compiuta è l'onta mia:
testimonio è il regno intero
che costei
tradiva il Re.
SMETON
Sire... ah! Sire...
non e vero,
io lo giuro ai vostro pie!
ENRICO
Tanto ardisci!
Al tradimento già si esperto,
o giovinetto?
SMETON
Uccidetemi s'io mento:
nudo, inerme,
io v'offro il petto.
ENRICO
Cosi esperto!
SMETON
Si nudo, inerme, ecc.
(gli cade il ritratto di Anna)
ENRICO
Qual monile?
SMETON
Oh Ciel!
ENRICO
Che vedo?
SMETON
Oh Ciel!
ENRICO
Al mio sguardo appena il credo!
Del suo nero tradimento
ecco il vero accusator.
PERCY
Anna! oh angoscia!
SMETON
Oh! mio spavento.
PERCY
Anna! Anna!
SMETON
Oh, spavento!
ANNA
(rinviene)
Ove sono?
ENRICO
(mostra il ritratto)
Ecco il tradimento!
ANNA
Ove sono?...
Ah mio Signor!
(si avvicina ad Enrico: egli è
fremente. Tacciono tutti, abbassano gli occhi)
ANNA
In quegli sguardi
impresso il tuo sospetto io vedo;
ma, per pietà lo chiedo,
non condannarmi, o Re,
no, no, no, no, deh!
per pietà, no condannarmi,
o Re.
Lascia che il core oppresso
torni fra poco in sè.
ENRICO
Del tuo nefando eccesso
vedi in mia man la prova.
Il lagrimar non giova,
fuggi lontan da me.
Poter morire adesso
meglio saria per te
poter morir, meglio saria per te.
ROCHEFORT
(fra sè)
Ah! L'ho perduta
...io stesso,
colma ho la sua sventura!
Il giorno a me s'oscura,
non mi sostiene il piè.
Poter morire adesso
meglio saria per me.
PERCY
(fra sè)
Cielo! Un rivale in esso,
un mio rival felice?
E me l'ingannatrice
volea bandir da sè?
Ah! tutta ti sfoga,
adesso ira del fato in me,
si, in me.
Poter morir adesso
meglio saria per me.
GIOVANNA
(fra sè)
All'infelice appresso
poss'io trovarmi,
oh cielo!
Ah! preso d'orror,
de gelo ah,
como il mio cor non è.
Spense il mio nero eccesso
ogni virtude in me.
SMETON
(fra sè)
Ah! l'ho perduta io stesso,
colma ho la sua sventura!
Il giorno a me s'oscura,
non mi sostiene il piè.
ENRICO
Del tuo nefando eccesso, ecc.
ANNA
No, non condannarmi,
ah, lascia che il core torni in sè.
Non condannarmi, no, o Re
Lascia che il core oppresso
torni per poco in sè.
No, no, non condannarmi, o Re.
ENRICO
In separato carcere
tutti costor sian tratti.
ANNA
(atterrata)
Tutti?
ENRICO
Si.
ANNA
Deh! Sire...
ENRICO
Scostati!
ANNA
Un detto sol...
ENRICO
Ritratti!
ANNA
Ah! Sire...
ENRICO
Scostati!
GIOVANNA, SMETON,
PERCY, ROCHEFORT
(fra sè)
È scritto il...
suo morir, è...
ENRICO
Il separato carcere.
GIOVANNA, SMETON,
PERCY Y ROCHEFORT
....scritto il suo morir.
ANNA
Un detto, un detto solo!
ENRICO
Non io; sol denno i giudici
la tua discolpa udir.
ANNA
Giudici! ad Anna
Ad Anna! Giudici! Ah!
Ah! segnata è la mia sorte,
se mi accusa chi condanna.
Ah! di legge si tiranna
al poter soccomberò.
Ma scolpata dopo morte,
e assoluta appien sarò.
Ma scolpata dopo morte, ecc.
Ah! segnata è la mia sorte, ecc.
Un detto solo!
Deh! per pietade,
Non scacciarmi,
non condannarmi!
Ascolta, ah, sposo! Ah!
PERCY, GIOVANNA,
SMETON, ROCHEFORT
Ah! segnata è la sua sorte;
a sfuggirla ogni opra è vana:
arte in terra, o forza umana
mitigarla omai non può.
Nel mio cor è già la morte,
e la morte ancor non ho.
Ah! segnata e la mia sorte, ecc.
ENRICO
(ad Anna)
Sì, segnata
e la tua sorte,
è la tua sorte,
se un sospetto aver poss'io
Chi divide il soglio mio
macchia in terra
aver non può.
Scostati! Va! Ritratti!
Mi fia pena la tua morte,
ma la morte a te darò.
CORO
Ah! di quanti avversa sorte
mali afflisse il soglio inglese,
si, ah! quanti mali!
Un funesto in lui non scese
pari a quello
che scoppiò.
Innocenza
ha qui la morte
che il delitto macchinò,
Si, ecc
ANNA
Non condannarmi!
ENRICO
Va!
ANNA
No! M'ascolta!
ENRICO
No!
ANNA
Un sol detto!
ENRICO
Scostati!
CORO
No!
ANNA
Un detto... solo!
ENRICO
Va!
CORO
No!
ANNA
Ah! si! m'ascolta, ah!
Ah! segnata è la mia sorte, ecc...
...Ma scolpata
dopo morte, ecc.
GIOVANNA, SMETON
PERCY, ROCHEFORT
Ah! segnata e la mia sorte, ecc.
CORO
Innocenza a qui la morte ecc.
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Escena Novena
(Gabinete que comunica con los aposentos de Ana,
en el Castillo de Windsor) SMETON
(solo)
El lugar está vacío.
Las doncellas ocupadas en sus tareas
están en otro lugar,
y si alguna me viera aquí,
sabe que a veces,
Ana me invita
a sus habitaciones más íntimas
para que le dé
conciertos en privado.
(saca un medallón con un retrato)
Esta querida imagen suya
por mí robada,
debo regresar antes que sea
descubierto mi atrevimiento.
Un beso, un beso ahora,
adorado semblante...
Adiós, adiós, beldad
que en mi corazón te posaste,
y con él pareces palpitar.
¡Adiós!
¡Ah! parecía que por encanto
respondieras a mis sufrimientos;
que cada lágrima de mi llanto
despertara un suspiro tuyo.
Cuando lo vio mi corazón audaz,
pleno de esperanza y deseo,
te descubrió la pasión voraz
que no osó a ella confesar.
Cuando lo vio, etc.
Adiós beldad,
que en mi corazón te posaste,
¡adiós, beldad!,
¡beldad, adiós! ¡Ah!
¡Ah! parecía que por encanto
(oye que alguien viene)
Oigo un ruido.
Alguien viene hacia estos aposentos...
... demasiado me demoré...
(se esconde tras un cortinaje)
Escena Décima
(Ana entra seguida por Rochefort)
ANA
Basta, basta,
vas demasiado lejos,
insistes demasiado, hermano.
ROCHEFORT
Concédele la gracia
de escucharle un solo instante:
créeme, ningún peligro...
podrás correr...
pero lo correrás, y grave,
si haces con tu rigor que el dolor
haga desmoronarse en él
el buen sentido.
ANA
¡Ay de mí!
¡El motivo de su retorno yo he sido!
Está bien, tráelo a mi presencia,
y vigila atento
que no venga nadie
que no sea leal a mi persona.
ROCHEFORT
Confía en mí.
(Rochefort va a la otra habitación
a vigilar)
Escena Undécima
SMETON
(mirando desde entre los tapices y para sí)
¡No puedo salir!
ANA
Cuán débil fui;
debí negarme firmemente
a verlo... ¡ay!
vano consejo de mi razón;
no escucha esa voz
mi temerario corazón.
Escena Duodécima
(Se oyen los pasos de Percy que llega)
ANA
¡Aquí está! ¡Tiemblo!
¡Me hielo!
PERCY
¡Ana!
ANA
¡Ricardo!
Sean breves nuestras palabras,
cautas y con voz sumisa.
¿Quizás vienes
a reprocharme mi traición?
Enmienda, ya lo ves,
gran enmienda he hecho por ella:
ambiciosa, quise una corona,
y una corona obtuve, pero de espinas.
PERCY
Te veo infeliz,
y mi ira se calma.
Mira mi frente
por el dolor surcada:
yo te perdono;
siento que, a tu lado,
podría olvidarme
de los sufrimientos pasados,
como el náufrago que,
al llegar a la orilla,
olvida las olas de la tormenta.
Todas mis tempestades
en ti se aquietan, y de ti
viene toda mi luz...
ANA
¡Desgraciado!
¿Cuál es ahora la esperanza
que en ti impera?
¿No sabes que casada estoy?
¿Que soy reina?
PERCY
¡Ay! ¡No lo digas!
No debo, no quiero saberlo.
¡No, no, no!
Ana eres tan sólo para mí,
sólo Ana.
¿No soy yo acaso
tu mismo Ricardo de siempre?
¿Aquél que te amó...
... que te enseñó
a amar primero?
¿Acaso no te aborrece, el rey?
ANA
Me aborrece, es cierto.
PERCY
Si él te aborrece, yo aún te amo,
como te amaba cuando eras pobre,
como te amaba cuando eras pobre,
como te amaba entonces,
te amo ahora.
Conmigo olvida el desprecio
y el rigor de un esposo ingrato.
A un amante que te adora
no apartes por tan perverso señor,
no, no, no, no Ana,
no apartes por ... etc.
ANA
¡Ay! No sabes que mis lazos
tan sagrados como horrendos son,
tan sagrados como horrendos son;
¡que conmigo se sientan en el trono
la sospecha y el terror!...
¡Ay! Nunca más,
si es cierto que me amas,
hables conmigo de amor,
¡No, no, no, ¡Ricardo!
¡Ay! Nunca más,
si es cierto que me amas,
hables conmigo de amor...
... no hables conmigo, no hables...
PERCY
¡Ana, te amo! ...¡Ana!!
ANA
¡Ay! ¡Nunca más, nunca más,
se es cierto que me amas,
hables conmigo de amor!
PERCY
¡Ah, cruel!
ANA
¡Loco!
¡Huye, vete...
te lo ruego!
PERCY
¡No, jamás!
ANA
Se opone entre nosotros
una barrera infranqueable.
PERCY
La desprecio.
ANA
Que en Inglaterra
no te encuentre el nuevo día.
PERCY
¡Ah! Que cadáver bajo tierra
me encuentre...
O aún contigo.
ANA
¡Huye!
PERCY
No.
ANA
¡Ricardo!
PERCY
¡Bajo tierra!
ANA
¡Ah! Por piedad hacia mi espanto,
del horror en que me ves,
cede a mis ruegos, a mi llanto cede,
que nos separen tierra y mar.
¡Busca en otra parte un corazón feliz
para el que no sea un delito amar!
¡Por piedad,
por piedad!
¡Ah! Busca en otra parte, etc.
PERCY
Traspasado y moribundo
a tus pies caeré,
si tú lo pides:
pero concédeme quedarme
sólo para suspirar.
Cerca de ti, los sufrimientos
y las penas serán mi felicidad, etc.
ANA
¡Márchate!
PERCY
¡Cruel!
¡Ah! Que el nuevo día me encuentre
cadáver bajo tierra, o aún contigo, etc.
ANA
(presa de gran agitación)
Vete... lo ordeno...
Te lo ruego... fuera... ¡fuera!
...¡Ah! No, no, no, no, no
por piedad hacia mi espanto...
PERCY
¡Ah, cruel!
ANA
... del horror en que me ves...
... cede a mis ruegos,
a mi llanto cede...
PERCY
¡No, no puedo, no, cruel!
ANA
... que nos separen tierra y mar.
Busca en otra parte un corazón feliz, etc.
PERCY
Cerca de ti, los sufrimientos y las penas, etc.
ANA
Alguien podría oírte en este lugar.
PERCY
Partiré... pero dime primero:
¿Te volveré a ver?...
¡Promételo!... ¡Júralo!
ANA
No. Nunca más.
PERCY
¡Nunca más! ¡Nunca más!
Que ésta sea la respuesta a tus juramentos.
(Dispuesto a matarse, desenvaina su
espada)
ANA
(sin poder reprimir un grito)
¡Ah! ¿Qué haces?
PERCY
¡No!
ANA
... ¡Despiadado!
Escena Decimotercera
(Smeton sale de su escondite hacia Percy)
SMETON
¡Detente !
ANA
¡Santo Cielo!
PERCY
¡No te acerques!
(Smeton y Percy están próximos a
pelearse)
ANA
¡Deteneos! ¡Deteneos!
¡Estoy pérdida, perdida!
Alguien llega...
Ya no aguanto más...
(se desmaya)
Escena Decimocuarta
ROCHEFORT
(entra en el gabinete agitadísimo)
¡Ah! ¡Hermana!
SMETON
Se ha desvanecido.
ROCHEFORT
El rey viene hacia aquí.
SMETON
¿El rey?
PERCY
¿El rey?
Escena Decimoquinta
ENRIQUE
(entrando)
¿Qué veo?
Manos armadas en estas salas;
¡en mi residencia espadas desnudas!
¡Guardias, a mí!
Escena Decimosexta
(Al oír la voz del rey llegan los cortesanos y los
guardias. Poco después también llega Juana)
PERCY
¡Destino adverso!
CORTESANOS
¿Qué ha sucedido?
SMETON
¿Qué decir? ¿Qué hacer?
PERCY
¡Destino adverso!
ENRIQUE
¡Todos callan,
todos están temblando!
¿Qué misterio,
qué delito aquí se urdía?
En vuestro semblante
ya leo, ya leo,
que completa es mi deshonra:
el reino entero es testigo
de que esta mujer
acaba de traicionar al rey.
SMETON
¡Señor! ¡Oh, señor!..
No es cierto,
lo juro a vuestros pies.
ENRIQUE
¡A tanto te atreves!
¿En la traición tan experto eres,
jovencito?
SMETON
Matadme si yo miento:
desnudo e inerme
os ofrezco mi pecho.
ENRIQUE
¡Tan experto!
SMETON
Sí, desnudo e inerme etc.
(se le cae el medallón con el
retrato de Ana)
ENRIQUE
¿Qué es esa joya?
SMETON
¡Oh, cielos!
ENRIQUE
¿Qué es lo que veo?
SMETON
¡Oh, cielos!
ENRIQUE
Lo que veo, ¡a duras penas puedo creer!
De su negra traición
he aquí la verdad acusadora.
PERCY
¡Ana! ¡Oh, angustia!
SMETON
¡Oh, espanto!
PERCY
¡Ana! ¡Ana!
SMETON
¡Oh, espanto!
ANA
(vuelve en sí)
¿Dónde estoy?
ENRIQUE
(mostrándole el medallón)
¡He aquí tu traición!
ANA
¿Dónde estoy?...
¡Ah, mi señor!
(Ana se aproxima a Enrique. Él
tiembla de ira. Todos están callados.)
ANA
Reflejada en vuestra mirada
la sospecha veo;
pero, por piedad os lo pido,
que no me condenéis, ¡oh, rey!
no, no, no, no,
por piedad, no me condenéis,
¡oh, rey!
Dejad que mi corazón oprimido
dentro de poco vuelva en sí.
ENRIQUE
De tu abominable exceso,
mira en mi mano la prueba.
El llorar no te ayudará;
huye lejos de mí.
Poder morir ahora
mejor sería para ti,
poder morir, mejor sería para ti.
ROCHEFORT
(para sí)
¡Ay!
¡Yo la he perdido...
¡Yo mismo he colmado su desventura!
El día se oscurece para mí,
y no puedo sostenerme en pié.
Poder morir ahora
mejor sería para mí.
PERCY
(para sí, refiriéndose a Smeton)
¡Cielos! Tengo un rival en él,
¿un feliz rival?
¿Por eso quería la ingrata
alejarme de su lado?
¡Ah! Sobre mí desahoga,
toda su ira el destino,
sí, sobre mí.
Poder morir ahora
sería lo mejor para mí.
JUANA
(para sí)
No puedo soportar
hallarme junto a la infeliz,
¡oh, cielos!
¡Ah! Tan helado y
tan preso de horror,
como lo está mi corazón, no hay.
Mi oscuro crimen ha borrado
de mí, todas las virtudes.
SMETON
(para sí)
¡Ay! ¡Yo la he perdido, yo mismo,
he colmado su desventura!
El día se oscurece para mí,
y no puedo sostenerme en pie.
ENRIQUE
De tu abominable exceso..., etc.
ANA
No, no me condenes;
ah, deja que mi corazón vuelva en sí.
No me condenes, no, oh rey.
Deja que mi corazón oprimido
dentro de poco vuelva en sí.
No, no, no me condenes, oh rey.
ENRIQUE
Que en celdas separadas
todos sean encerrados.
ANA
(aterrorizada)
¿Todos?
ENRIQUE
Sí.
ANA
¡Ay! Señor...
ENRIQUE
¡Apártate!
ANA
Sólo una palabra...
ENRIQUE
¡Retírate!
ANA
¡Ay! Señor...
ENRIQUE
¡Apártate!
JUANA, SMETON,
PERCY, ROCHEFORT
(para sí)
Está firmada...
... su muerte, está...
ENRIQUE
En celdas separadas.
JUANA, SMETON,
PERCY, ROCHEFORT
...firmada está su muerte.
ANA
¡Tan sólo una palabra, una sola!
ENRIQUE
A mí no; solamente los jueces
tu defensa deben escuchar.
ANA
¿Jueces para Ana?
¡Jueces para Ana! ¡Ay de mí!
¡Ah! Decidida está mi suerte,
si quien me acusa es quien condena.
¡Ah! ¡Sucumbiré al poder
de una ley tirana!
Pero justificada después de mi muerte,
totalmente absuelta seré.
Pero justificada después de mi muerte, etc.
¡Ah! Decidida está mi suerte, etc.
¡Tan sólo una palabra!
¡Ay! por piedad,
¡No me repudiéis,
no me condenéis!
¡Escuchadme, esposo! ¡Ay de mí!
PERCY, JUANA,
SMETON, ROCHEFORT
¡Ah! Decidida está mi/su suerte;
cualquier escapatoria es en vano:
ninguna argucia en la tierra
o fuerza humana mitigarlo podrá.
La muerte está ya en mi corazón,
pero aún no me han matado.
¡Ah! Decidida está mi suerte, etc.
ENRIQUE
(dirigiéndose a Ana)
Sí, tu suerte
está decidida,
si una sola sospecha
puedo abrigar.
Quien comparte mi solio
una sola mancha,
en la tierra no puede tener.
¡Apártate! ¡Vete! ¡Retírate!
Quizás me dé pena tu muerte,
pero muerte he de darte.
DAMAS Y CORTESANOS
¡Ay! De todos los males
que por la adversidad
afligen al solio inglés,
sí, de todos los males,
no hubo otro
tan funesto
como el que acaba de estallar.
La inocencia tendrá aquí la muerte
que el mal preparó.
Sí, etc.
ANA
¡No me condenes!
ENRIQUE
¡Vete!
ANA
¡No! ¡Escúchame!
ENRIQUE
¡No!
ANA
¡Una sola palabra!
ENRIQUE
¡Apártate!
CORO
¡No!
ANA
¡Una sola... palabra!
ENRIQUE
¡Vete!
CORO
¡No!
ANA
¡Ay de mí! ¡Escúchame, ah!
¡Ah! Mi suerte está
decidida, etc.
...Pero justificada después de mi muerte, etc.
JUANA, SMETON
PERCY, ROCHEFORT
¡Ah! Mi suerte está decidida, etc.
DAMAS Y CORTESANOS
La inocencia tendrá aquí la muerte, etc.
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